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  1. #1
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    Predefinito Alla mia nazione (P.P.P.)

    Siccome non riesco a mettere il file Audio su questo forum, visto che le mie conoscenze in informatica sono assai limitate, vi invito a vedere e ad ascoltare l'articolo in questione, credo che ne valga la pena...

    http://coc.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1176102

    Avviso ai visitatori:
    Siccome l'audio di sottofondo si confonde con l'audio dell'articolo, suggerirei intanto di tenere il volume basso, poi una volta aperta la pgina disattivare l'audio di sottofondo utilizzando i suoi comndi nella colonna a destra in alto sotto la tools....

  2. #2
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    Predefinito la poesia della tradizione

    per farmi perdonare dell'umore funereo del commento postato sul tuo blog, ti dedico questa poesia di P.P.P. che credo fra le sue migliori...

    LA POESIA DELLA TRADIZIONE

    (Pier Paolo Pasolini- da Trasumanar e organizzar, 1971)


    Oh generazione sfortunata!
    Cosa succederā domani, se tale classe dirigente—
    quando furono alle prime armi
    non conobbero la poesia della tradizione
    ne fecero un'esperienza infelice perché senza
    sorriso realistico gli fu inaccessibile
    e anche per quel poco che la conobbero, dovevano dimostrare
    di voler conoscerla sė ma con distacco, fuori dal gioco.
    Oh generazione sfortunata!
    che nell'inverno del '70 usasti cappotti e scialli fantasiosi
    e fosti viziata
    chi ti insegnō a non sentirti inferiore —
    rimuovesti le tue incertezze divinamente infantili —
    chi non č aggressivo č nemico del popolo! Ah!
    I libri, i vecchi libri passarono sotto i tuoi occhi
    come oggetti di un vecchio nemico
    sentisti l'obbligo di non cedere
    davanti alla bellezza nata da ingiustizie dimenticate
    fosti in fondo votata ai buoni sentimenti
    da cui ti difendevi come dalla bellezza
    con l'odio razziale contro la passione;
    venisti al mondo, che č grande eppure cosė semplice,
    e vi trovasti chi rideva della tradizione,
    e tu prendesti alla lettera tale ironia fintamente ribalda,
    erigendo barriere giovanili contro la classe dominante del passato
    la gioventų passa presto; oh generazione sfortunata,
    arriverai alla mezza etā e poi alla vecchiaia
    senza aver goduto ciō che avevi diritto di godere
    e che non si gode senza ansia e umiltā
    e cosė capirai di aver servito il mondo
    contro cui con zelo Ģportasti avanti la lottaģ:
    era esso che voleva gettar discredito sopra la storia — la sua;
    era esso che voleva far piazza pulita del passato — il suo;
    oh generazione sfortunata, e tu obbedisti disobbedendo!
    Era quel mondo a chiedere ai suoi nuovi figli di aiutarlo
    a contraddirsi, per continuare;
    vi troverete vecchi senza l'amore per i libri e la vita:
    perfetti abitanti di quel mondo rinnovato
    attraverso le sue reazioni e repressioni, sė, sė, č vero,
    ma sopratutto attraverso voi, che vi siete ribellati
    proprio come esso voleva, Automa in quanto Tutto;
    non vi si riempirono gli occhi di lacrime
    contro un Battistero con caporioni e garzoni
    intenti di stagione in stagione
    né lacrime aveste per un'ottava del Cinquecento,
    né lacrime (intellettuali, dovute alla pura ragione)
    non conosceste o non riconosceste i tabernacoli degli antenati
    né le sedi dei padri padroni, dipinte da
    —e tutte le altre sublimi cose
    non vi farā trasalire (con quelle lacrime brucianti)
    il verso di un anonimo poeta simbolista morto nel
    la lotta di classe vi cullō e vi impedė di piangere:
    irrigiditi contro tutto ciō che non sapesse di buoni sentimenti
    e di aggressivitā disperata
    passaste una giovinezza
    e, se eravate intellettuali,
    non voleste dunque esserlo fino in fondo,
    mentre questo era poi fra i tanti il vostro dovere,
    e perché compiste questo tradimento?
    per amore dell'operaio: ma nessuno chiede a un operaio
    di non essere operaio fino in fondo
    gli operai non piansero davanti ai capolavori
    ma non perpetrarono tradimenti che portano al ricatto
    e quindi all'infelicitā
    oh sfortunata generazione
    piangerai, ma di lacrime senza vita
    perché forse non saprai neanche riandare
    a ciō che non avendo avuto non hai neanche perduto:
    povera generazione calvinista come alle origini della borghesia
    fanciullescamente pragmatica, puerilmente attiva
    tu hai cercato salvezza nell'organizzazione
    (che non puō altro produrre che altra organizzazione)
    e hai passato i giorni della gioventų
    parlando il linguaggio della democrazia burocratica
    non uscendo mai della ripetizione delle formule,
    ché organizzar significar per verba non si porėa,
    ma per formule sė,
    ti troverai a usare l'autoritā paterna in balia del potere
    imparlabile che ti ha voluta contro il potere,
    generazione sfortunata!
    Io invecchiando vidi le vostre teste piene di dolore
    dove vorticava un'idea confusa, un'assoluta certezza,
    una presunzione di eroi destinati a non morire —
    oh ragazzi sfortunati, che avete visto a portata di mano
    una meravigliosa vittoria che non esisteva!



  3. #3
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    Predefinito

    Poesia poco conosciuta, ma che merita.
    E' la poesia che chiude la raccolta "la nuova gioventų", pubblicata nell'anno della sua morte.
    Significativamente, č dedicata a un giovane fascista. Alcune parole dure, ma anche la voglia di dialogare che traspare nettamente dal testo, e a questo giovane fascista Pasolini affida idealmente le sue ultime volontā.
    Buona lettura

    Saluto e Augurio

    A č quasi sigųr che chista
    a č la me ultima poesia par furlān;
    e i vučj parlāighi a un fassista
    prima di essi (o ch’al sedi) massa lontān.


    [Č quasi sicuro che questa č la mia ultima poesia in friulano: e voglio parlare a un fascista, prima che io, o lui, siamo troppo lontani. ]

    Al č un fassista zōvin,
    al varā vincia un, vincia doi āins:
    al č nassųt ta un paės,
    e al č zut a scuela in sitāt.

    [Č un fascista giovane, avrā ventuno, ventidue anni: č nato in un paese ed č andato a scuola in cittā.]

    Al č alt, cui ociāj, il vistėt
    gris, i ciavičj curs:
    quand ch’al scumėnsia a parlāmi
    i crot ch’a no’l savedi nuja di politica

    [Č alto, con gli occhiali, il vestito grigio, i capelli corti: quando comincia a parlarmi, penso che non sappia niente di politica]

    e ch’al serci doma di difindi il latėn
    e il grec, cuntra di me; no savėnt
    se ch’i ami il latin, il grec - e i ciavičj curs.
    Lu vuardi, al č alt e gris coma un alpėn.

    [e che cerchi solo di difendere il latino e il greco contro di me; non sapendo quanto io ami il latino, il greco - e i capelli corti. Lo guardo, č alto e grigio come un alpino.]

    "Ven cā, ven cā, Fedro.
    Scolta. I vučj fati un discors
    ch’al somča un testamėnt.
    Ma recuārditi, i no mi fai ilusiōns

    [ "Vieni qua, vieni qua, Fedro. Ascolta. Voglio farti un discorso che sembra un testamento. Ma ricordati, io non mi faccio illusioni
    su di te: ]

    jo i sai ben, i lu sai,
    ch’i no ti ās, e no ti vōus včilu,
    un cōur libar, e i no ti pos essi sinsčir:
    ma encia si ti sos un muārt, ti parlarāi.

    [io so, io so bene, che tu non hai, e non vuoi averlo, un cuore libero, e non puoi essere sincero: ma anche se sei un morto, io ti parlerō. ]

    Difėnt i palčs di morār o aunār,
    in nomp dai Dius, grecs o sinčis.
    Moųr di amōur par li vignis.
    E i fics tai ors. I socs, i stecs.

    [Difendi i paletti di gelso, di lontano, in nome degli Dei, greci o cinesi. Muori d’amore per le vigne. Per i fichi negli orti. I ceppi, gli stecchi. ]

    Il ciaf dai to cunpāins, tosāt.
    Difėnt i ciamps tra il paės
    e la campagna, cu li so panolis,
    li vas’cis dal ledān. Difėnt il prat

    [Per il capo tosato dei tuoi compagni. Difendi i campi tra il paese e la campagna, con le loro pannocchie abbandonate. Difendi il prato]

    tra l’ultima ciasa dal paės e la roja.
    I ciasāj a somčjn a Glėsiis:
    giolt di chista idea, tčnla tal cōur.
    La confidensa cu’l soreli e cu’ la ploja,

    [ tra l’ultima casa del paese e la roggia. I casali assomigliano a Chiese: godi di questa idea, tienila nel cuore. La confidenza col sole e con la pioggia, ]

    ti lu sas, a č sapiensa santa.
    Difėnt, conserva prea. La Repųblica
    a č drenti, tal cuārp da la mari.
    I paris a ān serciāt, e tornāt a serciā

    [lo sai, č sapienza sacra. Difendi, conserva, prega! La Repubblica č dentro, nel corpo della madre. I padri hanno cercato e tornato a cercare]

    di cā e di lā,
    nass’nt, murėnt,
    cambiānt: ma son dutis robis dal passāt.
    Vuei: difindi, conservā, preā. Tas:
    la to ciamesa ch’a no sedi

    [di qua e di lā, nascendo, morendo, cambiando: ma son tutte cose del passato. Oggi: difendere, conservare, pregare. Taci! Che la tua camicia non sia]

    nera, e nencia bruna. Tas! Ch’a sedi
    ’na ciamesa grisa. La ciamesa dal siun.
    Odia chej ch’a volin dismōvisi
    e dismintiāssi da li Paschis...

    [nera, e neanche bruna. Taci! che sia una camicia grigia. La camicia del sonno. Odia quelli che vogliono svegliarsi, e dimenticarsi delle Pasque... ]

    Duncia, fantāt dai cialsėns di muārt,]
    i ti āi dita se ch’a volin i Dius
    dai ciamps. Lā ch’i ti sos nassųt.
    Lā che da frut i ti ās imparāt

    [Dunque, ragazzo dai calzetti di morto, ti ho detto ciō che vogliono gli Dei dei campi. Lā dove sei nato. Lā dove da bambino hai imparato ]

    i so Comandamėns. Ma in Sitāt?
    Scolta. Lā Crist a no’l basta.
    A coventa la Gl’sia: ma ch’a sedi
    moderna. E a coventin i puōrs.

    [i loro Comandamenti. Ma in Cittā? Lā Cristo non basta. Occorre la Chiesa: ma che sia moderna. E occorrono i poveri ]

    Tu difėnt, conserva, prea:
    ma ama i puōrs: ama la so diversitāt.
    Ama la so voja di vivi bessōj
    tal so mond, tra pras e palās

    [Tu difendi, conserva, prega: ma ama i poveri: ama la loro diversitā. Ama la loro voglia di vivere soli nel loro mondo, tra prati e palazzi ]

    lā ch’a no rivi la perāula
    dal nustri mond; ama il cunfėn
    ch’a ān segnāt tra nu e lōur;
    ama il so dialčt inventāt ogni matina,

    [dove non arrivi la parola del nostro mondo; ama il confine che hanno segnato tra noi e loro; ama il loro dialetto inventato ogni mattina, ]

    par no fassi capė; par no spartė
    cun nissųn la so ligria.
    Ama il sorel di sitāt e la miseria
    dai laris; ama la ciar da la mama tal fė.

    [ per non farsi capire; per non condividere con nessuno la loro allegria. Ama il sole di cittā e la miseria dei ladri; ama la carne della mamma nel figlio]

    Drenti dal nustri mond, dis
    di no essi borghčis, ma un sant
    o un soldāt: un sant sensa ignoransa,
    un soldāt sensa violensa.

    [ Dentro il nostro mondo, dė di non essere borghese, ma un santo o un soldato: un santo senza ignoranza, o un soldato senza violenza.]

    Puarta cun mans di sant o soldāt
    l’intimitāt cu’l Re, Destra divina
    ch’a č drenti di nu, tal siųn.
    Crot tal borghčis vuārb di onestāt,

    [Porta con mani di santo o soldato l’intimitā col Re, Destra divina che č dentro di noi, nel sonno. Credi nel borghese cieco di onestā,]

    encia s’a č ’na ilusiōn: parsč
    che encia i parons, a ān
    i so parōns, a son fis di paris
    ch’a stan da qualchi banda dal momd.

    [anche se č un’illusione: perché anche i padroni hanno i loro padroni, e sono figli di padri che stanno da qualche parte nel mondo.]

    Basta che doma il sintimėnt
    da la vita al sedi par diciu cunpāin:
    il rest a no impuārta, fantāt cun in man
    il Libri sensa la Perāula.

    [Č sufficiente che solo il sentimento della vita sia per tutti uguale: il resto non importa, giovane con in mano il Libro senza la Parola. ]

    Hic desinit cantus. Ciāpiti
    tu, su li spalis, chistu zčit plen.
    Jo i no pos, nissun no capirčs
    il scāndul. Un veciu al ā rispičt

    [Hic desinit cantus. Prenditi tu, sulle spalle, questo fardello. Io non posso: nessuno ne capirebbe lo scandalo. Un vecchio ha rispetto]

    dal judissi dal mond; encia
    s’a no ghi impuarta nuja. E al ā rispičt
    di se che lui al č tal mond. A ghi tocia
    difindi i so sgnerfs indebulės,

    [del giudizio del mondo: anche se non gliene importa niente. E ha rispetto di ciō che egli č nel mondo. Deve difendere i suoi nervi, indeboliti,]

    e stā al zoųc ch’a no’l ā mai vulųt.
    Ciāpiti su chistu pčis, fantāt ch’i ti mi odiis:
    puārtilu tu. Al lus tal cōur. E jo ciaminarai
    lizčir, zint avant, sielzėnt par sempri
    la vita, la zoventųt.

    [e stare al gioco a cui non č mai stato. Prenditi tu questo peso, ragazzo che mi odii: portalo tu. Risplende nel cuore. E io camminerō leggero, andando avanti, scegliendo per sempre la vita, la gioventų.]

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da miro renzaglia Visualizza Messaggio
    per farmi perdonare dell'umore funereo del commento postato sul tuo blog, ti dedico questa poesia di P.P.P. che credo fra le sue migliori...
    Carissimo,
    Non hai bisogno di scusarti il tuo apporto č cmq un piacere, a prescindere dal tuo stato umorale del momento, come ho avuto giā modo di dirti comprendo e mi adeguo.

    Bella anche questa di poesia ho un solo rammarico, quello che a causa della cultura di destra in cui sono cresciuto, di aver conosciuto tardi Pasolini. Forse non č stato un male anche perchč oggi riesco a comprenderne il significato,
    mentre allora non ne sarei stato capace tanto ero preso ad irridere chi la pensava diversamente.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da ZioBenny Visualizza Messaggio
    Carissimo,
    Non hai bisogno di scusarti il tuo apporto č cmq un piacere, a prescindere dal tuo stato umorale del momento, come ho avuto giā modo di dirti comprendo e mi adeguo.

    Bella anche questa di poesia ho un solo rammarico, quello che a causa della cultura di destra in cui sono cresciuto, di aver conosciuto tardi Pasolini. Forse non č stato un male anche perchč oggi riesco a comprenderne il significato,
    mentre allora non ne sarei stato capace tanto ero preso ad irridere chi la pensava diversamente.

    Involontariamente ho dato risposta anche alla poesia postata da Cristiano...

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da ZioBenny Visualizza Messaggio
    Siccome non riesco a mettere il file Audio su questo forum, visto che le mie conoscenze in informatica sono assai limitate, vi invito a vedere e ad ascoltare l'articolo in questione, credo che ne valga la pena...

    http://coc.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1176102

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    Siccome l'audio di sottofondo si confonde con l'audio dell'articolo, suggerirei intanto di tenere il volume basso, poi una volta aperta la pgina disattivare l'audio di sottofondo utilizzando i suoi comndi nella colonna a destra in alto sotto la tools....
    Siccome so che a molti di voi la prosa piace, soprattutto s'č ben fatta , e questa lo č, porto su (in alto) questo post proprio per dar modo a quanti non hanno avuto la fortuna di vederlo di di poterci dare uno sguardo...

    (la modestia mi fa difetto lo so )

 

 

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