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  1. #1
    Barbudo
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    Predefinito Nationa-anarchism e anarchismo di 'destra'

    Ciao a tutti

    volevo aprire una discussione per sapere il vostro parere, da anarchici, delle correnti da me sopra descritte. In rete da tempo ho trovato informazioni relative alla corrente dei 'nazional-anarchici' molto diffusa in Germania e UK, che si rifà ad un anarchismo 'etnico' : comunità autosufficiente, chiusa, autarchica e identitaria. Democrazia diretta e assenza di autorità. Che poi si riconosce nel piu' vasto senso di 'nazione'.

    Nel caso del c.d. anarchismo di 'destra', che non è una vera e propria corrente, in quanto non ha degli esponenti che si sono dichiarati tali, ma hi li ha studiati e li studia li ascrive a quello, si possono citare nomi come Friederich Nietszche e il suo 'oltre-uomo' e, naturalmente, Max Stirner con il suo 'unico' proprietario di sè stesso e della propria volontà affermativa sulla società, e in ultimo Evola, molto amato a Destra radicale che con l'opera 'Cavalcare la tigre' accenna, appunto, ad una certa visione dell'anarchismo aristocratico.
    A mio parere l'anarchismo di 'destra' (cui sono vicino) è, appunto, volontà di potenza, affermazione, individualismo aristocratico, anti-moralismo ed anti-materialismo. Inoltre io penso che un anarchico di 'destra', non vedo nello Stato il principale nemico, poichè anch'esso potrebbe essere strumento della propria affermazione, non ama il caos fine a sè stesso, è nichilista ma arriva a pensare che un possibile nuovo ordinamento, che non sia necessariamente statuale comunque, possa essere il solo strumento per la sua rinascita spirituale e umana.
    Se ho detto cazzate bacchettatemi, ma ho spiegato il mio pensiero. A voi.

    •   Alt 

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  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da Barbudo Visualizza Messaggio
    Ciao a tutti

    volevo aprire una discussione per sapere il vostro parere, da anarchici, delle correnti da me sopra descritte. In rete da tempo ho trovato informazioni relative alla corrente dei 'nazional-anarchici' molto diffusa in Germania e UK, che si rifà ad un anarchismo 'etnico' : comunità autosufficiente, chiusa, autarchica e identitaria. Democrazia diretta e assenza di autorità. Che poi si riconosce nel piu' vasto senso di 'nazione'.

    Nel caso del c.d. anarchismo di 'destra', che non è una vera e propria corrente, in quanto non ha degli esponenti che si sono dichiarati tali, ma hi li ha studiati e li studia li ascrive a quello, si possono citare nomi come Friederich Nietszche e il suo 'oltre-uomo' e, naturalmente, Max Stirner con il suo 'unico' proprietario di sè stesso e della propria volontà affermativa sulla società, e in ultimo Evola, molto amato a Destra radicale che con l'opera 'Cavalcare la tigre' accenna, appunto, ad una certa visione dell'anarchismo aristocratico.
    A mio parere l'anarchismo di 'destra' (cui sono vicino) è, appunto, volontà di potenza, affermazione, individualismo aristocratico, anti-moralismo ed anti-materialismo. Inoltre io penso che un anarchico di 'destra', non vedo nello Stato il principale nemico, poichè anch'esso potrebbe essere strumento della propria affermazione, non ama il caos fine a sè stesso, è nichilista ma arriva a pensare che un possibile nuovo ordinamento, che non sia necessariamente statuale comunque, possa essere il solo strumento per la sua rinascita spirituale e umana.
    Se ho detto cazzate bacchettatemi, ma ho spiegato il mio pensiero. A voi.
    Se fossi in te toglierei dall'elenco il nome di Friederich Nietzche visto che il suo ubermensch con il pensiero di destra non centra nulla. Togli quel nome e mettici quello di sua sorella, la furbetta mediocre che con la sua interpretazione personale e utilitarista dell'opera nietzschana ci ha speculato assai a braccetto con certa destra xenofoba.
    Evola invece semplicemente non è che uno pseudo-pensatore che mischia esoterismo e politica in maniera imbarazzante. Stirner è un anarchico del filone egoistico (uso il termine in maniera neutra) e non credo possa essere associato ad una visione di destra dell'anarchismo.
    Tu stai facendo confusione di termini a parer mio, anarchia viene dal greco. An (alfa privativo che nega la parola successiva) e archia (potere) = assenza di potere, inteso come potere castrante e accentrato permanentemente nelle mani di qualcuno o di un istituzione riconosciuta.
    Il problema è quindi politico, quelli che tu enunci sono valori etici e dunque fuori dal campo di pertinenza dell'anarchismo. Oltretutto trovo che sia un ossimoro parlare di anarchia aristocratica, non sò mi fa tanto di archeofuturismo.
    Personalmente sono convinto che l'idea di creare una comunità chiusa in sè stessa simile al giardino epicureo sia destinata a fallire per due motivi: la prima è che oggi la contaminazione culturale e sociale è quantomeno inevitabile, secondo è destinata ad un futuro di breve durata in quanto tenta di escludere l'esterno senza cambiarlo.
    Ecco la mia opinione.

    A luta continua

  3. #3
    Barbudo
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da Sandinista Visualizza Messaggio
    Se fossi in te toglierei dall'elenco il nome di Friederich Nietzche visto che il suo ubermensch con il pensiero di destra non centra nulla. Togli quel nome e mettici quello di sua sorella, la furbetta mediocre che con la sua interpretazione personale e utilitarista dell'opera nietzschana ci ha speculato assai a braccetto con certa destra xenofoba.
    Evola invece semplicemente non è che uno pseudo-pensatore che mischia esoterismo e politica in maniera imbarazzante. Stirner è un anarchico del filone egoistico (uso il termine in maniera neutra) e non credo possa essere associato ad una visione di destra dell'anarchismo.
    Tu stai facendo confusione di termini a parer mio, anarchia viene dal greco. An (alfa privativo che nega la parola successiva) e archia (potere) = assenza di potere, inteso come potere castrante e accentrato permanentemente nelle mani di qualcuno o di un istituzione riconosciuta.
    Il problema è quindi politico, quelli che tu enunci sono valori etici e dunque fuori dal campo di pertinenza dell'anarchismo. Oltretutto trovo che sia un ossimoro parlare di anarchia aristocratica, non sò mi fa tanto di archeofuturismo.
    Personalmente sono convinto che l'idea di creare una comunità chiusa in sè stessa simile al giardino epicureo sia destinata a fallire per due motivi: la prima è che oggi la contaminazione culturale e sociale è quantomeno inevitabile, secondo è destinata ad un futuro di breve durata in quanto tenta di escludere l'esterno senza cambiarlo.
    Ecco la mia opinione.

    A luta continua
    Sandinista, tu hai una visione di 'sinistra', permeata dal una certa influenza marxiana probabilmente e sei portato a pensarla in questo modo.
    Di certo commetteresti un errore de associassi Nietzsche alla sinistra, perchè quanto di più lontano da lei. Concordo sul fatto che quegli storici che hanno considerato N. precursore del Nazismo, non hanno capito niente del suo pensiero, ma torno a ribadire che ciò che io interpreto della sua veltaschaaung, è molto coerente con un certo nichilismo.
    Non hai forse compreso il mio pensiero che ho descritto.
    Io sono molto vicino alla corrente stirneriana, nel senso che interpreto un certo anarchismo individuale, rapportando un pensiero e delle azioni alla mia dimensione di vita. Non mi interessa piu' di tanto entrare in simbiosi con concetti rivoluzionari estesi, in quanto fondo la mia causa sul nulla , appunto, cioè su me stesso.
    Dico di 'Destra', perchè in fondo la mia visione non è un anarchismo classico, o meglio, non è l'anarchia. L'anarchismo è una condizione, un atteggiamento, permeato di ribellismo e rifiuto delle convenzioni che siano politiche, economiche, morali o religiose, diverse dalla lotta anarchica per arrivare al superamento dello stato.
    Penso che dentro a questa condizione generale di nichilismo, si possa essere 'contro' pur non avendo un'ideologia volta all'abbattimento del sistema stesso, creando una dimensione personale, dove il singolo lotta, ma per affermare sè stesso, la sua volontà e i suoi bisogni.
    Spero tu mi abbia capito.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Barbudo Visualizza Messaggio
    Sandinista, tu hai una visione di 'sinistra', permeata dal una certa influenza marxiana probabilmente e sei portato a pensarla in questo modo.
    Di certo commetteresti un errore de associassi Nietzsche alla sinistra, perchè quanto di più lontano da lei. Concordo sul fatto che quegli storici che hanno considerato N. precursore del Nazismo, non hanno capito niente del suo pensiero, ma torno a ribadire che ciò che io interpreto della sua veltaschaaung, è molto coerente con un certo nichilismo.
    Non hai forse compreso il mio pensiero che ho descritto.
    Io sono molto vicino alla corrente stirneriana, nel senso che interpreto un certo anarchismo individuale, rapportando un pensiero e delle azioni alla mia dimensione di vita. Non mi interessa piu' di tanto entrare in simbiosi con concetti rivoluzionari estesi, in quanto fondo la mia causa sul nulla , appunto, cioè su me stesso.
    Dico di 'Destra', perchè in fondo la mia visione non è un anarchismo classico, o meglio, non è l'anarchia. L'anarchismo è una condizione, un atteggiamento, permeato di ribellismo e rifiuto delle convenzioni che siano politiche, economiche, morali o religiose, diverse dalla lotta anarchica per arrivare al superamento dello stato.
    Penso che dentro a questa condizione generale di nichilismo, si possa essere 'contro' pur non avendo un'ideologia volta all'abbattimento del sistema stesso, creando una dimensione personale, dove il singolo lotta, ma per affermare sè stesso, la sua volontà e i suoi bisogni.
    Spero tu mi abbia capito.
    Ho capito perfettamente ma personalmente sono portato a non considerare gli ideali anarchici come ascrivibili anche a sfere di pertinenza dell'etica e della morale, per cui forse come hai accennato tu sarebbe meglio se tu più che di anarchia parlassi di nichilismo in quanto questa parola meglio ingloba sia una visione politica associabile all'anarchismo ottocentesco a cui mi pare tu faccia riferimento (ed allora qui ha senso anche il tuo discorso sull'interpretazione nichilista nietzschana) sia la sfera dell'Etica nichilista.
    Comunque da quanto leggo mi pare di vedere un cambimento rispetto alle tue posizioni euroasiatiche di qualche tempo fa. Mi sbaglio?
    Un ultima cosa solamente, lungi da me dare di Nietzsche un interpretazione marxista, al massimo concordo con le posizioni del Nietzsche rielaborato negli anni Settanta da Deleuze e Guattari.
    Sostanzialmente credo che Nietzsche sia stato uno di quei rari filosofi che hanno creato una frattura permanente tra il prima ed il dopo. Come per Socrate o per Heidegger o per Unamuno o per Marx si dovebbe parlare a volte di tempo nella storia della filosofia parlando di prima di Nietzsche e dopo Nietzsche.
    A mio parere se sei interessato a questo tipo di nichilismo anarchico potresti approfondire la conoscenza di personaggi come Necaev e di gruppi come la Narodnaya Volya.

    A luta continua

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  5. #5
    Barbudo
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    Citazione Originariamente Scritto da Sandinista Visualizza Messaggio
    Ho capito perfettamente ma personalmente sono portato a non considerare gli ideali anarchici come ascrivibili anche a sfere di pertinenza dell'etica e della morale, per cui forse come hai accennato tu sarebbe meglio se tu più che di anarchia parlassi di nichilismo in quanto questa parola meglio ingloba sia una visione politica associabile all'anarchismo ottocentesco a cui mi pare tu faccia riferimento (ed allora qui ha senso anche il tuo discorso sull'interpretazione nichilista nietzschana) sia la sfera dell'Etica nichilista.
    Comunque da quanto leggo mi pare di vedere un cambimento rispetto alle tue posizioni euroasiatiche di qualche tempo fa. Mi sbaglio?
    Un ultima cosa solamente, lungi da me dare di Nietzsche un interpretazione marxista, al massimo concordo con le posizioni del Nietzsche rielaborato negli anni Settanta da Deleuze e Guattari.
    Sostanzialmente credo che Nietzsche sia stato uno di quei rari filosofi che hanno creato una frattura permanente tra il prima ed il dopo. Come per Socrate o per Heidegger o per Unamuno o per Marx si dovebbe parlare a volte di tempo nella storia della filosofia parlando di prima di Nietzsche e dopo Nietzsche.
    A mio parere se sei interessato a questo tipo di nichilismo anarchico potresti approfondire la conoscenza di personaggi come Necaev e di gruppi come la Narodnaya Volya.

    A luta continua

    A luta continua
    Si , il mio pensiero per anni è stato permeato dal marxismo prima e dal nazional-comunismo dopo, mi infatuai di Eurasiatismo e destra radicale. Poi, appunto, letture come Nietzsche, Stirner, Junger, mi hanno fatto avvicinare un pò di più alle loro figure (Super-uomo, Unico, Anarca). Forse le mie idee non poggiano su una base concreta e sono un pò poco organizzate, ma come te lo ho spiegate prima all'incirca si fondano, come dici tu, su una visione nichilista, ma senza dubbio lontana dal marxismo e l'anarco-collettivismo.
    Il mio, come detto prima, è più un anarchismo (tu hai detto ottocentesco, ma a cosa fai riferimento?) che anarchia. Non mi impunto a lottare per un nuovo sistema, ma per forgiare la mia forza di singolo rispetto alle istituzioni che mi opprimono e mi circondano (stato, morale, società, mercato, etc...), e creare le basi per la mia affermazione (non in senso autoritario, ma spirituale e morale) e volontà.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Barbudo Visualizza Messaggio
    Si , il mio pensiero per anni è stato permeato dal marxismo prima e dal nazional-comunismo dopo, mi infatuai di Eurasiatismo e destra radicale. Poi, appunto, letture come Nietzsche, Stirner, Junger, mi hanno fatto avvicinare un pò di più alle loro figure (Super-uomo, Unico, Anarca). Forse le mie idee non poggiano su una base concreta e sono un pò poco organizzate, ma come te lo ho spiegate prima all'incirca si fondano, come dici tu, su una visione nichilista, ma senza dubbio lontana dal marxismo e l'anarco-collettivismo.
    Il mio, come detto prima, è più un anarchismo (tu hai detto ottocentesco, ma a cosa fai riferimento?) che anarchia. Non mi impunto a lottare per un nuovo sistema, ma per forgiare la mia forza di singolo rispetto alle istituzioni che mi opprimono e mi circondano (stato, morale, società, mercato, etc...), e creare le basi per la mia affermazione (non in senso autoritario, ma spirituale e morale) e volontà.
    Te l'ho detto. Da quello che dici mi sembra che tu parli di un tipo di nichilismo anarchico che fa riferimento a Necaev , alla Nardonaya Volya, a un certo Turgenev. Lo stesso Bonnot è a cavallo tra Ottocento e Novecento.

    A luta continua

  7. #7
    Barbudo
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    Te l'ho detto. Da quello che dici mi sembra che tu parli di un tipo di nichilismo anarchico che fa riferimento a Necaev , alla Nardonaya Volya, a un certo Turgenev. Lo stesso Bonnot è a cavallo tra Ottocento e Novecento.

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    Esatto. E' anche vero che Bonnot fa riferimento ad un certo anarchismo proletario e filo-comunardo, pur essendo lui un anarchico individualista, ma forse nella prassi, come me, più che nell'idea. Anche perchè, e smentiscimi se pensi che dica castroneria, penso che l'anarchismo individualista sia sostanzialmente più una prassi che un'idea concreta. L'anarchismo inteso come sistema e non come dottrina, in qualche modo deve poggiare più su presupposti collettivisti per reggere meglio la sfida della sua concretizzazione. La stessa idea di Stirner, della cosiddetta 'società degli unici', alla fin fine è utopia, non credo sia possibile che una società possa reggersi sull'autosufficienza di ogni singolo e con l'assenza di mutualismo, necessario per reggere la baracca generale.
    Torno a dire che sono infatuato dall'anarchismo individualista come prassi, non come finalità rivoluzionaria. La mia finalità è il nichilismo attivo, migliorare me stesso per affermarmi.

    PS: ma ci siamo solo noi in questo forum?

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Barbudo Visualizza Messaggio
    Esatto. E' anche vero che Bonnot fa riferimento ad un certo anarchismo proletario e filo-comunardo, pur essendo lui un anarchico individualista, ma forse nella prassi, come me, più che nell'idea. Anche perchè, e smentiscimi se pensi che dica castroneria, penso che l'anarchismo individualista sia sostanzialmente più una prassi che un'idea concreta. L'anarchismo inteso come sistema e non come dottrina, in qualche modo deve poggiare più su presupposti collettivisti per reggere meglio la sfida della sua concretizzazione. La stessa idea di Stirner, della cosiddetta 'società degli unici', alla fin fine è utopia, non credo sia possibile che una società possa reggersi sull'autosufficienza di ogni singolo e con l'assenza di mutualismo, necessario per reggere la baracca generale.
    Torno a dire che sono infatuato dall'anarchismo individualista come prassi, non come finalità rivoluzionaria. La mia finalità è il nichilismo attivo, migliorare me stesso per affermarmi.

    PS: ma ci siamo solo noi in questo forum?
    Si credo anche io che la tua sia più prassi che dottrina, anche perchè parlare di dottrina facendo riferimento al nichilismo anarchico sarebbe una contraddizione in termini.
    E' la tua una scelta che capisco anche se non la condivido anche perchè ho smepre pensato che come impostazione a lungo termine non porti ad un cambiamento sociale, tuttavia è assolutamente una scelta individuale concepibile che ha avuto evoluzioni diverse anche nel recente passato. Si potrebbe parlare ad esempio dell'anarchismo come prassi in Charles Bukowski. A riguardo se non lo avessi ancora letto ti consieglierei due suoi libri: Post Office e soprattutto Storie di ordinaria follia, erezioni, eiaculazioni, esibizioni.

    Rispondendo al post scriptum: credo che qui dentro si possa dire che siamo sostanzialmente in quattro o cinque a scrivere con una certa frequenza e regolarità, tra questi Esmor e Lucrezia666. Bisogna dire razie a quest'ultima che ha un pò ridato vita ad un forum che stava davvero in agonia ultimamente e a te che da quando sei intervenuto hai scritto molto di più di quasi tutti gli altri.

    A luta continua

  9. #9
    Barbudo
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    Citazione Originariamente Scritto da Sandinista Visualizza Messaggio
    Si credo anche io che la tua sia più prassi che dottrina, anche perchè parlare di dottrina facendo riferimento al nichilismo anarchico sarebbe una contraddizione in termini.
    E' la tua una scelta che capisco anche se non la condivido anche perchè ho smepre pensato che come impostazione a lungo termine non porti ad un cambiamento sociale, tuttavia è assolutamente una scelta individuale concepibile che ha avuto evoluzioni diverse anche nel recente passato. Si potrebbe parlare ad esempio dell'anarchismo come prassi in Charles Bukowski. A riguardo se non lo avessi ancora letto ti consieglierei due suoi libri: Post Office e soprattutto Storie di ordinaria follia, erezioni, eiaculazioni, esibizioni.

    Rispondendo al post scriptum: credo che qui dentro si possa dire che siamo sostanzialmente in quattro o cinque a scrivere con una certa frequenza e regolarità, tra questi Esmor e Lucrezia666. Bisogna dire razie a quest'ultima che ha un pò ridato vita ad un forum che stava davvero in agonia ultimamente e a te che da quando sei intervenuto hai scritto molto di più di quasi tutti gli altri.

    A luta continua
    sono in lusinga.

    Caspita Sandinista! hai citato uno dei miei romanzieri preferiti e con cui ho un debito ideologico enorme, dopo Stirner e Bonnot: l'erotomane Bukowsky!
    Mi colpisce come sei davvero in grado di trovare appigli corretti per spiegare il mio pensiero politico.
    Bukowsky è esattamente ciò che voglio esprimere: anarchismo come prassi. I suoi romanzi e la sua vita descrivono appieno una data visione nichilista e 'viveur' che fanno parte del filone dell'anarchismo individualista a pieno merito.
    Sul discorso sistemico, tu dici che l'anarchismo individualista come prassi non porta a niente. Se così non fosse non sarebbe nichilismo. Ecco perchè, come ho detto, ritengo che questo tipo di anarchismo, nemmeno lo si può definire tale, poichè l'anarchia è un sistema, è la risposta ribellista e non rivoluzionaria ad un ordine che si vuole eliminare. L'anarchismo è la risposta individuale ad un sistema che non piace, ma fa parte dell'essere convinti che nessun altro sistema (anarchia compresa) potrà cambiare l'essere immutabile dell'uomo.
    Io detesto la società come civiltà, nel suo essere immutata e invariata nei millenni. L'uomo è sempre stato lo stesso e mai nessun sistema politico lo ha cambiato, e credo che nessuno lo cambierà. La risposta sta nella capacità del singolo di fondarsi su sè stesso. La famosa frase che tutti ha colpito, di Stirner che apre il suo libro '' ho fondato la mia causa sul nulla '' è eloquente di come lui abbia capito che nessun sistema e nessuna sovrastruttura è stata mai capace di mutare l'uomo homini lupus, che in ogni individuo si cela, financo nell'Unico che lui evoca come salvatore della civiltà.
    Questo nichilismo di fondo mi ha colpito e permea le mie idee, seppur io non mi definisco nichilista passivo, cioè di quelli che vogliono solo distruggere per non generare più niente. Nichilismo attivo, fede nell'unicità e nella volontà, affermazione , per generare un piccolo sistema nel grande sistema.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Barbudo Visualizza Messaggio
    sono in lusinga.

    Caspita Sandinista! hai citato uno dei miei romanzieri preferiti e con cui ho un debito ideologico enorme, dopo Stirner e Bonnot: l'erotomane Bukowsky!
    Mi colpisce come sei davvero in grado di trovare appigli corretti per spiegare il mio pensiero politico.
    Bukowsky è esattamente ciò che voglio esprimere: anarchismo come prassi. I suoi romanzi e la sua vita descrivono appieno una data visione nichilista e 'viveur' che fanno parte del filone dell'anarchismo individualista a pieno merito.
    Sul discorso sistemico, tu dici che l'anarchismo individualista come prassi non porta a niente. Se così non fosse non sarebbe nichilismo. Ecco perchè, come ho detto, ritengo che questo tipo di anarchismo, nemmeno lo si può definire tale, poichè l'anarchia è un sistema, è la risposta ribellista e non rivoluzionaria ad un ordine che si vuole eliminare. L'anarchismo è la risposta individuale ad un sistema che non piace, ma fa parte dell'essere convinti che nessun altro sistema (anarchia compresa) potrà cambiare l'essere immutabile dell'uomo.
    Io detesto la società come civiltà, nel suo essere immutata e invariata nei millenni. L'uomo è sempre stato lo stesso e mai nessun sistema politico lo ha cambiato, e credo che nessuno lo cambierà. La risposta sta nella capacità del singolo di fondarsi su sè stesso. La famosa frase che tutti ha colpito, di Stirner che apre il suo libro '' ho fondato la mia causa sul nulla '' è eloquente di come lui abbia capito che nessun sistema e nessuna sovrastruttura è stata mai capace di mutare l'uomo homini lupus, che in ogni individuo si cela, financo nell'Unico che lui evoca come salvatore della civiltà.
    Questo nichilismo di fondo mi ha colpito e permea le mie idee, seppur io non mi definisco nichilista passivo, cioè di quelli che vogliono solo distruggere per non generare più niente. Nichilismo attivo, fede nell'unicità e nella volontà, affermazione , per generare un piccolo sistema nel grande sistema.
    Beh ti ringrazio. Debbo dire che faccio fatica a riconoscere il Barbudo che scriveva sul forum dei comunitaristi. Hai completamente stravolto (potrei dire maliziosamente rivoluzionato ) la tua visione politica e culturale.
    Sicuramente questo nichilismo anarchico che ora porti avanti è da un certo punto di vista per le tue critiche al mondo costituito un appiglio praticamente indistruttibile, in quanto essendo permeato da un individualismo acuto come quello stirneriano e bukowskiano non può essere scisso dalla sfera prettamente soggettiva di chi lo pratica (prassi appunto) e mancando di una dottrina ideologica non è nemmeno soggetta alle incrinature temporali della dottrina stessa.
    E' questo però a mio parere anche il suo limite ed è per questo che non lo reputo adatto a me.
    Comunque visto che ti piace Bukowski potrei consigliarti anche il primissimo Dos Passos (quello per intenderci di 42esimo parallelo) o anche il John Fante di Chiedi alla Polvere.

    A luta continua

 

 
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