Sabato, 23 Settembre 2006
LE BUFERE LEGHISTE
(m.m.) «Resterò sempre vicina ad Umberto Bossi, ma nel Carroccio a Vicenza dominano intrallazzi e manovre di corridoio. Il motivo reale della mia cacciata? Essermi battuta contro le porcherie dell'urbanistica e aver informato la magistratura milanese per il crac di Credieuronord, la banca della Lega». Non usa mezze misure Franca Equizi, consigliere comunale espulso definitivamente dal Carroccio a metà settimana dopo mesi di passione tra provvedimenti della segreteria cittadina e ricorsi ai probi viri. La Equizi però ieri durante un briefing a palazzo Trissino ha allargato lo spettro della polemica e ha citato le pagine dei più importanti quotidiani veneti: «La Lega è assediata da sé stessa. L'approssimarsi dei congressi cittadino e provinciale sta portando alla esclusione sistematica, anche dalla possibilità di voto, di tutta la base (di cui fino a qualche mese fa Equizi era la punta di diamante berica; casi simili sono riportati nel padovano, nello scledense e nel bellunese, ndr)». E l'alfiere dei duri e puri lancia accuse contro il segretario veneto Giancarlo Gobbo, la presidente della provincia, la leghista Manuela Dal Lago, il senatore del Carroccio Stefano Stefani e il segretario provinciale Roberto Ciambetti: «Ossessionati dalle lotte di potere, dalla spartizione sistematica degli enti e delle poltrone hanno portato la Lega Nord dal 60\% della metà degli anni Novanta al 10, 15\% dei giorni nostri se va bene. È questo il risultato di dieci anni di Lega nel Vicentino?».
A palazzo Trissino si dice che la Equizi miri a diventare il centro di aggregazione dei dissenzienti e degli esclusi in seno alla base; si parla di viaggi organizzati per andare a parlare con Bossi in persona. Ma «la Lega è un morto che cammina - sentenzia Emanuele Rivellino, segretario provinciale della Lif, antesignano delle espulsioni decise dalla nomenklatura leghista - nel 2003 sono stato fatto fuori in campagna elettorale per aver denunciato gli intrallazzi tra palazzinari e pezzi della amministrazione comunale; all'epoca gli apparaktichi mi rivoltarono contro un pezzo della base. Oggi sono gli stessi duri e puri che saltano. Finalmente si accorgono in che razza di partito hanno militato. Un partito tenuto artificialmente in vita solo grazie alle rendite di posizione residue rimaste in mano ai signorotti locali». Ma è guerra anche all'interno della Lega filogovernativa. A palazzo Trissino il consigliere Lele Borò ha lanciato un messaggio incendiario verso la Dal Lago: «Patrizia Barbieri, il nuovo assessore al sociale (sostituisce Davide Piazza, ndr) è l'ennesimo elemento dell'entourage della presidente». Borò che si aspettava una promozione sul campo fa ora sapere che l'appoggio al gruppo non sarà incondizionato. «La burrasca in Lega - dice il diessino Toni Dalla Pozza che due giorni fa in consiglio comunale esponeva come un cimelio di guerra la targhetta di Piazza - durerà ancora».
e' ora che vicenza si svegli non vi pare????![]()




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