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  1. #1
    Super Troll
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    Cosa c'è dietro il termine sinistra radicale?

    Dalla Stampa del 9/09/2006 du Luca Ricolfi



    SINISTRA RADICALE?


    NON so se ve ne siete accorti, ma da qualche mese nel lessico della politica italiana è entrata una nuova espressione: sinistra radicale. I poveri Prodi, Fassino, D'Alema, Bersani, Padoa-Schioppa vorrebbero fare una legge finanziaria rigorosa ma sindacati e «sinistra radicale» si mettono di traverso. La sinistra radicale è la spina nel fianco dell'Unione. Strano, però. Una volta non si parlava di sinistra radicale, bensì di massimalisti o di estremisti. Perché ora si ricorre a una nuova espressione? Una ragione banale è che nel gruppetto non ci sono solo Rifondazione comunista e i Comunisti italiani, ma anche i Verdi e il correntone Ds, due forze politiche che è più arduo classificare come estremiste o massimaliste. Ma forse non è tutto qui. Se si ricorre a una nuova espressio
    ne è anche perché nessuna delle forze politiche etichettate come radicali, neppure i due partiti comunisti, può oggi ragionevolmente essere accusata di estremismo o di massimalismo. Estremisti o massimalisti erano i partiti che combattevano per cambiare il sistema sociale in modo profondo e definitivo, che insomma «volevano la luna», come dice Pietro Ingrao nella sua autobiografia appena data alle stampe. Invece Bertinotti ha chiarito una volta per tutte che di «abolizione della proprietà privata» si potrà parlare, eventualmente, fra qualche secolo. Nessun leader della cosiddetta sinistra radicale chiede più di uscire dalla Nato. Nessuno chiede aumenti salariali superiori all'inflazione. Nessuno invoca un'imposta patrimoniale. Nessuno chiede di nazionalizzare le industrie di interesse strategico. E tutti accettano che l'indulto sia esteso ai politici e ai finanzieri corrotti. Insomma, anche i vecchi partiti «estremisti» sono diventati moderati, molto moderati. Allora perché parlare di sinistra «radicale»? Naturalmente ognuno può chiamare le cose come vuole. Possiamo anche chiamarla sinistra marxista-mandrakista, come si diceva una volta. Ma credo faremmo un migliore servizio alla chiarezza e alla verità se la smettessimo di usare l'aggettivo radicale. Nel linguaggio della politica, infatti, la parola radicale evoca una volontà di cambiamento, di riforme profonde, di interventi incisivi. Proprio il contrario di ciò che la sinistra radicale sembra oggi in grado di volere. Oggi la cifra della sinistra radicale non è il cambiamento, ma l'immobilismo. Bloccare, rallentare, ritardare, annacquare, aggirare, neutralizzare ogni riforma perché si ritiene (non importa qui se a ragione o a torto) che qualsiasi cambiamento si risolverebbe in un peggioramento della condizione dei lavoratori, in un indebolimento delle tutele, in una perdita di diritti. Insomma: resistere, resistere, resistere, per citare la celebre esortazione del mitico capo del pool di «Mani pulite» Francesco Saverio Borrelli. Se guardiamo agli atti concreti e non alle dichiarazioni di principio, è difficile non vedere che il denominatore comune della sinistra radicale è il non-intervento. In politica estera, dove il pacifismo ideologico demonizza qualsiasi missione militare, e finisce per chiudere gli occhi di fronte alle grandi tragedie del nostro tempo, dai Balcani al Darfur. E in politica interna, con il paziente, meticoloso e indefesso lavoro di logoramento del governo su tutti i temi chiave: grandi opere, tagli alla spesa pubblica, riforma delle pensioni, ticket ospedalieri, aziende pubbliche in dissesto, privatizzazione di una rete Rai. Qualcuno, nei giorni scorsi, si è stupito della strana convergenza, in materia di legge Finanziaria, fra la sinistra radicale e il «frenatore» Mastella. In realtà nessuno dovrebbe stupirsi: un partito prudente e moderato come l'Udeur, attento alle clientele, ai gruppi di pressione, ai bacini elettorali, è giustamente e naturalmente in sintonia con chi si batte perché il sistema delle protezioni e delle tutele resti il più possibile intatto. Perché dunque parlare di sinistra radicale? Oggi la cosiddetta sinistra radicale in Italia non ha proprio nulla di radicale. Mentre quel poco di vero radicalismo che circola nella politica italiana non è intrinsecamente di sinistra, e nemmeno di destra. Radicale è la Lega, che vorrebbe un vero assetto federale, a partire dal fisco e dalla spesa pubblica. Radicale è l'Italia dei valori, che non frena sulle riforme economiche ed è intransigente sulla legalità, senza gli strabismi della destra (tenera con i colletti bianchi) e della sinistra (tenera con i delinquenti comuni). Radicale è la Rosa nel pugno, con la sua idea di portare alle estreme conseguenze il principio della libertà individuale. E radicali, a loro modo, sono le minoranze liberal di entrambi gli schieramenti, con la loro fede nella concorrenza, nel merito, nella responsabilità individuale. Tutte queste forze, sia pure con idee diverse, si battono per un cambiamento radicale delle regole del gioco. Per introdurre riforme profonde. Per «cambiare il sistema», si sarebbe detto una volta. Ma la sinistra radicale no. La sinistra (cosiddetta) radicale sta al governo essenzialmente per impedire alle componenti radicali dell'Unione di cambiare l'Italia. Radicale è Bersani, non Diliberto. Radicale è Padoa-Schioppa, non Epifani. Radicale è Emma Bonino, non Pecoraro Scanio. E allora, con chiunque si stia, almeno chiamiamo le cose con il loro nome. La cosiddetta sinistra radicale è, più semplicemente, la sinistra dello status quo, del congelamento del sistema. E' sinceramente convinta che il cambiamento che riformisti e liberal stanno cercando di imbandire agli italiani sia una trappola, un ritorno all'indietro, una resa dopo decenni di lotte e di conquiste. Possiamo capirli, e persino condividerne alcune ragioni. Ma, per favore, non chiamiamoli radicali.

  2. #2
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    se cambiare il paese significa tornare all'800 (blairismo) allora ben venga lo status quo.

    tu che ne dici, cascista?

  3. #3
    Super Troll
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    Citazione Originariamente Scritto da Feliks Visualizza Messaggio
    se cambiare il paese significa tornare all'800 (blairismo) allora ben venga lo status quo.

    tu che ne dici, cascista?
    Dico che prima di esprimere il mio parere su questo articolo di Ricolfi mi piacerebbe sentire i commenti di altri forumisti della sinistra radicale

  4. #4
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    Io che Ricolfi sia un imbecille già lo dissi tempo fa.

    Ha riportato paro paro le considerazioni di Ostellino (altro imbecille, solo ancora più imbecille).

    In fondo ci vuole poco: basta annullare il concetto di "verso" che contraddistingue ogni forza (fisica, ma anche politica). E allora tutto è semplice. Gente come Ostellino che vuole cancellare tutta il Titolo I della costituzione diventa radicale.

    Si, radicalmente imbecille.

  5. #5
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    Io non mi considero di "sinistra radicale" perchè dentro quella parola ci stanno un sacco di "cosacce", tra cui gente come Bertinotti...mi ritengo unicamente "comunista"...

    ...però, da come la vedo io, per quanto non sia molto "dialettica" come soluzione, non sarebbe male dare una manica di legnate a tutti stì "estremisti moderati" (o "radicali di centro") di m...a che ci vogliono portare il Paese al baratro (e ci stanno riuscendo)!!
    Skarm
    Alle europee io voto Codacons...e tu?

  6. #6
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    La parola "radicale" ha un senso a sè stante che nulla ha a che fare con il Partito "Radicale"...
    In questo senso penso che il senso sia "che sostiene la necessità di fondamentali innovazioni politiche e sociali" (De Mauro).

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da c@scista Visualizza Messaggio
    In politica estera, dove il pacifismo ideologico demonizza qualsiasi missione militare, e finisce per chiudere gli occhi di fronte alle grandi tragedie del nostro tempo, dai Balcani al Darfur.
    Dichiarazione di Giordano sul Darfur:
    http://www.corriere.it/Primo_Piano/P.../caprara.shtml
    E perchè non viene citato il Libano?
    E perchè non si ricorda che in Kosovo, Afghanistan e Iraq l'Italia si è schierata con gli aggressori?
    Per qualcuno l'unico cambiamento possibile sia diventare americani...

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Mat Kava Visualizza Messaggio
    Io che Ricolfi sia un imbecille già lo dissi tempo fa.

    Ha riportato paro paro le considerazioni di Ostellino (altro imbecille, solo ancora più imbecille).

    In fondo ci vuole poco: basta annullare il concetto di "verso" che contraddistingue ogni forza (fisica, ma anche politica). E allora tutto è semplice. Gente come Ostellino che vuole cancellare tutta il Titolo I della costituzione diventa radicale.

    Si, radicalmente imbecille.
    quoto mat kava

    fra l'altro, il senso di sinistra radicaleglie lo potrebbe spiegare la Jena, uno dei prima di dichiararsi di sinistra radicale ma non estrema

  9. #9
    Con l'Iraq che si ribella
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    Citazione Originariamente Scritto da Franzele Visualizza Messaggio
    Dichiarazione di Giordano sul Darfur:
    http://www.corriere.it/Primo_Piano/P.../caprara.shtml
    E perchè non viene citato il Libano?
    E perchè non si ricorda che in Kosovo, Afghanistan e Iraq l'Italia si è schierata con gli aggressori?
    Per qualcuno l'unico cambiamento possibile sia diventare americani...
    Bertinotti amerikano lo è da tempo...non lo sai che su Hiroshima e Nagasaki ha detto che furono "necessarie"?

    Necessarie "a cosa"?
    A infierire su un nemico che era in procinto di arrendersi?
    O per attuare un'opera di terrorismo "indiretto" verso l'Unione Sovietica??

    ...certamente furono "sufficienti" a vaporizzare migliaia di persone e a causare
    orribili malformazioni, mutazioni e tumori a molte molte altre...gli yankee sono stati gli unici al mondo ad usare quegli "affari"...ce li ha pure il Pakistan "influenzato dai talebani", ma non sono stati mica i talebani a fare quell'orrore, a giustificarselo, a farselo giustificare dai propri leccaculo (Bertinotti in testa) e a continuare a usare la minaccia nucleare in modo molto disinvolto...

    Ma d'altronde bisogna capirlo Bertinotti...lui c'ha l'indignazione ed il pacifismo ideologico militante* selettivi...li attiva quando fa comodo ai potenti e li disattiva quando gli possono creare problemi nel leccare il c...o a questi ultimi!
    Skarm

    * = Nota : Io non sono "pacifista"...mai stato...io credo che i popoli oppressi
    abbiano pieno diritto di accoppare gli occupanti e gli oprressori...ma io
    almeno non mi definisco un "ghandiano" e mi metto a giustificare
    un'atrocità di guerra perchè è stata fatta dalla più grande potenza
    imperialista mondiale!
    Alle europee io voto Codacons...e tu?

  10. #10
    LokiTorino
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    Io ero di sinistra radicale, poi mi sono lavato e sono guarito...[da un muro torinese]

 

 
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