Premessa al programma comune fra Insieme per una POL Sociale e Nazionale e il centro-destra
Le trattative per giungere ad un’intesa fra IPSN e il centro-destra sono state molte e lunghe.
È stato difficile arrivare ad un accordo ma grazie alla buona volontà dei dirigenti dei partiti coinvolti, ciò è stato possibile.
Molti, in particolare a sinistra, hanno affermato che quest’alleanza è stata fatta col solo scopo di occupare dei posti di potere virtuale e di emarginare gli avversari politici del centro-sinstra.
In effetti, IPSN e il centro-destra non hanno fatto alcuna alleanza di tipo ideologico. Infatti le idee della destra radical-sociale o della sinistra nazionale sono spesso lontane, se non addirittura inconciliabili, con quelle di un centro-destra moderato e liberale.
A questo punto, ci si può chiedere: ma allora che finalità ha l’alleanza? Crediamo che ci sia un “qualcosa” di più che spinge tutti noi a sostenere la validità e la necessità di questo accordo.
È un qualcosa che va al di là delle sole ideologie, è un qualcosa che va al di là delle etichette.
Il blocco IPSN-centrodestra rappresenta, paradossalmente, nello spazio virtuale del forum “Camera”, quell’Italia che il 9 e 10 Aprile 2006 non ha scelto i partiti del centro-sinistra; quella metà della nazione che ha detto no alla venuta di Prodi al governo con la sua coalizione disastrata rappresentante degli interessi dei poteri forti (sindacati, Coop, Confindustria e le grandi testate come il Corriere della Sera e Repubblica, in primis), delle lobbies, dei tecnocrati e dei burocrati di Bruxelles e dell’alta finanza, che si poneva, e si pone, l’obbiettivo della costruzione di uno stato con una società multirazziale, dove non si tiene minimamente conto delle tradizioni e dell’identità del popolo italiano per favorire la diffusione di un’ideale negativamente ultra-progressista, dove siano sempre gli stessi gruppi finanziari ed economici a trarre beneficio delle manovre governative e dove si colpisce, con decreti e roboanti dichiarazioni condite da una retorica pseudo-moralista e pseudo-moralizzatrice, il ceto medio che fa da traino a questo paese, avvantaggiando i cosiddetti poteri forti vicini al centro-sinistra.
Partendo da questa considerazione, l’alleanza fra IPSN, Destra Moderata Nazionale, Progetto Liberale, il Movimento Riformista e il Nuovo Fronte Monarchico, pur avendo al suo interno delle rilevanti differenze di carattere ideologico, si impegna, limitatamente al gioco del Parlamento di POL, a rappresentare “questa” Italia, questa metà che nonostante sia divisa ideologicamente fra destra riformista, destra moderata, destra liberale, destra monarchica, destra radicale e destra sociale, rappresenta, anche da un punto di vista sociale, il “motore” della nazione.
Quell’Italia in cui è forte il sentimento patriottico, talmente forte, da non temere la voglia di autonomia delle singole regioni a tal punto da farsi portavoce di questi sentimenti identitari.
Quell’Italia dinamica composta da giovani e anziani, uomini e donne, che vogliono che il loro paese cambi e cambi in meglio. Quell’Italia dove è presente un ceto medio che non ne può più di vedere i propri risparmi gettati al vento da uno stato sprecone che continua a mettere tasse su tasse…ma quell’Italia non è un’Italia di ricchi, di arricchiti e di evasori fiscali come vorrebbe far credere il centro-sinistra, ma è l’Italia che è scesa in piazza sfilando contro le liberalizzazioni selvagge del decreto Bersani, l’Italia che grida basta di fronte al continuo aumento degli affitti, l’Italia che ritiene ingiusta l’ICI sulla prima casa, l’Italia che rivendica il proprio diritto alla proprietà della casa.
L’Italia dei taxisti che protestano contro Bersani, l’Italia dei farmacisti che vanno contro i privilegi messi dall’Unione alle Coop e alle grandi multinazionali farmaceutiche, l’Italia dei cacciatori che manifestano contro l’ipocrisia pseudo-ambientalista del governo ulivista, l’Italia che è disposta a mettere da parte i conflitti fra lavoratori e datori di lavoro in nome dello sviluppo economico della nazione purchè sia garantita la giustizia sociale.
Questa è l’Italia che rappresentiamo, anche qui su POL, e che dobbiamo rappresentare.
Consci di questo compito, mantenendo le nostre differenze ideologiche intatte, ci impegniamo a governare bene il forum facendo delle riforme essenziali per lo svolgimento del gioco, presentando alcune mozioni unitarie che “caratterizzino” questo governo da un punto di vista politico e istituendo una giornata che va incontro all’esigenza di una “pacificazione nazionale” che ponga la parola fine sull’astio e sull’odio che la guerra civile del ’43-’45 ha portato fino agli anni della contestazione giovanile, i cui strascichi si sentono, ahinoi, ancora oggi.
Inoltre, noi vogliamo soprattutto una POL in cui qualsiasi pensiero politico anche quello piu' estremista o scomodo deve avere la possibilità di esprimersi e di essere rappresentato mentre i nostri avversari della sinistra, ma non solo, rappresentano il pensiero appiattito sul conformismo e sul politicamente corretto tanto che pretendono di censurare persino le le espressioni dei loro interlocutori.
PROGRAMMA
Insieme per una POL Sociale e Nazionale, Destra Moderata Nazionale, Progetto Liberale, il Movimento Riformista e il Nuovo Fronte Monarchico si impegnano a realizzare il seguente programma comune in caso di vittoria alle prossime elezioni.
1)Riforma dell'art. 8 della Costituzione di POL.
2)Nuova legge elettorale. In merito la coalizione si impegna a realizzarla attraverso la Commissione Riforme, dialogando con tutte le forze politiche.
3)Legge sul "conflitto di interessi", in modo che si eviti di accentrare palesemente su un'unica persona più poteri diversi fra loro.
4)Concessione di maggiori poteri effettivi al Presidente della Comunità di POL.
5)Istituzione di una giornata in memoria dei militanti uccisi dei movimenti di destra e dei militanti di sinistra durante gli anni '70.
In questo modo, vogliamo rendere omaggio a chi pagò con la vita il sostegno ai propri ideali, in un clima di scontro politico violento come quello degli anni di piombo.
6)Revisione dell'articolo del Regolamento Congressuale riguardante l'attività della Commissione Riforme. Tale revisione, a nostro avviso, dovrà prevedere la riduzione dei membri della Commissione e lo status di "Commissione permanente".
7)Presentazione di una mozione unitaria contro la Legge Mancino. Tale mozione sarà fatta in nome di una battaglia che sta a cuore a tutti noi: la difesa della libertà d’opinione.
8)La coalizione sostiene, tramite una mozione che verrà presentata in Congresso, il diritto di ognuno alla proprietà della casa, come fondamentale esigenza di solidarietà, coesione sociale e tutela della sicurezza
In particolare appoggia progetti come l'istituzione di un mutuo sociale o la detassazione integrale o parziale dei profitti di chi vende o affitta a famiglie in difficoltà.
9)Presentazione di una mozione unitaria di condanna verso le politiche dell'attuale governo Prodi in materia di immigrazione e di concessione della cittadinanza ai nuovi immigrati.







