Non aprite la porta del testamento
I rischi imprevedibili del testamento biologico
TESTAMENTO BIOLOGICO LEGALE
L'anticamera dell'eutanasia
I rischi di una legalizzazione del testamento biologico sono imprevedibili: infatti la garanzia che non si faccia accanimento non la dà una legge, ma l'esistenza di un soggetto (il medico e l'infermiere) che rispetti il malato…
di Clementina Isimbaldi*
*medico di Medicina e Persona
LIBERO 4 ottobre 2006
Con l'appello di Welby al presidente della Repubblica, si è fatto riferimento più volte al termine eutanasia; in seguito i politici hanno espresso quasi unanimemente parere negativo circa l'ipotesi dell'introduzione della "dolce morte" in Italia; in contemporanea hanno dichiarato che il momento è maturo per la discussione in Parlamento dei disegni di legge riguardanti il testamento biologico. La cosa non ci lascia tranquilli.
Viene fatta (in via teorica) chiara distinzione tra eutanasia e testamento biologico.
:-0#09o
Ma non viene tenuta presente l'esperienza di altri Paesi europei, in cui l'introduzione del testamento ha costantemente preceduto la successiva introduzione dell'eutanasia stessa.
:-01#53 :mad:
Al nostro Parlamento sono stati presentati da tempo 8 disegni di legge, alcuni dei quali, mentre trattano di testamento biologico, introducono anche la depenalizzazione della "dolce morte", che altro non è se non la legalizzazione dell'eutanasia; altri introducono l'obbligatorietà del testamento. Questa deriva etica è già evidente, senza remore, su certa stampa. Un altro aspetto preoccupante del dibattito sul testamento biologico è il ruolo decisionale che potrebbe assumere la volontà del paziente in fase critica, pericolosissimo se dovesse divenire vincolante per l'operatore sanitario che lo assiste, per la confusione di ruoli che esso genera e per la spinta verso la legalizzazione dell'abbandono terapeutico. Il malato in genere teme molto più l'abbandono terapeutico che l'accanimento. A questo punto una domanda sorge legittima.
Ci sono già disposizioni, non vincolanti, sul testamento biologico e ci sono già definizioni chiare su ciò che è cura proporzionata e ciò che è accanimento: dunque perché una legge? Questo è il punto che vogliamo discutere, non la necessità di evitare l'accanimento; anche noi siamo per la somministrazione di cure proporzionate al paziente, per evitare sofferenze inutili.
Ma perché una legge?
I rischi di una legalizzazione del testamento biologico sono imprevedibili: infatti la garanzia che non si faccia accanimento non la dà una legge, ma l'esistenza di un soggetto (il medico e l'infermiere) che rispetti il malato, che gli sappia dare cure adeguate. Se si introduce una legge perché si ritiene che questo soggetto sia inesistente o confuso, non in grado di fermarsi di fronte alla possibilità dell'accanimento, va costruito nel tempo il soggetto, non creata una legge che diviene tanto più pericolosa in quanto arma la mano dell'operatore (il "non" soggetto) verso l'abbandono terapeutico ora, e poi, forse, verso l'eutanasia.
Questo è il lavoro da fare, che può richiedere anni: ricostruire il soggetto.
Si deve lavorare per questo.
Per riflettere e per conoscere.....
Non mi è possibile, perché per venerdì abbiamo programmato la morte della nonna
CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE
DELLA XIX CONFERENZA INTERNAZIONALE SUL TEMA: "LE CURE PALLIATIVE"
PROMOSSA DAL PONTIFICIO CONSIGLIO PER LA PASTORALE DELLA SALUTE
INTERVENTO DELL’EM.MO CARD. JAVIER LOZANO BARRAGÁN
Martedì, 9 novembre 2004
Permettetemi di iniziare questa presentazione della XIX Conferenza Internazionale del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute con due dialoghi che possono sembrare falsi, ma che purtroppo spesso si ascoltano nella vita reale:
Come stai caro amico? E’ tanto tempo che non ci vediamo!
E’ vero, dobbiamo metterci d’accordo per stare un po’ insieme.
Cosa ti sembra se ci incontrassimo in quel ristorante nel quale andavamo prima?
Mi pare una buona idea!
Allora, facciamo per il prossimo venerdì?
Va bene, sono d’accordo; ma lasciami prima consultare la mia agenda… Che peccato, proprio venerdì non mi è possibile, perché vedi, per il prossimo venerdì abbiamo programmato la morte della nonna…!
:mad: :-01#53
Adesso ci troviamo in ospedale; al papà hanno fatto tutte le cure possibili ed ormai non c’è più nulla da fare; fuori della camera del malato ci sono i parenti. Esce in quel momento il medico che ha finito di visitare il paziente.
Professore, come sta?
Non c’è più niente da fare, ormai abbiamo impiegato tutto l’umanamente possibile.
Ma, Professore, si potrà fare qualche altra cosa, magari con questi apparecchi che oggi abbiamo.
Proprio con queste apparecchiature stiamo somministrando a vostro padre l’alimentazione e l’idratazione necessaria, ma ormai la sua vita è soltanto vegetativa, quello che stiamo facendo è soltanto prolungare inutilmente la sua dolorosa agonia.
Allora, Professore, pensa che dobbiamo lasciarlo ormai morire e far chiudere l’apparecchio per l’ossigeno?
La decisione è vostra, voi me lo direte
.
Veramente l’eutanasia e l’accanimento terapeutico non sono delle finzioni, ma accadono nella quotidianità del nostro tempo. Problemi come i precedenti si moltiplicano e richiedono una risposta valida da parte della Chiesa cattolica. Questa è la ragione per la quale il Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, la cui funzione, fra le altre, è proprio quella di rispondere alle questioni ultime dell’esistenza umana, ha organizzato questa XIX Conferenza Internazionale, che vuole riassumere quesiti e risposte del genere con il titolo di: "Le Cure Palliative".
Per trattare questi temi abbiamo invitato gli specialisti più importanti provenienti dall’Asia, dall’America e dall’Europa e contiamo sulla collaborazione qualificata dell’Africa. Alla nostra Conferenza si sono iscritte 656 persone, provenienti da 74 Paesi; saranno presenti 17 Ambasciatori ed Incaricati d’Affari presso la Santa Sede, nonché tre Ministri della Sanità (Portogallo, Cipro e Liechtenstein) e due Conferenze Episcopali (Spagna e Portogallo).
I nostri illustri Relatori, in ordine d’intervento, saranno la Dottoressa Cecilia Sepúlveda, Don Vincenzo Arackal, la Dottoressa Fiorenza Deriu, la Dottoressa Simona Castellano, il Professore Pierluigi Zucchi, il Dottore Maurizio Evangelista, il Dottore Stein Børge Husebö, la Baronessa Professoressa Ilora Finaly of Llandaf, il Dottore Fernando Antezana, Don Jesús Conde, il Cardinale Rodolfo Quezada Toruño, il Rev. P. Eugenio Sapori, il Rev. P. Bonifacio Honings, S.E.R. Mons. Ejik, il Professore Abramo Alberto Piattelli, il Professore Ieiha-El-Ralhawi, il Dottore Rajeev Agarwal, il Rev. Mashiro Tanaka, il Rev. P. Ján Ďačok, il Cardinale Carlos Amigo Vallejo, la Dottoressa Vittorina Zagonel, Mons. Tony Anatrella, il Cardinale Paul Poupard, il Rev. P. Angelo Brusco, S.E.R. Mons. John Parick Foley, S.E.R. Mons. Jacinto Guerrero Torres, il Rev. P.Miroslaw Kalinowski, la Signora An Verlinde, Suor Marie-Sylvie Richard, la Signora Cristina Calabresi, il Dottore Vito Ferri, Don Raymond Zambelli.
Lo svolgimento della nostra Conferenza si articolerà in tre grandi parti: la realtà delle cure palliative nel mondo di oggi; l’illuminazione di queste cure col Vangelo ed il dialogo interreligioso; la pratica da seguire.
Per un primo approccio al tema iniziamo con una Conferenza magistrale che presenta la dottrina che Sua Santità Papa Giovanni Paolo II ci offre sul dolore ed il suo commento per il Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute. Quindi continuiamo con un panorama internazionale delle cure palliative.
Poiché questa realtà delle cure palliative la incontriamo spesso nei Mass Media, intendiamo offrire un’inchiesta su queste stesse cure. Quindi prenderemo in esame lo studio scientifico delle cure palliative, il trattamento del dolore, la descrizione più accurata delle cure palliative, i trattamenti più adeguati che ci sono, l’eutanasia, gli aspetti giuridici delle cure palliative.
Dopo aver esposto scientificamente la realtà delle cure palliative, trattiamo di illuminarla col Vangelo: la storia delle cure palliative, la sua illuminazione attraverso la morte e la risurrezione del Signore, il Sacramento dell’Unzione dei malati ed il Viatico, la fede e la secolarizzazione nell’ultima tappa della vita, le cure proporzionate e sproporzionate, l’accanimento terapeutico.
Quindi saremo ricevuti dal Santo Padre, perché ci dia l’illuminazione autentica su questi cosi grossi problemi dell’umanità di oggi.
In seguito approdiamo al dialogo interreligioso: come vedono le cure palliative le altre religioni non cristiane quali l’Ebraismo, l’Islam, l’Induismo, il Buddismo, la New Age nella post modernità?
Illuminati da queste considerazioni, ci chiediamo quindi cosa fare riguardo alle cure palliative . Iniziamo con il rinnovamento sacramentale: la Penitenza, l’Unzione, l’Eucaristia (Viatico), le direzioni che devono assumere l’investigazione medica, il ruolo delle scienze psicologiche nelle cure palliative, un nuovo approccio culturale alla fine della vita, il training degli operatori sanitari che amministrano le cure palliative, la fine della vita umana nei Mass Media, l’aggiornamento pastorale degli operatori sanitari negli aspetti delle cure palliative, l’aggiornamento dei medici, delle infermiere ed infermieri, dei religiosi, della famiglia, degli psicologi ed assistenti sociali, del volontariato.
Invitiamo cordialmente i giornalisti e tutti i Mass Media a partecipare alla nostra Conferenza. L’accesso per voi, debitamente accreditati, sarà libero ed avremo molto piacere di poter dialogare con tutti.