http://www.repubblica.it/2006/09/sez...dova-muro.html
Padova, il Muro sarà abbattuto
ieri scontri No global-polizia: feriti
di FILIPPO TOSATTO
PADOVA - L'annuncio del sindaco diessino Flavio Zanonato con una lettera al
"Mattino" ("Abbatteremo il muro della discordia. Lo prometto") a Padova non
è servito a placare gli animi. Cariche della polizia, fermi, lacrimogeni,
agenti e manifestanti contusi: in serata è finita così, tra sirene di
ambulanze e volteggio di elicotteri, il corteo di protesta organizzato dai
centri sociali del Nordest contro il muro anti-spaccio di via Anelli, la
strada diventata simbolo del ghetto padovano. Una manifestazione preceduta
dai tam tam bellicosi del movimento No Global, sostenuto nell'occasione dai
Verdi, che promettevano di "assaltare il muro della vergogna", accusando la
giunta unionista del sindaco Zanonato di perseguire una "strategia
autoritaria e razzista". Un clima molto pesante che ha indotto la giunta
patavina a fare dietrofront.
Ieri la tensione nell'aria aveva indotto il questore Alessandro Marangoni a
proibire lo svolgimento della manifestazione in prossimità del muro e
nell'area delle palazzine multietniche, confinando i disobbedienti
nell'adiacente via Grassi. Una decisione che ha infiammato ancor più gli
animi - "L'Ulivo e la polizia hanno trasformato un quartiere di migranti in
un Cpt", ha tuonato il portavoce del centro sociale Pedro, Max Gallob,
invitando alla mobilitazione dai microfoni di radio Sherwood - inducendo il
prefetto Paolo Padoin a rafforzare le misure di sicurezza intorno alla zona,
chiusa al traffico per tutto il pomeriggio.
Cinquecento giovani No Global, un migliaio di immigrati defilati e divisi in
gruppetti. Sul palco, musica ribelle: la band di culto Assalti Frontali e
gli East Rodeo. Forfait, all'ultimo istante, dell'attesissimo rapper
Caparezza che si è limitato a inviare un messaggio di sostegno.
Tutt'intorno, un robusto cordone di poliziotti e carabinieri in assetto
anti-sommossa. Slogan, striscioni, canzoni a tutto volume, centinaia di
curiosi assiepati dietro le transenne.
Tutto è filato liscio per un paio d'ore, fino alle 17. Poi, la prima
scintilla. Il rappresentante del comitato dei residenti di zona, Paolo
Manfrin, vicino allo Sdi e dichiaratamente favorevole all'estensione del
famigerato muro all'intero rione, è stato affrontato a muso duro da Gallob:
parole grosse, spintoni, calci e pugni. Ad avere la peggio l'esponente
socialista, malmenato tra gli applausi dei manifestanti e, infine, tratto in
salvo dai poliziotti.
Guidati da Luca Casarini, i disobbedienti, caschi da moto e aste di
bandiera, hanno improvvisamente sfoderato una "testuggine" metallica decisi
a sfondare la "zona rossa" e a raggiungere il muro. Immediata la replica
delle forze dell'ordine che hanno caricato con decisione alternando le
manganellate al lancio di lacrimogeni, mentre dal comando dell'Arma si
alzava in volo un elicottero. Tra i due fronti il contatto è stato breve ma
violento: i No Global hanno risposto alla carica esplodendo petardi e
bengala contro gli agenti, quindi - dopo un corpo a corpo che ha costretto
alle cure ospedaliere due celerini e quattro ragazzi - sono ripiegati verso
l'incrocio stradale della Stanga, il più trafficato di Padova, dove la
circolazione è rimasta completamente bloccata fino a notte.
Speciale su Global Project
http://www.globalproject.info/art-9338.html