Maurizio, quali sono oltre a ON e Terza posizione i movimenti europei che meglio rappresentano queste idee? Recentemente ho avuto dei contatti con la Novelle droit francese e ne sono rimasto deluso, tu che ne pensi?
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Maurizio, quali sono oltre a ON e Terza posizione i movimenti europei che meglio rappresentano queste idee? Recentemente ho avuto dei contatti con la Novelle droit francese e ne sono rimasto deluso, tu che ne pensi?
Grazie Alberico. La cosa ti fa particolarmente onore. Ciò significa che sai distinguere bene tra idee e persona, visto che in altro 3d non mi avevi risparmiato la tua avversione
Non ho mai nutrito avversione "ideologica" o "personale" nei tuoi confronti anche perchè non ne ho mai avuto motivo. Nell'altro 3d simpatizzavo con la povera Annak perseguitata dall'esercito degli askari. E mi ripeto :nutro profonda stima per l'operato della seb e devozione verso molti dei titoli pubblicati
" (...) hanno incorporato istanze sociali e 'rivoluzionarie' proprie della Sinistra, istanze contro le quali gli uomini della vera Destra avrebbero preso certamente posizione (...) "........ipse dixit ; e chi quelle istanze sociali e 'rivoluzionarie' , le considera ineludibile dovere ? La difesa poi dell' Ancien Regime è insostenibile ; innanzitutto perchè era un qualcosa di già collassato e poi perchè il continuare a puntellarlo sarebbe significato difendere anche intollerabili e offensivi privilegi . E con questo ultimo punto, forse tocchiamo una nota dolente.
Ho già più volte detto altrove, e forse avrei dovuto ripeterlo qui, che Evola è discutibile e rettificabile. Vi è una parte di Evola che attesta "i fondamentali". Lì c'è poco da rettificare, nel caso da sviluppare. E c'è chi lo sta facendo magistralmente. Poi c'è un Evola, quello se così vogliamo dire "politico", un Evola che traduce in prassi valori e pricipi, un Evola che legge la storia (non la "metastoria") che deve essere criticato e aggiornato. C'è chi lo sta facendo magistralmente, per esempio Sandro Consolato (col quale non è necessario essere d'accordo). Io non sono evolomane, né evoliano di stretta osservanza. Qui ho richiamato un suo passo - probabilmente più avanti richiamerò altri autori - ove è possibile vedere come si può assumere il concetto di "destra". Non è necessario "bersi" tutto quel che dice Evola, che è pur sempre un uomo del suo tempo e non un dio in terra.
grande!
Ultimamente non mi sto tenendo aggiornato sui movimenti di destra europei o eurasiatisti. Fino a qualche anno fa, quando seguivo di più le cose estere, notavo che in ogni paese c'erano movimenti di destra radicale che si agganciavano o al nazionalismo o, nei casi più felici, alla tradizione, il loro operato. Ce n'erano nei paesi scandinavi, in Polonia... In Italia una delle cause della sofferenza della destra radicale lo si deve allo sviluppo della Lega che in modo distorto ha puntato sulla questione identitaria profonda facendo grandi pasticci ma catturando un sacco di consensi che avrebbero potuto essere catturati dalla destra radicale. Oggi la Lega è allo sbando ma l'operazione di recupero è difficile. Per due ragioni fondamentali. Le due organizzazioni esistenti sulla piazza si tirano dietro impostazioni invalidanti. Per come la penso io: Forza Nuova ha messo al centro del suo manifesto la dottrina sociale della Chiesa. Questo automaticamente è alienante per i non credenti. Fiamma Tricolore ha un marchio d'origine fatto carico di molte contraddizioni (la Fiamma, intendo, che richiama la non limpida storia del MSI). La "destra radicale" ha bisogno di un restauro profondo e di recuperare una dimensione persa. Se ce ne sarà occasione sarò più specifico. Ribadisco però che queste sono idee mie in parte condivise da altri siongoli soggetti e, non essendo io impegnato direttamente sulla piazza, ho meno autorità di chi si sta spendendo di persona.
Tutto, come al solito nel caso di Evola, estremamente suggestivo. Un grande affresco, ma come tutti gli affreschi per sua natura "statico".
Voglio dire: questo concetto condivisibile di Destra come può trovare una sua verosimile attuazione politica senza irrimediabilmente ed ineluttabilmente sporcarsi per via di una naturale legge di gravità verso il basso, verso la quantità, verso la massa, verso l'economia?
O resta solo un atteggiamento spirituale dell'uomo aristocratico nei confronti delle vicende e dei fatti umani? Cioè il buon senso nobile di tutti coloro che si comportano sempre e comunque da "signori" e questo in qualsiasi situazione politica: possiamo avere l'aristocratico "forzaitaliano", di AN, dei DS, di Rifondazione, della Rosa nel Pugno....
Enrico Berlinguer (sono passati ormai tanti anni...) era un "signore": ergo, non proveniva dall'alto della sua aristocrazia intellettuale ed addirittura di sangue la sua azione politica diretta nvece verso la plebe?
Insomma, forse sbaglio, ma a me sembra che non ci sia via d'uscita nel politico, per politico intendendo il popolo, purtroppo la massa..
O forse siamo nella psicologia, più che nella politica.
Certo che anche tu, quando ti ci metti! È del tuto evidente che ho richiamato Evola in opposizione all'idea che ogni tanto si materializza. Idea secondo la quale è lecito definirsi al concetto di destra solo se si accetta l'attuale sistema. Quindi destra starebbe per liberismo, capitalismo e quant'altro. Sinistra starebbe per materialismo, esaltazione delle classi etc. fascismo sarebbe sintesi o un andare oltre. Allora, come esempio, ho citato Evola che tira in ballo "destra" in relazione ai principi. Come detto poi, questo non significa genuflettersi a Evola nelle sue esposizioni in campo "politico". Nel contesto per il quale l'ho chiamato in causa il senso primo era: attenzione, c'è chi della destra ha un idea non precisamente collimante con chi la butta solo sul classimo e l'economico.
Si discuta sulle esternazioni evoliane fin che si vuole e si veda, alla luce dei tempi, cosa funziona oppure no del suo argomentare. Più di così!
Perdonami, ma mi ci metto perché voglio capire.
Forse e probabilmente banalizzo: a me piace la storia come susseguirsi di fatti.
A questo punto mi sembra che quell'Idea di Destra di Evola non riesca politicamente ad inverarsi se non in soggetti singolarmente ispirati da quello spirito nobile ed aristocratico cui lui fa cenno, a prescindere quasi dal colore politico del loro "partito". Di qui il riferimento, che sembra assurdo ma a parer mio non lo è, ad Enrico Berlinguer...
Diversamente non riesco a rintracciare nella storia dell'uomo dall'età dell'oro in poi un'unica fase dove quella Destra ha preso il sopravvento (ma non è tanto questo l'importante...) o comunque si è inverata.
Giulio Cesare organizzava banchetti plebei per farsi votare...era lui a dominare quella plebe, oppure qualcosa doveva pur riconoscere a quei plebei? Era l'alto che andava verso il basso, sporcandosi comunque inevitabilmente, o era il basso che andava verso l'alto, determinandolo e condizionandolo e quindi nuovamente insozzandolo?
Lo spirito nobile o addirittura divino raramente può entrare in un politico tale da renderlo sempre fuglido...soprattutto in tempi come quelli attuali.
Poi ci sono gli eroi: ma quelli muoiono tutti "giovani e belli".
E' come una scultura della Grecia classica: un'idea di suprema bellezza ed armonia. Ma la realta?
Evola è davvero "sopra", forse più che di Destra.
Ovvero: temo che quella Destra, che pur esiste e che non è sicuramente quella descritta dalla sinistra (per carità lasciamo stare liberismo, capitalismo, ed anche autoritarismo, reazione ecc.) sia un qualcosa di spirituale e non di, per così dire, umano.
Poi magari non ho capito. O forse rinuncio a capire.
Io sono un epicureo sotto sotto: dove ci stanno gli dei, non ci stanno gli uomini...
Vediamo se semplificando ulteriormente riesco a spiegarmi. Prendi tutto quel che pensa Evola sulla destra e buttalo al macero perché non attuale e non autentico. Va bene? Ma RESTA IL FATTO CHE QUELL'UOMO HA ESPRESSO UN'IDEA DI DESTRA CHE NULLA HA A CHE VEDERE CON QUANTO SI SOSTIENE OGGI, E CIOÈ CHE DESTRA/SINISTRA SONO CATEGORIE DEL SISTEMA A-FASCISTA O ANTIFASCISTA. Non sto entrando nel merito delle idee di Evola sulla destra. Lo posso fare e con il metodo di Evola posso svolgere il tema anche confutando Evola. NON È QUESTO IL PUNTO DELLA DISUSSIONE! IL PUNTO È SE IO POSSO USARE IL TERMINE "DESTRA" (AGGIUNGENDOCI RADICALE) SENZA POI SENTIRMI DIRE CHE DAL MOMENTO CHE DESTRA È PARTE DEL SISTEMA, SONO DENTRO IL SISTEMA E CHE PER STARE FUORI MI DEVO DEFINIRE FASCISTA.
Per il resto, ti pare questo il luogo ove rettificare Evola? Ho già detto che (a parer mio) è rettificabile.
Poi, se tu vuoi metter in discussione il fatto che un uomo non possa oggi vivere sencondo certi principi ed avere una visione del mondo e aderendo a quei principi e aquella visione, comportarsi di conseguenza, INDIPENDENTEMENTE DAL FATTO CHE SI CONSEGUANO RISULTATI, questa è ancora un'altra discussione. Dimmi solo: tu pensi che si debba usare il concetto di "destra" solo in senso dispregiativo e siccome lo usa Fini o Berlusconoi e prima ancora Malagodi o Cavour non si possa più usare con altra accezione non necessariamente evoliana? PUNTO.