Pagina 9 di 13 PrimaPrima ... 8910 ... UltimaUltima
Risultati da 81 a 90 di 121

Discussione: È il mio orgoglio.

  1. #81
    Registered User
    Data Registrazione
    12 Dec 2005
    Messaggi
    518
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    La destra non mi appartiene.

    Saluti.

  2. #82
    Registered User
    Data Registrazione
    24 May 2005
    Località
    ROMA
    Messaggi
    2,706
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da M. Murelli Visualizza Messaggio
    Quando "Orion" diceva quelle cose io riuscivo a parlare persino nei centri sociali. Avevo stabilito ponti con chi aveva militato e combattuto sotto insegne rosse. In mezza Europa si formavano raggruppamenti che volevano, come noi, andare al di là delle ortodossie ideologiche. Con alcuni che pure avevano fatto la lotta armata in Prima Linea tenni conferenze fino in Spagna e si trovò un comune terreno d'intesa, un punto di partenza. Quel treno là è stato perso, per la stessa ragione che oggi quello che noi definiamo ambiente, sta perdendo altri direttissimi. Ci si perde nella caccia al musulmano come ieri, per altro a tempo scaduto, ci si perdeva nella caccia al compagno. Siamo nell'epoca del post turbocapitalismo e della globalizzazione in salsa cinese, e pensiamo di risolvere tutto con la socializzazione. La stessa concezione dei partiti è, per chi veramente vuole essere fuori dal sistema, qualcosa di... inadatto. Quand'anche si trattasse di partiti extraparlamentari o di "destra radicale" (cioè di raggruppamenti che non aspirano al Parlamento ma alla creazione di un Movimento anti Sistema). Il partito è paragonabile all'esercito concepito per la guerra di trincea. Statico. Arroccamento che presuppone l'utilizzo del '80% delle energie poste a difesa, piuttosto che per l'attacco e l'aggressione.
    Tornando alla domanda, posso dire che è venuto meno il rosso e il nero è stato omologato.
    Bene, allora si ripropone la questione se un certo patrimonio dottrinario sia sufficiente a definire i parametri tattici della 'battaglia' oltre alla necessità-giustezza della battaglia ; se cioè oltre alla certezza di 'comabattere bene' possa dare anche le coordinate per combattere dalla parte giusta. Detto altrimenti : è "la buona guerra che santifica la causa" ?

  3. #83
    Registered User
    Data Registrazione
    24 May 2005
    Località
    ROMA
    Messaggi
    2,706
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da M. Murelli Visualizza Messaggio
    Quando "Orion" diceva quelle cose io riuscivo a parlare persino nei centri sociali. Avevo stabilito ponti con chi aveva militato e combattuto sotto insegne rosse. In mezza Europa si formavano raggruppamenti che volevano, come noi, andare al di là delle ortodossie ideologiche. Con alcuni che pure avevano fatto la lotta armata in Prima Linea tenni conferenze fino in Spagna e si trovò un comune terreno d'intesa, un punto di partenza. Quel treno là è stato perso, per la stessa ragione che oggi quello che noi definiamo ambiente, sta perdendo altri direttissimi. Ci si perde nella caccia al musulmano come ieri, per altro a tempo scaduto, ci si perdeva nella caccia al compagno. Siamo nell'epoca del post turbocapitalismo e della globalizzazione in salsa cinese, e pensiamo di risolvere tutto con la socializzazione. La stessa concezione dei partiti è, per chi veramente vuole essere fuori dal sistema, qualcosa di... inadatto. Quand'anche si trattasse di partiti extraparlamentari o di "destra radicale" (cioè di raggruppamenti che non aspirano al Parlamento ma alla creazione di un Movimento anti Sistema). Il partito è paragonabile all'esercito concepito per la guerra di trincea. Statico. Arroccamento che presuppone l'utilizzo del '80% delle energie poste a difesa, piuttosto che per l'attacco e l'aggressione.
    Tornando alla domanda, posso dire che è venuto meno il rosso e il nero è stato omologato.
    Talune ricette, ritenute valide possono essere spiegate con la persistenza di determinate immagini che sopravvivono per l' inerzia della cornice cognitiva condivisa anche quando tale immagine non è più rinvigorita da nuove prove. Mi riferisco appunto a presunte ricette che partono dal presupposto che il detentore del potere di "eslusione" - potere che definisce la "sovranità" - sia, ancora, lo "Stato-nazione". Sono fermamente convinto che le cause dell' esclusione siano di mera ragione economica, che si escluda cioè il 'povero', il 'consumatore difettoso', e che di conseguenza i reali detentori del potere di esclusione non siano assolutamente gli "Stati-nazione", che al massimo sono chiamati a "ratificare" una decisione presa in altro loco.

  4. #84
    Registered User
    Data Registrazione
    24 May 2005
    Località
    ROMA
    Messaggi
    2,706
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Gaio Mario Visualizza Messaggio
    Mi piace l'accenno alla questione dell'immigrazione ed alla "pochezza" mentale e politica, è davvero il caso di dirlo, della posizione del "rifiuto categorico". Questo non significa che sia buona quella di "accettazione incondizionata".
    La questione è sconcertante: è sconcertante che un problema sociale così evidente venga affrontato con una visione non politica, cioè con la visione localistica e familistica per cui l'ospite puzza come il pesce dopo qualche giorno, o con la atavica diffidenza paesana verso il "forestiero" o con il "moglie e buoi dei paesi tuoi"...
    Non voglio poi accennare alle incoerenze personali per cui ci vestiamo di vestiti "internazionali", utilizziamo elettrodomestici e telefonini "internazionali", ma "rifiutiamo incondizionatamente" i flussi migratori. Come se i beni ed i servizi che consumiamo non fossero di per sè la premessa di quei movimenti...
    Occorre una terza via: io la chiamo "INTEGRAZIONE SELETTIVA".
    Purtroppo, se non con le persone intelligenti e realiste, e spesso sincere, non è possibile parlarne o le risposte ricevute sono le "urla plebee" o vecchie ed inattuali proposizioni da anni '30.
    Ne scrissi anche su Orion, citando la Tradizione della Roma repubblicana, di come seppe integrare gli stranieri...di un passo di Tito Livio in merito.
    Dobbiamo fare molti passi in avanti. Ed essere molto più decisi: Orion deve saper anticipare con coraggio, deve essere avanguardia.
    Che cosa ne pensi?
    Molti sono gli effetti paradossali della 'globalizzazione', inestricabile è l' unità delle spinte, a volte apertamente contrastanti, che il concetto unilateralmente inteso di 'globalizzazione' invece oscura. Molti sociologi e studiosi della politica mettono in evidenza ad esempio come ad una indiscutibile erosione del principio di 'sovranità nazionale' abbia corrisposto un proliferare di "nuovi stati indipendenti" (la cui presunta "sovranità" è stata loro concessa pur in palese mancanza di quei criteri che definiscono appunto lo "stato sovrano").La strategia del 'rifiuto incondizionato' oltre che discutibile presenta la particolarità d' essere impossibile. A mio avviso risponde invece, e lo fa benissimo, ad una esigenza di 'spettacolarizzazione' (che è tutt' altra cosa rispetto all' efficacia) della "industria della sicurazza", industria alimentata da un altro genere di "insicurezza" contro la quale nessun potere politico può e vuole fare nulla.

  5. #85
    Registered User
    Data Registrazione
    12 Dec 2005
    Messaggi
    518
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da metapolis Visualizza Messaggio
    Conosco bene ed apprezzo il taglio con il quale Maurizio reclama la definizione di Destra Radicale.
    Per quanto mi concerne ho già avuto modo di scrivere (Le api e i fiori) che le definizioni non te le dai, te le danno.
    Quella di Destra Radicale (a differenza dal tristissimo Estrema Destra) ce la siamo guadagnata col sangue, il sudore e le tragedie. Tuttavia a me sta stretta, anzi strettissima. Perché se è vero che certe mie (e mi piacerebbe poter dire nostre) concezioni esistenziali e culturali sono di origine aristocratica è pur vero che certe pulsioni storiche e politiche trovano profonde radici nella sinistra, da cui provengono Mussolini e Doriot tanto per fare qualche nome.
    Ed è altrettanto vero che i nemici della Grande Rivoluzione del secolo XX, ovunque, sono stati più a destra (interna ed esterna) che a sinistra. Com’è vero che le avanguardie nazionalsocialiste ed europeiste siano quasi tutte di origine socialista.
    Ha ragione Maurizio quando sostiene che definirci fascisti è una forzatura storica ed un peccato di presunzione. Tuttavia se debbo scegliere tra le imperfezioni di etichetta prediligo ancora quella mitica, alla quale debbo però uniformarmi ogni giorno, che mi va larga, piuttosto di quella di marca evoliana che mi sta più stretta.
    Certo bisogna vedere se ragioniamo da un punto di vista di definizione “in divenire” (ovvero che tiene conto delle potenzialità espresse ed inespresse) o da un punto di vista statico, di posizionamento.
    Nel primo caso più di un osservatore ha tracciato il neologismo di “pop fascista” riferendosi all’ultima ondata di taglio popolare e alla ripresa dell’offensiva sociale e comunicazionale. Forse è più corretta (anche se meno esaltante) questa definizione per noi oggi di quanto lo sia quella mitica di fascisti.
    Il pop fascista è però solo un’ipotesi. Dicevo l’altra sera a Mellone, Di Domenico e Mastrantonio che il pop fascista è una corda tesa tra l’avanguardia e la tribù urbana. Speriamo che divenga davvero avanguardia e che non precipiti nel tribalismo postneofascista o nella ghettizzazione automatica dei centri sociali.
    Detto questo devo però aggiungere che nel sentimento della vita e probabilmente nella Weltanshauung sono tanto affine a Maurizio e spesso lontanissimo da persone che preferiscono definirsi come me.
    Ragion per cui concludo osservando che le definizioni (che de-finiscono, quindi delimitano, limitano e separano) a mio avviso hanno un valore assai relativo. Nella vita di tutti i giorni, nelle cose importanti e nella politica sono altre le cose che contano. E questa è una delle tante lezioni che ci ha impartito il fascismo.
    D'accordo nella sostanza con te.
    Ovvio che siano cambiate moltissime cose nel postcapitalismo o postturbocapitalismo, come lo chiama abbastanza propriamente Murelli, e sono quindi cambiati anche gli "stati" della povertà, spostandosi da posizioni propriamente inopiche a stadi interiormente inopi, per quanto riguarda l'europa.
    Vero che nel mondo invece la fame uccide ancora troppo; ma è un altro discorso, ben noto e di livello planetario e che riguarda gli interessi di Bilderberg, Aspen e Trilateral in primis.
    Ritornando a noi, e superando (non sempre, ma molto più spesso che in passato) la fame fisica, i nuovi poveri sono coloro che invece che comprendere contro chi lottare sono stati nel tempo depauperati della capacità critica, inglobati senza possibilità di uscita in un sistema spersonalizzante ed individualizzante.
    Quando cambiamento delle condizioni di vita in molte parti del mondo non può non avere ripercussioni su ciò in cui la gente crede e sulla politica in generale.

    L'individualismo sempre più accentuato, classico del "divide et impera", attuato attraverso l'uso improprio e frenetico di internet e della cosiddetta ed abusata "virtualità" genera la scomparsa frequente della necessità di socializzare e di amare degli individui generando altre aspettative ed altre necessità.

    Riproporre pertanto schemi indietro anche di venti/trenta anni è assolutamente inutile, a mio modo di vedere. L'unico rimedio, per me, è costringere gli uomini a stare insieme, a riprendere la forza della socialità, quel "fare quadrato" che il buon Natow riprende spesso.

    Molto frequentemente servono all'uomo cose semplici e meno filosofia.

    Saluti.

  6. #86
    Registered User
    Data Registrazione
    24 May 2005
    Località
    ROMA
    Messaggi
    2,706
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da M. Murelli Visualizza Messaggio
    Non idoneo, ma essenziale. Proprio perché si tratta di patrimonio, cioè di accumulo di ricchezza.

    Ma guarda che peculiarità della "Destra Radicale" è stata quella di muovere verso il politico e il sociale proprio partendo dal piano delle idee e dei valori. Le convinzioni, tutalpiù, riguardano le tattiche e le strategie. Evola, per esempio, già nel 1929 parificò americanismo e sovietismo. Nel 1029! Ma negli anni '50 era convinto che bisognava mettersi sotto l'ombrello protettivo del meno peggio. Era convinto che una eventuale conquista sovietica dell'Italia averbbe comportato l'eleiminazione fisica dei neofascisti. E per capire questo timore bisogna calarsi nell'atmosfera di quegli anni, quelli della guerra fredda e delle rivolte (vedi Ungheria di cui ricorre giusto l'anniversario). Questa era una convinzione che si poteva contestare allora, la si può ritenere legittima oggi. Certo che con il senno di poi tante cose vengono meglio...
    .....Le cose col senno del poi, vengono indubbiamente meglio ! Ora, però riguardo a questo specifico punto - correggimi se sbaglio - Evola affermò anche che il bolscevismo rappresentava una sorta di passo ulteriore nella "Decadenza" in ossequio al principio della "Regressione delle caste", per cui l' avvento di un regime comunista sarebbe significato il passaggio dal Terzo al Quarto stato, passaggio quindi da scongiurare. A questo si aggiungevano ovvie considerazioni d' ordine 'pratico' legate alla sopravvivenza fisica ...

  7. #87
    M. Murelli
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Baba Yaga Visualizza Messaggio
    La mia tesi, poco autorevole, per carità, è che per quanto ne so il "filo" centrato su una ripresa romantica e fantasiosa nel Novecento di una "destra" antimoderna che nel frattempo aveva fatto il favore di scomparire del tutto, così da poter essere reinterpretata a piacere, non è mai stato altro che una componente, ed in fondo una moda, divenuta particolarmente adatta al periodo successivo alla sconfitta militare e poi a quello della guerra fredda. Ed anche in quel periodo non ha di sicuro mai esaurito la complessità di quel mondo che viceversa pretendeva essere una sua espressione storica come tante, anzi, magari spuria.
    In quest'epoca non esistono tesi più o meno autorevoli. Esistono tesi. La tua e una fra le tante e vale quanto la mia. Una tesi che per altro nenanche voglio discutere, e non per sufficienza o mancanza di rispetto. È del tutto evidente che parliamo due linguaggi diversi e quindi non siamo destinati a capirci. E a di là di questo, io ho semplicemente difeso la mia storia. In questo mondo ad un certo momento ha abitato un tipo umano che si è definito di "destra Radicale". Ciò che egli intendeva per "destra radicale" non è quel che intendi tu e, sopra tutto, non è quello di cui hanno detto alcuni parlandone con disprezzo e sufficienza. Io ho fatto parte di quel mondo. Là dove io sono stato, quanto meno, al di là delle tesi, dei progetti e delle teorie futuribili è esistita una certa tension etica che si è riflessa nello stile comportamentale. C'era un comune sentire che ci ha fatto star bene anche tra le revolverate, i morti e il carcere. Quella storia io l'ho difesa, io la difendo.

    La vera differenza tra Evola e Spirito - più o meno della stessa età, più o meno ugualmente in odore di eresia durante il regime, più o meno entrambi rimasti soli nel panorama del dopoguerra italiano - è che gli orientamenti del primo, per "radicali" che fossero, si prestavano più direttamente ad un discorso d'area che in un modo o nell'altro contenesse anche la strategia appunto di "destra" del MSI, il secondo per lungo tempo no. Questo probabilmente giustifica la sovraesposizione del primo rispetto al secondo, ed anche i retaggi "emiplegici" che effettivamente si sono tirati dietro persino ambienti che alla dialettica "destra" e "sinistra" avrebbero voluto sfuggire.
    Se Evola ha funzionato più di Spirito presso i reduci della Repubblica Sociale Italiana e in quelli che sono venuti immediatamente dopo significa che c'era corrispondenza sul piano della visione del mondo e della concezione dell'uomo. C'era corrispondenza nei valori. Con il senno di poi, prescindendo da contingenze e riverberi dell'anima tutto può essere riconsiderato. A mio parere Evola ha meglio compreso di Spirito il tempo che viviamo e come un certo tipo umano poteva viverci bene dentro. Sarà una questione di affinità.
    Per il resto le cose sono andate come dovevano andare e se non fosse esistito Evola e fosse esistito soltanto Spirito, oggi l'"area" sarebbe più o meno nelle stese condizioni. Se i "discepoli" non funzionano non è colpa dei maestri e delle loro dottrine.

  8. #88
    M. Murelli
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da angelo.nero Visualizza Messaggio
    La destra non mi appartiene.

    Saluti.
    Grazie per i saluti.

  9. #89
    M. Murelli
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da LEONIDA Visualizza Messaggio
    Bene, allora si ripropone la questione se un certo patrimonio dottrinario sia sufficiente a definire i parametri tattici della 'battaglia' oltre alla necessità-giustezza della battaglia ; se cioè oltre alla certezza di 'comabattere bene' possa dare anche le coordinate per combattere dalla parte giusta. Detto altrimenti : è "la buona guerra che santifica la causa" ?
    Ogni causa ha valore in sé a prescindere dal fatto che per essa si combatte bene o male. La buona guerra fa bene alla guerra e al guerriero.

  10. #90
    M. Murelli
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da LEONIDA Visualizza Messaggio
    Talune ricette, ritenute valide possono essere spiegate con la persistenza di determinate immagini che sopravvivono per l' inerzia della cornice cognitiva condivisa anche quando tale immagine non è più rinvigorita da nuove prove. Mi riferisco appunto a presunte ricette che partono dal presupposto che il detentore del potere di "eslusione" - potere che definisce la "sovranità" - sia, ancora, lo "Stato-nazione". Sono fermamente convinto che le cause dell' esclusione siano di mera ragione economica, che si escluda cioè il 'povero', il 'consumatore difettoso', e che di conseguenza i reali detentori del potere di esclusione non siano assolutamente gli "Stati-nazione", che al massimo sono chiamati a "ratificare" una decisione presa in altro loco.
    Sul potere e sulla microfisica del potere, in altri luogi e con parole diverse - e sottoscrivendo quanto esposto e studiato da altri - ho detto cose che, se ho ben capito quel che dici, gli assomigliano.
    Il potere non ha più un "Palazzo d'Inverno". In Italia e in quel che resta di ogni altro "Stato-nazione" ad avere "sovranità" (sic) sono i mezzadri, cioè coloro che amministrano per conto terzi.
    Ed è proprio l'attuale natura del potere (poco indagata dagli appartenenti a questa "area") che invalida in partenza lo strumento partito e fa di molte bandiere arditamente sventolate delle icone romantiche.

 

 
Pagina 9 di 13 PrimaPrima ... 8910 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Orgoglio
    Di sarrebal nel forum Juventus FC
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 16-05-06, 23:10
  2. Risposte: 6
    Ultimo Messaggio: 21-10-02, 11:40
  3. Orgoglio Padano, Orgoglio Cristiano!
    Di Der Wehrwolf nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 20-10-02, 14:27
  4. Orgoglio Padano, Orgoglio Cristiano
    Di lombardialibera nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 19-10-02, 00:25
  5. sabato a milano. piazza duomo. orgoglio padano orgoglio cristiano
    Di ilariamaria nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 16-10-02, 16:53

Chi Ha Letto Questa Discussione negli Ultimi 365 Giorni: 0

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito