Aveva raccontato di essere incinta ma era falso. Si nascondeva da amici
Caserta, simula il sequestro
"Temevo di perdere il mio compagno"
I carabinieri hanno denunciato la donna e i suoi complici per simulazione di reato
CASERTA - Doveva trovare il modo per spiegare che non era incinta. Aveva pensato che se tre uomini avessero finto di sequestrarla, forse lei avrebbe potuto giustificare un aborto, ma la messinscena è durata tre giorni. I carabinieri hanno scoperto che il sequestro di Antonella Miccio, 35 anni, scomparsa mercoledì pomeriggio da un piccolo comune in provincia di Caserta, era solo una bugia, come pure la sua gravidanza di sette mesi: una frottola per non correre il rischio di perdere il convivente ingannato.
Che dietro quella sparizione ci fosse qualcosa di strano, i carabinieri l'avevano subodorato da subito: troppo modeste le condizioni della vittima per spiegare un sequestro di persona e troppo lontane dalla malavita le attività della famiglia per ipotizzare una vendetta della camorra. "E' solo una sparizione" disse subito il colonello Carmelo Bugio comandante provinciale dei carabinieri, e aveva ragione. Antonella Miccio era chiusa dentro l'armadio di una coppia di amici a Macerata Campania, un comune a pochi chilometri dal luogo del presunto sequestro.
E' stata denunciata per simulazione di reato insieme ai tre amici che avevano inscenato il sequestro. Una commedia preparata da tempo e recitata con bravura quasi professionale. Erano in tre, con il volto nascosto da passamontagna. Hanno suonato alla porta della donna a Sant'Angelo in Formis, una frazione del comune di Capua, che da poco erano trascorse le cinque. Nell'appartamento c'erano i due figli: quello più grande, di undici anni, che studiava nella sua stanzetta, e il piccolo, sette anni appena, che ha aperto la porta ai finti malviventi. L'hanno trascinata via e caricata su un'auto scura sgommando verso la periferia della città, proprio come avevano visto fare nei film d'azione. Ma non hanno pensato, sequestratori immaginari e falsa vittima, che la loro pantomima sarebbe crollata miseramente dopo i primi interrogatori dei parenti della donna.




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