Risultati da 1 a 4 di 4
  1. #1
    L'ultimo Zar
    Ospite

    Predefinito Tibet, India e radici esoteriche del nazionalsocialismo

    Il Nazismo Esoterico

    Molte furono le correnti ideologiche e mistiche di cui il Nazionalsocialismo si propose come elemento di sintesi. Ma la potenzialità del Sacro non era certo contenibile in un sistema gerarchico con delle divise e una semplice e rozza valenza di espansione. Mentre la stretta alleanza con il mondo islamico, che ha la sua espressione nella presenza a Berlino, per tutta la guerra, di Hayamin Husseini - il Gran Mufti di Gerusalemme - e soprattutto di tipo strategico, ben più profonde ed interessanti, dal nostro punto di vista, sono state le relazioni tra Nazionalsocialismo (non a livello di massa ma di ricercatori ed intellettuali) e religioni orientali: Buddhismo, Induismo e Taoismo. Husseini rappresentava la sintesi già esistente, nella tradizione del mondo arabo, fra leader spirituale e politico. Si rivelò un buon elemento di propaganda e un astuto politico nella sua tattica di spostamento ciclico tra Italia e Germania. Lo hanno rilevato gia dal punto di vista storicistico sia Coglia sia De Felice. Husseini rappresentava per il Nazionalsocialismo una sorta di «cugino ideologico» e anche, come spesso accadeva, un ottimo tramite per amplificare ideologie e creare basi e presupposti logistici nei territori controllati dalle forze britanniche. Dal punto di vista strettamente militare la più bizzarra delle formazioni SS fu la XIII Waffen Gebirgs Division, la Handschar, formata, nel1'agosto 1943, da reclute musulmane di Croazia e Serbia. In questa divisione confluirono la Kama e la Skandenbeg albanese, il cui compito era stato quello di combattere i partigiani di Tito: avevano compiti tattici simili a quelli dei cosacchi nell'unione Sovietica, che arrivarono a fine guerra sino in Italia. «Mi affascinarono quando li vidi, da piccolo, a Gorizia, con i loro cavalli e colbacchi», ha raccontato recentemente Claudio Magris. Fervente illustre tradizionalista fu poi Subbas Chandra Bose, che lavorò a stretto contatto con Husseini e con i giapponesi. Il suo legame con l'Italia passava attraverso l'ISMEO (Istituto di Studi per il Medio ed Estremo Oriente), nella persona del suo maggiore esponente, lo studioso Giuseppe Tucci, il quale viaggiò moltissimo in India e in Tibet, e per questo considerato, come Fosco Maraini (padre di Dacia), in Giappone, il commissario-culturale, 1'ambasciatore «occulto» italiano, in Oriente. Bose, nato a Calcutta, fu un rigoroso sostenitore dell'interpretazione tradizionale vedica delle caste e dell'origine polare della razza ariana, d'accordo con il filosofio Otto Tilak. Era anche un fervente devoto della dea Kali (la Devi nera della distruzione che rappresenta la madre che mangia i suoi figli, alla fine del ciclo dei tempi). Bose ebbe una giovane biografa grecofrancese, tale Savitri Devi, che a piedi scalzi e con lo sguardo rapito divulgò per anni i dettagli della sua vita (oltre a testimoniare quanto Hitler fosse affascinato dall'Oriente, da cui ricavò 1'interesse per la dieta vegetariana). L'Induismo filo-tedesco fu qualcosa di molto serio e radicato, non solamente riconducibile a fenomeni di moda. Con la scomparsa di Bose si accentuarono i legami con la filosofia orientale. Di fondamentale importanza era il parallelismo esistente fra la concezione della vita e della morte, fra tantrismo del culto di Kali in India - soprattutto nella zona limitrofa a Calcutta - e la venerazione implicita in ogni espressione simbolica del Nazionalsocialismo. Bose era molto stimato da Nehru e da Gandhi, che diffidavano di lui solo per il conriaturato senso asociale e noncostruttivo di quella ideologia the derivava dal culto «nero», di mania tantrica « della mano sinistra», che riservava alla dea Kali. Cosi lui e Tilak vennero estromessi dal movimento pacifista nazionalista indiano: il Partito del Congresso. Su una cosa però concordavano - e questo fu un tema di grande suggestione portato avanti da Bose e che lo avvicinava molto ai giapponesi: la sua avversione nei confronti della cultura occidentale in generale, considerata decadente, egualitarista, antielitaria anche nelle sue espressioni imperialistiche, soprattutto le più insinuanti e melliflue come ad esempio le campagne di «conversione» da parte dei gesuiti, equiparate al Demonio, il vero nemico, metafisico, degli ambienti più chiusi del mondo induista, taoista e buddhista. Ernst Schafer era figlio di un importante industriale di Amburgo. Ornitologo, era intenzionato a studiare soprattutto il Tibet. Già nel 1930-32, da studente, e poi nel 1934-36 aveva partecipato alle spedizioni dell'americano Brook Dylan. Quando nel 1937 si preparava per la successiva spedizione in Tibet ebbe una proposta da Himmler di lavorare con Wust e Sievers per lo sviluppo della razza ariana nel progetto Ahnenerbe. Si discusse la spedizione in Tibet nel1'ambito del progetto Ahnenerbe sotto la guida di Himmler. Schafer, nonostante non fosse affatto contrario al Nazionalsocialismo, era troppo cosmopolita, grazie alle tante esperienze all'estero, per accettare qualsiasi ordine nazionalista. Vedeva la proposta di Himmler con un certo scetticismo. Si fece però convincere che in tempi di una dittatura nazionale, 1'appoggio del Reichftihrer--SS per viaggi di ricerca all'estero fosse una condizione per riuscire a realizzare il progetto. Presto però nacquero tensioni personali tra Schafer da un lato e Sievers e Wust dall'altro. Inoltre ci furono problemi finanziari che sembravano irrisolvibili e così il progetto (SS Spedizione Schafer) fu interrotto e cancellato. Ma nel 1939 Schafer ebbe dal Reichsfiihrer--SS una missione speciale per la quale doveva controllare gli inglesi nelle loro colonie tradizionali in Russia e in Oriente, e soprattutto in Tibet. Insieme al ricercatore svedese Sven Hedin, che nella Germania di Hitler era molto popolare, trasformò, nel 1943, il reparto Ahnenerbe dell'Istituto del Reich, in un ente indipendente, con il nome di « Istituto Hedin per l'interno dell'Asia e spedizioni». Dopo la guerra, Schafer sostenne che questo Istituto non aveva mai avuto a che fare con il progetto Ahnenerbe.

    http://www.thule-italia.net

  2. #2
    alfredoibba
    Ospite

    Predefinito

    Quel sito è ricco di cose.

  3. #3
    L'ultimo Zar
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da alfredoibba Visualizza Messaggio
    Quel sito è ricco di cose.
    Già.

  4. #4
    ulfenor
    Ospite

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    Lo so cari...

 

 

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