Pubblichiamo la prefazione al nostro libro a fumetti sull'11 settembre (anche oggi 8 pagine in regalo) scritta da Gianni Riotta, direttore del Tg1. A lungo negli Usa è rimasto nelle classifiche dei best seller un tomo squadrato e dalla prosa burocratica, "Il Rapporto della Commissione nazionale sugli attacchi terroristici contro gli Stati Uniti". Di solito le conclusioni delle commissioni di Washington finiscono a impolverarsi negli uffici di qualche lobby, venendo poi mandate al macero alla prima occasione. Non così lo studio della Commissione sull'11 settembre, i cui lavori erano stati divorati in diretta tv e via Internet da milioni di americani. Capire perché l'America è stata attaccata, quali sono i suoi nuovi nemici, perché dal fondamentalismo islamico sponsorizzato dal presidente Carter ai tempi dell'invasione sovietica in Afghanistan, dall'Arabia Saudita amica fin dai tempi del presidente Roosevelt, arrivino a frotte i guerrieri della jihad, la guerra santa, diventa un dovere civico nazionale. Ogni cittadino, sia poi favorevole o contrario alle politiche del presidente George W.Bush, si misura con il saggio della Commissione, vuol comprendere perché. La nazione è divisa da quella drammatica elezione testa a testa, Bush contro Gore del novembre 2000. E l'invasione dell'Iraq, gli abusi contro i diritti civili, le scelte di violazione della privacy volute da John Yoo e Alberto Gonzales, non fanno che esacerbare il dibattito. I repubblicani persuasi che ogni cedimento liberal finisca con l'avvantaggiare le fosche legioni di Bin Laden, i democratici ossessionati dall'idea che la guerra al terrorismo del vicepresidente Cheney e del segretario della Difesa Rumsfeld stia snaturando 200 anni di democrazia Usa. In Europa la forza della lacerazione è percepita per pochi, effimeri, attimi, quando Le Monde e il Corriere della Sera titolano «Siamo tutti americani». Insieme l'Europa e gli Usa vanno contro i Talibani che ospitano Al Qaeda, fucilano le donne, hanno scacciato tre milioni di profughi e distrutto iconoclasti gli immortali Buddha di Bamiyan. La stagione finisce presto, l'America, chiusa nella guerra civile culturale che vede da una parte i Michael Moore e i Noam Chomsky e dall'altra i Rush Limbaugh e le Ann Coulter, populisti contro neoconservatori, si allontana dall'Europa. E l'Europa, prima che il cancelliere tedesco Schroeder venga assunto come lobbista da zar Putin, decise che l'Atlantico deve allargarsi. Oggi viviamo giorni di riconciliazione, frustrate in America le velleità unilaterali e in Europa le banalità di chi godeva per le sconfitte di Washington. In Libano la forza di pace prova a rimettere insieme un confine insanguinato e all'Onu Washington e Parigi scrivono a quattro mani la risoluzione 1701. Chi voglia capire come funzionerà la prossima fase, chi non dispera di analizzare i giorni a venire della guerra globale, passi del tempo a leggere questo libro, versione comics dello storico Rapporto sull'11 settembre. I giorni del terrore a New York, a Washington e in Pennsylvania, avevano già avuto un tributo straordinario a fumetti, "L'ombra delle torri" di Art Spielgelman, il maestro di "Maus" l'Olocausto versione cartoon. Ma l'adattamento grafico del Rapporto 9/11, più del film di Oliver Stone, più del film sul volo schiantato al suolo dopo la rivolta dei passeggeri, non parla solo di arte. Rimanda alla solenne poesia della prosa, come dice nel suo magnifico romanzo "Vita e destino", lo scrittore russo Vasilij Grossman. Grossman parlava di Stalingrado, Sid Jacobson e Ernie Colón delle battaglie del nostro tempo. La poesia della prosa funziona anche a fumetti. Tanti si illudono che rivolta del fondamentalismo islamico risparmierà Paesi, ceti, culture e persone solo perché ossessionata da Washington e Gerusalemme. Sciocchezze. Osama e i suoi vogliono umiliare i musulmani che non si adattano alla loro anacronistica versione del Corano, muovono guerra all'Occidentale, reo di permettere la pubblicazione di un libro così. . E nel ragionare di guerra globale, nel ricordarci rileggendo e riguardando queste pagine che tante cose non funzionano nel nostro mondo libero, teniamo però fermo a mente che i guerrieri dell'11 settembre non hanno attaccato solo Bush e i suoi. Hanno attaccato chi dissente da loro, chi vuole mandarli a casa e li detesta, ebrei, cristiani, buddisti e musulmani. Non mandate dunque a chiedere, riposta sullo scaffale questa preziosa opera, a chi muovano guerra gli uomini di Al Qaeda. Essi muovono guerra a voi.