
Originariamente Scritto da
danny78
Prodi rilancia l'allarme economia
"Preoccupanti i dati dell'Ocse"
Standard and Poor's avverte: potremmo abbassare il rating
ROMA - Sono ancora le finanze pubbliche la prima preoccupazione del governo.
Nel giorno in cui sia l'Ocse che l'agenzia di rating Standard & Poor's esprimono forti preoccupazioni sul nostro deficit, anche Romano Prodi - nelle sue dichiarazioni programmatiche alla Camera - ha affrontato con decisione il tema: i conti, ha detto, "sono in una fase di peggioramento, versano in una situazione forse più critica che nel '96. Siamo tornati sotto la lente d'ingrandimento dei mercati internazionali".
In particolare, ad allarmare il premier sono stati i dati diffusi oggi dall'Ocse: cifre che "non possono che accrescere la nostra preoccupazione", ha osservato Prodi. Da qui, "l'imperativo categorico" del presidente del Consiglio di "riportare l'avanzo primario ai livelli di fine anni '90".
E' la stessa posizione di Standard & Poor's. A giudizio dell'agenzia di rating, una manovra correttiva "è certamente necessaria ma non è la questione chiave. Nel medio termine ci deve essere una strategia per riportare l'avanzo primario" proprio sugli standard di circa 15 anni fa. Per S&P, Prodi ce la può comunque fare a evitare una riduzione del rating, "altrimenti avremmo già declassato".
Ma l'avvertimento, per l'Italia, è pesante: senza una riduzione sostanziosa del debito pubblico, il rating sovrano sull'italia potrebbe essere abbassato già nel 2006. A dirlo è Moritz Kraemer, analista di Standard & poor's, in un rapporto sul nostro Paese. "E' cruciale - si legge nel documento - che si decidano misure strutturali per assicurare un trend al ribasso significante e durevole del rapporto debito/pil, fattore essenziale per mantenere il rating sovrano sull'italia agli attuali livelli. Al contrario, se non ci saranno segnali di una strategia di questo tipo, il rating a lungo termine potrebbe essere abbassato già quest'anno".
Si fa quindi sempre più strada l'ipotesi di una manovra bis: farla, o meno, verrà deciso "nelle prossime settimane", ha detto Prodi. Secondo il premier, comunque, il discorso sul risanamento dei conti pubblici dovrà procedere di pari passo con quello sulla necessità di rilanciare lo sviluppo. Il presidente del consiglio ha parlato infatti di "duplice sfida" che riguarda "la stabilità e la crescita, entrambi i termini del patto di stabilità e crescita europeo".
E per affrontare questa sfida il governo è pronto ad assumere "decisioni forti e condivise". Nei decenni precedenti, dagli anni '70 agli anni '90, ha ricordato Prodi, "mancava soprattutto la stabilità, ma c'era la crescita. Oggi mancano entrambe". Da qui la necessità di una svolta.
(23 maggio 2006)