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Discussione: La Guerra dell'Anello

  1. #1
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    26 Aug 2006
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    Predefinito La Guerra dell'Anello

    E’ una giornata rovente. I soldati romani spargono il sale sulle macerie di quella che il giorno prima era stata Cartagine, augurandosi che mai il mondo possa rivedere una città simile sulla faccia della terra. Finisce così una guerra di secoli, lotta per la vita e per l’uomo contro i residui di un mondo laido e disumano. Roma ha vinto.
    Passa qualche secolo. Fuoco e sangue sconvolgono le vie della Città Eterna: ben poco rimane in piedi. Cos’è successo nel frattempo? Roma stessa diventa Cartagine. Il male che Roma ha inteso estirpare per tutta la sua esistenza l’ha avvinta come una malattia infettiva: non le ha lasciato niente. Non l’amore per gli antenati, non quello per i propri simili, la bellezza, la semplicità, la maestosità del Cielo e dei suoi dei immortali. Donna stuprata che giace in una valle di sette colli, è morto l’uomo. Chi cercano i fanciulli senza padri? Uomini con gli occhi lucidi, con un amore inestinguibile, che tutto vede anche se non è ancora fatto, che tutto misura e ordina e dice: entra o Giove nella mia casa e vivi sempre con me! Uomini duri, uomini che baciano la terra che da’ loro frutto e il ventre delle loro donne, ma uomini che sanno come è difficile vivere in un mondo pieno di nemici. Questi uomini hanno ancora nei loro occhi Troia che brucia per la combutta di tutti i traditori: il loro cuore crea mura che sono il pallore di quelle che furono le mura delle città dell’Asia Minore ma hanno il fondamento della fede nel superumano che è quel mondo divino che tutto plasma dai cieli olimpici. La loro vita è il disegno stesso di un’umanità superiore che portano sempre con sé, ma che devono difendere ogni giorno. Questi uomini, che portano altri uomini a riconoscere in loro dei fratelli e che seguono il migliore tra loro, sono i miei antenati. La loro generosità e umanità ha costruito un sogno: Roma.
    Ma cosa è successo allora: la loro apertura li ha traditi. Nelle loro case sono entrati i fratelli dei Cartaginesi e hanno costruito le loro dimore. Ecco i figli di Babilonia che vendicano la loro sorella. Cadono ad uno ad uno i popoli liberi, che non hanno riconosciuto i nuovi signori, ma una massa immensa di popoli gridano la loro rabbia e tutto il loro diritto alla vita, per sé e per i propri figli. Dicono di no ad un mondo in cui ciò che è vero è falso e ciò che è falso è vero. Non conoscono il continuo spettacolo di questa Roma, in cui tutto è irriso e pronto per il mercato, in cui la dignità degli uomini vissuti all’ombra delle querce del Danubio e della Vistola è cosa ignota.
    Cadono le sofisticazioni, i vuoti e i tramestii delle grandi città romane. Tutto è divorato da questa umanità autentica che si abbatte con il “furore di Dio” sui simboli del male. Mentre un uomo abbatte una colonna i suoi occhi celesti incontrano un Cristo ritto in mezzo alle rovine. I due si accolgono e si ritrovano, si chiedono dove sono stati. L’uomo con la barba lo porta a casa sua, in una torre che ha costruito coi suoi figli di là dal fiume per difendersi dai nemici. Quest’uomo è mio antenato. In un mondo di rovine, lui, il Cristo e i suoi fratelli danno aiuto a tanta povera gente ma per fare questo devono combattere: servono e sono serviti. Molti come lui si trovano e riconoscono il migliore tra loro e gli affidano la vita.
    Il Cristo dice all’uomo con la barba, ai suoi simili e al migliore tra loro che una volta c’era una cosa buona chiamata Roma. Lui l’aveva scelta come sua dimora perché un giorno un uomo chiamato Romolo su un colle disegnò un quadrato, rimase a pregare fino all’aurora e gli supplicò di entrare e dimorare con Lui, anche se non conosceva il suo nome. Ma il Male guasta tutte le città di Dio che sono nel mondo e così anche Roma venne trasportata con sé nell’oblio. Lo Spirito che però procede da Dio e santifica le Sue città non muore mai perché è Dio e così insegna ora a quegli uomini ad amare il ricordo di Roma e di quello che fu prima che la conobbero nella loro innocenza e la distrussero per quello che videro. Uno tra loro viene poi scelto dallo Spirito per rappresentare Roma e viene inviato nel mondo: Roma è di tutti perché è di Dio, raccomanda lo Spirito, ricordatelo.
    Le cose vanno bene, pur nelle difficoltà, negli innumerevoli secoli successivi. Questa congregazione di uomini non può però sostenere l’urto delle Potenze del Male: sorge l’Anticristo. L’Impero di Roma tenta invano di resistere, ma perisce sotto le bombe dell’Avversario. Il Bene, e con esso lo Spirito che lo sostiene nel mondo si ritira, ma non per sempre. Arriviamo ad oggi: le tenebre sembrano avvolgere la Terra.
    Ho voluto rappresentare in questo modo la nostra storia perché tutti capiscano quanto io voglia dire. Questo messaggio è un appello perché quanti leggono capiscano la gravità della situazione in cui oggi ci troviamo partendo dalle sue premesse, rese comprensibili più per immagini che per un’illustrazione storiografica.
    Roma è tutto ciò in cui credo. Rappresenta la concretizzazione nel vissuto degli uomini puri di tutte le loro speranze ed aspettative: e la forma attraverso la quale lo Spirito e il loro spirito si manifestano nel mondo. Sento con tutto il cuore di appartenere a questa comunità superstorica che a fasi alterne si è imposta negli ultimi tre mila anni di storia europea e mondiale. La nostra storia, infatti, non è stata altro che una lotta senza quartiere degli uomini di Roma per l’Unità nella diversità della specie umana che riconosce nel valore del servizio all’altro il fondamento della Civiltà. Gli altri, coloro che non riconoscono il sistema di valori che discende dal servizio del prossimo, sono al di fuori da questa comunità, che Cristo chiama “il regno di Dio” e che il pretoriano di tutti i tempi chiama “Roma” nella sua lingua. Mentre la Roma fisica muore, la Roma spirituale risorge sempre finché trova degli uomini che in essa credono, perché questi uomini ne portano le spore perché possa rigermogliare in un altro terreno. Ecco quindi i due pilastri di Roma: l’alleanza con Cristo, che si manifesta nella vittoria miracolosa di Costantino sui suoi nemici; la continua ricerca di una sede dell’impero, in attesa di quella definitiva. Da quando il cielo si riempi del verdetto finale di Cristo “in hoc signo vince”, Roma trasmigra in oriente e poi in occidente in continuazione, si moltiplica, si divide, si ritrae. Lo studio della nostra era è lo studio di come Roma sopravvive ogni volta a sé stessa fino alla fine, quando viene inesorabilmente abbattuta. Due episodi epocali mi richiamano i colpi mortali a lei inferti negli ultimi due secoli: la pace di Vestfalia e la pace di Versailles, le conclusioni di due guerre straordinarie condotte da molte nazioni per sradicarne il suo riaffermarsi. Solo l’Italia si è sottratta a tale gioco, nel primo caso in quanto vittima, nel secondo in quanto essa stessa in procinto di realizzare una sua versione moderna della mai sopita idea di Roma che l’Italia ha mantenuto. In quanto Nazione, l’Italia può esistere solamente in quanto portatrice di una sua particolare idea di Roma. L’attuarsi di tale proposito comporta la morte dell’Italia nella nascita di qualcosa di più grande: tutta la politica nazionale dell’Italia postrisorgimentale che meriti un tale nome è consistita nella volontà onnipresente di realizzazione di questa meta. Il venir meno di questo obiettivo, con la sconfitta dell’Italia nella seconda guerra mondiale ne ha segnato la morte. Non può essere diversamente: cosa ne è oggi dell’Italia dunque? Tale Paese è oggi un territorio occupato dall’Alleanza Atlantica, l’espressione militare di un mondo che rappresenta l’Antitesi di Roma in tutte le sue forme. Se sosteniamo che Roma rappresenta per noi il Sommo Bene, che lo rappresentava ancor prima di Cristo e che lo rappresenta ancor meglio tuttora dopo i segni prodigiosi dei secoli, non possiamo non vedere come il Male che tanto ci opprimo sia ben definito da quella cultura occidentale che tanto ammorba questa Europa piena di odii e divisioni.
    Sessant’anni appena ci separano da quella che è stata la bara della civiltà europea, la seconda guerra mondiale, che ha visto l’ultima ma non definitiva parola di idee e pensieri nemici dell’uomo. Cosa sarebbe stata la vittoria dell’Europa di Hitler non lo so, ma cosa è stata la vittoria degli Alleati è sotto gli occhi di tutti coloro che vogliono vedere cosa è stato ieri e cosa è oggi. Un susseguirsi di guerre e di rapine ai danni di popoli inermi per imporre i privilegi di qualche migliaio di famiglie anglo-sassoni che con le loro azioni gestiscono l’operato dei partiti politici delle maggiori potenze del mondo. Cosa significa l’esercizio concreto del loro potere per centinaia di milioni di Europei, lasciando stare le sofferenze concretissime di qualche miliardo di asiatici, africani e americani? Sostanzialmente la distruzione di ogni certezza di vita sia a livello materiale che spirituale. E’ il nichilismo che agisce con ogni suo mezzo: è necessario che l’uomo sia completamente succube dal punto di vista materiale. Si accorge allora di non avere nessuna risorsa spirituale. L’allantonamento dalla vita rurale ha portato ad un urbanizzazione ed un industrializzazione selvagge che hanno devastato le nostre città riducendole ad un ricettacolo di ogni disperazione e violenza si possa pensare. Disoccupazione, sottoccupazione e precariato si insinuano in un mondo che dava per scontato i suoi diritti, quasi che fossero acquisiti per sempre. A ciò si aggiunge la perdita dei valori religiosi e familiari nonché la possibilità di avere degli affetti e delle amicizie che siano realmente tali, divorati dal bordello continuo e dai mercati delle emozioni messi in piedi dal governo dei mercanti. Per non parlare poi dei paradisi artificiali creati dallo spettacolo e dalle innumerevoli droghe di cui questo sistema ha bisogno per piegare le volontà di tutti coloro che potrebbero avere ancora dei moti di Spirito.
    E’ chiaro dunque dal quadro che abbiamo sotto i nostri occhi come sia in atto un orrendo processo di disintegrazione della società in cui viviamo, una costruzione artificiale che ha anteposto i diritti ai doveri, il piacere ozioso e vizioso alla laboriosità e alla gioia di servire, la pace pelosa e vile alla lotta virile; la furbizia cavillosa all’intelligenza risoluta e schietta dei volonterosi, l’utile personale al bene dei molti. Soffia su questo mondo l’alito di Mordor, che ormai tutti dovrebbero conoscere dai successi cinematografici del Signore degli Anelli. L’Oscuro Signore sta richiamando tutti i suoi alleati per la battaglia finale perché sa che il suo tempo è vicino e teme di perdere. Ecco che cerca quindi l’Anello: lo vuole disperatamente e con l’inganno. Che cos’è questo Anello? La nostra volontà di vita. Come cerca di averlo? Attraverso i Palantiri che si chiamano Mezzi di Informazione vuole che glielo portiamo noi: desidera cioè che noi combattiamo la sua guerra di distruzione verso chi non si piega ai suoi valori e ai suoi interessi. Chi non lo serve deve morire, ma chi lo serve deve ugualmente morire nel servirlo. Io rifiuto il suo ricatto e mi rivolgo a voi che leggete: rifiutatevi finché siete in tempo. Portate l’Anello al Monte Fato e buttatelo nel fuoco in cui brucia l’amore di sé. Ciò che il Nemico non si aspetta è infatti che alberghi in voi la disponibilità ad un sacrificio assoluto. Crede che siate talmente pieni di amor proprio e attaccati alla vita da non saperla sacrificare contro di lui in un atto di dedizione e amore totale! Perché non è razionale. Vi ha infatti abituato a pensare in maniera assolutamente calcolata e razionale: via ha detto che ciò è umano e anche divino e vi ha insegnato ad adorarlo. Allora voi avete inventato la religione del progresso e siete accorsi per le vie del mondo a propagarla come un virus. Avete veicolato il vostro nemico tra voi. Ora lui legittimamente non crede che voi possiate fare diversamente: questa è la sua debolezza.

    Ma non siete soli: esiste un fronte mondiale di uomini liberi che si sta unendo. Sta nascendo la coscienza di una nuova Roma che sorge: questa Roma si chiama Mosca e sta preparando le sue armi. Sì, perché domani, quando meno ce lo aspetteremo, ci sarà la guerra e non dovrà trovarci impreparati. Il nostro animo, scosso da ribellione e amore per la giustizia, deve sapere che il Cristo ci chiamerà a raccolta per la battaglia finale. A giudicare dall’accelerazione degli eventi potrebbe trattarsi di anni, forse di mesi, solo Lui può dirlo. Mi affido senza esitazione a Lui perché protegga Me e Voi in quest’ora difficile, e da lui guidato vi dico: quando la guerra mondiale arriverà, coloro che saranno in grado dovranno prendere le armi.
    Questo è quello che intendo fare io: voglio sacrificare tutta la mia giovinezza perché l’Europa ritorni ad essere l’immagine dell’Impero Immortale benedetto dal Cristo e in questo modo contribuire a spazzare via attivamente tutta la lordura che hanno visto i miei giovani occhi.

    •   Alt 

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  2. #2
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    fonte?
    Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui.

  3. #3
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    Predefinito io sono tranquillo

    Le forze del male non sanno che c'e' già
    il guardiano della Tradizione....

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da ITALIANO Visualizza Messaggio
    fonte?
    LSD

  5. #5
    ardimentoso
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    Citazione Originariamente Scritto da Lenz Wohnenheim Visualizza Messaggio
    Sta nascendo la coscienza di una nuova Roma che sorge: questa Roma si chiama Mosca e sta preparando le sue armi. Sì, perché domani, quando meno ce lo aspetteremo, ci sarà la guerra e non dovrà trovarci impreparati. Il nostro animo, scosso da ribellione e amore per la giustizia, deve sapere che il Cristo ci chiamerà a raccolta per la battaglia finale.
    Eco, allora cominciate ad andarvene tutti a mosca, portate pure er papa e tutto er vaticano,perchè tanto se spiana e ce viene un bel parcheggio.

    quando partite?

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da ardimentoso Visualizza Messaggio
    Eco, allora cominciate ad andarvene tutti a mosca, portate pure er papa e tutto er vaticano,perchè tanto se spiana e ce viene un bel parcheggio.

    quando partite?


  7. #7
    ulfenor
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    Sappi che la madre europa si sta liberando del cristianesimo lentamente ....

  8. #8
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    L'articolo è buono... a parte la solita intrusione del cristianesimo, che con l'anima europea non ci azzecca una briscola.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Iron81 Visualizza Messaggio
    L'articolo è buono... a parte la solita intrusione del cristianesimo, che con l'anima europea non ci azzecca una briscola.
    Si, l'articolo è bello, ma purtroppo l'Europa nello scontro imminente sarà solo preda e campo di battaglia ... leggevo su un 3ad in Politica Internazionale che, mentre l'Ucraina viene adescata per entrare nella NATO (e non mi sembra proprio che il Nordatlantico arrivi a Kiew), la Bielorussia sta bussando alla porta dell'Organizzazione di Shangai (nata per la difesa dell'Asia centrale, e non mi sembra che Minsk si trovi colà).

    Temo che il confronto sarà tra Occidente (cioè, U$raele) ed Asia. La grassa vecchia e pigra Europa sarà il campo di battaglia e la preda ... è sempre vero il vecchio detto per cui chi non vuol portare le armi proprie, dovrà rassegnarsi a portare quelle degli altri.

  10. #10
    LokiTorino
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    Citazione Originariamente Scritto da Decima Regio Visualizza Messaggio
    Si, l'articolo è bello, ma purtroppo l'Europa nello scontro imminente sarà solo preda e campo di battaglia ... leggevo su un 3ad in Politica Internazionale che, mentre l'Ucraina viene adescata per entrare nella NATO (e non mi sembra proprio che il Nordatlantico arrivi a Kiew), la Bielorussia sta bussando alla porta dell'Organizzazione di Shangai (nata per la difesa dell'Asia centrale, e non mi sembra che Minsk si trovi colà).

    Temo che il confronto sarà tra Occidente (cioè, U$raele) ed Asia. La grassa vecchia e pigra Europa sarà il campo di battaglia e la preda ... è sempre vero il vecchio detto per cui chi non vuol portare le armi proprie, dovrà rassegnarsi a portare quelle degli altri.
    su ebay ho comprato delle pinzette che, messe giorno dopo giorno, fanno venire gli occhi a mandorla.
    A parte gli scherzi, lo scenario è probabilmente questo, ma l'Europa dei finanzieri secondo me sta già preparando il travaso politico dagli USA all'Asia.
    Quello economico è partito già da un po' e si sa, l'economico è più veloce del politico.

 

 
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