Retroscena/ Accordo D'Alema-Berlusconi: larghe intese e Monti premier
Giovedí 28.09.2006 11 : 50
Finanziaria/ Mastella minaccia: "Così com'è non la votiamo". Lo speciale di Affari
Voci del Palazzo? Fantapolitica? Non solo. Mentre il governo è alle prese con il nodo della Finanziaria, a Montecitorio si discute su come poter uscire dall'impasse. E tra i parlamentari di tutti gli schieramenti si parla di un'ipotesi che potrebbe rivoluzionare il quadro politico. In queste ore, infatti, ci sarebbero stati contatti tra Silvio Berlusconi e Massimo D'Alema (il vero capo dei Ds) per far nascere un esecutivo di unità nazionale nel caso in cui Prodi non dovesse superare lo scoglio della manovra economica.
D'altronde un accordo tra il Cavaliere e il ministro degli Esteri c'era già stato all'epoca dell'elezione del presidente della Repubblica, quando il leader di Forza Italia non si oppose all'ascesa di D'Alema al Colle. Ipotesi poi tramontata per i contrasti interni alla Quercia. L'ipotesi - definita dai centristi della maggioranza come un piano concreto - prevede una sorta di Grande Coalizione nella quale sarebbero rappresentati tutti i partiti principali, tranne la sinistra radicale e la Lega Nord. E il progetto avrebbe già l'ok di Confindustria e l'assenso d'Oltretevere.
Ma chi sarebbe il presidente del Consiglio? Certamente non Romano Prodi, altrimenti il Polo non accetterebbe mai l'intesa. Da più parti si fa il nome di Mario Monti, che non a caso qualche giorno fa è uscito con un'intervista a Repubblica invocando la coesione sociale e politica, criticando il governo di Centrosinistra. "L'ex commissario europeo non parla mai per niente", fanno notare tanto dall'Udc quanto dalla Margherita. L'obiettivo della Grande Coalizione all'italiana sarebbe quello di sistemare i conti dello Stato attraverso scelte bipartisan, per evitare proteste di piazza, riformare la legge elettorale, come ha chiesto anche il presidente del Senato Marini, e poi tornare al voto nella primavera del 2008.




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