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    Angry Austria:Ai socialdemocratici il 33%, liberalnazionali sotto il 10%

    Austria, trionfano i popolari. Crollo di Haider
    Elezioni politiche: le prime proiezioni assegnano il 49 per cento dei voti al partito del cancelliere uscente Schuessel

    Il cancelliere Schuessel mentre vota (Ansa)
    VIENNA - Alle elezioni politiche in Austria sembra profilarsi il successo del Partito popolare (Oevp) del cancelliere uscente Wolfgang Schuessel.

    PROIEZIONI - Sulla base dei primi dati, l'Oevp avrebbe ottenuto il 48,98 per cento, i socialdemocratici del Spoe 32,99 per cento, mentre i liberalnazionali del Fpoe, il partito di Joerg Haider, il 9,89 per cento e i verdi il 6,57. Se la tendenza verrá confermata, i popolari avranno ottenuto un successo senza precedenti nella storia recente. Il mancato balzo in avanti dei Verdi, fermi più o meno sui valori del 1999, significa inoltre che l'attuale coalizione tra popolari e liberalnazionali continuerebbe ad avere la maggioranza in Parlamento.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  2. #2
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    Austria, in testa i popolari


    Secondo le prime proiezioni, il partito del cancelliere uscente avrebbe riportato una vittoria schiacciante sui socialdemocratici. Rischia di scomparire il partito xenofobo di Haider
    di Giovanni Maria Del Re

    VIENNA - Alla chiusura dei seggi, secondo le prime proiezioni, i popolari del cancelliere uscente Wolgang Schuessel avrebbero ottenuto una schiacciante vittoria in quelle che i giornali austriaci hanno definito le elezioni più ricche di suspense che l'Austria del dopoguerra ricordi. Una vittoria sugli sfidanti socialdemocratici di Alfred Gusenbauer, dati alla vigilia della competizione elettorale appaiati al 39 per cento.

    Ma quelle di oggi in Austria sono elezioni ricche di suspense anche perché molto probabilmente seppelliranno una volta per tutta l'esperimento di un governo con la partecipazione della destra populista di Joerg Haider, i liberal-nazionali. Proprio Haider, del resto, stanco del ruolo di secondo piano a cui si era autorelegato poco dopo la formazione del governo, nel febbraio 2000, aveva provocato, il 9 settembre scorso il crollo della coalizione.

    Per Schuessel è invece un grande test personale: il cancelliere, che nel 2000, pur essendo arrivato terzo per un pugno di voti dietro ai liberal-nazionali, riuscì a conquistarsi la cancelleria grazie a un patto con Haider. E questo dopo aver promesso, in campagna elettorale, che avrebbe guidato l'opposizione se fosse arrivato terzo. Non sono in pochi a giudicarlo scaltro, e lo sfacelo dei liberal-nazionali, dilaniati da lotte intestine e danneggiato dal ricambio di due nuovi presidente (formali) per concessione di Haider, viene giudicato come un effetto dell'"addomesticamento" da parte dei popolari promesso da Schuessel.

    Alla vigilia i numeri del cancelliere, tuttavia, non apparivano straordinari: il bilancio è stato risanato (anzi è positivo), ma è costato l'aumento delle tasse. L'economia cresce meno della media europea, e la disoccupazione (comunque bassissima, intorno al 6%) è ripartita. Schuessel però è un ottimo venditore di se stesso, ed è stimato da molti, oltre a godere il pieno appoggio dell'industria - oltre che di noti personaggi come Arnold Scharzenegger, originario dell'austriaca Stiria - sceso in campo con annunci a tutta pagina.

    Il clima di incertezza della vigilia aveva comunque spinto gli esperti alla cautela. "E' come voler leggere il futuro nei fondi di caffè", dicevano in molti nelle ultime settimane, caratterizzati da sondaggi contraddittori. Con i socialdemocratici prima decisamente avanti (dopo il crollo del governo), poi invece indietro, anche per colpa dello sfidante del cancelliere: l'opaco e fino a poche settimane fa semisconosciuto presidente socialdemocratico Alfred Gusenbauer, 42 anni. Di duello televisivo in duello televisivo Gusenbauer ha imparato molto, e ha recuperato. Di sicuro c'è solo l'annunciata catastrofe dei liberal-nazionali (Haider non si presenta, candidato di punta è il leader formale del partito nonché ministro del Sociale Herbert Haupt), dati all'11%, contro il 26,9 per cento del 1999.

    Sempre secondo i sondaggi i verdi sono intorno al 9-10 per cento. Cifre che aprono spazio alle più sfrenate illazioni sulle coalizioni, la più gettonata è quella di una riedizione della storica grande coalizione, anche se sotto altre condizioni e dopo il passaggio attraverso l'esperienza di centro-destra. Solo che non si sa se sarebbe, appunto, una grande coalizione con un cancelliere popolare o invece un cancelliere socialdemocratico. Ma esistono altre possibilità: anzitutto, appunto, quella paventata dai popolari di un governo rosso-verde come a Berlino. Quanto a una riedizione dell'attuale coalizione di centro-destra, Schuessel non esclude niente, ma i commentatori all'unisono la danno come estremamente improbabile, anche se Schuessel, scaltramente, non esclude nessuna opzione. Sempre che vinca, naturalmente.

    (24 NOVEMBRE 2002, ORE 10:20; aggioranto alle 17:15)
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

  3. #3
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    Originally posted by grandeitalia
    Anche gli Austriaci , dopo gli Italiani , hanno preso a calci nel sedere il loro Bossi. Ma noi l'abbiamo fatto meglio : ridotti al 3,9%
    FUORI - DAI - COGLIONI!!!

  4. #4
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    Qui pare che nessuno di voi abbia capito che a parte sul tema immigrazione,non esiste alcun parallelismo tra la nostra situazione e quella austriaca.

  5. #5
    Ospite

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    Originally posted by Der Wehrwolf
    Austria, in testa i popolari


    Secondo le prime proiezioni, il partito del cancelliere uscente avrebbe riportato una vittoria schiacciante sui socialdemocratici. Rischia di scomparire il partito xenofobo di Haider
    di Giovanni Maria Del Re

    VIENNA - Alla chiusura dei seggi, secondo le prime proiezioni, i popolari del cancelliere uscente Wolgang Schuessel avrebbero ottenuto una schiacciante vittoria in quelle che i giornali austriaci hanno definito le elezioni più ricche di suspense che l'Austria del dopoguerra ricordi. Una vittoria sugli sfidanti socialdemocratici di Alfred Gusenbauer, dati alla vigilia della competizione elettorale appaiati al 39 per cento.

    Ma quelle di oggi in Austria sono elezioni ricche di suspense anche perché molto probabilmente seppelliranno una volta per tutta l'esperimento di un governo con la partecipazione della destra populista di Joerg Haider, i liberal-nazionali. Proprio Haider, del resto, stanco del ruolo di secondo piano a cui si era autorelegato poco dopo la formazione del governo, nel febbraio 2000, aveva provocato, il 9 settembre scorso il crollo della coalizione.

    Per Schuessel è invece un grande test personale: il cancelliere, che nel 2000, pur essendo arrivato terzo per un pugno di voti dietro ai liberal-nazionali, riuscì a conquistarsi la cancelleria grazie a un patto con Haider. E questo dopo aver promesso, in campagna elettorale, che avrebbe guidato l'opposizione se fosse arrivato terzo. Non sono in pochi a giudicarlo scaltro, e lo sfacelo dei liberal-nazionali, dilaniati da lotte intestine e danneggiato dal ricambio di due nuovi presidente (formali) per concessione di Haider, viene giudicato come un effetto dell'"addomesticamento" da parte dei popolari promesso da Schuessel.

    Alla vigilia i numeri del cancelliere, tuttavia, non apparivano straordinari: il bilancio è stato risanato (anzi è positivo), ma è costato l'aumento delle tasse. L'economia cresce meno della media europea, e la disoccupazione (comunque bassissima, intorno al 6%) è ripartita. Schuessel però è un ottimo venditore di se stesso, ed è stimato da molti, oltre a godere il pieno appoggio dell'industria - oltre che di noti personaggi come Arnold Scharzenegger, originario dell'austriaca Stiria - sceso in campo con annunci a tutta pagina.

    Il clima di incertezza della vigilia aveva comunque spinto gli esperti alla cautela. "E' come voler leggere il futuro nei fondi di caffè", dicevano in molti nelle ultime settimane, caratterizzati da sondaggi contraddittori. Con i socialdemocratici prima decisamente avanti (dopo il crollo del governo), poi invece indietro, anche per colpa dello sfidante del cancelliere: l'opaco e fino a poche settimane fa semisconosciuto presidente socialdemocratico Alfred Gusenbauer, 42 anni. Di duello televisivo in duello televisivo Gusenbauer ha imparato molto, e ha recuperato. Di sicuro c'è solo l'annunciata catastrofe dei liberal-nazionali (Haider non si presenta, candidato di punta è il leader formale del partito nonché ministro del Sociale Herbert Haupt), dati all'11%, contro il 26,9 per cento del 1999.

    Sempre secondo i sondaggi i verdi sono intorno al 9-10 per cento. Cifre che aprono spazio alle più sfrenate illazioni sulle coalizioni, la più gettonata è quella di una riedizione della storica grande coalizione, anche se sotto altre condizioni e dopo il passaggio attraverso l'esperienza di centro-destra. Solo che non si sa se sarebbe, appunto, una grande coalizione con un cancelliere popolare o invece un cancelliere socialdemocratico. Ma esistono altre possibilità: anzitutto, appunto, quella paventata dai popolari di un governo rosso-verde come a Berlino. Quanto a una riedizione dell'attuale coalizione di centro-destra, Schuessel non esclude niente, ma i commentatori all'unisono la danno come estremamente improbabile, anche se Schuessel, scaltramente, non esclude nessuna opzione. Sempre che vinca, naturalmente.

    (24 NOVEMBRE 2002, ORE 10:20; aggioranto alle 17:15)
    No comment? Mi piacerebbe leggere anche un po' di opinioni da parte tua caro lupo difensore, oltre ai soliti articoli copia-incollati... questa sconfitta deve fare riflettere. Sembra ci sia un destino comune a molti movimenti etnonazionalisti europei: improvvise fiammate seguite poi da sonore batoste elettorali (vedi, oltre ad Haider, l'esempio di Le Pen in Francia). Perchè succede questo? Siamo destinati ad essere solo dei fuochi di paglia? Scrivete, scrivete...

  6. #6
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    Originally posted by grandeitalia
    Anche gli Austriaci , dopo gli Italiani , hanno preso a calci nel sedere il loro Bossi. Ma noi l'abbiamo fatto meglio : ridotti al 3,9%

    tu non hai mai fatto un cazzo.
    tu sei solo grandestronzo che gira con la bandierina di merda a rompere il cazzo in giro

  7. #7
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    Originally posted by grandeitalia
    Anche gli Austriaci , dopo gli Italiani , hanno preso a calci nel sedere il loro Bossi. Ma noi l'abbiamo fatto meglio : ridotti al 3,9%
    Pare che comunque quel 3,9% stia dettando legge al governo...o sbaglio?

  8. #8
    Totila
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    Appunto, Dragon...Anche Schluessel in Austria dovrà ricorrere al FPO.
    Cmq, la domanda di jena non può essere elusa. Stasera, grazie al voto austriaco, ho un leggero giramento di balle.
    Temo che il voto etno di protesta faccia da apripista ai partiti moderati. E' successo anche da noi. I voti leghisti sono andati al Berluska. In Austria a Schluessel...

  9. #9
    Nebbia
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    è come quando una brava persona esce con un delinquente: il delinquente ci guadagna: conosce ambienti nuovi, si da una ripulita e splende di luce riflessa dell'amico, mentre l'altro uscendo con un avanzo di galera perde in immagine.
    Si tratta di una vecchia storia.

  10. #10
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    [QUOTE]Originally posted by Iena Plissken
    [Siamo destinati ad essere solo dei fuochi di paglia? Scrivete, scrivete.

    Penso che manchi una coordinazione europea di questi movimenti. Gli altri, a cui vanno regolarmente i nostri voti, hanno organismi come il PPE, che li coordinano. Lo stesso dicasi dei Socialisti, per poco Schöder non è andato da Gusenbauer ad aiutarlo.

    I movimenti federalistim etnonazionalisti...ci siamo capiti, no?, nascono isolati, si riuniscono attorno ad una persona di riferimento sopraregionale (p.es.Bossi o Haider) e poi, se quella viene a mancare, scende a compromessi col potere centrale, o comunque fa una battuta d' arresto, allora spuntano i mille gruppuscoli, comunali, rionali...che rifiutano il dialogo tra loro, che si insultano a vicenda, come i capponi di Renzo.

    Il pubblico pensa che siano tutti solo degli aspiranti caregari e va da un' altra parte (dove i caregari almeno dichiarano di esserlo).

    Non vi pare sintomatico, che ci siano 2 forum su POL (senza contare Padus), mentre agli altri ne basta 1?

    La nostra debolezza e' l' essere disuniti, il fatto che nessuno vuole rinunciare nemmeno ad un angolino del "potere" che crede di avere. Alla fine restano tutti col culo per terra ed il potere le lo tengono berluska e schuessel.

    Ogni battuta d' arresto, ogni incertezza indebolisce. Spero che questa "galassia" federalista, autonomista, indipendentista, sapra' almeno cogliere l' occasione, probabilmente l' ultima, della devolution e, magari, del referendum.

    Il primo che propone di fare un contro - referendum, di andare al mare, di dissociarsi, riceve da me un PACCO DI NUTELLA

    Saluti

 

 
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