L'imputazione è concorso esterno in associazione mafiosa. Il senatore di Fi, condannato in primo grado a nove anni: ''Contro di me accusa politica''
Palermo, 30 giu. - (Adnkronos/Ign) - ''L'accusa del processo di primo grado era una accusa politica e oggi lo dico con più certezza di prima''. Così si è espresso il senatore di Forza Italia Marcello Dell'Utri (nella foto) fuori dall'aula della Corte d'Appello di Palermo dove è iniziato il processo di secondo grado per concorso esterno in associazione mafiosa. Dell'Utri, in primo grado, aveva subito una condanna a nove anni, emessa nel dicembre del 2004. Camicia bianca, cravatta color melanzana e vestito antracite in fresco di lana, Marcello Dell'Utri appare tranquillo e sorridente. ''Sto bene - ha detto, sono tranquillo, non ho tic nervosi e dormo benissimo''. Ma il senatore si presenta di fronte ai giudici con qualche novità. Fra le fila dei difensori infatti c'è una sola conferma. ''E' un altro campionato e si cambia squadra - ha dichiarato con una metafora calcistica in linea col periodo - poi qualche giocatore rimane''. Poi si offre senza problemi ai microfoni: prima di tutto il tema del giorno, la decisione della difesa di citare in aula anche l'ex premier Silvio Berlusconi, che in primo grado, interrogato dai pm, si era avvalso della facoltà di non rispondere. ''Berlusconi è un teste come un altro - ha detto Dell'Utri - ed è giusto che venga citato''. E sulla possibilità che si possa avvalere nuovamente della facoltà di non rispondere, ''non ha nessuna importanza - ha dichiarato - era normale citarlo, il processo ha una sua vita con degli episodi che capitano, e questo è uno dei tanti''. La presenza in aula dell'ex premier è stata già confermata dalla difesa, come anticipato dall'ADNKRONOS. A deporre verrà inoltre chiamata la cognata dello stesso Dell'Utri, Maria Pia La Malfa. Il senatore ha anche negato la conoscenza del mafioso Vito Roberto Palazzolo. Uno dei nuovi capi d'accusa che verranno presentati durante il processo. ''Non conosco questo signore - ha detto Dell'Utri - non so nemmeno chi è, è una pura e santa invenzione, santa per l'accusa naturalmente, perché ormai se non ti trovano delle cose che possono riaccendere il processo non sono contenti. Una cosa allucinante, semplicemente allucinante''. ''Mi aspetto che venga fatta giustizia. Come tutti gli imputati. Mi aspetto, soprattutto, che sia un processo meno pesante e meno lento di quello di primo grado'' ha poi aggiunto il senatore, che ha anche ammesso di non aver mai letto la precedente sentenza che lo riguarda. ''Non sono mica un avvocato, anche se leggo la sentenza non ci capisco niente. Non mi interessa leggere le accuse che mi riguardano''. Ha anche annunciato che sarà sempre presente durante il processo di secondo grado. ''E' giusto - ha detto - che l'imputato sia sempre presente''. Riferendosi alle dichiarazioni spontanee rese pochi giorni prima della sentenza di primo grado, Dell'Utri ha detto seccamente: ''Sono pentito di tutte le dichiarazioni spontanee che ho fatto. Sono inutili perché non servono a niente, l'ho capito dopo, tanto non ti stanno neanche a sentire. Puoi solo aggravare la tua posizione, non certo migliorarla. E' un errore che non ripeterò mai più''. Per l'avvocato Alessandro Sammarco, uno dei nuovi legali del senatore di Forza Italia, il castello accusatorio ''è una costruzione virtuale''. Anzi, ''una storia basata su illazioni, sospetti e congetture''. ''Di prove - ha insistito Sammarco - non c'è neanche l'ombra. Questo processo è il monumento a quello che avrebbe potuto essere, ma il processo non si fa su storie virtuali. Tutto questo non può portare ad una condanna''. Ma in apertura, il giudice a latere, Salvatore Barresi - affiancato da Sergio La Comare - ripercorrendo le tappe del processo ha ricordato ''i contatti personali di Marcello Dell'Utri con alcuni personaggi di Cosa Nostra come Stefano Bontade (boss ucciso nell'81, ndr), ''l'assunzione di Vittorio Mangano nella tenuta di Arcore di Silvio Berlusconi'', e gli interventi dello stesso Dell'Utri ''nei momenti di crisi tra la Fininvest e Cosa Nostra''. Il processo di secondo grado a Dell'Utri, che si tiene nell’aula 'Cesare Terranova' della seconda sezione penale della Corte d'Appello di Palermo, è presieduto da Claudio Dall'Acqua. L'accusa è rappresentata dal sostituto procuratore generale Antonino Gatto, mentre l’imputato è difeso dagli avvocati Antonino Mormino(uno dei tanti bastardi da cacciare in Fi) e Alessandro Sammarco, già legale di Cesare Previti, Giuseppe Di Peri e Pietro Federico. Ci sono anche gli avvocati di parte civile del Comune e della Provincia di Palermo.
Unitevi elettori di destra CONTRO quuesto bastardo che ha infangato il nostro nome per 5 anni.
Non importa che venga condannato per giudicarlo,le "prove" che ne dimostrano la frequentazione assidua di malavitosi legati alla mafia sono motivo sufficente per NON portarlo in Parlamento,specie per NON metterlo nella Commissione Giustzia Europea.




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