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Risultati da 1 a 10 di 14
  1. #1
    Bianca Zucchero
    Ospite

    Predefinito Manovra da macelleria sociale...

    Cgil, Cisl e Uil dopo l'incontro con Prodi: "Chiediamo di fermare la Finanziaria".
    "Insensibilità degna di un governo di destra". La polemica con Padoa-Schioppa
    "Una manovra da macelleria sociale"
    La scuola verso lo sciopero generale

    ROMA- I sindacati Cigl, Cisl e Uil annunciano di essere pronti ad uno sciopero generale della scuola e ad una manifestazione nazionale, se il governo non fermerà la Finanziaria e i tagli operati sulle spese scolastiche. Al termine dell'incontro con il premier Romano Prodi a palazzo Chigi e con il ministro della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni, il segretario della Cgil Scuola, Enrico Panini, ha infatti annunciato: "Si va allo sciopero, decideremo quando nelle sedi opportune".

    Il vertice era stato convocato per ricevere risposte dall'esecutivo sulla Finanziaria, sul contratto (scaduto nel dicembre 2005) e sul precariato, considerate dai sindacati emergenze assolute. Le risposte "contenute nel documento del ministero dell'Economia" si sono rivelate decisamente insoddisfacenti. Un vero "esempio di macelleria sociale", ha ribadito Panini.

    "Nel testo della Finanziaria - ha spiegato il segretario generale della Cgil- è previsto l'innalzamento del numero di alunni per classe, un rapporto insegnanti di sostegno-allievi disabili che passa da 1-138 a 1-168, interventi per bloccare gli scatti di anzianità e la non immissione in ruolo di neanche un precario". E ha concluso: "Chiediamo a Prodi di fermare la Finanziaria. Se non lo farà sarà sciopero generale".

    Stesso tono per i commenti da parte degli altri leader sindacali che hanno partceipato all'incontro. Per Francesco Scrima della Cisl il governo ha dimostrato una "insensibilità politica degna del peggior governo di destra" riguardo alla riduzione degli insegnanti di sostegno e ai tagli che cambieranno il "rapporto insegnanti-alunni, con la conseguente chiusura di almeno 7.000-8.000 istituti". E sottolinea l'esponente della Cisl: "Abbiamo ribadito al premier la necessità di essere coerenti con gli impegni presi in campagna elettorale".

    Duro anche il segretario generale della Uil Scuola, Massimo di Menna. "Abbiamo chiesto a Prodi di mettere mano al portafoglio e dare certezze in materia di contratto, fare un piano di assunzioni per i precari e bloccare la sciagurata politica di tagli". Se il premier non darà risposte concrete, di Menna conferma con gli altri leader la necessità di uno sciopero generale della scuola.

    Sullo stesso tono anche le dichiarazioni di Paolo Nigi, segretario generale vicario dello Snals: "Usciamo dall'incontro con la convinzione che non ci saranno assunzione di precari, ci sarà una moratoria sui contratti, tagli agli organici e agli scatti di anzianità". E conclude: "Su queste basi la reazione della scuola sarà forte".

    Anche il presidente della commissione Cultura della Camera Pietro Folena del Prc aveva dichiarato che sulla scuola "eventuali tagli sarebbero inaccettabili". Un modo per sottolineare la turbolenza del settore che "in vista della Finanziaria, il mondo della scuola è in ansia per il continuo diffondersi di voci sulle riduzioni degli investimenti nella scuola pubblica".

    (26 settembre 2006)

  2. #2
    Hanno assassinato Calipari
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    Brrr.. la CGIL

  3. #3
    Bianca Zucchero
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    Citazione Originariamente Scritto da yurj Visualizza Messaggio
    Brrr.. la CGIL

    Figuriamoci la scuola è il regno della CISL ci deve essere una tale competitività...

  4. #4
    Bianca Zucchero
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    Non avevo il tempo di trovare ila vecchia discussione sui precari Atesia e non volevo aprire un'altra discussione, per cui la lettera pubblicata su Liberazione di un precario Atesa la posto qui...L'avesse chista Berlusconi una cosa del genere....

    Precari
    Atesia assume.

    E i contributi?

    Caro direttore, sono un lavoratore precario del call center Atesia di Roma, e vi scrivo per esprimere tutta la rabbia che ho dopo aver ascoltato le parole pronunciate da Gianni Camisa, amministratore delegato del gruppo Cos (di cui Atesia fa parte). Secondo questo signore l’azienda Atesia potrebbe assumere a tempo indeterminato 4mila lavoratori ma solamente se in cambio il Governo deciderà di chiudere un occhio sulle sue “malefatte” contributive. Il gruppo Cos non solo ha sfruttato e sfrutta ancora i precari in funzioni tipiche del lavoro dipendente (come denunciato poco tempo fa del resto dagli stessi ispettori del lavoro del ministero), ma non ha mai versato contributi e neanche vuole essere costretto - come la legge prevede - ad assumere tutti i dipendenti con un’anzianità “precaria” di sette anni. Il presidente del Consiglio di un anno fa proponeva addirittura il lavoro nero come soluzione: il ministro Damiano invece pensa forse che è in questa maniera che si può emergere dalle irregolarità fiscali e dallo sfruttamento dei lavoratori? A me sembra un ricatto. E penso che un minimo di legalità credo non guasterebbe affatto.

    Giuliano Roma

  5. #5
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    Per qualche euro in più
    Il grido di dolore del ministro Mussi rimarrà inascoltato

    In attesa di conoscere la qualità degli interventi della Finanziaria * dando per certa la quantità della stessa, fissata ormai nell'ordine del 30 miliardi - l'atteggiamento dei membri della maggioranza e del governo appare quasi serafico. Essi sembrano convinti che le questioni sorte sull'equilibrio della manovra saranno facilmente risolte, che il programma dell'Unione si imporrà tranquillamente, che il ministro dell'Economia Padoa - Schioppa saprà coniugare giustizia sociale e rigore, e questo in maniera tale che, né le parti sociali, né l'Unione europea, si possano mai lamentare del risultato raggiunto.

    Se poi qualche rivista internazionale prestigiosa, come l'"Economist", ad esempio, inizia a parlare di una possibile "crisi confidenziale" del nostro Paese con i mercati, c'è già chi, come l'onorevole D'Antoni, alla trasmissione "Omnibus", per esempio, parla di pregiudizio anti - italiano da parte della stampa britannica. Invidiamo sinceramente D'Antoni, che dorme sonni tranquilli, contando sulla lotta spietata dell'onorevole Visco all'evasione. Perché, se mai l'infaticabile Visco fallisse in questa sua pugna furibonda, ci sarebbe davvero da chiedersi su quali entrate potrà mai continuare a mantenersi il sistema del welfare che D'Antoni tanto ama difendere.



    Per la verità vi è stata una sola voce tangibile del governo che ha lasciato trasparire un segno di inquietudine e preoccupazione. Ed è quella del ministro dell'Università e della Ricerca Fabio Mussi, giovedì scorso ad un convegno specifico della Confindustria sulla materia. I giornali se ne sono occupati nel lato più eclatante della vicenda: ossia un ministro che lamenta troppi soldi per la politica, quando gli studiosi sono alla fame. Leggendo tali parole verrebbe da pensare che il ministro Mussi, messo alle strette, si renda ben conto che gli stanziamenti previsti dal governo - pari allo 0,1 per cento del Pil per il settore di sua competenza - siano più o meno l'equivalente di una goccia d'acqua data ad un legionario nel deserto alla fine di una giornata di marcia.

    Perché è chiaro anche ad uno sprovveduto che, se si vuole rilanciare la ripresa economica attraverso una ricostruzione del rapporto imprese - università - governo (cosa che noi riterremmo valida ed opportuna) occorrerebbe aumentare i finanziamenti pubblici e rafforzare quelli privati, oltre che ottimizzare quelli comunitari. C'è da dubitare che si possano ottenere i primi due obiettivi con il solo 0,1 per cento del Pil, tanto è vero che lo stesso Mussi, una volta sfogatosi, è rientrato presto nelle righe, per dire che comunque grazie alle meravigliose misure del Piano Bersani la cifra a disposizione del suo dicastero si impinguerebbe. Ora potremmo discutere di questo Piano Bersani che appare ogni volta messo lì apposta per risolvere i problemi, quando poi si scopre che invece li ha aggravati. Ma sorvoliamo, perché sappiamo per esperienza, e indipendentemente dalle fantasiose e seducenti trovate del ministro Bersani, che nulla impedisce al governo di vantare cifre a favore di questo o di quel provvedimento di intervento, come meglio crede e ritiene opportuno. Lo abbiamo visto, ahinoi, nella passata legislatura con il Piano di Lisbona. Il piano era perfetto, il problema semmai era la volontà da parte del governo di finanziarlo. Anche oggi il problema è di capire come procurarsi questi soldi, ossia se esistano davvero nella loro concreta possibilità di essere spesi o se siano solo iscritti in un bilancio ipotetico e privo di fondamenta. La nostra impressione è che, nelle attuali condizioni, siamo al libro dei sogni irrealizzabili, più che ad una agenda programmatica. E temiamo che il primo che se ne accorgerà, suo malgrado, sarà proprio il ministro Mussi.

    E' vero che il governo agita la scure dell'aumento delle imposte e che dunque, a furia di agitarla, ad un certo punto dovrà pure menare un colpo. Non siamo gli unici però a dubitare che, nonostante intervenga sui redditi superiori ai 70.000 euro, possa riuscire a soddisfare le richieste giuste di Mussi, insieme a quelle di tutti gli altri dicasteri. E questo perché - lo diciamo all'onorevole D'Antoni - per quanto possa essere spietata la lotta all'evasione da parte del nuovo governo, i vecchi evasori sanno essere ancora più spietati. Tanto varrebbe iniziare a pensare una nuova strategia, invece di ventilare le solite promesse minacciose.

    Roma, 26 settembre 2006



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  6. #6
    Bianca Zucchero
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    Ma sai abbiamo ufficialmente saputo che Visco lo usano in pratica come spaventapoasseri (ospaventaitaliani). Basta lui e la sua faccia che gli italiani pagano "a prescindere"...
    L'hanno detto Damiano ed Epifani alla Festa di Rinascita. Non hanno proprio detto così ma quasi...
    L'effetto diassuasivo di Visco,,,,
    Poi bisogna vere se faranno veramente qualcosa. Intanto le entrate sono aumentate per l'"effetto Nosferatu" iunsomma...

  7. #7
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    Finanziaria/Nucara: sciopero giornalisti garantisce silenzio su manovra

    ''E' davvero una formidabile coincidenza quella tra lo sciopero dei giornalisti previsto il 29 e 30 e la presentazione della Finanziaria. In questa maniera sulle fortissime divergenze all'interno dell'Unione cala un pietoso silenzio, anche se non bastera' a soffocare il clamorosi dissapori''.Lo afferma Francesco Nucara, segretario del Pri.

    ''Gia' il ministro della Giustizia e segretario dell'Udeur Mastella -aggiunge- ha minacciato di non votarla, nemmeno con il voto di fiducia. Capiamo bene le ragioni di Mastella, con la piccola differenza che noi siamo all'opposizione e lui nella maggioranza''.

    Roma, 28 settembre 2006 (Adnkronos)



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  8. #8
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    Non si dovava fare il trisanamento colpendo l'evasione fiscale ?

  9. #9
    Bianca Zucchero
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    Citazione Originariamente Scritto da nuvolarossa Visualizza Messaggio
    Finanziaria/Nucara: sciopero giornalisti garantisce silenzio su manovra

    ''E' davvero una formidabile coincidenza quella tra lo sciopero dei giornalisti previsto il 29 e 30 e la presentazione della Finanziaria. In questa maniera sulle fortissime divergenze all'interno dell'Unione cala un pietoso silenzio, anche se non bastera' a soffocare il clamorosi dissapori''.Lo afferma Francesco Nucara, segretario del Pri.

    ''Gia' il ministro della Giustizia e segretario dell'Udeur Mastella -aggiunge- ha minacciato di non votarla, nemmeno con il voto di fiducia. Capiamo bene le ragioni di Mastella, con la piccola differenza che noi siamo all'opposizione e lui nella maggioranza''.

    Roma, 28 settembre 2006 (Adnkronos)



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    Il fattore "Culo" no? Non sei orgoglioso di vivere in un paese che sta a galla grazie al buon vecchio, caro "stellone" e non per altro?

  10. #10
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    Ma i vecchi repubblicani della storica sinistra democratica italiana stanno ancora con Berlusconi e Bossi, con i clericali e i fascisti? Ohibò...

 

 
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