"la Padania"
Questa sera torna Matrix su Canale 5
«Siamo in una fase in cui è necessario tornare al giornalismo di approfondimento serio». Con questa premessa Enrico Mentana si appresta a ripartire con il suo Matrix, che da questa sera torna su Canale 5 in seconda serata, con tre appuntamenti settimanali (il mercoledì e il venerdì le altre due collocazioni in palinsesto). «Siamo in una fase cruciale del percorso di Governo -spiega Mentana riferendosi alle notizie e ai retroscena che stanno invadendo le prime pagine dei quotidiani - in una fase particolare della scena economica e c’è, più di prima, bisogno di capire».
Diversi gli argomenti che Mentana vorrebbe trattare già a partire da stasera, in una prima puntata che offrirà di sicuro un’intervista («con contraddittorio», garantisce Mentana) a Luciano Moggi sul caso “Calciopoli”. Ma il vero oggetto del desiderio per il giornalista resta il premier Romano Prodi, anche perché è «l’unico leader politico - spiega Mentana - che non ha ancora avuto l’occasione di venire da noi. In questo momento - aggiunge - mi rendo tuttavia conto che, se fossi consigliere di Prodi, non gli consiglierei di andare in un programma televisivo».
C’è però anche un argomento, uno solo fra i tanti sul piatto dell’informazione, che Mentana confessa di non gradire proprio. Si tratta del dibattito in corso tra bioetica e religione: «Argomenti - sottolinea Mentana - che la televisione taglia con l’accetta, ma che invece andrebbero lasciati alla propria riflessione personale». Tra le possibili nuove pagine di Matrix ci sono comunque altri aspetti, drammatici e/o cronachistici che stuzzicano l’ex direttore del Tg5. «Mi piacerebbe - confessa - affrontare i rapporti tra l’Occidente cristiano e l’Islam o avere in trasmissione Vittorio Emanuele per chiedergli perché risulta così antipatico agli italiani». Confortato dai risultati della passata stagione (con una media di circa 40 milioni di italiani che hanno visto almeno un minuto di trasmissione e con uno share pari al 19.1%) Mentana ammette di non temere la concorrenza con Bruno Vespa, che tanti fiumi d’inchiostro aveva fatto versare al debutto della scorsa stagione. «I nostri - sottolinea - sono due percorsi paralleli ma ben diversi, con pubblici consolidati e il nostro è un pubblico, se non fedele, almeno leale».
A parte il testa a testa con Vespa, tuttavia, spiega ancora Mentana «tutti i protagonisti dell’informazione sono stati attenti, in questo avvio di stagione, a non pestarsi i piedi». Quanto all’ipotesi poi che Vespa veda ridursi le puntate settimanali da quattro a tre «è una questione che riguarda, ovviamente, la Rai ma -sottolinea - o hanno sbagliato prima ad affidargli quattro puntate o sbagliano adesso a togliergliene una». Massimo fair play.




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