LONDRA - Oltre un milione di sterline: è la cifra complessiva che devono restituire i deputati britannici, colpevoli di avere per anni presentato rimborsi spesa illeciti e gonfiati. Oggi è il giorno del termine ufficiale della inchiesta sulle spese dei deputati che ha creato scandalo in Gran Bretagna e offuscato la reputazione del Parlamento.
Sir Thomas Legg, mandarino del Civil Service incaricato di scavare a fondo nella vicenda, ha presentato il conto finale: 1,12 milioni di sterline da rimborsare. Peccato che la complessa e lunga inchiesta sia costata 1,16 milioni. Lo Stato non ci guadagna, ma il principio è salvo e soprattutto, si spera, le cose a Westminster d'ora in poi cambieranno radicalmente. Il sistema era «profondamente sbagliato», ha detto oggi sir Thomas, caratterizzato dalla «mancanza di trasparenza». Le regole erano «vaghe» e quindi facili da violare o ignorare. Dopo le elezioni politiche di questa primavera il ‘nuovo' Parlamento avrà regole nuove e più severe.
Sono 392 i deputati che entro poco più di due settimane dovranno rimborsare somme che vanno dalle decine di migliaia di sterline ai 40 pence. Anche il premier Gordon Brown e i leader dei Conservatori e dei Liberaldemocratici dovranno restituire soldi allo Stato: Brown poco più di 13mila sterline per spese di pulizia e giardinaggio giudicate eccessive, David Cameron 965 sterline per rimborsi sul mutuo, Nick Clegg 910 sterline per spese di giardinaggio. Il pagamento record tocca al sottosegretario laburista Barbara Follett, che tra l'altro e' moglie del miliardario autore di best-seller Ken Follett, che dovra' rimborsare 42.500 sterline per spese di sicurezza e telefoniche. Chi non avra' versato tutto entro il 22 febbraio si vedra' decurtare lo stipendio della somma dovuta.
Lo scandalo sulle spese dei parlamentari, scoppiato nel maggio scorso in seguito alle rivelazioni del Daily Telegraph, e' stato «traumatico e doloroso», ha detto Legg. L'opinione pubblica è schierata contro i deputati, considerati dei privilegiati che vivono alle spalle dei contribuenti. Il Parlamento è diviso tra rabbia e vergogna, risentimento e umiliazione. Gli unici soddisfatti sono i 44 deputati che hanno fatto appello alle richieste originali di rimborso e hanno vinto, e non dovranno quindi rimborsare nulla, o versare somme molto inferiori a quelle originali.
Quattrocento deputati inglesi *costretti a rimborsare lo Stato - Il Sole 24 ORE
intendo, se uno scandalo del genere, sarebbe possibile chiedere i soldi indietro?




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