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    Predefinito Conferenza nazionali Giovani Comunisti

    TERMINA IL CONGRESSO DEI GIOVANI DI RIFONDAZIONE, VOTATO DUE VOLTE UN ODG CONTRO BERTINOTTI DAI GIOVANI DI AN, APPROVATA LA RICHIESTA DI RITIRO DALL'AFGHANISTAN

    Dopo l'elezione del nuovo coordinamento nazionale dei Giovani comunisti, quando tutto sembrava concluso, la votazione dell'ultimo ordine del giorno aveva riservato un risultato a sospresa: passa a maggioranza (89 a 86) un odg sull'antifascismo, che condanna l'intervento del Presidente della Camera, Fausto Bertinotti, alla festa dei giovani di Alleanza Nazionale. La presidenza - a maggioranza "bertinottiana" - decide però di far ripetere la votazione. Tutte le minoranze insorgono, ma alla fine, i "bertinottiani" impongono la loro volontà attraverso la presidenza, e alla seconda votazione l'ordine del giorno viene respinto, seppur spaccando comunque in due parti quasi uguali i delegati alla conferenza nazionale.
    Una brutta conclusione, per una conferenza che giudichiamo deludente oltre le aspettative.
    Ci dichiariamo però molto soddisfatti dell'approvazione di due ordini del giorno, votati trasverslamente da tutte e 5 le mozioni congressulai: uno presentato dai Giovani comunisti di Catania, che chiede al Governo il ritiro dall'Afghanistan, e critica l'approvazione del suo rifinanziamento da parte di Rifondazione comunista lo scorso luglio, e uno presentato da Gc militanti nei collettivi universitari romani che condanna i tagli all'università decisi dall'ultima manovrina del governo Prodi.
    Per quanto ci riguarda, le mobilitazioni studentesche previste per il prossimo 17 novembre, la manifestazione del 4 novembre per l'abrogazione della legge 30 e contro una finanziaria liberista e la battaglia per ritirare subito le truppe dall'Afghanistan saranno le nostre prossime scadenze.

    Danilo Corradi e Giulio Calella
    primi firmatari della Terza mozione "Giovani comunisti di lotta o di governo", Sinistra critica del Prc

    *****

    Il terzo documento -
    «O all’opposizione con i movimenti, o destinati a fare da grancassa
    a un governo liberista»


    Siamo stati la punta di lancia del partito nella sua internità ai movimenti, da Genova al trainstopping. Ma con la scelta di entrare nell’Unione, è entrata in difficoltà l’autonomia di iniziativa politica dei Gc. Oggi, superati i primi 100 giorni di governo, non basta più dire che non abbiamo “governi amici”. Il problema è la verifica concreta delle politiche di un Governo che non mette in discussione la filosofia dei primi governi di centrosinistra, e non accenna neppure ad abrogare le peggiori leggi di Berlusconi. Anzi, mentre aumenta vertiginosamente le spese militari per la strategia di guerra multilaterale, propone una finanziaria fra le più pesanti degli ultimi anni.


    Di fronte a ciò, o i Gc si ripropongono come strumento per costruire un’opposizione sociale alle politiche liberiste e di guerra globale permanente, oppure sono condannati a fare da “gran cassa” all’operato governativo. Ci vuole uno scatto in avanti. Come riusciamo a rendere efficace la mobilitazione del 4 novembre contro la precarietà? Che campagna costruiamo per la giornata studentesca europea del 17 novembre? Si può tenere in relazione il 4 e il 17 novembre per provare a praticare e non solo ad evocare la lezione del movimento francese anti-Cpe? Come si costruisce il nuovo antifascismo? Come si ferma la guerra? Sicuramente la legittimazione data da Bertinotti ai giovani di An non ci è sembrata utile a rilanciare pratiche antifasciste. E non ci sembra nemmeno possibile fermare la guerra votando all’infinito la missione in Afghanistan, o appoggiando acriticamente la missione in Libano senza nemmeno fare campagna e movimento sulle sue più evidenti contraddizioni, lanciate anche nell’appello di Zanotelli. Siamo, con la Sinistra critica, fra quelli che lo scorso 15 luglio hanno provato in una grande assemblea a rilanciare un ampio fronte contro la guerra senza se e senza ma. Oggi sfidiamo tutta l’organizzazione a costruire movimenti per contrastare il segno delle politiche di un governo che tante attese ha suscitato. Pronti alle conseguenze politiche se questa finanziaria, e la guerra in Afghanistan, fossero confermate. Noi non vogliamo restare a guardare.


    Giulio Calella, Danilo Corradi

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    Predefinito

    ORDINE DEL GIORNO MISSIONE IN LIBANO E MOVIMENTO CONTRO LA GUERRA

    Firmato da alcuni/e compagni/e del 3°documento (Sinistra Critica)

    Gli interessi politico – economici sui quali si fondano le strategie liberiste dei paesi europei, ma anche degli Usa e di Israele, pongono diverse ambiguità sul carattere di neutralità della missione internazionale in Libano.

    L’organizzazione dei GC si impegna ad analizzare a fondo il contenuto della risoluzione 1701, soprattutto in riferimento al fatto che:
    - la missione di interposizione è dislocata solo sul territorio del Paese aggredito: il Libano. L’intervento è sotto l’egida dell’ONU con truppe di Paesi chiaramente alleati al Paese aggressore: Israele;
    - l’Italia, quale Paese terzo, continua a mantenere accordi politico – militari con il governo di Israele, che non fa altro che accentuare le contraddizioni sia rispetto all’intenzionalità di pace dell’intervento, sia per l’avvio di una politica finalizzata alla cessazione del commercio di armi, alla smilitarizzazione dei territori e alla riconversione dell’industria bellica
    - è necessaria una proposta politica organica sulla questione di fondo in Medio Oriente, cioè la fine del conflitto istraelo – palestinese e il ripristino dei confini del ’67.
    Questi sono gli elementi che ci portano ad essere molto preoccupati dell’effettiva natura della missione e siamo perciò convinti che Rifondazione Comunista non avrebbe dovuto votare e schierarsi in favore.

    Sulla base dell’appello di Alex Zanotelli i GC si impegnano a contribuire alla ricostruzione unitaria del movimento affinché si superino le divisioni emerse riguardo le mobilitazioni del 30 settembre e la marcia di Assisi. Riteniamo che quella del 30 settembre sia stata costruita secondo pratiche non inclusive; rispetto alla prossima Perugina Assisi poniamo una dura critica di merito in relazione all’esaltazione del ruolo delle organizzazioni internazionali del tutto collocate nel quadro delle strategie neo liberiste.

    Crediamo che i GC debbano, sia a livello locale che a livello nazionale, lavorare alla rigenerazione del movimento contro tutte le guerre senza se e senza ma, con o senza ONU.

    *****

    Odg su afghanistan.

    Presentato da Alessio Aringoli e Carmelo Albanese

    La conferenza dei gc prende positivamente atto del ruolo che il prc, in relazione con i movimenti, ha avuto nel determinare il ritiro, iniziato in questi giorni, delle truppe italiane dall'Iraq.

    Ma in un sistema internazionale sempre più basato sulla guerra preventiva e permanente, anche l'afghanistan costituisce un punto altrettanto decisivo, seppur ignorato ormai dai mass media. In questi giorni infatti, le truppe italiane sono aumentate massicciamente in barba alle dichiarazione del ministro Parisi, e stanno compiendo in queste ore azioni offensive nel sud del paese. Sulla base della piattaforma del social forume di Atene, e da una ripresa di consapevolezza della società italiana , l'oganizzazione dei G.C. S'impegna a :


    1. continuare alla costruzione di mobilitazioni nei territori e a livello nazionale con l'obiettivo del ritiro delle truppe dall'Afghanistan;
    2. lavorare all'interno del partito e impegnare i propri dirigenti nazionali affinche i gruppi parlamentari pongano il tema del ritiro come questione centrale della politica estera de l'Unione e s'impegnino nel dicembre/gennaio 2006 a un voto contrario per un ulteriore finanziamento della missione italiana in Afghanistan allo scopo di rafforzare la costruzione del movimento contro la guerra.
    (respinto con 100 voti contrari 90 a favore e alcuni astenuti)

    *****

    ODG FINANZIARIA E 4 NOVEMBRE

    EmanueleBonacorsi (documento 2)
    Corrado Patuzzi (documento 3)

    Il governo ha deciso il taglio del "cuneo fiscale": il 60% andrà alle imprese, che in questoi anni hanno accumulato ingenti profitti, solo il 40% ai lavoratori.
    Ma anche quegli scarsi 20 euro che non arricchiranno buste paga in caduta libera da ormai 15 anni , saranno pagati dagli stessi lavoratori, con tagli alla spesa sociale, ai servizi pubblici locali, alle pensioni, alla sanità, al pubblico impiego.
    E' questo il volto di un governo che, diversamente da quanto ha sempre sostenuto il nostro partito,non inverte il segno delle politiche antisociali degli ultimi anni.
    Cesare Damiano, ministero del lavoro, non solo abroga la legge 30, ma la applica ad esempio con la circolare sui call-center, e si limita a proporre un debole aumento dei contributi del lavoro parasubordinato, che probabilmente ricardrà interamente sulle buste paga, mentre il ministro Padoa Schioppa propone una riduzione della scellerata concertazione del ' 93, magari da coniugare, come chiede confindustria con la distruzione della contratazione collettiva nazionale. Intanto, come dimostra il caso telecom, le imprese continuano ad accumulare plusvalenze, svendono l'industria nazionale, delocalizzano la produzione, evadono le tasse, licenziano e precarizzano.
    A questa finanziaria, a questa politica economica dobbiamo opporre la nostra più forte opposizione, in parlamento come nelle piazze.
    Rimettere al centro il mondo del lavoro, spesso oggi debole e frammentato, ricostruire il conflitto a partire dai luoghi della produzione e dalla questione del salario, per un autunno che deve tornare ad essere caldo.
    Lo sciopero di Telecom del 3 ottobre, quello dei call-center il 25 settembre, dei precari del pubblico impiego il 6 ottobre, saranno tappe di un percorso di avvicinamento verso la grande manifestazione del 4 novembre contro la precarietà, condanna della nostra generazione.
    Sosterremo quelle aree del mondo sindacale che, come fa la Fiom, annunciano battaglia fino a giungere alla proposta di uno sciopero generale.
    Non dobbiamo semplicemente appiattirci sulla posizione di parte dei sindacati confederali, che si limitano a smussare gli angoli di una politica chiaramente antisociale.
    Se l'impianto della finanziaria, dunque, rimarrà quello proposto dal Dpef, chiederemo, come giovani comunisti che i nostri parlamentari votino contro.

    respinto con 110 voti contrari e 90 a favore

    *****

    Presentato dai G.C. Di Catania

    Il ritiro delle truppe dall'occupazione irachena è il successo del grande movimento contro la guerra che ha coinvolto milioni di donne e di uomini in tutto il mondo, e delle azioni di disobbedienza che, dalla violazione delle basi militari al “trainstopping”, hanno vista impegnata tutta la nostra struttura . Viceversa il mantenimento delle nostre truppe in Afghanistan rappresenta a nostro avviso un passo indietro rispetto alle legittime istanze del movimento pacifista. Nonostante comprendiamo la complessità delle dinamiche sviluppatesi all'interno del nuovo governo, riteniamo insufficiente la mediazione raggiunta dal nostro partito con le altre forze dell'Unione, siamo infatti anni luce lontani dalla posizione espressa per anni del NO alla guerra senza se e senza ma. Le compagne e i compagni dei gc in piena autonomia continuano ad essere per il ritiro immediato delle truppe da tutti gli scenari di guerra d'occupazione, in Iraq come in Afghanistan. Non si puo' parlare di riduzione del danno quando sono in gioco le vite di milioni di persone, e riteniamo incomprensibili le affermazioni di alcuni esponenti del nostro partito su una improbabile e recente trasformazione delle nostre truppe d'occupazione in truppe di pace. Riteniamo inoltre che il nostro partito abbia perso l'ennesima grande occasione di confronto all'interno, con tutti i militanti di base, ed all'esterno con tutto il movimento pacifista. Il movimento e la conflittualità sociale restano la nostra prima ed unica scelta, e pensiamo che la mediazione raggiunta dalle forze dell'Unione, possa e debba essere messa in discussione attraverso la ripresa di azioni e manifestazioni insieme alle compagne ed ai compagni di quel grande movimento con cui abbiamo condiviso la lotta contro la guerra. Denunciamo la oramai storica subalternità del governo italiano alla politica neocoloniale del USA. Impegniamo tutta l'organizzazione a costruire azione d'occupazioni delle basi, a costruire le campagne per la smilitarizzazione della base Nato di Sigonella, coinvolgendo tutte le realtà di movimento, dai collettivi ai sindacati per impedire che la questione sul rifinanziamento della missione in Afghanistan venga nuovamente delegata alle stanze del parlamento.

    Respinto dalla commissione politica approvato a larga maggioranza dalla conferenza nazionale.

    *****

    di seguito l'odg sull'antifascismo passato e poi rivotato alla conferenza nazionale G:C. di seguito due articoli che hanno sottolineato le polemiche e il dibattito che questo odg ha suscitato nell'organizzazione giovanile del PRC.

    un nuovo antifascismo

    Firmato da alcuni/e compagni/e del 3°documento (Sinistra Critica)...

    in questi ultimi anni stiamo assistendo ad una ripresa preoccupante di attivismo dei gruppi giovanili di ispirazione neo-fascista. Questo lo si puo' riscontrare non solo dall'aumento di aggressioni (solo nel 2005 più di cento!) consumatesi contro nostri militanti, attivisti dei centri sociali, migranti, gay e lesbiche, ma anche dal tentativo di queste formazioni di costruire attraverso alcune campagne sociali (mutuo sociale, soccorso sociale, le “acque pubbliche”) un blocco politico, ispirandosi al modello della NPD tedesca, capace di raccogliere consenso tra le fasce emarginate dalle politiche neoliberiste. A questo si accompagna la volntà di uscire da un certo minoritarismo tentando uno sdoganamento della cultura d'ispirazione fascista con convegni-dibattiti in spazi sociali, concerti, pubblicazioni di libri, che spesso e volentieri (questo grazie anche a chi come Violante inizio' a parlare delle ragioni dei ragazzi di Salò!) trovano indirettamente sponda da quella sinistra istituzionale che reputa l'antifascismo un vecchio arnese del '900. ecco perhè ribadiamo la nostra contrarietà alla partecipazione alla festa di Azione Giovani da parte del nostro presidente della Camera F.Bertinotti in quanto rischia di legittimare posizioni politiche che hanno dato copertura e ridato spazi a chi ha contribuito a ripristinare un clima di tensione e violenza nelle nostre strade. Un clima che purtroppo, circa un mese fa ha portato all'assasinio di Renato Biagetti a Focene colpevole solo di aver partecipato a una festa Reggae. Oogi mentre i neofascisti fanno a gara per rivendicare il 60° anniversario della fondazione del MSI, risulta evidente come l'assenza di una sinistra anticapitalista e di opposizione lasci spazio al ritorno nei nostri quartieri, negli stadi e nei luoghi sociali all'iniziativa politica e squadrista dell'estrema destra. L'antifascismo deve essere legato al rilancio del nostro radicamento nazionale dei GC, vogliamo far uscire un messaggio forte teso a rideclinare una pratica e una cultura antifascista. Nei prossimi mesi, attraverso l'uatunno di lotta che ci aspetta, dobbiamo lanciare una commissione su questo tema capace di socializzare elementi di analisi e di consocenza dell'arcipelago neofascista, lavorando in direzione di campagne locali, come quelle prodottesi in questo ultimo 16 settembre a Catania, Viareggio, e Brescia, per costruire su solide basi una mobilitazione nazionale. Capire inoltre in che misura ragionare sul problema dell'autodifesa delle nostre sedi e delle nostre iniziative, ad esempio attraverso la creazione di comitati larghi che vedano al loro interno la presenza di organizzazioni sociali e politiche, anche per fermare quelle logiche securitarie e repressive, incentrate sullo slogan “tolleranza zero”, che puntano alla criminalizzazione del conflitto sociale.

    E' il momento di rilanciare con forza in tutta Italia un movimento antifascista che faccia vivere una battaglia culturale, sociale e politica di massa tesa a ribadire che il fascismo non è passato... e non passerà!


    Approvato con 89 voti a favore e 86 contrari.

    E' stato fatto rivotare da una parte della presidenza e respinto.






    Dopo lo scontro sulla mozione di critica IL LEADER DEI GIOVANI PRC E BERTINOTTI OSPITE DI AN "MEGLIO SE LO EVITAVA"
    Alessandro Trocino (dal corriere della sera)


    Bertinotti ha sbagliato ad andare alla festa dei giovani di An, anzi no. L'incubo riconteggio approda anche tra i Giovani comunisti, che prima stigmatizzano l'apertura a Fini dell'ex segretario e poi, con una rapida giravolta, decidono il contrordine compagni e rivotano, cancellando l'affronto. Il giallo è andato in onda sabato alla conferenza dei giovani di Rifondazione.
    A scatenare le tensioni, un ordine del giorno sull'antifascismo presentato dalla minoranza della Sinistra critica, che condannava la presenza del presidente della Camera alla festa dei giovani di An. La maggioranza bertinottiana (63%) chiede di eliminare o scorporare il riferimento, ma non ci riesce. Si va al voto in un clima di forte tensione e il risultato è una censura, 89 a 86. Ma l'ordine del giorno viene rivotato e non passa di poco. Dice Danilo Corradi, della Sinistra critica: "Non parlo di brogli, ma la decisione di rivotare è stato un espediente per nascondere le difficoltà della maggioranza".
    Federico Tomasello, neoeletto portavoce, non è d'accordo: "Gli scrutatori non erano sicuri del conteggio, per questo abbiamo rivotato". Resta la spaccatura. Con Corradi critico: "Bertinotti non doveva andare. An non ha mai condannato le oltre cento aggressioni che abbiamo subito". Tomasello: "Forse Bertinotti, dopo l'uccisione di Renato Biagetti, avrebbe dovuto ripensarci". L'altra neoportavoce, Elisabetta Piccolotti, 23 anni, non è d'accordo: "L'antifascismo resta patrimonio comune. Ma proprio per svelenire il clima di odio, bisogna confrontarsi. E comunque trovo inusuale che una platea di giovani voti solo per bacchettare un'alta carica dello Stato".






    Sventata in Extremis una mozione di censura al leader I GIOVANI DI RIFONDAZIONE PROCESSANO BERTINOTTI I delegati votano contro la visita el capo alla festa di An. E la maggioranza fa rivotare.
    Raffaello Masci da “LaStampa”



    Mentre Franco Giordano varava la sezione italiana della Sinistra europea, alla Conferenza nazionale dei "giovani comunisti" (l'organizzazione junior di Rifondazione) stava per andare in onda - freudianamente - l'uccisione del padre: Fausto Bertinotti - custode del verbo e guru - è stato lì lì per prendersi una lavata di capo memorabile, reo di essere andato a parlare all'assemblea di Azione giovani (i ragazzi di An) insieme a Gianfranco Fini il 17 settembre scorso. Se la reprimenda non è diventata mozione passata a furor di voti, lo si deve solo ad una abile (ma controversa) azione politica del segretario uscente Michele De Palma (bertinottiano) e dei due entranti Federico Tommasello e Elisabetta Piccolotti (bertinottiani pure loro).
    Le cronache raccontano che all'assise dei giovani rifondaroli vengono presentati cinque mozioni e 15 ordini del giorno. I delegati sono in tutto 322, di questi oltre il 60% di rigorosa obbedienza bertinottiana e quindi in perfetta sintonia con l'attuale segreteria. Le minoranze sono più sfrangiate, disperse in rivoli e correnti. Inutile dire che in questo rapporto di forza, contro il gruppone trainante non c'è battaglia.
    Sabato, quando tutto ormai sembra concluso, si attende solo la chiusura dei lavori. Resta un ultimo adempimento: votare un ordine del giorno presentato da "Sinistra critica", un gruppo della minoranza: il documento consta di due punti, il primo è una condanna dei recenti episodi di violenza di "matrice fascista", il secondo - e siamo alla questione - stigmatizza il comportamento del "compagno Fausto Bertinotti" che è andato dove è andato, insieme a Fini, a Giorgia Meloni, e compagnia cantante.
    Il documento viene messo ai voti. L'ora è avanzata, la platea ha cominciato a sfoltirsi, il voto appare come un mero adempimento. Invece succede l'imprevisto. E qui le versioni divergono.
    "Viene fatta una regolare votazione per alzata di mano - racconta il segretario uscente De Palma - i compagni incaricati di contare i voti portano a termine il loro incarico. A un certo punto, da una zona dell'assemblea arriva una contestazione secondo cui i voti sarebbero stati contati male. Si può ripetere e ricontare? Detto fatto. Il voto viene subito ripetuto e la mozione di censura per Fausto non passa".
    La seconda versione - della minoranza - è affidata all'agenzia AdnKronos dai delegati Danilo Corradi e Giulio Calella, aderenti a "sinistra critica". Secondo i due, i voti raccolti dalla mozione anti-Bertinotti sarebbero stati 89, i contrari 86. A quel punto succede qualcosa: secondo la maggioranza si è semplicemente proceduto al riconteggio, secondo la minoranza, dietro la parvenza del riconteggio, la maggioranza ha fatto passare una nuova votazione, salvando Bertinotti, ma per un pugno di voti.
    Quanto ai "grandi" di Rifondazione, ieri erano tutti all'Angelicum per il varo ufficiale della "sinistra europea", il nuovo soggetto politico in cui raccogliere (senza assimilare) sia il Prc sia i movimenti. "Il nuovo soggetto - ha detto Franco Giordano - non sarà un'esperienza burocratica e non è il frutto di una fusione a freddo. Non è nato in un limbo separato della politica ma è presente nel vivo dei movimenti". Tra i presenti in assemblea, Maura Cossutta, venuta "ad ascoltare quale sarà il percorso di questa nuova realtà". Scettica la minoranza del Prc.




    www.sinistracritica.org

 

 

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