Nicaragua, sandinisti con Ortega vicini alla vittoria
Il candidato del Fronte sandinista di liberazione nazionale (Fsln), Daniel Ortega, è in testa con il 40,85% nelle elezioni presidenziali svoltesi ieri in Nicaragua davanti al liberale Eduardo Montealegre che ha il 32,8%, sulla base del 7,22% dello spoglio elettorale.
L'ex leader rivoluzionario marxista, che negli anni Ottanta guidò la guerra civile contro i ribelli finanziati dagli Stati Uniti, potrebbe farcela già al primo turno. La legge elettorale nicaraguense, infatti, dà la vittoria a chi ottiene almeno il 35% dei consensi con 5 punti di vantaggio sul secondo.
Ortega è stato appoggiato apertamente dal presidente venezuelano Hugo Chavez, mentre gli Stati Uniti non hanno fatto mistero di preferire il conservatore Eduardo Montealegre come successore di Enrique Bolanos. Il leader sandinista ha denunciato forti ingerenze da parte di Washington, come in un rigurgito del passato, quando la piccola e poverissima repubblica centroamericana si trovava nel mirino della Guerra Fredda: i sostenitori di Somoza erano spalleggiati da Ronald Reagan, mentre i sandinisti contavano su Fidel Castro e Mosca.
Tra gli sfidanti di Ortega, seppure con scarse speranze di successo, figurano anche José Rizo, anziano economista espressione del Partito Liberale Costituzionale (Plc), il dissidente sandinista Edmundo Jarquin e l´ex ribelle Contra, Eden Pastora. Entrambi gli avversari di Ortega difendono posizioni conservatrici e sono ben visti dagli Stati Uniti.
Secondo il diessino Franco Grillini la vittoria di Ortega sarebbe tutt'altro che una buona notizia. Il leader storico dell'Arcigay, anzi, la bolla come «segno della restaurazione e della conservazione reazionaria». Una provocazione motivata con alcuni fatti: «Non solo il vice è un esponente della "contra", la guerriglia di destra appoggiata a suo tempo dagli Usa, ma in queste elezioni presidenziali l'ex leader sandinista ha avuto il sostegno della gerarchia cattolica, una delle più reazionarie del mondo». In cambio di questo sostegno, e di una legge elettorale favorevole, Ortega ha appoggiato prima del voto la legge che vieta l'aborto terapeutico e avrebbe promesso ai vescovi la difesa della legislazione che punisce le relazioni omosessuali fra adulti consenzienti.
www.unita.it




Rispondi Citando

