Razzismo a Roma, vertice sicurezza dopo l'assalto ai rumeni in un bar del Trullo



Allarma l´episodio di violenza avvenuto lunedì al Trullo, quartiere periferico di Roma, dove un gruppo di non meglio definiti «bulli di quartiere» - secondo la ricostruzione della polizia –tutti sotto i 20 anni hanno devastato con mazze e spranghe un bar gestito da italiani ma frequentato quasi esclusivamente da rumeni, ferendone quattro, tre in modo grave. Allarmato è il prefetto Achille Serra: «Questa insofferenza della gente mi preoccupa. È un sentimento che sta crescendo e mi preoccupa il fatto che si arrivi a una vera e propria spedizione punitiva». E allarmato è il presidente del XV Municipio capitolino, che chiede di poter partecipare al comitato provinciale su sicurezza e ordine pubblico previsto per giovedì. Preoccupato per il diffondersi di episodi di razzismo da parte di gruppetti di giovani di estrema destra è anche Fabio Nobile, Capogruppo dei Comunisti Italiani al Comune di Roma e Segretario del Pdci di Roma che chiede la vigilanza del sindaco oltre che del prefetto.«Tutti siamo chiamati a un senso di responsabilità: istituzioni, associazioni, partiti, parrocchie, gruppi di volontariato, rappresentanze delle tre religioni monoteiste hanno il dovere civico di dare una risposta forte e chiara ai cittadini del Trullo, per arginare il clima di tensione che si è creato e, insieme alla fermezza delle forze dell'ordine, per favorire con decisione la via del dialogo e della convivenza civile». Lo ha affermato Gianni Paris, presidente del Municipio XV, convocando per domani, alle ore 18, nella sede di via Montalcini una riunione con tutte le realtà presenti sul territorio. Il capogruppo di An in XV Municipio Marco Palma chiede invece un richiesta di un Consiglio straordinario sulla sicurezza. Secondo Palma Marconi, Portuense, Trullo, Magliana, Magliana vecchia, Corviale, Muratella e Ponte Galeria sono uniti in un unico filo conduttore, da un aumento costante di reati contro il patrimonio e la persona che, rispetto agli ultimi anni, non hanno paragoni di riferimento». Sui motivi dell´assalto non c´è ancora chiarezza. La pista privilegiata è che la banda dei bulli di quartiere si siano vendicati per l´arresto di tre di loro per una sparatoria della sera precedente proprio nella stessa strada del bar, in via di Monte delle Capre. Ma l´insofferenza verso la comunità di immigrati dell´est soprattutto rumeni ha origini più profonde. «Ma quale guerra tra bande! – dice ai cronisti un piccolo imprenditore edile della zona che conosce molti caporali che assumono rumeni –Per favore non scrivete una cosa del genere - dice - ciò che è successo in questo quartiere è il frutto delle enormi tensioni sociali accumulate negli anni. Ogni mattina dalle 6,30 alle 8,30 centinaia di rumeni si recano all'incrocio tra via Monte della Capre e via delle Vigne per prendere dei lavori saltuari accettando retribuzioni pari a 30 euro giornalieri, ossia 3 euro l'ora. In questo modo tolgono lavori poco qualificanti agli italiani che a quelle condizioni non accettano di lavorare.Molti rumeni che non riescono a trovare lavoro passano tutto il giorno davanti al bar. Non li giustifico, molti sono incivili, bevono e fanno rumore. È anche questo senso di frustrazione che genera tali situazioni».