"Il Gazzettino" (Edizione Treviso) - 4 Ottobre 2006
La lettera
Caro Zanini,
non metterai il morso
al cavallo Gentilini
N.H. Zanini, a leggere le Tue esternazioni e il Tuo invito al Sindaco Gobbo di mettere il morso a Gentilini (Il Gazzettino del 23.9.200 «Genty, un cavallo imbizzarrito»*) rispondo così. Non so se Tu abbia fatto la naia, io si! Mi dirai cosa c'entra la naia?... Te lo spiego subito: nella caserma d'Angelo a Belluno c'era il gruppo «Lanzo» del VI° Rgt Artiglieria da montagna alpini che aveva in dotazione decine e decine di muli che dovevano portare sulla groppa i pezzi di artiglieria. Ogni tanto, di notte, i muli si imbizzarivano, scalpitavano in caroselli per il cortile della caserma con gli occhi che sembravano dardi infuocati con le frogie ansanti e con i muscoli e i garretti d'acciaio che brillavano di sudore al chiaro di luna.
Segno di una grande energia, vitalità e virilità. Poi ultimata la scorribanda notturna, al mattino venivano caricati con i pezzi, facendo il loro dovere di «soldati». I brocchi, i deboli, i pigri e i bolsi venivano scartati e destinati a diventare mortadella o spezzatino.
Proprio come alcuni vecchi (per fortuna pochi) democristiani incapaci di combattere perché privi di velleità di combattenti ma solo bravi a cercare ancora di mettere il «culo» (come è loro mestiere da 50 anni) su riposanti sedie «rosse» e a disinfettarsi con l'alcool le mani perché infettate dai contatti umani. Io sono un cavallo di razza Piave e leghista e me ne vanto! Tu cosa sei? Solo «Debolezza Italia».
Giancarlo Gentilini prosindaco di Treviso
*
"Il Gazzettino" - 23 Settembre 2006
Se Gian Paolo Gobbo c'è batta un colpo. «Per prendere in mano le redini di quel cavallo imbizzarrito che risponde al nome di Giancarlo Gentilini e che alla fine della corsa rischia di precipitare nel dirupo trascinando con sè la città». E' un appello quello che Vittorio Zanini, coordinatore cittadino di Forza Italia, lancia al sindaco. Nella speranza che Gobbo lo raccolga e metta un freno al suo vice. «Perchè - osserva Zanini - , inserendosi nel dibattito sulle riflessioni teologiche del Papa e su quelle successive del Vescovo dedicate alla società trevigiana, il vice sindaco ha superato i confini dell'autoesaltazione. Già si era investito del ruolo di Prefetto e di Questore sul fronte dell'ordine pubblico, adesso si investe di quello di Papa o vice Papa. Mi pare che la misura sia colma. Soprattutto nel momento in cui si dibatte di temi molto profondi e delicati». Che Gobbo chiami a sè il suo vice e lo inviti a ritornare umilmente nei panni di amministratore. Questo è il senso del messaggio che manda Zanini.
- Non le sembra di andare giù pesante?
«No, nel momento in cui, dall'alto della sua cultura, Gentilini si permette di strumentalizzare il ragionamento teologico del Papa».
- Però Gentilini ha difeso il Papa. «Gentilini non lo ha difeso, lo ha interpretato. Peccato che poi, lo stesso Benedetto XVI, umilmente, abbia completato la sua riflessione per evitare che fosse strumentalizzata, rilanciando il tema del dialogo fra religioni. Quindi Gentilini è finito in fuori gioco. Facendo finta, fra l'altro, di dimenticare che, nel suo discorso di Ratisbona, il Papaaveva riservato il primo monito alla società occidentale».




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