Twin Towers: l'energia scatenata nell'attacco pari a un centesimo dell'atomica di Hiroshima
Il fisico americano Frank Moscatelli, dello Swarthmore College, ha calcolato l'ammontare di energia scatenato nell'attacco alle torri gemelle del World Trade Center di New York, rilevando che, secondo le stime, i due edifici non hanno avuto alcuna possibilità di scampo. A condannarli sarebbero state le loro stesse dimensioni, dice Moscatelli, le cui cifre indicano che il potenziale di energia gravitazionale che si è scatenato al momento del crollo delle torri sarebbe pari a 6.8x10 alla undicesima (centinaia di miliardi) di joules. In confronto, lo scoppio della bomba atomica caduta su Hiroshima ha liberato un'energia appena cento volte maggiore. Tra le fonti di energia che martedì scorso hanno causato la tragedia di New York – quella cinetica dovuta al moto dei due aerei, quella dell'esplosione del loro carburante e l'energia gravitazionale dovuta al crollo del materiale di cui erano fatte le torri – la più devastante sarebbe stata proprio quest'ultima, aggiunge Moscatelli, che ritiene questi dati un importante elemento di riflessione sull'opportunità di ricostruire le Twin Towers o altri grattacieli di dimensioni analoghe.
Twin Towers, troppo vecchie per sopravvivere agli incendi
“I grandi palazzi costruiti negli ultimi venti anni, hanno spesso una protezione maggiore rispetto agli incendi di quella delle Twin Towers. Che sono state abbattute non dall’impatto ma dall’enorme calore sviluppato dall’incendio che ne è seguito”. A parlare così è Artur Pinto, portoghese, ricercatore al Centro europeo di Ispra (Varese) ed esperto nel comportamento delle strutture in caso di terremoti e eventi rari. “L’impatto in sé ha provocato ovviamente danni terribili, ma non avrebbe potuto distruggere le torri. Ciò che le ha fatte crollare è la grande quantità di carburante, alcune tonnellate, che era contenuta nell’aereo. Il combustibile è colato lungo le strutture di acciaio che reggevano al centro le torri, incendiandosi e raggiungendo una temperatura di 800 gradi. Temperatura che ha fatto perdere stabilità alle travi di acciaio”, spiega l'esperto. Inoltre, l'acciaio è un ottimo conduttore di calore e quindi le altissime temperature si sono propagate facilmente per tutto l'edificio. “A questo punto”, continua Pinto, “il peso di torri alte centinaia di metri ha fatto il resto”. Torri vecchie quelle del World Trade Center, in quanto concepite alla fine degli anni Sessanta e costruite all'inizio dei Settanta: “Dagli anni Ottanta si è capito che il pericolo maggiore per i grattacieli sono gli incendi, per cui questi tendono ad avere ora un'anima mista in acciaio e calcestruzzo o con protezioni esterne all'acciaio in materiali compositi per proteggere le strutture portanti ed evitare il collasso. Questo evento comunque – conclude l'esperto – avrà un impatto straordinario sul modo di pensare e di concepire una struttura e cambierà profondamente le filosofie dell’ingegneria civile”.
Twin Towers, bandire l'amianto dagli edifici è stata una scelta giusta?
È stato giusto bandire l'amianto dagli edifici? Se lo chiedono alcuni scienziati americani dopo aver visto gli effetti degli incendi sulla struttura portante delle Torri gemelle di New York. Le Twin Towers furono costruite quando ancora si sapeva poco sugli effetti cancerogeni dell'amianto, ma, anticipando i tempi, i progettisti decisero di sostituirlo con altri materiali isolanti. Ora ci si chiede se questi materiali abbiano offerto la stessa resistenza alle fiamme. In realtà, tutti sono d'accordo sul fatto che l'amianto non avrebbe evitato il crollo, ma molti pensano che almeno avrebbe potuto posticiparlo il tempo sufficiente per salvare più persone. “Non esistono dati certi su questo argomento, perché nessuno ha mai condotto test raggiungendo la tremenda temperatura dell'incendio all'interno delle Torri”, dice Yogesh Jaluria, professore di meccanica e ingegneria aerospaziale alla Rutgers University. “Ma la mia opinione personale”, conclude il professore, “è che avere l'amianto al posto di altri materiali non sarebbe servito a niente”.
Un nuovo tipo di calcestruzzo per costruire edifici più resistenti
Per evitare che attentati come quelli dell'undici settembre scorso possano distruggere completamente gli edifici, serve un nuovo tipo di calcestruzzo. A dirlo è Neven Krstulovic-Opara, un ingegnere civile della North Carolina State University di Raleigh, che in un intervista all'agenzia Reuters spiega come esista un calcestruzzo in grado di reggere molto di più agli urti. In sintesi, il calcestruzzo sarebbe rafforzato con delle sottili fibre di acciaio a cui si aggiunge una maglia sempre d'acciaio. In questo modo, eventuali tensioni generate da esplosioni o terremoti avrebbero effetti minori. Nel caso in cui si rompa, poi, si frantuma solo in pezzi piccoli, meno pericolosi per gli occupanti dell'edificio. La ricerca è stata finanziata dalla National Science Foundation.
http://magazine.enel.it/boiler/arret...anci-Torri.asp





Rispondi Citando


