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Turismo nautico per dodici mesi grazie ai maxi yacht
Fine dell'epoca "turismo sole e mare". E soprattutto basta con l'allungamento della stagione ad ogni costo. I nuovi progetti per il futuro puntano tutto sulla nautica da diporto dodici mesi l'anno per svecchiare un sistema fermo a dieci anni fa. Filosofia che ha visto tutti d'accordo, ieri mattina, durante il seminario tecnico sulla qualità dei porti. Alla luce, soprattutto, del nuovo mercato che nel giro di pochi anni ha superato di gran lunga la nautica da diporto legata alle imbarcazioni fino ai 10 metri, per lasciar spazio alla categoria dei maxi e super yacht e, di conseguenza, a nuove esigenze nella gestione portuale chiamata a rispondere a tutta una serie di adeguamenti per gli attracchi e i bisogni della categoria del turista super lusso. Tanto da far superare la vecchia concezione di porto, diventato ormai area integrante del tessuto urbano e non più zona isolata da mura o reticolati. «Da anni assistiamo all'evoluzione di queste problematiche in diverse parti del mondo ? esordisce Settimo Nizzi, sindaco di Olbia ? e dal 1998 anche noi abbiamo pensato di rivedere tutto il quadro urbanistico della città in base alle esigenze della portualità. Eliminando tutti quei divieti di accesso ai moli e addirittura buttandoci a capofitto per dare una nuova città e un approdo a tutte le persone che vogliono venire a visitarci». Ma quello di Olbia è solo un primo passo per completare il disegno di Nautismed, che prevede, oltre alle buone intenzioni, anche maggiore concretezza con l'interessamento delle pubbliche amministrazioni nella crescita del numero di posti barca e una migliore gestione, specialmente ambientale, durante le stagioni di punta. «Abbiamo oltre 50 porti, con investimenti pubblici di 250 milioni di euro, senza contare quelli privati ? prosegue Paolo Piro, presidente dell'Autorità Portuale ? e poco più di 15 mila posti barca. Ma qualcosa negli ultimi tempi è cambiato. I porti privati, nati come cornice di speculazioni immobiliari sono diventati vere società con utili da record, con tassi di crescita da boom degli anni 60. E adesso tutti gli investimenti previsti nel settore, dai cantieri navali ai porti turistici strizzano l'occhio ai maxi yacht, tanto che non c'è nessuno, tra quelli in fase di realizzazione, che non punti la sua offerta anche verso imbarcazioni superiori ai 18 metri». E obiettivo di Olbia e della Port Autorithy è creare un mega porto turistico che da Porto Romano, passando fino a via Redipuglia, per finire con Sa Marinedda, offra ormeggi specifici ai giganti del mare ad un chilometro di distanza dall'aeroporto. Marco Mezzano
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ita ndi pensais?




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