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  1. #1
    NeroDiCervello
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    Predefinito Parliamo di successioni e donazioni

    ROMA, 3 ottobre 2006 - CARTA CHE VINCE, carta che perde... C’è, ma non c’è, basta mettersi d’accordo. Il governo sostiene di non aver reintrodotto la tassa sulle successioni e sulle donazioni. In termini strettamente lessicali, dice il vero.
    Peccato che sin da oggi, utilizzando una sorta di «salto triplo giuridico» (tranne correzioni del Parlamento in fase di conversione del decreto) sia nei passaggi di proprietà per causa di morte del de cuius (colui della cui eredità si tratta), sia per le donazioni scattano una serie di imposte.

    Insomma: se non è zuppa, è pan bagnato.Districarsi nella nuova normativa è quasi un rompicapo: forse proprio per evitare che si parli di reintroduzione delle imposte su successioni e donazioni.
    Cerchiamo, quindi, di chiarire come stanno le cose. Distinzione. D’ora in poi si distingue tra trasferimenti mortis causa e trasferimenti a titolo gratuito. Va da sè che il primo caso è quello della vecchia successione, il secondo quello delle donazioni.
    Destinatario. Il primo elemento da tenere in considerazione è chi riceve la donazione o i beni in successione. Le categorie sono tre: A) coniuge e parenti in linea retta (figli e genitori); B) parenti fino al 4° grado, affini in linea retta e collaterali fino al 3° grado; C) altri soggetti.

    Il sistema di imposizione è più pesante passando dalla categoria A, alla B, e alla C. Beni. In questo caso la divisione di massima è tra immobili e altri beni (aziende, azioni, obbligazioni, eclusi i titoli pubblici). Il denaro non rientra nel computo se siamo in presenza di successione, mentre va considerato (e tassato) nelle donazioni.
    Immobili successioni. L’imposta di registro non la pagano i destinatari A. L’imposta ipotecaria per i destinatari A sarà forfettaria (168 euro) fino 250mila euro di valore, e del 3% per il valore eccedente. L’imposta catastale per i destinatari A sarà forfettaria (168 euro) fino 250mila euro di valore, e dell’1% per il valore eccedente.

    Da notare che la parte forfettaria scatterà solo se l’immobile era l’abitazione principale del defunto. Se non lo fosse stato non c’è l’abbattimento forfettario: l’imposta ipotecaria sarebbe del 3%, quella catastale dell’1% sul valore dell’immobile.
    Tutti gli altri beni (immobili, azioni, obbligazioni, eccetera) per i destinatari A sono tassati al 4% del valore, ma con una franchigia di 100mila euro.
    La situazione è più semplice, e più cara per gli altri destinatari.Per i destinatari B: registro 2%, ipotecaria 3%, catastale 1%, altri beni 6% e senza franchigia.Per i destinatari C: registro 4%, ipotecaria 3%, catastale 1%, altri beni 8% e senza franchigia.Donazioni di immobili. I destinatari A non pagano l’imposta di registro.

    L’imposta ipotecaria per i destinatari A sarà forfettaria (168 euro) fino 180mila euro di valore, e del 3% per il valore eccedente. L’imposta catastale per i destinatari A sarà forfettaria (168 euro) fino 180mila euro di valore, e dell’1% per il valore eccedente.
    Da notare che la parte forfettaria scattera solo se chi riceve l’immobile può definirlo prima casa. Se non lo è, non c’è l’abbattimento forfettario: l’imposta ipotecaria sarebbe del 3% e quella catastale dell’1% su tutto il valore dell’immobile.
    Tutti gli altri beni (altri immobili, azioni, obbligazioni, eccetera) per i destinatari A sono tassati al 4% del valore, ma con una franchigia di 100mila euro. Per i destinatari B e C valgono le stesse regole dell’immobile avuto per causa di morte.

    Trust. Anche i trust rientrano nella nuova normativa delle donazioni. Ma qui la situazione necessita di chiarimenti ulteriori perchè le nuove norme sono organizzate sulla base dei rapporti di parentela e, quindi, non è chiaro quali regole debbano essere seguite.



  2. #2
    Massimiliano71
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    Citazione Originariamente Scritto da Motozappa_Blind Visualizza Messaggio
    ROMA, 3 ottobre 2006 - CARTA CHE VINCE, carta che perde... C’è, ma non c’è, basta mettersi d’accordo. Il governo sostiene di non aver reintrodotto la tassa sulle successioni e sulle donazioni. In termini strettamente lessicali, dice il vero.
    Peccato che sin da oggi, utilizzando una sorta di «salto triplo giuridico» (tranne correzioni del Parlamento in fase di conversione del decreto) sia nei passaggi di proprietà per causa di morte del de cuius (colui della cui eredità si tratta), sia per le donazioni scattano una serie di imposte.

    Insomma: se non è zuppa, è pan bagnato.Districarsi nella nuova normativa è quasi un rompicapo: forse proprio per evitare che si parli di reintroduzione delle imposte su successioni e donazioni.
    Cerchiamo, quindi, di chiarire come stanno le cose. Distinzione. D’ora in poi si distingue tra trasferimenti mortis causa e trasferimenti a titolo gratuito. Va da sè che il primo caso è quello della vecchia successione, il secondo quello delle donazioni.
    Destinatario. Il primo elemento da tenere in considerazione è chi riceve la donazione o i beni in successione. Le categorie sono tre: A) coniuge e parenti in linea retta (figli e genitori); B) parenti fino al 4° grado, affini in linea retta e collaterali fino al 3° grado; C) altri soggetti.

    Il sistema di imposizione è più pesante passando dalla categoria A, alla B, e alla C. Beni. In questo caso la divisione di massima è tra immobili e altri beni (aziende, azioni, obbligazioni, eclusi i titoli pubblici). Il denaro non rientra nel computo se siamo in presenza di successione, mentre va considerato (e tassato) nelle donazioni.
    Immobili successioni. L’imposta di registro non la pagano i destinatari A. L’imposta ipotecaria per i destinatari A sarà forfettaria (168 euro) fino 250mila euro di valore, e del 3% per il valore eccedente. L’imposta catastale per i destinatari A sarà forfettaria (168 euro) fino 250mila euro di valore, e dell’1% per il valore eccedente.

    Da notare che la parte forfettaria scatterà solo se l’immobile era l’abitazione principale del defunto. Se non lo fosse stato non c’è l’abbattimento forfettario: l’imposta ipotecaria sarebbe del 3%, quella catastale dell’1% sul valore dell’immobile.
    Tutti gli altri beni (immobili, azioni, obbligazioni, eccetera) per i destinatari A sono tassati al 4% del valore, ma con una franchigia di 100mila euro.
    La situazione è più semplice, e più cara per gli altri destinatari.Per i destinatari B: registro 2%, ipotecaria 3%, catastale 1%, altri beni 6% e senza franchigia.Per i destinatari C: registro 4%, ipotecaria 3%, catastale 1%, altri beni 8% e senza franchigia.Donazioni di immobili. I destinatari A non pagano l’imposta di registro.

    L’imposta ipotecaria per i destinatari A sarà forfettaria (168 euro) fino 180mila euro di valore, e del 3% per il valore eccedente. L’imposta catastale per i destinatari A sarà forfettaria (168 euro) fino 180mila euro di valore, e dell’1% per il valore eccedente.
    Da notare che la parte forfettaria scattera solo se chi riceve l’immobile può definirlo prima casa. Se non lo è, non c’è l’abbattimento forfettario: l’imposta ipotecaria sarebbe del 3% e quella catastale dell’1% su tutto il valore dell’immobile.
    Tutti gli altri beni (altri immobili, azioni, obbligazioni, eccetera) per i destinatari A sono tassati al 4% del valore, ma con una franchigia di 100mila euro. Per i destinatari B e C valgono le stesse regole dell’immobile avuto per causa di morte.

    Trust. Anche i trust rientrano nella nuova normativa delle donazioni. Ma qui la situazione necessita di chiarimenti ulteriori perchè le nuove norme sono organizzate sulla base dei rapporti di parentela e, quindi, non è chiaro quali regole debbano essere seguite.



    Io continuo a sostenere che almeno per la tassa di successione, poi la chiamino come cazzo vogliono 'sti bastardi, ci sarebbero anche dei profili di incostituzionalità.
    Ma tanto i giudici sono più asserviti dei veri servi al potere.....

  3. #3
    NeroDiCervello
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    Citazione Originariamente Scritto da Massimiliano71 Visualizza Messaggio
    Io continuo a sostenere che almeno per la tassa di successione, poi la chiamino come cazzo vogliono 'sti bastardi, ci sarebbero anche dei profili di incostituzionalità.
    Ma tanto i giudici sono più asserviti dei veri servi al potere.....

    a me basta ricordare le parole di Proni & c in campagna elettorale:


    «L'imposta di successione riguarderà solo i grandi, grandissimi patrimoni, e non toccherà gli eredi diretti»

    Pezzo di Merda

  4. #4
    Massimiliano71
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da Motozappa_Blind Visualizza Messaggio
    a me basta ricordare le parole di Proni & c in campagna elettorale:


    «L'imposta di successione riguarderà solo i grandi, grandissimi patrimoni, e non toccherà gli eredi diretti»

    Pezzo di Merda
    Sinceramente l'unica cosa che mi sento di dire è che auguro ai figli di prodi e Padoa schioppa di doverla pagare prestissimo.....

  5. #5
    civis_romanus
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    Sulla tassa di successione vado un po' controcorrente rispetto a voi.
    Mi spiego, se hai avuto in successione , e quindi fondamentalmente senza "meriti" tuoi , un grande capitale è evidente che sei stato un privilegiato nella vita.
    Sicuramente hai frequentato le scuole migliori , hai trovato aperte porte che per la gente "normale" sono chiuse , hai avuto mille vantaggi, etc. pertanto ridestinare una parte della tua "fortuna" alla società mi sembra doveroso e eticamente "morale".

    Ovviamente a due condizioni a parere mio
    1) che la tassa di successione riguardi davvero solo i grandissimi capitali
    2)che i proventi della tassa in questione anzichè andare nel calderone indistinto del bilancio dello stato vadano a costituire un fondo "sociale" da cui attingere per le opere pubbliche necessarie come le scuole , gli asili , gli ospedali etc.

    in questa ottica, che non è quella del governo Prodi ovviamente , tale tassa avrebbe un utilità sociale.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da civis_romanus Visualizza Messaggio
    Sulla tassa di successione vado un po' controcorrente rispetto a voi.
    Mi spiego, se hai avuto in successione , e quindi fondamentalmente senza "meriti" tuoi , un grande capitale è evidente che sei stato un privilegiato nella vita.
    Qui si applica il 4% per la prima casa sopra i 250.000 euro, non è necessario essere proprietari di grandi capitali per ereditare una casa di, faccio un esempio personale, almeno 700-800.000 euro di valore se ti capita di nascere come me in un centro storico di una cittadina medievale. Oltre a non essere privilegiato, ti trovi a dover pagare tutta la vita spese di manutenzione, riscaldamento, ecc molto più alte perchè si tratta di immobili costruiti in altri tempi per altre situazioni.
    Se devi rifare la caldaia per passare dal gasolio al metano per non essere impiccato dalle tariffe e dalle dispersioni, spendi 20.000 euro di impianto quando in condizioni normali potresti spenderne la metà, questo per spiegare quanto sei privilegiato...
    Poi arriva la successione, e facendo due conti ti trovi a pagare almeno 20-30.000 euro solo sulla prima casa ,se poi hai la sfortuna come sempre nel mio caso di avere genitori che facevano i piccoli commercianti in un negozio di proprietà, beh non oso nemmeno fare il conto, il che significa probabilmente doverti vendere un pezzo di casa per pagare le tasse sul resto.

    Io ho (purtroppo) fatto la successione l'anno scorso e sono arrivato a pagare sui 4000 euro, se fosse accaduto con la legge che stanno introducendo ne avrei pagati probabilmente almeno 50 /60000 (forse anche di più, essendo al centro storico anche il negozio dei miei...) .
    In questo caso verosimilmente saremmo stati costretti a vendere tutto ed andarcene altrove...evidentemente essere legati alle proprie radici è considerato un crimine da scontare.

    PS So che tu ti riferivi solo ai grandissimi capitali, ma ho approfittato per fare il punto della situazione con un esempio concreto.

  7. #7
    Massimiliano71
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da cristiano72 Visualizza Messaggio
    Qui si applica il 4% per la prima casa sopra i 250.000 euro, non è necessario essere proprietari di grandi capitali per ereditare una casa di, faccio un esempio personale, almeno 700-800.000 euro di valore se ti capita di nascere come me in un centro storico di una cittadina medievale. Oltre a non essere privilegiato, ti trovi a dover pagare tutta la vita spese di manutenzione, riscaldamento, ecc molto più alte perchè si tratta di immobili costruiti in altri tempi per altre situazioni.
    Se devi rifare la caldaia per passare dal gasolio al metano per non essere impiccato dalle tariffe e dalle dispersioni, spendi 20.000 euro di impianto quando in condizioni normali potresti spenderne la metà, questo per spiegare quanto sei privilegiato...
    Poi arriva la successione, e facendo due conti ti trovi a pagare almeno 20-30.000 euro solo sulla prima casa ,se poi hai la sfortuna come sempre nel mio caso di avere genitori che facevano i piccoli commercianti in un negozio di proprietà, beh non oso nemmeno fare il conto, il che significa probabilmente doverti vendere un pezzo di casa per pagare le tasse sul resto.

    Io ho (purtroppo) fatto la successione l'anno scorso e sono arrivato a pagare sui 4000 euro, se fosse accaduto con la legge che stanno introducendo ne avrei pagati probabilmente almeno 50 /60000 (forse anche di più, essendo al centro storico anche il negozio dei miei...) .
    In questo caso verosimilmente saremmo stati costretti a vendere tutto ed andarcene altrove...evidentemente essere legati alle proprie radici è considerato un crimine da scontare.

    PS So che tu ti riferivi solo ai grandissimi capitali, ma ho approfittato per fare il punto della situazione con un esempio concreto.

    Cristiano, il tuo esempio è un pò forzato per vari motivi.
    Prima di tutto se la casa è antica puoi richiedere che venga definita "di interesse storico artistico" e le verrà assegnata la rendita catastale minima (quella delle case popolari).
    Inoltre il valore imponibile è quello catastale, cioè la rendita catastale capitalizzata quindi diciamo che in media un immobile da 700.000-800.000 euro di valore commerciale ha una valore catastale che difficilmente arriva ai 300.000 euro.
    Ti consiglio di rivolgerti ad un commercialista bravo, anche per quanto riguarda le spese di ristrutturazione. La legge prevede molte scappatoie.
    Se poi vuoi avere qualche informazione di più scrivimi in pvt.

  8. #8
    Massimiliano71
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    Citazione Originariamente Scritto da civis_romanus Visualizza Messaggio
    Sulla tassa di successione vado un po' controcorrente rispetto a voi.
    Mi spiego, se hai avuto in successione , e quindi fondamentalmente senza "meriti" tuoi , un grande capitale è evidente che sei stato un privilegiato nella vita.
    Sicuramente hai frequentato le scuole migliori , hai trovato aperte porte che per la gente "normale" sono chiuse , hai avuto mille vantaggi, etc. pertanto ridestinare una parte della tua "fortuna" alla società mi sembra doveroso e eticamente "morale".

    Ovviamente a due condizioni a parere mio
    1) che la tassa di successione riguardi davvero solo i grandissimi capitali
    2)che i proventi della tassa in questione anzichè andare nel calderone indistinto del bilancio dello stato vadano a costituire un fondo "sociale" da cui attingere per le opere pubbliche necessarie come le scuole , gli asili , gli ospedali etc.

    in questa ottica, che non è quella del governo Prodi ovviamente , tale tassa avrebbe un utilità sociale.
    L'imposizione diretta colpisce il reddito, quest'ultimo è definito dai maggiori economisti come l'incremento di patrimonio che un soggetto ha realizzato in un determinato periodo di tempo, quindi dopo aver pagato le tasse quel patrimonio non dovrebbe più essere tassato.
    Invece con la tassa di successione un patrimonio tassato precedentemente in testa al defunto riviene tassato una seconda volta in testa all'erede. Con quale giustificazione? nessuna. In realtà si crea una duplicazione d'imposta senza, però, il verificarsi di un effettivo presupposto che indentifichi una nuova e maggiore capacità contributiva come invece stabilisce la Costituzione.
    Va bene che la costituzione ci fa cacare ma almeno in questi casi studiamola....

  9. #9
    civis_romanus
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    Citazione Originariamente Scritto da Massimiliano71 Visualizza Messaggio
    L'imposizione diretta colpisce il reddito, quest'ultimo è definito dai maggiori economisti come l'incremento di patrimonio che un soggetto ha realizzato in un determinato periodo di tempo, quindi dopo aver pagato le tasse quel patrimonio non dovrebbe più essere tassato.
    Invece con la tassa di successione un patrimonio tassato precedentemente in testa al defunto riviene tassato una seconda volta in testa all'erede. Con quale giustificazione? nessuna. In realtà si crea una duplicazione d'imposta senza, però, il verificarsi di un effettivo presupposto che indentifichi una nuova e maggiore capacità contributiva come invece stabilisce la Costituzione.
    Va bene che la costituzione ci fa cacare ma almeno in questi casi studiamola....
    Ma il discorso della duplicazione d'imposta non mi convince del tutto. In primo luogo perchè , come dici anche tu , prima il tassato è il defunto poi l'erede ( quindi si tratta di due persone diverse) e in secondo luogo perchè già avviene tante volte nella realtà purtroppo. Basta pensare a chi è proprietario di una casa , ad esempio; tale casa prima aumenta l'imponibile quando va nella dichiarazione dei redditi , poi viene tassata dal comune con l'ICI...

    Ribadisco comunque la mia idea al di la di questi discorsi "teorici" .
    A me da fastidio che chi eredita grandi patrimoni e penso ai figli dei vari Berlusconi , Ricucci , TronchettiProvera etc. , non certo nel caso dei "patrimoni" tipo quelli del buon cristiano72 , non riversi sulla comunità una piccola parte della fortuna così ottenuta senza alcun merito particolare. Tutto quì... mi sembra ripeto un concetto etico e di moralità.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da cristiano72 Visualizza Messaggio
    Qui si applica il 4% per la prima casa sopra i 250.000 euro, non è necessario essere proprietari di grandi capitali per ereditare una casa di, faccio un esempio personale, almeno 700-800.000 euro di valore se ti capita di nascere come me in un centro storico di una cittadina medievale. Oltre a non essere privilegiato, ti trovi a dover pagare tutta la vita spese di manutenzione, riscaldamento, ecc molto più alte perchè si tratta di immobili costruiti in altri tempi per altre situazioni.
    Se devi rifare la caldaia per passare dal gasolio al metano per non essere impiccato dalle tariffe e dalle dispersioni, spendi 20.000 euro di impianto quando in condizioni normali potresti spenderne la metà, questo per spiegare quanto sei privilegiato...
    Poi arriva la successione, e facendo due conti ti trovi a pagare almeno 20-30.000 euro solo sulla prima casa ,se poi hai la sfortuna come sempre nel mio caso di avere genitori che facevano i piccoli commercianti in un negozio di proprietà, beh non oso nemmeno fare il conto, il che significa probabilmente doverti vendere un pezzo di casa per pagare le tasse sul resto.

    Io ho (purtroppo) fatto la successione l'anno scorso e sono arrivato a pagare sui 4000 euro, se fosse accaduto con la legge che stanno introducendo ne avrei pagati probabilmente almeno 50 /60000 (forse anche di più, essendo al centro storico anche il negozio dei miei...) .
    In questo caso verosimilmente saremmo stati costretti a vendere tutto ed andarcene altrove...evidentemente essere legati alle proprie radici è considerato un crimine da scontare.

    PS So che tu ti riferivi solo ai grandissimi capitali, ma ho approfittato per fare il punto della situazione con un esempio concreto.
    Ma che sete matti che parlate de politica???

    Scherzi a parte, tassare la prima casa in successione è veramente da criminali!

    Credo che l'ottimo Civis si riferisse chiaramente a patrimoni finanziari, in cui io vedrei bene di inserire le case "in eccesso" diciamo dalla terza casa in poi....

 

 
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