dal mattino di napoli di oggi

04/10/2006
LE SCELTE DELLA POLITICA
Rebus irpef molte famiglie ci rimettono
Aliquote in rialzo anche per i redditi sotto i 40.000 euro
La beffa delle detrazioni familiari
Scende il bonus per i figli a carico
Il meccanismo della Visco danneggia la coppia dove entrambi lavorano Il ministero: verificheremo
MARCO ESPOSITO Ci sono sorprese amare nella riforma dell’Irpef. Il principio illustrato da Romano Prodi - guadagnano i redditi fino a 40 mila euro e pagano di più i salari superiori - non regge alla prova dei calcoli. E non per casi estremi, sempre possibili in una riforma che tocca questioni complesse come la tassazione dei redditi, bensì per una famiglia-tipo con una coppia che lavora e due figli, anche considerando il caso che entrambi i genitori siano sotto la soglia-simbolo di 40.000 euro. Ecco perché. Si prenda l’esempio di due coniugi con redditi da lavoro dipendente di 25.000 e 35.000 euro lordi. Entrambi quindi favoriti dalla riforma targata Vincenzo Visco. Se non hanno figli, in effetti un guadagno c’è. L’Irpef per un reddito di 25.000 euro scende infatti di 40 euro mentre sul reddito di 35.000 euro il guadagno con la Visco è di 89 euro. In tutto la coppia si trova 129 euro in più in tasca ogni anno. Una cifra modesta, si dirà, ma comunque un guadagno. Se ci sono i figli, però, il discorso cambia in peggio. Il sistema escogitato da Giulio Tremonti prevedeva infatti una riduzione del reddito tassabile in base ai carichi familiari: la quota di reddito scontato si riduceva al crescere della remunerazione, però visto che cresce anche l’aliquota, lo sconto aveva un andamento a gobbe. Per un figlio lo sconto era (anzi è, perché la legge è ancora in vigore) di 606 euro su 10.000 di reddito, 521 a 20.000 euro, 625 a 30.000, 593 a 40 mila e così via. Il meccanismo in vigore prevede inoltre la possibilità di scegliere su quale genitore far valere i carichi familiari, per cui nel caso della coppia di 25.000-35.000 euro la convenienza maggiore consisteva nel caricare entrambi i figli sul reddito più alto, con un risparmio di imposte di 1.287 euro (rispetto ai 1.006 che spetterebbero al reddito più basso). In pratica una scelta attenta nella distribuzione dei carichi permette alla famiglia in questione di risparmiare 281 euro rispetto a una famiglia distratta, che carichi entrambi i figli sul coniuge meno favorito. La riforma Visco toglie alla famiglia la facoltà di individuare l’equilibrio più conveniente e obbliga a una ripartizione al 50%, ovviamente nel caso in cui entrambi i coniugi siano dei contribuenti. Questo può portare dei danni consistenti per esempio nel caso in cui uno dei due coniugi guadagni così poco (sotto gli 8.000 euro) da non beneficiare affatto del suo 50% di sconto sui figli. Ma anche se entrambi i coniugi possono avvalersene (come nell’esempio dei 25.000 e 35.000 euro) la detrazione di imposte è inferiore rispetto al metodo Tremonti: per l’esattezza 1.129 euro contro 1.287, vale a dire 158 in meno. E visto che 158 è più di 129, sparisce tutto il guadagno delle nuove aliquote sui redditi medio-bassi. E in più la famiglia-tipo ci rimette anche qualcosa: 29 euro. La Relazione tecnica che accompagna la Finanziaria lascia intuire che la riforma dell’Irpef non è sempre indolore. Il saldo tra chi verserà di più e chi meno sulla base delle nuove aliquote è positivo per lo Stato per 433 milioni di euro. Però per gli assegni familiari, sempre secondo la Relazione tecnica, dovrebbe esserci un beneficio complessivo di 1,4 miliardi. Ma per una famiglia con due coniugi-lavoratori è difficile che scattino gli assegni. Dal ministero dell’Economia arriva una risposta interlocutoria: «Esamineremo i conteggi del Mattino». Naturalmente il saldo complessivo della Finanziaria sulle famiglie è più complesso. Per esempio il rincaro dei bolli auto, che salva le vetture euro 4 e va giù pesante con i gipponi, porterà un aggravio per i portafogli degli italiani di 425 milioni, di cui 88 dovuti alla sovrattassa sui Suv, definiti come veicoli di peso oltre i 26 quintali