Cito da repubblica.it di oggi:
"Nel contesto attuale Alitalia non è in grado di generare redditività neppure per il capitale già investito [...] E la causa di questa situazione viene inviduata nel successo delle compagnie low cost"
...e inoltre
"La prima linea da seguire riguarda la concorrenza delle compagnie low cost. Occorre, scrive Alitalia, eliminare le evidenti distorsioni della concorrenza che garantiscono vantaggi competitivi sleali ai nuovi entranti, modernizzando la regolazione del sistema e l'istituzione preposta a tale funzione"
Quindi le brillanti idee dell'Ing. Cimoli, visto che non ha il polso per affrontare i sindacati (ma non solo) per una pesante ristrutturazione dell'azienda, che sarebbe l'unica strada per risanare quello che ormai è un carrozzone sulla strada del fallimento, si riducono a chiedere neanche tanto velatamente al governo di tarpare le ali (nel vero senso della parola) alle compagnie Low Cost che rispettando le regole riescono ad avere costi molto più bassi.
Io stesso che per lavoro viaggio in Europa, uso pressochè esclusivamente compagnie Low Cost, e anche se le utilizzo in periodi dell'anno decisamente poco vacanzieri (per fare un sempio - infrasettimanale in autunno Roma-Ginevra) sono sbalordito dal fatto che i voli sono sempre pieni.
Al contrario spesso e volentieri viaggi nazionali infrasettimanali Alitalia fuori dell'orario di punta sono pressochè vuoti.
Purtroppo (e parlo anche da micro azionista Alitalia) le compagnie di questo genere sono dinosauri destinati ad estinguersi.




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