
Originariamente Scritto da
pcosta
- 'no Clàddio... pùte otto... otto... capitto? -
Eh, certo che ho capito.
Conosco Claudio da quando gli "operatori ecologici" si chiamavano spazzini e i Down come lui, mongoloidi.
Claudio poi, veniva pure preso in giro e soprannominato Gheddafi, allora.
Un po' perchè era di Alcamo, quindi visto dall'Emilia, praticamente Libia; un po' perchè effettivamente gli somigliava.
Da quando era bambino, vive undici mesi all'anno nella cooperativa sociale e agricola che se ne fa carico, fra le montagne verdi dell'appennino bolognese, e passa un mese d'estate nella natìa Sicilia, dai parenti.
A parte l'estrema difficoltà a parlare e una tenace propensione a far sparire qualsiasi banconota gli passi nelle vicinanze, è quasi normale, in fondo. Un bambinone di quarant'anni, adesso.
Il messaggio è chiaro, il pc in cui gli ho faticosamente recuperato un Windows 95 e una decina di vecchi giochi del tempo che fu è di nuovo rotto.
Una volta - per far spazio, dice lui - si era cancellato WINDOWS/SYSTEM e qualcos'altro attorno.
Stavolta, vedremo: mi sa che il mio prossimo intervento da sistemista sarà su un Windows 95, piuttosto che su Windows Vista.
Quando, risistemato il tutto - l'ultima volta è stata in giugno scorso - ha sentito il suono di Windows che ripartiva, gli si è illuminato il volto ed è corso davanti al monitor.
Io sono immediatamente scomparso dal suo orizzonte, mi ha farfugliato che potevo andare a casa, che ormai lui era a posto.
E, tornandomene, riflettevo sulla felicità.
Pensavo alla storia di Creso che all'apice della sua gloria e ricchezza chiese al saggio Solone chi fosse secondo lui l'uomo più fortunato e felice della terra.
Ovviamente, per sentirsi dire "Sei tu, Gran Re, naturalmente".
Invece Solone fece il nome di un oscuro cittadino ateniese, un certo Tello, morto qualche tempo prima, dopo una vita serena e normale, allietata (erano altri tempi, ovviamente) dalla gloriosa morte in guerra dei suoi tre figli.
"Bisogna aspettare di essere morti, per giudicare", spiegò Solone.
E Creso ebbe ben modo di dargli ragione, come racconta Erodoto, Storie I,21-45.
Per questo, riflettevo, prima di decidere di qual dio, maggiore o minore, siamo figli, è forse bene aspettare di aver concluso la nostra parte sul palcoscenico della vita.
Magari si finisce lo stesso male come Creso, ma almeno non sentiremo dentro di noi la vocina petulante di Solone "io te lo avevo detto..."
