Oltre ad aver dato dei criminali a Biagi, Santoro e Luttazzi, Berlusconi si è esibito in Bugaria nel suo ruolo di clown:
1. Verrà organizzato un bel quadrangolare di calcio con il Real Madrid e il Milan.
2. Dopo i documentari sulla Russia promessi a Putin, ha promesso che ci saranno i documentari sulla Bulgaria da trasmettere nell'intervallo della partita
3. Ha perso i capelli perchè è troppo intelligente
4. In Francia è molto popolare tra le donne: là ha avuto un sacco di fidanzate.
5. Si è paragonato come al solito a Gesù Cristo
6. Ha dato del clown a Chirac.
Secondo voi che sostanze assume il nostro Capo del Governo-Ministro degli Esteri?
Corriere della Sera, 19.4.2002
Il premier replica alle critiche sulle riforme. La visita in Bulgaria: mi dicono che ho portato entusiasmo
«In Francia c’è chi si mette a fare il clown»
Berlusconi attacca Chirac e Jospin: amo quel Paese, ma ignorano la realtà delle cose italiane
DAL NOSTRO INVIATO
SOFIA - All’inizio se la cava con una battuta: «Cosa vuole che le dica, sono francesi», replica al giornalista che mentre si infila in auto dopo l’incontro con il presidente bulgaro Parvanov gli chiede cosa ne pensa di quelle dichiarazioni non esattamente gentili di Jospin e Chirac su di lui.
Ma più tardi, nella conferenza stampa che conclude la sua visita ufficiale a Sofia, il premier si presenta bello carico. E tira fuori dal cilindro una battuta tagliente, durissima per i due leader in corsa per l’Eliseo che lo hanno messo in mezzo nella loro campagna elettorale: «Io amo la Francia e continuo ad amarla, anche se qualcuno, ignorando la realtà delle cose italiane, si mette a fare il clown». Non specifica Berlusconi se ce l’ha con l’uno, con l’altro, con tutti e due: «Mi riferisco a qualcuno, indeterminato, ce ne sono tanti». Ma non c’è dubbio che nonostante le battute e i sorrisi e il tono scherzoso con cui condisce le sue dichiarazioni, il Cavaliere stavolta è davvero arrabbiato con i cugini francesi.
Arrabbiatura comprensibile, visto che il premier è stato tirato in mezzo in una polemica di campagna elettorale tutta francese: Jospin infatti aveva detto che i suoi connazionali devono stare in guardia perché con una vittoria di Chirac la Francia rischierebbe una «crisi» sociale come in Italia, con scioperi e tutto il resto; Chirac ha replicato che il rischio non c’è, perché lui non ha intenzione di fare «riforme autoritarie». Parole che a Berlusconi sono suonate stonate, e che rafforzano il suo cruccio: Oltralpe troppi politici non lo amano.
Ma non il popolo francese, per carità: «In Francia - dice infatti ai giornalisti che gli chiedono il perché della sua scarsa fortuna tra i cugini rispetto al successo che riscuote nell’Est Europa - sono meno popolare tra i vostri colleghi e chi ne subisce il fascino. Ma tra i francesi sono popolarissimo: basta pensare a quante fidanzate ho avuto!», dice tornando ad indossare il sorriso che in questa giornata bulgara sfoggia senza tentennamenti. E’ infatti sempre con tono allegro che aggiunge, a proposito di Chirac e Jospin: «Potrei dire "Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno". Ma se lo dico poi scrivete che mi paragono a Gesù Cristo, quindi non lo dico».
Dice comunque molto altro, il premier. Ribadisce, dopo aver assicurato il suo appoggio alla Bulgaria per l’ingresso nella Nato e nell’Unione Europea, che andrà avanti sulla strada delle riforme anche se, come ha rivelato mercoledì agli imprenditori italiani che operano in Romania «è vero, allo sciopero generale hanno partecipato in tanti», e dunque «ci vuole molto coraggio per fare una rivoluzione liberale, quella che il governo si prefigge». Poi confida agli industriali, stavolta quelli che investono in Bulgaria, che rimarrà agli Esteri «fin quando non troverò una persona capace di sostituirmi», e li invita ad essere leader proprio come lui «perché io la strada la indico e la faccio seguire dagli altri, non mi faccio imporre le scelte».
Infine, felice per l’accoglienza ricevuta - «Il premier Simeone mi ha detto che porto entusiasmo: se vuole torno, ma ecco la mia parcella» scherza -, promette ai suoi ospiti che organizzerà un bel quadrangolare di calcio tra grandi squadre e nell’intervallo «trasmetteremo un documentario sulle bellezze della Bulgaria». E chiude in bellezza, proponendo due diverse teorie (inedite) sulla sua capigliatura poco fluente, come quella dell’ex Re Simeone che gli è accanto: «A noi i capelli sono caduti per le troppe fidanzate: a ognuna infatti ne abbiamo regalata una ciocca. Anzi no, vi dico la verità: ho fatto una visita tricologica, e mi hanno spiegato che facendo politica il cervello mi si è ingrossato e ha espulso i capelli».
Paola Di Caro




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