CHIARIMENTO.


L’esperienza di questi ultimi mesi nei quali abbiamo dovuto registrare numerosi "avvicinamenti" e richieste di collaborazione ci ha insegnato una cosa importante. Che la linea comunista e nazionalitaria è fondamentalmente la chiave giusta per interpretare i fenomeni attuali e che il comunitarismo così come definito da Costanzo Preve è un concetto che va ripreso, studiato, analizzato e promosso.


Diciamo questo perché alcune collaborazioni anche di rilievo hanno cercato di snaturare l’impianto teorico della Rivista introducendo dei richiami veteromarxisti di stampo trotzkista che seppur ben argomentati lasciavano intravedere uno spostamento sostanziale della Rivista su posizioni appartenenti alla sinistra più velleitaria e superata.


I personalismi ed i tentativi di strumentalizzazione di un mezzo sono apparsi in tutta la loro chiarezza quando dopo diverse discussioni un nostro "prestigioso" interlocutore ci ha riproposto la solita solfa dell’inutilità delle lotte di liberazione nazionale nel mondo, a fronte di un astratta visione veteromarxista esaustiva, a suo dire, di ogni fenomeno umano, politico, sociale ed economico.


Noi, invece, sosteniamo che Marx sia un ‘imprescindibile punto di riferimento ma coniugato alle diverse realtà che abbiamo davanti agli occhi nel mondo e soprattutto alla questione delle "nazionalità" nella concretezza delle diverse genti che hanno un loro patrimonio culturale e di costumi che non va ignorato o peggio osteggiato.


Noi crediamo che questo fraintendimento , per fortuna di breve durata, di cui ci assumiamo la responsabilità sia stato il frutto di un errore di fondo da parte di alcuni: il rincorrere gli altri e cercare una soluzione politica laddove è impossibile trovarla per oggettiva disgregazione ideologica e culturale dell’ambiente dove si credeva di trovarla.


Per essere chiari sino in fondo alcuni hanno pensato , in perfetta buonafede, che fosse prioritario fare politica chi in Rifondazione chi in altri gruppi , rispetto a mantenere una linea coerente , rivoluzionaria e sicuramente scomoda in una sinistra che , nella sua componente maggioritaria, oggettivamente va a destra.


C’è anche chi, poi, pretende di avere "risultati" immediati in un processo ideale e politico che richiede una lunga fase di sedimentazione , soprattutto in un momento negativo per chi vuole introdurre nuove idee come quello attuale, pensando erroneamente che sia piu’ fruttuoso sacrificare la particolarità del comunismo nazionalitario sull’altare di presunti "riconoscimenti" da parte di altre forze politiche.


Ciò non significa affatto, per sgombrare il campo da ogni equivoco interessato, fare alcun passo indietro , ma riprendere il discorso e la linea che ci siamo impegnati a promuovere ed a diffondere da alcuni anni perché ci crediamo fermamente e perché ne vale la pena, in un panorama desolante in cui in molti si aggrappano ad analisi ed idee ormai putrefatte.


Abbiamo sempre sviluppato il lavoro di ricerca e di approfondimento nella massima chiarezza e vogliamo continuare a farlo, senza dover sottostare a condizionamenti o legittimazioni che non chiediamo e non vogliamo .Noi proponiamo delle idee ed un analisi basate su questioni centrali come il comunismo ed il suo stretto rapporto con le nazionalità, il rapporto tra la classe e la comunità nella quale è inserita , il rapporto tra l’individuo e la stessa, la visione nazionalitaria anticapitalista ed antiimperialista .


Che piaccia o meno questa è la nostra linea che intendiamo portare avanti come sempre aperti ad ogni collaborazione che vada in questo senso.




Socialismo e Liberazione giugno 2002