I giudici dell'ottava sezione penale del Tribunale di Milano l'hanno appena assolto, dopo neanche un'ora di camera di consiglio, dall'accusa di riciclaggio, in una 'costola' del processo sui presunti fondi neri creati da Mediaset attraverso la compravendita dei diritti televisivi e cinematografici.
E' il primo filone di questo procedimento che va a sentenza, mentre è in corso il processo principale, quello in cui è imputato anche Silvio Berlusconi.
La sentenza è di assoluzione "per non aver commesso il fatto" e "perché il fatto non sussiste" in relazione a due episodi, e di prescrizione per il presunto riciclaggio nel 1994 di 357 milioni.
E' un verdetto molto duro nei confronti dell'accusa sostenuta dal pm Fabio De Pasquale.
Dopo la lettura del dispositivo, il giudice che presiede il collegio, Concetta Locurto, leggendo un'ordinanza che rimanda gli atti del processo al pm per l'ipotesi di reato di appropriazione indebita, spiega le ragioni della decisione.
"All'esito dell'istruttoria dibattimentale - esordisce Locurto - il Tribunale ritiene che il fatto sia in parte diverso da quello descritto nel capo d'imputazione".
Per i giudici, "non già di denaro proveniente da appropriazioni indebite subite da Fininvest si tratta, ma di denaro proveniente da appropriazioni indebite subite da Mediaset e ReteItalia".
Una "differenza non di poco conto", sottolinea il Tribunale.
"Anche l'accusa di appropriazione indebita è comunque prescritta" - rileva Giorgio Perroni, il legale dell'imputato.
Non solo per i giudici il fatto oggetto del processo sarebbe dovuto essere diverso da com'è stato ipotizzato dal pm, ma neanche appare certo che Berruti sia stato l'effettivo titolare del conto corrente Jasran, indicato come il 'crocevia' del riciclaggio".
"L'istruttoria svolta - osservano - non ha consentito di acquisire prova sufficiente che l'odierno imputato abbia prestato un effettivo contributo morale o materiale all'effettiva operativita' del conto Jasran".
Per tutto il corso del dibattimento, Berruti ha sempre affermato che titolare di quel conto sarebbe stato un suo collaboratore, Danilo Pezzoni.
"Oggi è emersa la verità - esulta Berruti - e in vista dell'appello voglio essere giudicato e, se dovesse intervenire la prescrizione, vorrei essere giudicato lo stesso perche' sono sicuro di non aver fatto niente.
E' da 17 anni che sono parlamentare e sono 17 anni che mi difendo nei Tribunali senza invocare legittimi impedimenti", ha concluso il deputato del Pdl, che avrebbe potuto chiedere una sospensione del suo processo per 18 mesi in base alla legge varata dall'esecutivo Berlusconi, ma non l'ha fatto.
Nelle intenzioni dell’accusa il caso Berruti doveva essere l’antipasto da servire prima della conclusione del processo principale dove Berlusconi è tra gli imputati di frode fiscale.
Tutto sarebbe servito ad aprire la strada poi alla vicenda Mediatrade dove l’indagine è chiusa e che tra una decina di giorni vedrà la formalizzazione della richiesta di rinvio a giudizio per il premier che risponde di frode fiscale e appropriazione indebita.
L’ordinanza per certi versi è addirittura tranciante:
"Non risultano realizzati margini indebiti significativi in capo alle società per effetto dell’interposizione nelle catene di acquisto dei diritti tv tali da giustificare l’individuazione come provento da delitto delle somme versate a Jasran; verrebbe meno la stessa possibilità di configurare il riciclaggio".
E ancora:
"Berruti avrebbe avuto un ruolo diverso da quello attribuitogli in sede di imputazione".
Berruti, potrebbe rispondere di appropriazione indebita, che però non è compatibile con il riciclaggio.
L’inchiesta va reimpostata, per questo gli atti tornano al pm che però al massimo potrà chiedere di non procedere per prescrizione.
Berruti ha preannunciato che vuole l’assoluzione e che è pronto a rinunciare al beneficio derivante dalla giustizia che arriva troppo tardi.
Processo Mediaset, assolto Massimo Maria Berruti - Affaritaliani.it
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L'assoluzione di Berruti rappresenta una sconfitta della procura milanese che dopo anni di indagini e di consulenze (alcune della Kpmg) deve fare i conti con un giudizio molto netto e negativo dei giudici e non potrà non avere una forte influenza sull'altro processo (ma per gli stessi reati) che dovrebbe riprendere a marzo a carico di Silvio Berlusconi e di Fedele Confalonieri.
il VELINO Agenzia Stampa Quotidiana Nazionale | Leggi l'articolo
L'antipasto che si voleva servire e' risultato malamente cucinato ..chissa' come sara' il pranzo
L'abilita' del "cuoco" poco conta se gli "ingredienti " non sono adatti al confezionamento del pasto che si desidera servire![]()





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