«Io stessa e tutti quanti attendiamo verità e giustizia, non solo promesse»
«Presidente Prodi, attendiamo giustizia»
Drammatica lettera di Liliana Esposito, madre di una delle vittime dell'ndrangheta, al presidente del Consiglio che lunedì sarà a Locri







ROMA - Drammatica lettera di una mamma di una delle vittime dell'ndrangheta al presidente del Consiglio Romano Prodi, che lunedì sarà a Locri in Calabria.

LA LETTERA - «Mario Congiusta, padre di Gianluca, ucciso a Siderno 17 mesi fa, la invita a portare un fiore sulle tombe dei nostri figli; sarei d'accordo, se non ritenessi eccessiva pena per lei quella di dare compito al suo portaborse di comprare fiori per i tanti morti ammazzati di Calabria, terra prediletta. A me, mamma di Massimiliano Carbone, ucciso due anni e 10 giorni fa a Locri, basterebbe il più piccolo dei suoi pensieri pieni di bonomia» dice la lettera scritta dalla signora Liliana Esposito al presidente del Consiglio. «Almeno questo - ha aggiunto la donna - considerato che da un bel pezzo vacilla quella fede raccomandataci personalmente dal signor Loiero il 7 luglio a palazzo Nieddu. Mario Congiusta, io stessa e tutti quanti attendiamo verità e giustizia, non soltanto promesse, ma concretate nei fatti, portiamo fieri, come la più alta delle onorificenze, la memoria dei nostri figli, i nostri onorevoli figlì».







07 ottobre 2006