Sono giorni che mi sforzo di inquadrare questa finanziaria all'interno di una strategia ben definita, che si rifaccia, almeno un minimo ad un filone economico.
Facciamo un esempio; questa finanziaria rende a pagamento alcuni servizi essenziali. I ticket per il pronto soccorso e per le ricette ne sono un chiaro emblema.
Di contro non si assiste a nessun investimento nella sanità.
Quindi non è una misura socialdemocratica, diciamo di stampo keynesiano.
Di misure liberiste nemmeno l'ombra.
L'aumento della pressione fiscale non compensato da un aumento della presenza del welfare state a che cosa mira?
Qual'è l'obiettivo?
Rientrare nei parametri europei? E' un mero esercizio contabile?
Il bello è che nessuno è sicuro di esserne uscito, visto che nel primo semestre (per intenderci il semestre in cui lo stato incassa di meno) si è chiuso rispettando tali parametri con un bel 2,9% ed addirittura con un avanzo primario.
Allora perchè?
Qual'è il messaggio politico che lancia questa finanziaria? Che sentiero vuole prendere?
Mi ricordo che nel 1996 Prodi fece la stessa cosa. La prima finanziaria del suo governo fu durissima ed uscì fuori da un asse di ferro che strinse con i sindacati, Confindustria, Banca d'Italia e Rifondazione Comunista. Lì, però, l'obiettivo era entrare in Europa. L'Asse che poi saltò, quando Rifondazione e sindacati, una volta raggiunto l'obiettivo, incominciarono a chiedere sempre di più e Prodi non fu in condizione di dare risposte convincenti.
Oggi, forse, vuole anticipare o comunque evitare una crisi a sinistra, convinto che al centro ha, comunque ampi spazi di manovra?
Quindi è una finanziaria politica, non economica.
Senz'altro non è una finanziaria che si situa all'interno dei due filoni principali delle economie democratiche moderne.
Diciamo che è una finanziaria che rende il paese un pochino meno democratico in senso economico.