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  1. #1
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    Predefinito Nuova discussione Che tipo di sviluppo per la Sardegna?

    A mi lu naras comente facher pro operrer "una nuova discussione"?

  2. #2
    MEDITERRANEO
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    Predefinito Tòccada a iscrì

    Citazione Originariamente Scritto da sa socca
    A mi lu naras comente facher pro operrer "una nuova discussione"?
    Comenti asi fattu pagora.
    Iscrì su ki si kèisi fai lezi po ndi arrasonai cun tòttusu.

    Salludi, Sa Socca,
    Arr.

    P.S.
    mi scuso col moderatore per averlo 'anticipato', soccorrendo il/la neo-forumista

  3. #3
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da festina lente
    Comenti asi fattu pagora.
    Iscrì su ki si kèisi fai lezi po ndi arrasonai cun tòttusu.

    Salludi, Sa Socca,
    Arr.

    P.S.
    mi scuso col moderatore per averlo 'anticipato', soccorrendo il/la neo-forumista

    ma tu capisci quello che scrivi ......... filologo

  4. #4
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    Predefinito

    E' successo che quando ho cliccato per postare, ho perso tutto, eccetto il titolo... Allora ho chiesto aiuto. Comunque ero già intervenuto su altri argomenti.
    In ogni caso, grazie.
    La mia intenzione era quella di aprire un dibattito sul tema concreto dello sviluppo economico della Sardegna attraverso aspetti diversi e contraddittori che un argomento del genere presenta.
    Su Partidu ha perso da diversi anni la capacità di intervenire autorevolmente su temi come lavoro e sviluppo, dalla strategia delle scelte economiche al problema del precariato, a quello della sanità. Eppure non sono cose di poco conto...
    C'è una evidente crisi di dirigenza sostanziata dall'anteporre, quando non il proprio tornaconto, anche solo l'orgoglio personale alle esigenze politiche de Su Partidu.
    E parlo di orgoglio, non di dignità.
    Ecco allora il P.S.d'Az che ha come obbiettivo l'Indipendenza nazionale, delegare alle altre forze politiche di matrice italiana o autodefinite indipendentiste, l'apertura di confronti che ci riguardano intervenendo solo puntigliosamente se tirati in ballo.
    La stampa, i media non ci considerano, ci si lamenta.... E certo!
    La nostra capacità di progettare si è fermata ad alcune idee straordinarie, espresse con forza tanti, troppi anni fa ( Carbonia, Portotorres.. ), idee mai neppure sottoposte ad una verifica seria, al passo coi tempi e che continuiamo a proporre mentre sono passate alte sopra di noi convincendo altri e divenendone addirittura patrimonio politico.
    E' vero, siamo stati anche fautori in tempi non sospetti di elaborazioni profonde e sofisticate sul federalismo e il suo rapporto con l'indipendenza, e per restare sul concreto abbiamo lottato per la zona franca, per la lingua e la cultura, per l'allontanamento degli USA dalla Maddalena. Tutte rivendicazioni iniziate in solitudine e poi accettate da tanti altri.
    Oggi mi domando, insieme a tanti altri Sardisti e Sardi...
    Ma l'ufficio progetti ed elaborazioni del Partito è stato forse chiuso?
    Gli intellettuali che pure non mancavano, sono stati licenziati?
    E non è possibile che i Sardi ed i Sardisti si sostituiscano ai dirigenti, alla intellighentia che latita, e provino loro a innescare una nuova rivoluzione culturale sardista?
    Io son convinto che sia possibile.
    In questo forum ho letto cose molto interessanti che mi hanno fatto immaginare l'apertura di un confronto costruttivo su quello che vorremmo per l'Isola e per il futuro nostro e dei nostri figli.
    Il tema dello sviluppo economico è stato abbandonato e snobbato da tempo dai dirigenti del Partito Sardo (non tutti, per la verità). Ma sviluppo economico, se è sinonimo di benessere, deve voler dire lavoro sicuro e gratificante, e tutto ciò che ne deriva sotto l'aspetto sociale. Perché non parlarne, perché non cercare di individuare linee di sviluppo originali ed efficaci?


    E allora come vorremmo vedere svilupparsi l'economia sarda? Insistere ancora nel comparto chimico industriale, magari con progetti alternativi o di revisione e ammodernamento di impianti e produzioni esistenti? O riteniamo quel capitolo chiuso definitivamente e destinato ad essere sostituito da piccola industria e artigianato, forse più adatti a convivere con ciò che tutti sembrano volere: il turismo. Ma puntando sul turismo, quale turismo vorremmo? Quello della Costa, o quello che accetta le spiagge a numero chiuso di Cabras... O ancora un turismo colto, in via di crescita che predilige i luoghi interni, le Cortes Apertas, i centri storici?
    E cosa ne pensiamo del rilancio di agricoltura e allevamento? Ma condotti in che modo? Colture intensive o quelle di nicchia? Solo allevamenti industriali, o insieme a pecore e bue rosso al pascolo brado? E ancora.... E se scegliessimo per la Sardegna il ruolo di area di eccellenza per lo sviluppo della ricerca scientifica avanzata, piuttosto che sede di piccoli e medi centri di ricerca come a Pula e ad Alghero?
    Affrontiamoli questi problemi, cercando di guardare avanti.
    Buona serata.

  5. #5
    MEDITERRANEO
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    Predefinito Pol

    Citazione Originariamente Scritto da sa socca Visualizza Messaggio
    E' successo che quando ho cliccato per postare, ho perso tutto, eccetto il titolo... Allora ho chiesto aiuto. Comunque ero già intervenuto su altri argomenti.
    In ogni caso, grazie.
    Il 'sistema' di POL concede soltanto qualche minuto per inviare un 'post' .
    Per risposte non brevissime o "nuove discussioni" è preferibile -a mio parere- trasferire un 'documento' (da word, per esempio).
    Penso che il tuo problema di invio sia stato però un altro.

  6. #6
    robi
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    Predefinito

    il tema è di quelli che suscita riflessioni. credo che gli ultimi episodi della chimica sarda e delle altre industrie che hanno chiuso dopo aver percepito miliardi di finanziamento ci debba spingere a pensare innanzittutto a delle misure che avvantaggino e proteggano gli investitori sardi. finora chi è venuto da fuori non lo ha fatto per restare. IO sono favorevole a delle misure protezionistiche, e so di essere in controtendenza oggi che il liberismo va tanto di moda. penso che il partito sardo debba riproporre questo tema che è stato un cavallo di battaglia di tanti anni fa, quando tuonava contro i sub appalti che lasciavano alle imprese sarde solo le briciole

  7. #7
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    Thumbs up Concordo.

    Citazione Originariamente Scritto da sa socca Visualizza Messaggio
    E' successo che quando ho cliccato per postare, ho perso tutto, eccetto il titolo... Allora ho chiesto aiuto. Comunque ero già intervenuto su altri argomenti.
    In ogni caso, grazie.
    La mia intenzione era quella di aprire un dibattito sul tema concreto dello sviluppo economico della Sardegna attraverso aspetti diversi e contraddittori che un argomento del genere presenta.
    Su Partidu ha perso da diversi anni la capacità di intervenire autorevolmente su temi come lavoro e sviluppo, dalla strategia delle scelte economiche al problema del precariato, a quello della sanità. Eppure non sono cose di poco conto...
    C'è una evidente crisi di dirigenza sostanziata dall'anteporre, quando non il proprio tornaconto, anche solo l'orgoglio personale alle esigenze politiche de Su Partidu.
    E parlo di orgoglio, non di dignità.
    Ecco allora il P.S.d'Az che ha come obbiettivo l'Indipendenza nazionale, delegare alle altre forze politiche di matrice italiana o autodefinite indipendentiste, l'apertura di confronti che ci riguardano intervenendo solo puntigliosamente se tirati in ballo.
    La stampa, i media non ci considerano, ci si lamenta.... E certo!
    La nostra capacità di progettare si è fermata ad alcune idee straordinarie, espresse con forza tanti, troppi anni fa ( Carbonia, Portotorres.. ), idee mai neppure sottoposte ad una verifica seria, al passo coi tempi e che continuiamo a proporre mentre sono passate alte sopra di noi convincendo altri e divenendone addirittura patrimonio politico.
    E' vero, siamo stati anche fautori in tempi non sospetti di elaborazioni profonde e sofisticate sul federalismo e il suo rapporto con l'indipendenza, e per restare sul concreto abbiamo lottato per la zona franca, per la lingua e la cultura, per l'allontanamento degli USA dalla Maddalena. Tutte rivendicazioni iniziate in solitudine e poi accettate da tanti altri.
    Oggi mi domando, insieme a tanti altri Sardisti e Sardi...
    Ma l'ufficio progetti ed elaborazioni del Partito è stato forse chiuso?
    Gli intellettuali che pure non mancavano, sono stati licenziati?
    E non è possibile che i Sardi ed i Sardisti si sostituiscano ai dirigenti, alla intellighentia che latita, e provino loro a innescare una nuova rivoluzione culturale sardista?
    Io son convinto che sia possibile.
    In questo forum ho letto cose molto interessanti che mi hanno fatto immaginare l'apertura di un confronto costruttivo su quello che vorremmo per l'Isola e per il futuro nostro e dei nostri figli.
    Il tema dello sviluppo economico è stato abbandonato e snobbato da tempo dai dirigenti del Partito Sardo (non tutti, per la verità). Ma sviluppo economico, se è sinonimo di benessere, deve voler dire lavoro sicuro e gratificante, e tutto ciò che ne deriva sotto l'aspetto sociale. Perché non parlarne, perché non cercare di individuare linee di sviluppo originali ed efficaci?


    E allora come vorremmo vedere svilupparsi l'economia sarda? Insistere ancora nel comparto chimico industriale, magari con progetti alternativi o di revisione e ammodernamento di impianti e produzioni esistenti? O riteniamo quel capitolo chiuso definitivamente e destinato ad essere sostituito da piccola industria e artigianato, forse più adatti a convivere con ciò che tutti sembrano volere: il turismo. Ma puntando sul turismo, quale turismo vorremmo? Quello della Costa, o quello che accetta le spiagge a numero chiuso di Cabras... O ancora un turismo colto, in via di crescita che predilige i luoghi interni, le Cortes Apertas, i centri storici?
    E cosa ne pensiamo del rilancio di agricoltura e allevamento? Ma condotti in che modo? Colture intensive o quelle di nicchia? Solo allevamenti industriali, o insieme a pecore e bue rosso al pascolo brado? E ancora.... E se scegliessimo per la Sardegna il ruolo di area di eccellenza per lo sviluppo della ricerca scientifica avanzata, piuttosto che sede di piccoli e medi centri di ricerca come a Pula e ad Alghero?
    Affrontiamoli questi problemi, cercando di guardare avanti.
    Buona serata.
    Sa socca, hai sollevato una serie di questioni estremamente importanti per il Partito ed il futuro prossimo della nostra Isola.
    Concordo ovviamente con quanto hai scritto, e purtroppo non posso far altro che confermare il fatto che su troppi argomenti ed in tante occasioni si è taciuto, lasciando che fossero altri a sostenere quelli che da sempre sono stati i nostri “cavalli di battaglia”, ormai stantii.
    Qualche tempo fa, si decise in Consiglio nazionale di attivare i “dipartimenti”, comprendenti le tematiche storicamente patrimonio del Partito, per aggiornarne le analisi e le proposte.
    Anche per valorizzare le competenze presenti tra gli iscritti.
    Tali organismi si sarebbero dovuti estendere alle Federazioni e perché no alle Sezioni, in modo da coinvolgere finalmente chi volesse contribuire alla rielaborazione programmatica sui tanti aspetti economici, sociali, culturali a cui hai accennato individuandone le possibili prospettive.
    Nessuno si è mosso, tranne forse nella Federazione di Cagliari sulla “Lingua e cultura sarda”.
    Ciò che finora è mancato al nostro interno, in una parola la chiamo ORGANIZZAZIONE.
    Ma questa è, assieme alla linea politica del Partito, ed alla convocazione del “Convegno” per le modifiche allo statuto, il terzo punto del prossimo Congresso Nazionale straordinario di dicembre.
    Prepariamoci, ciascuno secondo le proprie capacità.

  8. #8
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    Ciao, Componidori
    Mi piacerebbe sentire, ad esempio, cosa ne pensa chi frequenta il forum, di imporre per legge la seconda ( e le altre) auto a gas, o elettrica, magari dando incentivi per l'acquisto.. E l'introduzione, ora che si stanno eliminando o riducendo per motivi di costo di proiduzione e concorrenza, barbabietola e anche riso, di piantagioni di specie vegetali adatte alla produzione di carburanti biologici. Ma anche alla realizzazione di impianti per il riciclo e la trasformazione in energia dei rifiuti...
    Su quete scelte possiamo incominciare a pronunciarci, come sul fgatto che in certe zone industriuali in gran parte dismesse dalla chimica, se esistono le condizioni si produca ebergia eolica. E' mai possibile che più di cento persone abbiano letto di questo argomento e solo un paio abbiano ritenuto di intervenire?

  9. #9
    Meda sabios paris
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    Ciao, Componidori
    Mi piacerebbe sentire, ad esempio, cosa ne pensa chi frequenta il forum, di imporre per legge la seconda ( e le altre) auto a gas, o elettrica, magari dando incentivi per l'acquisto.. E l'introduzione, ora che si stanno eliminando o riducendo per motivi di costo di proiduzione e concorrenza, barbabietola e anche riso, di piantagioni di specie vegetali adatte alla produzione di carburanti biologici. Ma anche alla realizzazione di impianti per il riciclo e la trasformazione in energia dei rifiuti...
    Su quete scelte possiamo incominciare a pronunciarci, come sul fgatto che in certe zone industriuali in gran parte dismesse dalla chimica, se esistono le condizioni si produca ebergia eolica. E' mai possibile che più di cento persone abbiano letto di questo argomento e solo un paio abbiano ritenuto di intervenire?
    Una pregunta ti la fatto deo:

    Sa kida passada appo idu sa Cartiera de Arbatax. Serrada......
    No si podet torrare a abberrere comente fabbrica de paberi recicladu?
    Cale sun sos costos? Cumbenit?
    Deo no soe economista, ma b'at de istudiare custas cosas....

    Po a mie tenimos de sostituire tottu sas dittas assistidas (petrolkimico) cun dittas produttivas (produttos Sardos! Casu, latte, tessile, cuoio e pedde, suertzu, binu....) e de metzorare i collegamenti......

    Defiscalizzazione pro sos produttos Sardos.
    Flotte navali e aeree cun personale esclusivamente Sardu. Residentzia dae 4 annos po poder leare parte a tottu sos concursos pubblicos in Sardigna.

  10. #10
    robi
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    Ad Ottana le fabbriche stanno chiudendo, mentre le ruspe hanno demolito i capannoni dell'Enichen e hanno decretato il fallimento del sogno industriale. Ma veramente non si può fare altro che rassegnarsi, non esiste un modo per incentivare la creazione di imprenditoria locale, non esiste la possibilità di abbattere gli handicap di trasporti e servizi che non permettono all'industria di crescere? veramente non esiste una produzione locale tipica il cui sviluppo possa segnare il nostro futuro?

 

 
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