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Non paghino i Paesi più poveri. «Non si taglino, ma si aumentino le risorse per la cooperazione internazionale e gli aiuti ai Paesi poveri; si colga l’occasione della finanziaria per evidenziare e definire con rigore una politica d’intervento nei confronti dei Paesi Africani, magari individuando e prendendo in carico un tema specifico su cui investire risorse e attenzione. Non dobbiamo né possiamo essere avari». (Savino Pezzotta)

Noi cittadini italiani, associazioni di volontariato e ONG della cooperazione internazionale, chiediamo che vengano incrementati i fondi alla cooperazione internazionale nella Finanziaria 2007, il rinnovato impegno del Governo in Medio Oriente deve essere accompagnato anche da una nuova politica di sviluppo e cooperazione che abbia a cuore prima di tutto i Paesi Africani.

Noi cittadini italiani, organizzazioni del volontariato e ONG della cooperazione internazionale, espressioni della società, della cultura e della economia italiana, siamo convinti che la cooperazione italiana abbia bisogno di certezze e di maggiori risorse per affrontare le sfide del Millennio. Il primo dei Millennium Goals (sottoscritti da 189 Paesi nel 2000) ci chiede di dimezzare il numero di persone che vivono con meno di 2 dollari al giorno (meno di un Euro e mezzo).

riteniamo che occorrano priorità chiare, perché non ci si può occupare di tutto, ma non ci si deve dimenticare dell’Africa, né si può sempre e solo inseguire l’emergenza del momento.

chiediamo il rispetto degli impegni già presi per la cooperazione allo sviluppo, perché troppo spesso alle promesse non seguono i programmi ed i finanziamenti.

Pertanto chiediamo che in sede di Finanziaria sia ribadito e concretizzato:

L’impegno del Governo a calendarizzare la decisione già presa dall’Italia in ambito OCSE per dedicare lo 0,7% del PIL allo sviluppo dei Paesi poveri e a mantenere l’impegno preso dal nostro Paese in ambito UE per il 2007 che prevede uno stanziamento dello 0,33% del PIL.
E’ sconcertante vedere l’Italia all’ultimo posto della graduatoria OCSE dei Paesi più industrializzati per quanto riguarda l’Aiuto allo sviluppo.
L’impegno a ripristinare immediatamente il fondo straordinario presso la Direzione Generale per la cooperazione allo sviluppo (come stabilito dalla Legge 49/1987)
Il mantenimento degli impegni già presi per la cancellazione del debito dei Paesi poveri dando piena attuazione alla legge in vigore dal 2000 e oggi attuata per meno della metà.