
Originariamente Scritto da
Fascinazione
Di Massimo Fini
Fica(La) - E’ l’enigma. E’ brutta, laida, umidiccia, maleodorante, percorsa nei due sensi da deiezioni. Fa schifo. Non ha una forma definita, è un buco slabbrato, un vuoto è un’essenza. Se la donna no l’avesse sarebbe perfetta.
Ma senza questo oggetto inqualificabile, “ l’insetto fica” come la chiama con disprezzo qualcuno, l’erotismo non sarebbe possibile. Come dice Bataille è la laidezza dei genitali femminili che esalta la bellezza di una donna nel momento stesso in cui la deturpa. La fica ha quindi valore per contrasto. Ne consegue che nella donna brutta la fica è un’aggravante : sei brutta e, per soprammercato, c’hai anche la fica.
Questo abisso marino che la donna ha fra le gambe ha sempre fatto paura all’uomo. Perchè rappresenta, materialmente e simbolicamente, la caoticità della femmina, la sua creatività, la sua inquietante fecondità. Da lì ha origine il mistero di tutti i misteri : la vita. E’ per questa atavica paura della donna, della femmina per essere precisi, che l’uomo ha sempre cercato di limitarla, di condizionarla, di recintarla, di confinarla, di controllarla, di sottometterla, di soggiogarla. E’ la vitalità della donna che fa paura. Il mondo femminile è primordiale, istintivo, ebbro, baccante, danzante, dionisiaco, quello dell’uomo è apollineo. La donna è la vita, l’uomo è la legge, la regola, il rigore, la morte.
Anche lo stupro, in particolare quello di gruppo, appartiene a questa paura. Soprattutto oggi, in epoca di permissivismo sessuale, lo stupro non risponde a un bisogno fisiologico, facilmente appagabile altrimenti, ma a quello psicologico di umiliare e annullare la donna, il nemico di sempre sfuggito al controllo.
E se nell’amplesso l’uomo preferisce, in genere, che lei conservi su di se qualche elemento dell’abbigliamento non è solo perché segnale quel processo di degradazione da donna a femmina in cui consiste l’erotismo, ma anche perché una donna interamente nuda, totalmente consegnata alla propria animalità, terrorizza l’uomo. Una donna con qualche cosa addosso è ancora cultura e quindi in certa misura governabile, senza è una forza della natura.
Se la fica richiama tutti questi timori e ribrezzi ancestrali, molto più tranquillizzante è l’altro orifizio. Tanto per cominciare pur essendo anch’esso un buco ha una forma, una definizione, una compiutezza. Possiede, come l’altro, l’attrazione del vuoto, dell’abisso, del tenebroso, ma è sterile e inoffensivo. Non nasconde insidie, se non trascurabili e, in alcuni momenti, persino eccitanti. A differenza dell’altro è consistente ma elastico sicchè, dopo una difesa di bandiera, finisce sempre per schiudersi e cedere all’invasore. Perché, come il culo che lo avvolge, lo nasconde e lo rende segreto e prezioso, è fatto per essere strapazzato e profanato. In fine non chiede niente. La fica invece avanza pretese. Esige. Vuole il godimento, l’orgasmo e a volte addirittura la fecondazione. “Fanno figli come conigli e pisciano sangue ogni mese lunare” fa dire Sartre ne l’età della ragione al bellissimo omosessuale Daniele Sereno. Ma questo disprezzo non è che l’altra faccia di quella paura che l’uomo, omosessuale o no, ha, da sempre, della donna. Della femmina. Della fica.
Tratto dal dizionario erotico di Massimo Fini
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