Proprio mentre posto questo messaggio si sta aprendo a Roma l'Assemblea Nazionale di AN (...e per certi versi anche di AG, visto che sono stati invitati tutti i membri dell'Esecutivo Nazionale e della Direzione Nazionale...) nella quale si discuterà del famoso documento di Fini in merito al futuro del nostro partito e del centrodestra in generale. Per l'occasione AG ha presentato un suo documento... Cosa ne pensate?
CONTRIBUTO DI AZIONE GIOVANI AL DOCUMENTO “RIPENSARE IL CENTRODESTRA”
Dalla fase di dibattito apertasi all’interno di Azione Giovani dopo la presentazione del documento “Ripensare il centrodestra nella prospettiva europea” e grazie agli interventi e alle riflessioni di molti quadri del movimento, abbiamo sintetizzato in questo breve documento alcuni contributi che portiamo all’attenzione del Partito nella speranza che possano essere discussi e recepiti.
ALLEANZA NAZIONALE: UNA FORZA INTERCLASSISTA
Nel documento si individua un preciso blocco sociale di riferimento della destra e del centrodestra. Se pur ampio, e in più parti comprendente diverse categorie e ceti sociali, riteniamo che l’idea di individuare un blocco sociale debba necessariamente integrarsi con la tradizionale vocazione interclassista della Destra, cioè con la sua capacità di penetrare in tutti i ceti e tutte le categorie propugnando i valori dell’economia sociale di mercato che coniuga lo sviluppo con la coesione sociale.
In quest’ottica è riduttivo individuare questo blocco sociale nel “ceto medio” se non precisando che le dinamiche del nostro tempo hanno portato ad una riduzione della distanza tra quelli che una volta erano il ceto medio e li ceto popolare. Oggi c’è un nuovo ceto medio, più ampio ma molto più a rischio di un tempo, soggetto a una significativa riduzione del potere d’acquisto, spesso al confine con l’emergere delle cosiddette “nuove povertà”.
In questo senso compito della Destra è preservare queste fasce sociali dall’impoverimento, tutelarne il potere d’acquisto e sostenerne le legittime aspirazioni sociali.
ALLEANZA CON I GIOVANI
Cogliamo con favore l’apertura, finalmente, di un percorso di approfondimento sui giovani e sulle ragioni di espressione di un consenso elettorale giovanile che, nelle ultime politiche, non ha premiato la destra.
Questa riflessione deve necessariamente partire dalla constatazione, più volte avanzata da Azione Giovani, che nella sua prima esperienza stabile al governo il centrodestra ha mostrato difficoltà nell’interpretare sogni e bisogni, quotidianità e tendenze delle nuove generazioni, dando spesso risposte inadeguate o non riuscendo a comunicare al meglio quelle positive. An vuole farsi carico di riavvicinare il centrodestra ai giovani. Questo può avvenire da un lato dando seguito alle proposte contenute nell’”Alleanza con i giovani”, il documento sulle politiche giovanili presentato nell’ultima conferenza programmatica, con particolare attenzione alle tematiche del precariato, dell’accesso al credito e del tempo libero; dall’altro valorizzando il ruolo di Azione Giovani – e delle sue strutture studentesche, Azione Universitaria e Azione Studentesca – nella elaborazione di messaggi, suggestioni, strumenti e luoghi di partecipazione capaci di squarciare la cortina fumogena del politicamente corretto.
UN NUOVO SOGNO EUROPEO
La riflessione sulla costruzione dell’Europa va certamente approfondita. E’ necessario individuare un antidoto ai vasti sentimenti di indifferenza o di diffidenza che i popoli europei manifestano nei confronti dell’Unione. Un’Europa che, dopo aver rifiutato di riconoscere le proprie radici, sceglie di affermare sé stessa ignorando o scavalcando la volontà popolare rischia di essere un soggetto impotente sulla scena internazionale. Anche il processo di allargamento, che a noi piace chiamare riunificazione, non può prescindere dal manifestare un’anima e una logica che vada al di là delle ragioni di mercato. In quest’ottica va privilegiato il rapporto con quei paesi dell’est europeo che nei decenni passati hanno conosciuto il totalitarismo sovietico e che oggi vanno aiutati a superare la difficile fase di transizione dall’epoca buia del socialismo pianificatore e delle libertà negate a quella di moderne economie sociali di mercato e di democrazie mature.
DESTRA EUROPEA
I percorsi comuni con le altre destre europee sono certamente un fattore di crescita importante per Alleanza Nazionale. In quest’ottica è importante fare un salto di livello concettuale e invertire l’approccio a questa tematica. Se, infatti, negli anni scorsi diversi commentatori ci hanno a più riprese invitato a rimodulare la nostra cultura politica in sintonia con quella di altre destre europee, oggi An si pone come loro partner credibile e all’avanguardia proprio per la capacità sempre dimostrata di saper affrontare le sfide del mondo globale coniugando sviluppo e coesione sociale.
An quindi si pone come interlocutore delle altre destre europee non in quanto snatura la sua identità ma in quanto la riafferma e, nel riaffermarla, trova nuovi terreni d’incontro con quelle destre che hanno impresso al proprio conservatorismo forti venature solidariste.
OCCIDENTE, IDENTITA’ E POLITICA ESTERA
La conferma del legame transatlantico in politica internazionale non si può, come giustamente evidenziato, limitare a ribadire il valore delle alleanze. Questa tematica si deve necessariamente allargare da un lato alla necessità di farsi promotori di un rapporto di assoluta lealtà e fiducia e per questo scevro da qualsiasi sudditanza nei confronti degli alleati; dall’altro deve portarci ad affrontare il tema della ricerca di un comune sentire dell’Occidente che però, per essere tale oggi, non può prescindere dall’individuazione delle radici cristiane dell’Europa come elemento centrale della civiltà che oggi chiamiamo, appunto, Occidente.
L’obiettivo ambizioso di costruire una destra che non limiti il proprio campo di azione alla riaffermazione delle proprie radici ma si faccia carico di obiettivi più ampi e più alti è pienamente condivisibile.
Tra questi obiettivi c’è certamente quello di propugnare il dialogo tra civiltà per arrivare all’universale riconoscimento della democrazia ed alla condanna di qualsiasi forma di totalitarismo e fondamentalismo.
Infine, il giusto richiamo al diritto alla diversità, alla identità, alla convivenza e alla integrazione come un diritto irrinunciabile dei popoli va calato nella realtà conflittuale che viviamo.
In questo quadro An ritiene non più rimandabile la costruzione di un percorso di pace in Medio Oriente che passi necessariamente per la risoluzione del conflitto israelo-palestinese. Va ribadito il principio “due Popoli in due Stati”, garantendo la sicurezza dello Stato di Israele e il diritto a una patria per il popolo palestinese nonché riconoscendo a Gerusalemme, in qualità di culla delle tre religioni monoteiste, uno statuto speciale ed una propria giurisdizione riconosciuta e tutelata dalla comunità internazionale.
MEDITERRANEO
Quanto al ruolo dell’Italia e alla necessità di rinnovarne lo spirito propulsivo, An deve affrontare le grandi tematiche europee in un'ottica che tenga conto sì della specificità italiana ma deve riaffermare con forza il ruolo centrale che tradizionalmente l’Italia svolge nel bacino del Mediterraneo, luogo di incontro tra civiltà e spazio di interscambio culturale e commerciale.
IMMIGRAZIONE: IN DIFESA DELLA FINI-BOSSI
Il dibattito sull’immigrazione deve essere approfondito con attenzione.
Condividiamo la constatazione del fallimento del multiculturalismo così come quella sulla inapplicabilità all’Italia e all’Europa del modello del melting-pot all’americana. E’ vero: oggi più che mai affrontare le tematiche dell'immigrazione significa conciliare identità e integrazione.
Ma l’integrazione è tale se riaffermiamo con orgoglio le nostre radici culturali, rifuggendo dalle tentazioni autolesioniste di svilire la nostra identità. Allo stesso modo l’integrazione è tale se la preservazione delle identità culturali delle comunità straniere non degenera in autoghettizzazione e quindi in processi di esclusione sociale che, alla lunga, soprattutto nelle grandi periferie urbane, rischiano di creare le premesse per situazioni drammatiche sul modello delle banlieues parigine.
In questo senso, in presenza di una politica selettiva e di una reale volontà di controllo del fenomeno migratorio, Alleanza Nazionale rivendica con convinzione la proposta, avanzata nella precedente legislatura, per il riconoscimento a certe condizioni del diritto di voto amministrativo.
Oggi però siamo di fronte al tentativo di smantellare nei fatti l’impianto della legge Bossi-Fini attraverso una serie di norme e proposte sciagurate come la legge sull’ampliamento dei ricongiungimenti familiari, la proposta sulla concessione della cittadinanza dopo soli 5 anni di residenza in Italia, la legge comunitaria che garantisce la libertà ai clandestini richiedenti asilo politico, la proposta di chiusura dei Centri di Permanenza Temporanea.
Riteniamo che soltanto una volta ristabilito un quadro normativo serio e coerente che favorisca un governo selettivo del fenomeno migratorio si possa riprendere il dibattito sulla cittadinanza.
Questa non può essere una scorciatoia burocratica ma, al contrario, il riconoscimento finale di un processo di integrazione avvenuto, basato sull’apprendimento dei più elementari fondamenti del nostro vivere civile, della nostra tradizione culturale, della nostra storia e delle nostre leggi. Il tema della cittadinanza non può, in sostanza, prescindere da una valorizzazione del sistema istruzione nella naturalizzazione del cittadino e dal principio della piena volontà del richiedente.
Soltanto in questo quadro la destra sarebbe pronta ad una riflessione sul riconoscimento della cittadinanza ai figli degli immigrati nel rapporto tra ius sanguinis e ius soli.
COSTRUIRE LA RETE: ASSOCIAZIONISMO, VOLONTARIATO, PARTECIPAZIONE
La riflessione sulla metapolitica è certamente positiva. Una destra che si candida a tornare al governo della nazione non può tralasciare la questione delle forme aggregative della società come elemento per la formazione del consenso culturale e politico.
Accanto ad istituzioni dall’alto profilo scientifico-culturale sulla scorta degli esempi citati, è imprescindibile per la destra rilanciare il ruolo dell’associazionismo di base, nell’ambito della cultura e dell’editoria, dell’aggregazione giovanile e del sociale, della cooperazione e delle organizzazioni non governative, dello sport e del tempo libero. Se in questi anni la destra politica ha compiuto un lungo e positivo percorso di affermazione, la destra “metapolitica” (ovvero quella galassia spesso sottovalutata di realtà associative non di sinistra) non ha fatto lo stesso salto di livello. La nostra visione della società rifugge dal collateralismo così come aborrisce l’idea dell’”intellettuale organico”. Ma è compito della classe dirigente della destra favorire la creazione di reti e di relazioni stabili tra questi soggetti, in ossequio al principio di sussidiarietà orizzontale che riconosciamo come riferimento centrale della nostra visione di società, per dare voce a quella destra diffusa destinata a superare gli attuali confini elettorali.
Torse




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