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Discussione: Basi Americane

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    Predefinito Basi Americane

    Scusate l'intromissione nel vostro forum, ma tempo fa qui avevo letto una lista delle installazioni militari statunitensi in Italia.

    Quelcuno potrebbe postarla?
    Sono di Vicenza per cui....pensavo di usarla come propaganda antiamericana

    Cordiali saluti al forum di DR

  2. #2
    Melkitzedeq
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da pennywise Visualizza Messaggio
    Scusate l'intromissione nel vostro forum, ma tempo fa qui avevo letto una lista delle installazioni militari statunitensi in Italia.
    Quelcuno potrebbe postarla?
    Sono di Vicenza per cui....pensavo di usarla come propaganda antiamericana
    Cordiali saluti al forum di DR

    Basi USA in Europa, Mediterraneo e Vicino Oriente
    Yankees go home!
    Grazie Boys: ci avete «liberato» abbastanza…


    di Alberto B. Mariantoni (*)


    Checché ne possa dire o pensare, la maggioranza dei miei ingenui (oppure, ipocriti o, magari, in malafede?) ed ottenebrati compatrioti europei (che, per la maggior parte, sono ancora convinti di avere vinto - o contribuito a vincere… - la Seconda guerra mondiale, al seguito delle salmerie Anglo-Americane…), mediterranei (che ancora credono, con il loro sfrontato e bizantino servilismo nei confronti degli attuali “padroni del mondo”, di salvare “capra” e “cavoli” delle loro ufficialmente libere ed autonome Nazioni e/o dei loro Stati, formalmente indipendenti e sovrani…) e vicino-orientali (che, ancora oggi, continuano a “fare a gomitate” tra di loro, sia per tentare di mettersi in “bella vista” davanti ai loro abituali oppressori a stelle e strisce che per avere una qualunque chance di farsi confermare, da questi ultimi, nell’umiliante e vomitevole ruolo di valenti e rodati“mescaleros rinnegati” dei loro stessi popoli…), la sconfitta militare che, nel 1945, si è aspramente abbattuta sulle allora potenze dell’Asse, non ha solamente contribuito - in Europa - a debellare e detronizzare il Regime fascista italiano e quello nazional-socialista tedesco. Quella singolare disfatta, purtroppo, ha ugualmente spianato la strada a due particolari e drammatici “effetti collaterali”:

    1. da un lato, infatti, ha permesso la nascita, la formazione e lo sviluppo della principale Superpotenza militare del mondo: gli Stati Uniti d’America;

    2. dall’altro, ha direttamente o indirettamente provocato l’inevitabile fine della libertà, dell’indipendenza e dell’auto-determinazione, nonché della sovranità politica, economica, culturale e militare, della totalità delle Nazioni europee, mediterranee e vicino-orientali: da Gibilterra all’attuale C.S.I., dall’Islanda ai Dardanelli, dall’Irlanda a Cipro, dalla Mauritania all’Afghanistan, dall’Uzbekistan al Pakistan, dalla Turchia al Corno d’Africa e dal Golfo arabo-persico all’estremo limite Sud-Ovest del Sahara.

    Non dimentichiamo, in realtà, che ancora oggi - nonostante l’ultimo Conflitto mondiale sia ufficialmente terminato all’incirca 58 anni fa… e, a sua volta, la “Guerra fredda” si sia conclusa sin dal 1990… - le originarie strutture militari che, dopo l’8 Maggio 1945, gli Stati Uniti d’America avevano deciso di mantenere o di stabilire in Europa ed all’interno di alcuni paesi del bacino mediterraneo e dell’area vicino-orientale, continuano imperterrite (dopo essersi quasi triplicate nel numero, avere largamente ampliato la loro sfera d’influenza all’interno ed all’esterno dei nostri territori e notevolmente incrementato - nel tempo - la loro iniziale potenzialità logistica ed operativa…) ad occupare ed a dominare (o quantomeno, a minacciare militarmente da vicino e ricattare politicamente…) l’insieme della nostra area geopolitica!

    Come tutti sanno, appunto, tra il 1945 ed il 1990, gli USA - con la scusa della “lotta contro il comunismo” e della difesa a oltranza del cosiddetto “mondo libero” (che - se erano in buona fede – potevano, invece che da Sigonella…, benissimo difendere dall’Alaska, ex territorio russo, che si trovava e si trova praticamente ad un “tiro di schioppo” dall’allora frontiera territoriale dell’Unione sovietica…) - si sono semplicemente mantenuti, con la complicità dei nostri governanti, sulle posizioni militari che avevano acquisito durante la Seconda guerra mondiale. E dopo avere terminato di insediare le loro basi “difensive” all’interno dei nostri territori, le hanno principalmente utilizzate per controllare, assoggettare e/o ricattare militarmente, politicamente ed economicamente la totalità dei paesi del nostro specifico scacchiere.

    Tra il 1990 ed il 2000, inoltre, nonostante non esistesse più il “pericolo comunista” e l’URSS ed i regimi filo-sovietici dell’Est-europeo fossero già crollati, gli Stati Uniti - con il pretesto della “Guerra del Golfo” (1990-1991), dell’intervento internazionale in Somalia (1993-94) e dei diversi “Conflitti balcanici” (1992-2000) - sono riusciti, dapprima a rendere psicologicamente indispensabili l’insieme delle loro basi agli occhi dell’opinione pubblica dei nostri paesi ed, in un secondo tempo - con la successiva creazione ad hoc di nuovi e pericolosi focolai di guerra e di destabilizzazione politica e militare all’interno dei nostri territori (sostegno militare, politico ed economico USA all’instaurazione, nel cuore stesso dell’Europa, di regimi musulmani - in Bosnia, in Albania e nel Kossovo - strettamente infeudati a Washington; senza dimenticare, l’appoggio incondizionato della Casa Bianca ai “falchi” d’Israele e la loro chiara volontà di mettere i “bastoni tra le ruote” ad una qualunque soluzione pacifica e negoziata del problema Palestinese…) - a farle addirittura considerare essenziali alla sicurezza militare ed alla stabilità politica delle nostre Nazioni (e dunque, insopprimibili!), dall’insieme dei nostri rispettivi governi.

    In fine, tra il 2001 ed i nostri giorni – sfruttando l’ondata di spontaneo orrore e di sentita emozione che aveva fatto seguito agli (auto?) attentati dell’11 Settembre 2001 – gli Stati Uniti, non solo hanno imposto una vera e propria proliferazione della loro presenza militare all’interno della nostra regione (installazione di numerose basi USA nell’Est europeo e all’interno della maggior parte delle ex Repubbliche musulmane sovietiche) ma - dopo essersi auto-proclamati campioni indiscussi della “Guerra infinita” (sic) al terrorismo internazionale, avere pretestuosamente scatenato un conflitto di proporzioni apocalittiche in Afghanistan ed avere largamente ed opportunisticamente accreditato, in Occidente, la falsa e pretestuosa idea di un impellente ed inevitabile “confronto di civiltà” con le popolazioni musulmane della sponda Sud del Mediterraneo e del resto del Vicino Oriente - hanno ugualmente incominciato a pretendere, dall’insieme dei nostri governi, il completo e non negoziabile allineamento ideologico, politico e militare sulla discutibile ed avventuristica politica d’espansione militare (per fini economici interni…) che la loro Amministrazione ha recentemente (e per l’ennesima volta…) deciso di adottare e/o di mettere in pratica…

    Ora, per rendersi conto delle ingannevoli ed opportunistiche Liberazioni che fino ad oggi gli USA hanno avuto la “bontà” o “l’altruismo” di dispensarci, nonché per toccare con mano la triste condizione di “polli in batteria” che i responsabili pro-tempore della Casa Bianca hanno avuto la lungimiranza e “magnanimità” di riservare ai nostri Popoli ed alle nostre Nazioni (“pollai”, naturalmente, dai fili spinati artatamente occultati o strumentalmente mascherati… che abbiamo ormai preso la spensierata ed irresponsabile abitudine - tra un usuale “stridere” o un “crocchiare” ed un saltuario e contingente “schiamazzare”… - di considerare il massimale e privilegiato perimetro della nostra individuale e collettiva “libertà politica” e “civile”… ), basta dare una rapida occhiata alla lista ufficiale (ed, in certi casi, ufficiosa e “Top Secret”!) delle Basi militari statunitensi che costellano attualmente il continente europeo, il bacino mediterraneo e l’area vicino orientale.

    Basi Aeree USA in Europa

    Tra le più importanti: in Gran Bretagna: nome della base: Alcombury (località: Huntingdon; provincia o regione: Cambridgeshire); Molesworth (Huntingdon, Cambridgeshire); Upwood (Ramsey, Cambridgeshire); Fairford (Fairford, Gloucestershire); Feltwell (Thetford, Norfolk); Lakenheath (Lakenheath, Suffolk); Mildenhall (Mildenhall, Suffolk); Croughton (Croughton). In Germania: Brasschaat (Mannheim-Sandhofen, Baden-Wuerttemberg); Heidelberg o Patton Barracks (Heidelberg, Baden-Wuerttemberg); Stuttgart (Stuttgart-Echterdingen, Baden-Wuerttemberg); Giebelstadt (Giebelstadt-Wuerzburg, Bayern); Grafenwoehr (Grafenwoehr, Bayern); Hohenfels-CMTC (Hohenfels-Regensburg, Bayern); Katterbach Barracks (Ansbach, Bayern); Storck Barracks (Illesheim, Bayern); Schweinfurt-Conn Barracks (Schweinfurt, Bayern); Armstrong Army Heliport (Buedingen, Hessen); Hanau-Fliegerhorst Kaserne (Hanau, Hessen); Wiesbaden (Wiesbaden-Erbenheim, Hessen); Rhein-Main (Frankfurt/Main, Hessen); Geilenkirchen (Teveren, Nordrhein-Westfalen); Ramstein (Ramstein, Rheinland-Pfalz); Sembach (Kaiserslautern, Rheinland-Pfalz); Spangdahlem (Spangdahlem, Rheinland-Pfalz); Einsiedlerhof (Kaiserslautern, Rheinland-Pfalz). In Islanda: NAS Keflavik (Reykjanes). In Norvegia: Sola Sea (Sola Sea); Stavanger (Stavanger). In Danimarca: Thule (Thule, Groenlandia). In Olanda: Soesterberg (Soesterberg). In Belgio: Brasschaat (Brasschaat). In Francia: Istres (Marsiglia). In Ungheria: Taszar (Pecs). In Spagna: NAS Rota (Rota); Moron (Sevilla); San Vito (San Vito). In Portogallo: Lajes Field (Terceira Island, Azores). In Bosnia Herzegovina: Camp Comanche. In Macedonia: Camp Able Sentry (Skopje); Camp Monteith-Army (Gnjilane); Camp Bondsteel-Army (Urosevac). In Grecia: Souda Bay (Chania, Creta). A Cipro: Akrotiri (Akrotiri). Questo, senza prendere in conto le facilità di attraversamento dello spazio aereo, di atterraggio, di rifornimento e di supporto logistico accordate - de iure o de facto - agli aerei ed agli elicotteri militari statunitensi, dalla Svizzera, dal Lussemburgo, dall’Irlanda, dall’Austria, dalla Slovacchia, dalla Repubblica Ceca, dalla Slovenia, dalla Croazia, dalla Romania, dalla Bulgaria, dalla Georgia, ecc.

    Basi dell’Esercito USA in Europa

    In Germania: Divisioni: 1st Armored Division, Weisbaden; 1st Infantry Division, Wurzburg; 2nd Brigade, 1st Armored Division, Buamholder; 7th Army Reserve Command (ARCOM), Schwetzingen; Corpi d’Armata: V Corps, Heidelberg; Comandi: U.S. Army Europe (USAREUR); Combat Maneuver Training Center; Landstuhl Regional Medical Center. In Bosnia: Camp McGovern, Camp Dobol. Nel Kossovo: Camp Bondsteel.

    Basi “Echélon” in Europa

    Gestite e coordinate dal Comando generale statunitense della NSA (National Security Agency) di Fort Meade (nel Maryland), organizzate in cooperazione con i servizi segreti britannici GCHQ (Government Communications Head Quarters), canadesi CSE (Communications Security Establishment), australiani DSD (Defence Signals Directorate) e neo-zelandesi GCSB (Government Communications Security Bureau), e spesso mimetizzate sotto le mentite spoglie di banali imprese di telecomunicazioni private, le Basi d’ascolto, di spionaggio elettronico e d’elaborazione dati del programma americano «Echélon» (che già dispone - oltre alle usuali “stazioni” di spionaggio che sono integrate nella normale rete diplomatica e consolare statunitense nel mondo - di una ventina di satelliti spia della National Reconaissance Office - del tipo Keyhole, Mercury, Sigint, Parsae, Comint, Orion/Vortex, Mentor, Trompet, ecc. - e di una trentina di Boeing RC-135 che giorno e notte - da centinaia di chilometri, nel cielo - sono in grado di intercettare, registrare e controllare - e, se necessario, “piratare”… - qualsiasi comunicazione radio, telefonica, fax, cellulare ed internet, e persino fotografare e decifrare – con una risoluzione di meno di 10 cm., come nel caso dei satelliti «Advanced KH-11» e «KH-12» - l’indirizzo di una cartolina postale che state innocentemente spedendo ad un vostro caro amico o ordinario conoscente…) coprono praticamente l’intero pianeta, con all’incirca 4'000 “antenne” disseminate nei diversi paesi (molte volte completamente all’oscuro di tutto…) del mondo. In Europa, le principali Basi del programma «Echélon» - che agiscono sotto l’egida dei Comandi regionali USA di Morenstow e di Menmith Hill, in Gran Bretagna, e di Bad Aibling, in Germania (Baviera) - sono installate nelle seguenti località: da Nord a Sud: in Islanda: Keflavik; in Lituania: Vilnius; in Estonia: Tallinn; in Lettonia (Latvia): Ventspils; in Finlandia: Santahamina; in Svezia: Karlskrona, Muskö e Lovön; in Norvegia: Borhaug, Jessheim, Fauske/Vetan, Randaberg, Kirkenes, Skage/Namdalen, Vardo e Vadso; in Gran Bretagna: Belfast (Irlanda du Nord), Brora e Hawklaw (Scozia), Chicksands, Culm Head, Cheltenham, Digby, Menwith Hill, Irton Moor, Molesworth, Morwenstow, Londra (Palmer Street); in Danimarca: Aflandshage, Almindingen, Dueodde-Bornholm, Gedser, Hjorring, Logumkloster; in Olanda: Amsterdam e Viksjofellet; in Germania: Frankfurt, Bad Aibling, Ahrweiler, Hof, Achern, Bad Münstereifel, Darmstadt, Braunschweig, Husum, Monschau, Mainz, Rheinhausen, Stockdorf, Pullach, Vogelweh; in Francia: Parigi (GIX: Global Internet Exchange), Strassburgo e Grenoble; in Austria: Neulengbach e Konigswarte; in Svizzera: Merishausen e Rüthi; in Croazia: isola di Brac ed aeroporto di Zagreb-Lucko; in Bosnia-Erzegovina: Tuzla; in Spagna: Playa de Pals, Pico de las Nieves (Grande Canaria), Manzanares e Rota; in Portogallo: Terceira Island (isole Azores); a Gibilterra (Gibraltar) in Albania: Tirana, Durazzo (Durrës) e Shkodër; in Grecia: Iráklion (Creta); nell’isola di Cipro: Ayios Nikolaos;

    Le 107 Basi Usa (Air-Force, Navy, Army, NSA) in Italia

    Chi “comanda” in Italia? Tra le basi USA più conosciute e meno conosciute, da Nord a Sud della Penisola: Cima Gallina (BZ): Stazione telecomunicazioni e radar dell’USAF. Aviano (Pordenone, Friuli): la 16ma Forza Aerea ed il 31° Gruppo da caccia dell'Aviazione U.S.A., nonché uno squadrone di F-18 dei Marines. Monte Paganella (TN): Stazione telecomunicazioni USAF. Rivolto (UD): Base USAF. Maniago (UD): Poligono di tiro dell’US-Air-Force (USAF). S. Bernardo (UD): Deposito munizioni dell’US-Army. Roveredo (PN): Deposito armi USA. Istrana (TV): Base US-Air-Force (USAF). Ciano (TV): Centro telecomunicazioni e radar USA. Ghedi (BS): Base dell’US-Air-Force (USAF). Montichiari (BS): Base aerea (USAF). Remondò (nel Pavese): Base US-Army. Vicenza: Comando SETAF, Sud Europe Task Force; Quinta Forza aerea tattica (USAF); Deposito di testate nucleari. Camp Ederle (provincia di Vicenza): Q.G. NATO; Comando SETAF dell’US-Army; un Btg. di obici ed Gruppo tattico di paracadutisti USA. Tormeno (San Giovanni a Monte, Vicenza): depositi di armi e munizioni. Longare (Vicenza): importante deposito d’armamenti. Verona: Air Operations Center (USAF). e Base NATO delle Forze di Terra del Sud Europa; Centro di telecomunicazioni (USAF). Affi (VR): Centro telecomunicazioni USA. Lunghezzano (VR): Centro radar USA. Erbezzo (VR): Antenna radar NSA. Conselve (PD): Base radar USA. Monte Venda (PD): Antenna telecomunicazioni e radar USA. Trieste: Base navale USA. Venezia: Base navale USA. San Anna di Alfaedo (VE): Base radar USA. Lame di Concordia (VE): Base di telecomunicazioni e radar USA. San Gottardo, Boscomantivo (VE): Centro telecomunicazioni USA. Ceggia (VE): Centro radar USA. Cameri (NO): Base aerea USA con copertura NATO. Candela-Masazza (Vercelli): Base d’addestramento dell’US-Air-Force e dell’US-Army, con copertura NATO. Monte S. Damiano (PC): Base dell’USAF con copertura NATO. Finale Ligure (SV): Stazione di telecomunicazioni dell’US-Army. Monte Cimone (MO): Stazione telecomunicazioni USA con copertura NATO. Parma: Deposito dell’USAF con copertura NATO. Bologna: Stazione di telecomunicazioni del Dipartimento di Stato Americano. Rimini: Gruppo logistico USA per l’attivazione di bombe nucleari. Rimini-Miramare: Centro telecomunicazioni USA. Potenza Picena (MC): Centro radar USA con copertura NATO. Livorno: Base navale USA. La Spezia: Centro antisommergibili di Saclant. San Bartolomeo (SP): Centro ricerche per la guerra guerra sottomarina. Camp Darby (tra Livorno e Pisa): 8° Gruppo di supporto USA e Base dell’US Army per l’appoggio alle Forze statunitensi al Sud del Po, nel Mediterraneo e nell’Africa del Nord. Coltano (PI): importante base USA/NSA per le telecomunicazioni; Deposito munizioni US-Army; Base NSA. Pisa (aeroporto militare): Base saltuaria dell’USAF. Monte Giogo (MS): Centro di telecomunicazioni USA con copertura NATO. Poggio Ballone (GR) - tra Follonica, Castiglione della Pescaia e Tirli: Centro radar USA con copertura NATO. Talamone (GR): Base saltuaria dell’US-Navy. La Maddalena-Santo Stefano (Sassari): Base atomica USA, Base di sommergibili, Squadra navale di supporto alla portaerei americana «Simon Lake». Monte Limbara (tra Oschiri e Tempio, Sassari, in Sardegna): Base missilistica USA. Sinis di Cabras (SS).: Centro elaborazioni dati (NSA). Isola di Tavolara (SS): Stazione radiotelegrafica di supporto ai sommergibili della US Navy. Torre Grande di Oristano: Base radar NSA. Monte Arci (OR): Stazione di telecomunicazioni USA con copertura NATO. Capo Frasca (OR): eliporto ed impianto radar USA. Santulussurgiu (OR): Stazione telecomunicazioni USAF con copertura Nato. Perdas de Fogu (NU): base missilistica sperimentale. Capo Teulada (CA): da Capo Teulada (CA) a Capo Frasca (OR): all’incirca 100 km di costa, 7.200 ettari di terreno e più di 70.000 ettari di zone Off Limits: poligono di tiro per esercitazioni aeree ed aeronavali della Sesta flotta americana e della Nato. Decimomannu (CA): aeroporto Usa con copertura Nato. Aeroporto di Elmas: Base aerea dell’US-Air-Force. Salto di Quirra (CA): poligoni missilistici. Capo San Loremo (CA): zona di addestramento per la Sesta flotta USA. Monte Urpino (CA): Depositi munizioni USA e NATO. Cagliari: Base navale USA. Roma-Campino (aeroporto militare): Base saltuaria USAF. Rocca di Papa (Roma): Stazione telecomunicazioni USA con copertura NATO. Monte Romano (VT): Poligono saltuario di tiro dell’US-Army. Gaeta (LT): Base permanente della Sesta Flotta USA e della Squadra navale di scorta alla portaerei «La Salle». Casale delle Palme (LT): Scuola telecomuncicazioni NATO su controllo USA. Napoli: Comando del Security Force del corpo dei Marines; Base di sommergibili USA; Comando delle Forze Aeree USA per il Mediterraneo. Napoli-Capodichino: Base aerea dell’US-Air-Force. Monte Camaldoli (NA): Stazione di telecomunicazioni USA. Ischia (NA): Antenna di telecomunicazioni USA con copertura Nato. Nisida: Base US-Army. Bagnoli: Centro controllo telecomunicazioni Usa per il Mediterraneo. Agnano (nelle vicinanze del famoso ippodromo): Base dell’US-Army. Cirigliano.(NA): Comando delle Forze Navali USA in Europa. Licola (NA): Antenna di telecomunicazioni USA. Lago Patria (CE): Stazione telecomunicazioni USA. Giugliano (vicinanze del lago Patria, Caserta): Comando STATCOM. Grazzanise (CE): Base saltuaria USAF. Mondragone (CE): Centro di Comando USA e NATO sotterraneo antiatomico. Montevergine (AV): Stazione di comunicazioni USA. Pietraficcata (MT): Centro telecomunicazioni USA/NATO. Gioia del Colle (BA): Base aerea USA di supporto tecnico. Punta della Contessa (BR): Poligono di tiro USA/NATO. San Vito dei Normanni (BR): Base del 499° Expeditionary Squadron; Base dei Servizi Segreti: Electronics Security Group (NSA). Monte Iacotenente (FG): Base del complesso radar Nadge. Brindisi: Base navale USA. Otranto: Stazione radar USA. Taranto: Base navale USA; Deposito USA NATO. Martina Franca (TA): Base radar USA. Crotone: Stazione di telecomunicazioni e radar USA/NATO. Monte Mancuso (CZ): Stazione di telecomunicazioni USA. Sellia Marina (CZ): Centro telecomunicazioni USA con copertura NATO. Sigonella (CT): importante Base aeronavale USA (oltre ad unità della US-Navy, ospita diversi squadroni tattici dell’US-Air-Force: elicotteri del tipo HC-4, caccia Tomcat F14 e A6 Intruder, nonché alcuni gruppi di F-16 e F-111 equipaggiati con bombe nucleari del tipo B-43, da più di 100 kilotoni l’una!). Motta S. Anastasia (CT): Stazione di telecomunicazioni USA. Caltagirone (CT): Stazione di telecomunicazioni USA. Vizzini (CT): Diversi depositi USA. Isola delle Femmine (PA): Deposito munizioni USA/NATO. Punta Raisi (Aeroporto): Base saltuaria dell’USAF. Marina di Marza (RG): Stazione di telecomunicazioni USA. Monte Lauro (SR): Stazione di telecomunicazioni USA. Sorico: Antenna NSA. Augusta (SR): Base della VI Flotta USA e Deposito munizioni. Centuripe (EN): Stazione di telecomunicazioni USA. Niscemi (Sicilia): Base del NavComTelSta (stazione di comunicazione US-Navy). Trapani: Base USAF con copertura NATO. Pantelleria: Centro telecomunicazioni US-Navy e Base aerea e radar NATO. Lampedusa: Base della Guardia costiera USA; Centro d’ascolto e di comunicazioni NSA.

    Basi Navali USA nel Mediterraneo

    Oltre quelle italiane che abbiamo già visto: in Francia: Marsiglia e Tolone. In Spagna: Alicante, Barcellona, Benidorm, Cartagena, Malaga, Palma de Maiorca e Rota. In Grecia: Atene-Pireo, Corfù, Rodi e Suda-Bay. In Egitto: Alessandria. In Israele: Haifa. In Turchia: Istambul, Izmir, Mersin e Iskenderun. Senza tener conto, naturalmente, delle facilità d’ormeggio e di rifornimento permanenti o saltuarie concesse all’US-Navy dal Marocco, Tunisia, Gibilterra, Malta e Cipro.

    Basi Aeree USA nel Vicino Oriente

    Da Nord a Sud di questo scacchiere (tra le più importanti): in Turchia: Incirlick-Adana (39simo Air Expeditionary Wing), Izmir, Corlu, Konya, Diyarbakir, Batman e Mus; nel Kirghizistan: Manas, Ganci (regione di Bishkek); nell’Uzbekistan: Karshi; nel Tagikistan: Tagikistan; in Afghanistan; Mazar-e-Sharif, Kandahar, Khost (Paktia), Bagram (Charikar, Parvan); nel Pakistan: Dalbandin, Jacobabad; nel Kuwait: Ahmed al-Jaber, Ali Al Salem, Camp Doha,; in Arabia Saudita: Prince Sultan (alla periferia di Riad), King Abdul Aziz (Dhahran), Eskan Village, King Fahd (Taif), King Khaled (Khamis Mushayt), Al-Kharj; negli Emirati Arabi Uniti: Al Dhafra/Sharjah (763esimo Squadrone dell’Expeditionary Air Refueling); nel Qatar: Al Udeid, Al-Sayliyah; nell’Oman: Thumrait (305esimo squadrone dell'Air Expeditionary Force), Masirah , Seeb; nel Bahrein: Sheik Isa (Sitrah); a Gibuti (Corno d'Africa): Baracche Le Monier; nell’isola di Diego Garcia (Oceano Indiano): Diego Garcia Air Force.

    Basi Navali USA nel V.O.

    In Egitto: Hurgada (Mar Rosso); a Gibuti: Le Monier; nell’isola di Diego Garcia: US Naval base and support facilities; nel Bahrein: Juffar (Golfo arabo-persico):Quartier generale della V Flotta americana.

    Basi dell’Esercito USA nel V.O.

    Nell’Uzbekistan: Karshi (10a Divisione di montagna USA) in Afghanistan: Mazar–e-Sharif, Pul-i-Kandahar, Kandahar; nel Pakistan: Pasni, Jacobabad e Khowst; in Giordania: Muafaq Salti; nel Kuwait: Camp Doha/Ad-Dawhah (Quartier Generale della Terza Armata U.S.A), Ali al-Salem.

    Basi «Echélon» nel V.O.

    In Turchia: Istanbul, Izmir, Adana, Agri, Antalya, Diyarbakir, Edirne; in Israele: Herzliyya (Q.G. dell’Unità 8200), Mitzpah Ramon, Monte Hermon, Golan Heights Monte Meiron; nel Pakistan: Parachinar; nel Kuwait: Kuwait-City e l’isola di Faylaka; in Arabia Saudita: Araz, Khafji; negli Emirati Arabi Uniti: Az-Zarqa, Dalma, Ras al-Khaimah e sull’isola di Sir Abu Nuayr; nell’Oman: Abut, Khasab, isole di Goat e di Masirah, penisola di Musandam; nello Yemen: isola di Socotra (in costruzione).

    Diciamocelo francamente: gli Stati Uniti d’America, senza lo sproporzionato e tentacolare apparato militare che sono riusciti ad installare, mantenere e sviluppare all’interno dei nostri paesi - e senza la complicità diretta o indiretta dei nostri prezzolati ed indegni governanti (di destra, di sinistra o di centro…: sempre ed esclusivamente dei semplici “satrapi” di Washington ed ampiamente rei - per quel loro contegno - di Alto tradimento nei confronti delle nostre rispettive Patrie!) - potrebbero sfrontatamente continuare a ricattare militarmente e politicamente la nostra area geopolitica e, quindi, arbitrariamente pretendere di dominare economicamente e culturalmente l’insieme dei nostri Popoli e delle nostre Nazioni? Potrebbero, in qualche modo, essere in grado di scatenare una nuova guerra contro il malcapitato Iraq, per impadronirsi - a nostro diretto svantaggio e pregiudizio - della quasi totalità delle riserve petrolifere del mondo? Potrebbero impunemente continuare a fomentare disordini e focolai di tensione in Europa, nei paesi del Mediterraneo ed in quelli del Vicino Oriente, per meglio giustificare il mantenimento sine die delle loro basi militari all’interno dei nostri territori?

    Non lo potrebbero…

    Allora: per favore, smettiamola di continuare a comportarci come i “bambini scemi”… Facciamoci furbi… Smettiamola di farci “dividere” in destra, sinistra e centro, o estrema destra ed estrema sinistra, partiti, sindacati, ecc.; smettiamola puerilmente e stoltamente di “beccarci” reciprocamente come i “polli di Renzo”; smettiamola di “spararci alla schiena” gli uni agli altri; smettiamola nelle nostre relazioni quotidiane di prendere esclusivamente in conto i punti di disaccordo o di dissidio che normalmente ci distinguono e ci contraddistinguono; smettiamola di comportarci come gli ingenui e sprovveduti Pellerossa d’America di due/tre secoli fa…

    Prendiamo intelligentemente coscienza del problema dei problemi delle nostre rispettive società: cioè, l’effettivo problema che pregiudica ed impedisce qualunque nostro possibile, sperabile e concretizzabile sogno d’autentica e tangibile libertà, indipendenza, autodeterminazione e sovranità, sia come uomini, sia come popoli, sia come stirpi, sia come culture, sia come civiltà.

    E’ insieme, e soltanto insieme che si riescono a costruire le Stonehenge, le Newgrange, le Piramidi, i Giardini pensili di Semiramide, le Persepoli, i Partenoni, i Colossei, le dighe di Ma’rib, le Santa Sofia, le Isfahan, le Cattedrali di Reims, d’Amiens o di Chartres, le Alhambra o le Alcazar, i Taj Mahal… E si riescono a superare tutte le difficoltà.

    L’unione fa la forza! Uniamo, dunque, i nostri intenti, le nostre volontà, le nostre esperienze e le nostre capacità fisiche e morali. Le nostre forze… E da Gibilterra agli Urali, dall’Islanda ai Dardanelli, dall’Irlanda a Cipro, dalla Mauritania all’Afghanistan, dall’Uzbekistan al Pakistan, dalla Turchia al Corno d’Africa e dal Golfo arabo-persico all’estremo limite Sud-Ovest del Sahara, facciamo in modo che un solo grido risuoni e frastuoni, poderoso e vibrante, nei cieli gravidi ed avviliti delle nostre oltraggiate Nazioni e delle nostre ingiustamente asservite e vituperate (ma non ancora interamente dome) contrade: Yankees go home!


    Alberto B. Mariantoni

    (*) Note biografiche sull’Autore

    Alberto Bernardino Mariantoni è nato a Rieti il 7 Febbraio del 1947. E’ specializzato in Economia Politica, Islamologia e Religioni del Medio Oriente. Politologo, scrittore e giornalista, è stato per più di vent’anni Corrispondente permanente presso le Nazioni Unite di Ginevra e per diciotto anni sul tamburino di «Panorama». Ha collaborato con le più prestigiose testate nazionali ed internazionali, come «Le Journal de Genève» e «Radio Vaticana». Ha al suo attivo decine e decine di inchieste e di réportages in zone di guerra e di conflitti politici soprattutto in area mediorientale. E’ autore di oltre trecento interviste ai protagonisti politici dei paesi del Terzo Mondo e della vita politica internazionale. Ha scritto: «Gli occhi bendati sul Golfo» (ed. Jaca Book, Milano 1991) e «Le non-dit du conflit israélo-arabe» (ed. Pygmalion, Paris, 1992). Dal 1994, è Presidente della Camera di Commercio Italo-Palestinese.

  3. #3
    Melkitzedeq
    Ospite

    Predefinito

    UN SECOLO DI AGGRESSIONI AMERICANE




    1890 - ?
    Usa - South Dakota (28 dicembre)
    Quattro squadroni di cavalleria massacrano 300 indiani Miniconjou nella valle di Wounded Knee (Chankpe Opi Wakpala). L'episodio segna emblematicamente la fine della libertà indiana e l'inizio del "secolo americano"

    Argentina
    Nel paese scoppia una grave crisi del regime parlamentare in seguito alla corruzione del presidente Celman, asservito agli interessi e alla politica USA: i militari americani intervengono.

    1891
    Cile (gennaio)
    Il presidente Josè Manuel Balmaceda viene accusato di nutrire ambizioni dittatoriali; scoppia una guerra civile che vede l'intervento della marina militare Usa contro i ribelli nazionalisti.

    Haiti
    I militari reprimono la rivolta anti-americana dei lavoratori negri che reclamano la proprietà dell'isola di Navassa (fra Haiti e Giamaica, attualmente territorio Usa).

    1892
    Usa - Idaho (giugno)
    Scoppiano scioperi dei lavoratori dell'acciaio e dei minatori (miniere d'argento). L'intervento repressivo di agenti della compagnia Pinkerton e di truppe federali provoca grande tensione e gravi incidenti.

    1893 - ?
    Hawaii (gennaio)
    Gravi disordini interni offrono agli Stati Uniti l'occasione per intervenire nelle isole Hawaii. La marina rovescia il governo indipendente: il 17 gennaio viene proclamata la repubblica. Il nuovo governo è controllato dagli americani, e le isole sono dichiarate protettorato statunitense. Il definitivo trattato di annessione verrà ratificato il 12 agosto 1898.

    1894
    Chicago
    Scendono in sciopero i lavoratori delle officine ferroviarie Pullman (la Pullman Palace Car Company): il sindacato dei ferrovieri (American Railway Union), fondato nel 1893 da Eugene Victor Debs, si schiera al fianco degli scioperanti. Il presidente Stephen Cleveland primo democratico dai tempi della Guerra di Secessione, in carica dal 1884 al 1888, poi rieletto nel 1892), invia sul posto truppe federali: il bilancio delle repressione è di 34 morti.

    Nicaragua
    Insieme a Honduras ed El Salvador tenta di dar vita a un'Unione dell'America centrale, ma le pressioni militari statunitensi (che occupano per mesi la città costiera di Bluefields) e le rivalità commerciali fomentate dall'esterno destineranno il progetto al fallimento.

    1894-95
    Cina
    La marina militare è presente durante la guerra cino-giapponese

    1894-96
    Corea
    La marina militare è di stanza a Seul durante la guerra

    1895
    Panama
    La marina sbarca in territorio colombiano

    1896
    Nicaragua
    La marina militare sbarca nel porto di Corinto

    1898
    Usa - Minnesota
    L'esercito si scontra con gli indiani Chippewa a Leech Lake

    Cuba
    Il 21 aprile gli Stati Uniti (che già nel 1895 avevano solidarizzato con i moti insurrezionali antispagnoli) intimano alla Spagna di concedere l'indipendenza a Cuba e di abbandonare l'isola. Scoppiate le ostilità, con una serie di rapide operazioni militari gli statunitensi distruggono la flotta spagnola e sbarcano a Cuba dopo aver riportato un'altra vittoria in Nicaragua.

    Puerto Rico (Luglio - Ottobre)
    Le truppe statunitensi procedono all'invasione (25 luglio), prendono possesso della zona e vi insediano un governatore militare (ottobre)

    Parigi (10 Dicembre)
    Spagna e Stati Uniti firmano il trattato di pace, che prevede condizioni durissime per la Spagna: ritiro da Cuba e cessione ai vincitori di Puerto Rico, Guam e Filippine. Gli Stati Uniti assurgono al rango di potenza mondiale.

    1899
    Filippine (Febbraio)
    La popolazione insorge contro la tutela degli Stati Uniti, che si sono semplicemente sostituiti alla dominazione spagnola senza neppure prendere in considerazione le aspirazioni indipendentiste degli indigeni. Si sviluppa un'intensa attività di guerriglia cappeggiata da Emilio Aguinaldo, che provoca l'immediato intervento armato degli USA: nell'arco di una decina di anni i filippini uccisi dalle truppe statunitensi sarebbero stati non meno di 600.000

    Nicaragua
    La marina militare sbarca nel porto di Bluefields.

    Samoa
    L'arcipelago delle Samoa viene spartito fra Germania (Samoa occidentali) e Stati Uniti (Samoa orientali): questi ultimi intervengono militarmente per orientare la successione al trono.

    1899-1900
    Cina
    I militari si scontrano con i Boxer in rivolta.

    1899-1901
    Usa-Idaho
    L'esercito occupa la regione mineraria di Coeur d'Alene, già territorio indiano.

    1901
    Usa - Oklahoma
    L'esercito reprime la rivolta degli indiani Creek.

    1901
    Panama
    Marina militare ed esercito fomentano la secessione del paese dalla Confederazione colombiana.

    1903
    Honduras
    I marines intervengono nella rivoluzione.

    Panama (4 Novembre)
    Il pese si costituisce in repubblica indipendente il 4 novembre 1903: gli Stati Uniti riconoscono immediatamente il nuovo stato e impediscono alla Colombia di intervenire militarmente.

    1903 - 1905
    Repubblica Dominicana
    I militari "proteggono" gli interessi americani nella Rivoluzione. In particolare, nel 1905 il presidente degli Stati Uniti Theodore Roosevelt (1858 - 1919, in carica dal 1901 e, rieletto, fino al 1909), repubblicano progressista, impone il controllo statunitense delle finanze e delle dogane dominicane, malgrado l'opposizione del Senato, e invia sul posto una squadra navale a sostegno della "big stick policy", suo cavallo di battaglia.

    1904
    Panama (13 Febbraio)
    Il Panama proclama la costituzione della nuova repubblica; il governo concede agli Stati Uniti l'uso della zona del Canale da questo momento fino al 1999.

    1904 - 1905
    Corea
    I marines sono presenti durante la guerra russo-giapponese.

    1906 - 1909
    Cuba (Agosto)
    Dopo la sospetta rielezione di Estrada Palma alla presidenza della repubblica, scoppia un'insurrezione popolare. Gli USA inviano nell'isola truppe d'occupazione unitamente al rappresentante americano William H. Taft (1857 - 1930, presidente dal 1909 al 1913), incaricato di procedere alla formazione di un governo provvisorio.

    1907
    Nicaragua
    I militari intervengono, ufficialmente per impedire l'allargarsi di un conflitto in America Latina, ma di fatto per instaurare il protettorato della "Dollar Diplomacy" (che prevede l'espansione e la tutela a oltranza del commercio statunitense: sarà la punta di diamante della politica commerciale ed estera promossa a partire dal 1909 dal presidente Taft).

    Honduras
    I marines intervengono nella guerra col Nicaragua.

    1908
    Panama
    I marines intervengono nella competizione elettorale.

    1909
    Nicaragua (Dicembre)
    Gli USA, preoccupati per la politica troppo aggressiva ed espansionista di Santos Zelaya, appoggiano una rivolta di notabili locali per rovesciare il "dittatore" e preservare la propria influenza nella zona.

    1910
    Nicaragua
    I marines sbarcano a Bluefields e Corinto.

    1911
    Honduras (ottobre)
    I militari difendono gli interessi statunitensi nella guerra civile e intervengono nelle nuove elezioni presidenziali che vedono la vittoria dell'ex presidente Bonilla, persona grata agli USA.

    1911 - 1941
    Cina
    Marina militare ed esercito USA applicano una costante occupazione.

    1912
    Honduras (Gennaio)
    Truppe statunitensi sbarcano per difendere la proprietà USA e imporre al governo locale un controllo sulle finanze del paese.

    Nicaragua (Agosto)
    I marines intervengono, anche con bombardamenti, nella guerra civile che infuria nel paese, e impongono come capo del governo il conservatore Adolfo Diaz; gli Stati Uniti assumono il controllo delle finanze del paese, stabiliscono una base militare a Managua (l'occupazione durerà vent'anni, contrastata da innumerevoli azioni di guerriglia).

    Cuba
    I militari intervengono nuovamente per proteggere gli interessi USA all'Avana.

    Panama
    I marines intervengono durante l'accesa competizione elettorale.

    1913
    Messico (Febbraio)
    La marina militare fa evacuare i cittadini americani durante la rivoluzione seguita al colpo di Stato del generale Victoriano Huerta.

    1914
    Repubblica Dominicana
    La marina militare si scontra con i ribelli a Santo Domingo.

    Usa - Colorado
    L'esercito reprime gli scioperi dei minatori.

    Messico
    La marina militare e l'esercito compiono una serie di interventi contro i nazionalisti.

    1915
    Haiti (Luglio)
    Una serie di incidenti e la grave situazione finanziaria del paese, fortemente indebitato con l'estero, inducono l'esercito statunitense ad inviare truppe nell'isola e a concludere un trattato che impone il protettorato politico e finanziario degli USA per un periodo di dieci anni. L'esercito ricorrerà ripetutamente ai bombardamenti in questa occasione e negli anni a venire.

    1916
    Messico (Marzo)
    Un presunto sconfinamento delle truppe rivoluzionarie di Francisco "Pancho" Villa nel Nuovo Messico, provoca l'immeditata risposta degli Stati Uniti, con l'invio di una spedizione punitiva nel Messico settentrionale

    Repubblica Dominicana (Maggio)
    Disordini elettorali inducono il governo degli Stati Uniti a inviare truppe nel paese. Il presidente Henriquez y Carvajal rifiuta di firmare il trattato che sottopone le finanze dominicane al controllo statunitense: gli USA reagiscono occupando militarmente la Repubblica ed esautorando il governo locale. Il territorio subirà un'occupazione di 8 anni.

    1917
    Cuba (Febbraio)
    Sospetti brogli elettorali provocano una rivolta di orientamento liberale. Truppe americane sbarcano in forze a Santiago; l'esercito instaura l'occupazione militare e il protettorato economico, imponendo la rielezione alla presidenza del conservatore Mario Garcia Menocal.

    Usa (6 Aprile)
    Nell'ambito della Prima Guerra Mondiale, dichiarazione di guerra alla Germania.

    Europa (Giugno)
    Le prime truppe americane sbarcano sul Vecchio Continente

    Usa (7 Dicembre)
    Dichiarazione di guerra all'Austira. Fino alla fine del conflitto, marina militare ed esercito affondano numerose imbarcazioni combattendo contro la Germania.

    1918 - 1922
    Russia
    Marina militare ed esercito intervengono in almeno cinque distinte occasioni contro i bolscevichi.

    1918 - 1920
    Panama
    I militari partecipano a diverse operazioni di polizia nel corso dei disordini seguiti alle elezioni.

    1919
    Costa Rica (4 Giugno)
    I marines sbarcano nel paese, la cui stabilità politica appare compromessa dal susseguirsi di numerosi colpi di stato, per proteggervi gli interessi statunitensi.

    Honduras (11 Settembre)
    In seguito all'insurrezione del liberale Lopez Gutierrez e alle minacce di guerra civile, truppe statunitensi sbarcano nel paese e impongono una "pacificazione".

    Costa Rica (Dicembre)
    Nonostante lo svolgersi di regolari elezioni che portano alla presidenza Julio Acosta Garcia, la presenza di truppe e consiglieri statunitensi non accenna a diminuire, restando, anzi, a lungo determinante.

    1920
    Guatemala
    I militari intervengono per due settimane contro le agitazioni promosse dai sindacalisti a tutela dei lavoratori locali.

    1920 - 1921
    Usa - West Virginia
    L'esercito reprime pesantemente le agitazioni dei minatori, ricorrendo anche ai bombardamenti.

    1921
    Panama
    Scoppiano scontri armati tra Panama e Costa Rica, ma l'intervento degli Stati Uniti porta a una risoluzione "pacifica" della vertenza.

    1922
    Turchia
    I militari si scontrano con i nazionalisti a Smirne (Izmir)

    1922 - 1927
    Cina
    Marina militare ed esercito intervengono ripetutamente durante le rivolte nazionaliste.

    1923
    Messico
    Il generale de la Huerta guida una rivolta contro il presidente Obregòn il quale, appoggiato militarmente dagli Stati Uniti, riesce facilmente ad avere ragione dei rivoltosi.

    1924 - 1925
    Honduras
    L'esercito interviene due volte, in occasione degli scontri elettorali, a sostegno dei conservatori portando, nel 1925, all'elezione di Miguel Paz Barahona.

    1925
    Panama
    L'intervento della marina militare è decisivo per la repressione dello sciopero generale.

    1926
    Nicaragua (Novembre)
    In seguito allo scoppio di una rivolta liberale guidata dal generale Augusto Sandino, le truppe statunitensi intervengono imponendo l'elezione del conservatore Alfonso Diaz.

    1927 - 1934
    Cina
    I marines sono di stanza in tutto il paese.

    1932
    El Salvador
    Navi da guerra sono inviate in occasione della rivolta cappeggiata da Farabundo Martì

    Washington DC
    L'esercito interviene per bloccare la protesta dei veterani della Prima Guerra Mondiale, che rivendicano la concessione, da parte del governo, di un'indennità.

    1941 - 1945
    Seconda Guerra Mondiale
    Gli Stati Uniti intervengono massicciamente contro l'Asse, con attacchi navali e di terra nonché con devastanti bombardamenti non soltanto convenzionali: questa è infatti la prima guerra nucleare

    1947 - 1949
    Grecia
    Consiglieri statunitensi effettuano "operazioni di controllo" e sostengono massicciamente il governo conservatore con l'invio di cospicui aiuti economici e militari.

    1948
    Filippine (Ottobre)
    Il governo del presidente Quirino, sostenuto militarmente ed economicamente dagli Stati Uniti, lacia una vasta offensiva nell'isola di Luzòn contro il movimento dei guerriglieri Huk; La CIA è presente con generiche "operazioni di controllo".

    1950
    Puerto Rico
    Gli USA intervengono con operazioni di controllo in occasione della rivolta indipendentista scoppiata a Ponce.

    Formosa (Giugno)
    Reparti dell'esercito statunitense sbarcano a Taiwan, dove si è rifugiato il governo nazionalista di Chiang Kai-shek

    1950 - 1953
    Corea
    Il 27 giugno 1950 gli Stati Uniti intervengono nel conflitto che da appena due giorni oppone Corea del Nord e Corea del Sud. La guerra si protrarrà per tre anni, e comporterà da parte degli USA massicci interventi di esercito e marina, nonché bombardamenti convenzionali e minacce di ricorso all'arma nucleare. Attualmente, nella regione sono ancora presenti basi.

    1953
    Iran
    La CIA interviene nel colpo di Stato militare che rovescia il governo nazionalista del generale Mossadeq e insedia sul trono lo scià Reza Pahlavi

    1954
    Guatemala (Giugno)
    Truppe provenienti dall'Honduras e appoggiate dagli Stati Uniti con la supervisione della CIA invadono il paese e rovesciano il governo progressista del generale Arbenz

    1955
    Formosa (Gennaio-Febbraio)
    Il Congresso degli Stati Uniti autorizza l'intervento di truppe americane per difendere Formosa e le isole Pescadores, rivendicate dalla Cina comunista (25 gennaio). Nel giro di pochi giorni (5 febbraio) la settima flotta statunitense interviene per consentire alle truppe cino-nazionaliste di evacuare le isole Tachen, bombardate e poi occupate dall'esercito della Repubblica Popolare Cinese.

    1956
    Egitto
    In seguito alla nazionalizzazione del Canale di Suez voluta dal presidente Nasser, gli Stati Uniti pongono in allarme le loro forze armate ed esercitano forti pressioni sull'Unione Sovietica perché si tenga fuori dalla crisi di Suez.

    1958
    Libano (Maggio - Luglio)
    Scoppiano violenti tumulti antigovernativi: il presidente Chamoun fa appello agli Stati Uniti perchè intervengano a sostenere il regime. Gli USA rispondono con uno sbarco alla metà di luglio.

    Iraq
    Gli USA intimano all'Iraq di non invadere il Kuwait, pena il ricorso all'arma nucleare.

    Cina
    La Cina viene diffidata dall'avanzare pretese sull'arcipelago di Taiwan, anche a mezzo di minacce nucleari.

    Panama
    I militari intervengono nelle preteste nazionaliste destinate a risolversi in scontri di piazza.

    1961 - 1975
    Vietnam
    L'11 maggio 1961 il vicepresidente statunitense Lyndon Johnson si reca nel Vietnam del Sud e conclude un accordo col presidente Diem per garantire un maggiore impegno militare USA nella lotta contro i partigiani vietcong: alla fine dell'anno i "consiglieri" americani saranno già più di 15.000. Da qui fino al 1975, non si contano gli interventi militari di terra e di mare, i bombardamenti, le minacce nucleari e il ricorso ad armi non convenzionali e chimiche. La più lunga e distruttiva guerra condotta dagli Stati Uniti farà quasi due milioni di morti e ridurrà in ginocchio per decenni l'economia di un paese.

    1961
    Cuba (17 aprile)
    Nella baia dei Porci fallisce la spedizione di esuli castristi pilotata dai servizi segreti americani e autorizzata dal presidente Kennedy.

    Germania
    Allarme di minaccia nucleare nel corso della crisi relativa al Muro di Berlino.

    1962
    Cuba
    Il 25 aprile gli Stati Uniti riprendono gli esperimenti nucleari nel Pacifico e in ottobre il presidente Kennedy decide il blocco navale dell'isola per intercettare le navi sovietiche che incrociano in acque cubane. Si sfiora la guerra con l'URSS, e la crisi viene risolta in extremis il 28 ottobre, quando i sovietici accettano di ritirare i loro missili dalle installazioni cubane in cambio dell'impegno statunitense a non invadere l'isola.

    1964
    Panama (9 Gennaio)
    Nella zona del Canale scoppiano gravi incidenti fra cittadini panamensi e truppe statunitensi, in seguito ai quali il Panama rompe le relazioni con gli Stati Uniti e denuncia le irregolarità del trattato in merito alla zona del Canale. La controversia viene ricomposta in aprile.

    1965
    Repubblica Dominicana (Aprile)
    In seguito allo scoppio della guerra civile e col fine dichiarato di difendere i cittadini americani, truppe statunitensi sbarcano sull'isola e occupano rapidamente la capitale.

    Indonesia (30 Novembre-1 Dicembre)
    Per prevenire una presunta minaccia comunista, i militari prendono il potere e costringono il presidente Sukarno a nominare il generale Suharto capo di stato magggiore dell'esercito, conferendogli in pratica pieni poteri. Si scatena un generale "caccia ai comunisti", controllata e sostenuta dalla CIA, che nel giro di pochi mesi porta all'uccisione di oltre 500.000 persone e all'internamento di altre 350.000

    1966 - 1967
    Guatemala
    La CIA interviene con "operazioni di controllo". I "Berretti Verdi" vengono impiegati nella contro guerriglia.

    1967
    Stati Uniti
    SI intensifica l'opposizione alla guerra nel Viet-nam: sono sempre più numerosi i giovani che si rifiutano di rispondere alla chiamata di leva e si rifugiano in Canada, mentre gruppi antimilitaristi organizzano manifestazioni collettive; marce per la pace a San Francisco, New York e Washington, dove l'esercito interviene pesantemente contro i dimostranti. Intanto, per la terza estate consecutiva si verificano gravi tumulti razziali in numerose città, fra cui Detroit, che conosce il più pesante bilancio della repressione: l'intervento delle truppe federali causa 43 morti.

    1968
    Stati Uniti (Aprile- Maggio)
    In seguito all'assassinio di Martin Luther King, leader del movimento per i diritti civili della popolazione di colore, avvenuto il 4 aprile a Memphis (Tennessee), in numerose città si scatenano nuovi tumulti razziali: a Washington deve intervenire l'esercito, e più di 21.000 militari vengono impiegati sul territorio.

    1970 - 1975
    Cambogia
    In seguito ad un colpo di Stato militare (marzo 1970), la Cambogia viene invasa dalle truppe sudvietnamite appoggiate dagli Stati Uniti. Nel giugno 1970 le truppe americane completano l'evacuazione della Cambogia dopo aver fallito l'obbiettivo di distruggere i "santuari" dei guerriglieri vietnamiti. L'aviazione USA interviene con massicci bombardamenti a più riprese, causando nel corso degli anni più di due milioni di morti fra incursioni militari, carestia indotta e caos politico.

    1970
    Stati Uniti (maggio)
    Nel corso di manifestazioni di protesta contro l'intervento americano in Cambogia, tenute in un centinaio di città, la polizia interviene pesantemente uccidendo 12 dimostranti (1 maggio). Qualche giorno dopo, il 4 maggio, all'università di Kent (Ohio) la guardia nazionale apre il fuoco sugli studenti in manifestazione, facendo 4 vittime.

    1973
    Wounded Knee (Sud Dakota - Usa)
    Il 27 febbraio circa 500 indiani Sioux Oglala occupano il villaggio di Wounded Knee, teatro del famigerato massacro del 1890, e chiedono l'apertura di un'inchiesta parlamentare sulle attività dell'ufficio federale per gli affari indiani. In aprile due indiani vengono uccisi dalle forze di polizia che cercano di sgomberare il villaggio.

    Medio Oriente
    Sfiorata la crisi nucleare durante la guerra in Medio Oriente.

    Cile (settemmbre - novembre)
    La Cia appoggia il colpo di stato militare contro il governo di Salvador Allende, ce tenta una disperata resistenza in armi, ma viene ucciso all'interno del palazzo presidenziale l'11 novembre.

    1975
    Cambogia (maggio)
    La navre-spia statunitense Mayaguez viene catturata in acque territoriali cambogiane (12 maggio): scoppia un grave incidente diplomatico. Poco dopo (15 maggio) truppe americane attaccano di sorpresa il porto di Kompong Som e recuperano la nave e il suo equipaggio.

    1980
    Afghanistan (20 gennaio)
    In seguito all'invasione sovietica gli Stati Uniti, col discorso del presidente Jimmy Carter sullo stato dell'unione, ammoniscono che ogni tentativo sovietico di assicurarsi il controllo politico del Medio Oriente è considerato un attentato agli "interessi vitali" dell'America e sarà contrastato anche con un intervento militare.

    Iran (25 aprile)
    Truppe statunitensi autotrasportate tentano un'incursione per liberare gli ostaggi dell'ambasciata di Teheran: il tentativo fallisce e 8 militari muoiono nella caduta di un elicottero. In patria, il 28 aprile, il segretario di Stato Cyrus Vance rassegna le dimissioni.

    1981-1992
    America Latina
    La Cia interviene ripetutamente in Salvador e Honduras con "operazioni di controllo", consulenze militari, sostegni esterni di vario genere e attività antiguerriglia.

    1983-1984
    Grenada (19-25 ottobre)
    Un colpo di stato porta al potere una giunta militare. Gli Stati Uniti, col pretesto che nell'isola sarebbero presenti anche reparti cubani, la invadono e nel giro di pochi giorni la sottopongono al proprio controllo avvalendosi anche di contingenti forniti da piccoli stati caraibici.

    1986
    Libia (gennaio)
    Il presidente americano Reagan, dopo aver accusato il colonnello Gheddfi di corresponsabilità negli attentati agli aereoporti di Romae Vienna, annuncia la rottura delle relazioni diplomatiche e commerciali con la Libia e ne congela gli averi presso le banche americane. A distanza di qualche settimana (24-31 gennaio) la flotta statunitense compie manovre aereonavali davanti alle coste libiche. Inizia una serie di attacchi e contrattacchi che vede coinvolte le forze statunitensi e quelle libiche, sfiorando la crisi internazionale.

    1989
    Libia (4 gennaio)
    L'aviazione militare statunitense abbatte due caccia libici accrescendo la tensione tra i due paesi, ma la crisi rientra in seguito alla restituzione, da parte delle autorità libiche, della salma di un pilota americano caduto durante le incursioni USA del 1986.

    Filippine (1-9 dicembre)
    Un ennesimo colpo di Stato contro Corazòn Aquino viene sventato grazie all'intervento dell'aviazione americana; negli scontri muoiono pltre 100 persone.

    1989 - 1990
    Panamà
    In seguito all'annullamento delle elezioni da parte del regime, i rapporti fra Panamà e gli Stati Uniti precipitano: gli Usa chiedono l'estradizione di Manuel Noriega per traffico di droga, e il parlamento panamense dichiara lo stato di guerra conferendo a Noriega le funzioni di capo dello Stato (15 dicembre). Dopo l'uccisione di un'ufficiale statunitense (20 dicembre), gli USA inviano un corpo di spedizione con l'intento di catturare Noriega; dopo durissimi combattimenti e bombardamenti, che provocano migliaia di morti fra la popolazione civile, gli Usa assumono il controllo del paese. Noriega si consegna agli americani.

    1990
    Arabia Saudita
    Offensiva contro l'Iraq che ha appena invasso il Kuwait; 540.000 militari sono di stanza in Oman, Quatar, Bahrein, Israele.

    1991
    Iraq (16 gennaio)
    Inizia l'operazione denominata "Tempesta nel deserto", sotto la guida del generale statunitense Schwarzkopf: il primo atto è il bombardamento della città di Baghdad. Gli Stati Uniti bloccano numerosi porti iracheni e giordani, e intervengono con massicci attacchi aerei che fanno più di 200.000 morti nell'invasione di IraqKuwait; viene stabilita la "no-fly zone" sul Kurdistan settentrionale, mentre si procede alla distruzione su larga scala degli apparati militari iracheni.

    1992
    Los Angeles (Usa, 2 maggio)
    Esercito e marines intervengono nei disordini scatenati dalle comunità nere dopo l'assoluzione di 4 poliziotti bianchi che nel marzo del1991 (come documentato da un video amatoriale) avevano praticamente linciato un automobilista nero. Il bilancio della rivolta, estesasi a San Francisco,
    Las Vegas, Atlanta e Seattle, è di 48 morti e oltre 2000 feriti.

    1993
    Somalia (giugno)
    Interventi militari con bombardamenti, ai danni delle postazioni del generale Mohammad Farah Aydid. Prosegue l'uccisione di caschi blu in imboscate e agguati

    1993 - 1995
    Bosnia
    Le forze NATO, indirizzate dagli Stati Uniti, intervengono pesantemente nel conflitto: la "no-fly zone" è pattugliata; vengono abbattuti aerei militari e i civili serbi sono fatti oggetto di bombardamenti.

    1994
    Haiti
    Scatta il blocco commerciale contro la giunta militare che ha detronizzato il presidente Aristide; il 22 novembre gli americani sbarcano nell'isola.

    1995
    Croazia
    Continua, inasprendosi, l'offensiva NATO: sempre più disastrosi, i bombardamenti su civili causano numerose stragi e devastano il territorio.

    1998
    Sudan
    L'aviazione militare interviene attaccando le industrie farmaceutiche ritenute produttrici di gas nervini impiegati per usi "terroristici"

    Afghanistan
    Le truppe statunitensi colpiscono gli ex campi d'addestramento della CIA usati dai gruppi fondamentalisti islamici ritenuti colpevoli degli attacchi all'ambasciata.

    Iraq
    Quattro giorni di massicci attacchi aerei dopo dichiarazioni della commissione ispettiva nominata dall'ONU, secondo la quale l'Iraq avrebbe ostacolato lo svolgimento delle ispezioni alle fabbriche di prodotti chimici e di armi. Si saprà poi delle irregolarità commesse dagli incaricati ONU, e di come tutta la faccenda altro non sia stata che una colossale montatura.

    1999
    Ex-Jugoslavia
    Alle 20 ora italiana di mercoledì 24 marzo il Segretario generale della NATO Javier Solana annuncia l'inizio degli attacchi aerei contro obbiettivi serbi. E' la prima volta che l'Alleanza atlantica scatena un'offensiva contro uno stato sovrano. Nel giro di una sola settimana, il bilancio appare già gravissimo: oltre un migliaio di vittime civili dovute a circa 1500 incursioni NATO. Mercoledì 31 il ministro delgi esteri russo Egor Ivanov rivela che gli USA hanno da tempo un piano per la secessione del Kossovo e la divisione dei territori jugoslavi: comincia qui la falsificazione della storia che pesa e peserà ancora sull'Europa.

    2000
    ?...


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    2001 Afghanistan
    2003 Iraq
    2006 ?

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    Grazie mille. Era proprio quello che cercavo

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    Melkitzedeq
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    Melkitzedeq
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  7. #7
    Melkitzedeq
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    Le sigle

    Usaf: aviazione

    Navy: marina

    Army: esercito

    Nsa: National security agency [Agenzia di sicurezza nazionale]

    Setaf: Southern european task force [Task force sudeuropea]



    Elenco per Regioni


    Trentino Alto Adige


    1. Cima Gallina [Bz]. Stazione telecomunicazioni e radar dell'Usaf.

    2. Monte Paganella [Tn]. Stazione telecomunicazioni Usaf.


    Friuli Venezia Giulia


    3. Aviano [Pn]. La più grande base avanzata, deposito nucleare e centro di telecomunicazioni dell'Usaf in Italia [almeno tremila militari e civili americani ]. Nella base sono dislocate le forze operative pronte al combattimento dell'Usaf [un gruppo di cacciabombardieri ] utilizzate in passato nei bombardamenti in Bosnia. Inoltre la Sedicesima Forza Aerea ed il Trentunesimo Gruppo da caccia dell'aviazione Usa, nonché uno squadrone di F-18 dei Marines. Si presume che la base ospiti, in bunker sotterranei la cui costruzione è stata autorizzata dal Congresso, bombe nucleari. Nella base aerea di Aviano (Pordenone) sono permanentemente schierate, dal 1994, la 31st Fighter Wing, dotata di due squadriglie di F-16 [nella guerra contro la Jugoslavia nel 1999, effettuo' in 78 giorni 9.000 missioni di combattimento: un vero e proprio record] e la 16th Air Force. Quest'ultima è dotata di caccia F-16 e F-15, e ha il compito, sotto lo U. S. European Command, di pianificare e condurre operazioni di combattimento aereo non solo nell'Europa meridionale, ma anche in Medio Oriente e Nordafrica. Essa opera, con un personale di 11.500 militari e civili, da due basi principali: Aviano, dove si trova il suo quartier generale, e la base turca di Incirlik. Sara' appunto quest'ultima la principale base per l'offensiva aerea contro l'Iraq del nord, ma l'impiego degli aerei della 16th Air Force sara' pianificato e diretto dal quartier generale di Aviano.

    4. Roveredo [Pn]. Deposito armi Usa.

    5. Rivolto [Ud]. Base USAF.

    6. Maniago [Ud]. Poligono di tiro dell'Usaf.

    7. San Bernardo [Ud]. Deposito munizioni dell'Us Army.

    8. Trieste. Base navale Usa.


    Veneto


    9. Camp Ederle [Vi]. Quartier generale della Nato e comando della Setaf della Us Army, che controlla le forze americane in Italia, Turchia e Grecia. In questa base vi sono le forze da combattimento terrestri normalmente in Italia: un battaglione aviotrasportato, un battaglione di artiglieri con capacità nucleare, tre compagnie del genio. Importante stazione di telecomunicazioni. I militari e i civili americani che operano a Camp Ederle dovrebbero essere circa duemila.

    10. Vicenza: Comando Setaf. Quinta Forza aerea tattica [Usaf]. Probabile deposito di testate nucleari.

    11. Tormeno [San Giovanni a Monte, Vi]. Depositi di armi e munizioni.

    12. Longare [Vi]. Importante deposito d'armamenti.

    13. Oderzo [Tv]. Deposito di armi e munizioni

    14. Codognè [Tv]. Deposito di armi e munizioni

    15. Istrana [Tv]. Base Usaf.

    16. Ciano [Tv]. Centro telecomunicazioni e radar Usa.

    17. Verona. Air Operations Center [Usaf ]. e base Nato delle Forze di Terra del Sud Europa; Centro di telecomunicazioni [Usaf].

    18. Affi [Vr]. Centro telecomunicazioni Usa.

    19. Lunghezzano [Vr]. Centro radar Usa.

    20. Erbezzo [Vr]. Antenna radar Nsa.

    21. Conselve [Pd ]. Base radar Usa.

    22. Monte Venda [Pd]. Antenna telecomunicazioni e radar Usa.

    23. Venezia. Base navale Usa.

    24. Sant'Anna di Alfaedo [Pd]. Base radar Usa.

    25. Lame di Concordia [Ve]. Base di telecomunicazioni e radar Usa.

    26. San Gottardo, Boscomantivo [Ve]. Centro telecomunicazioni Usa.

    27. Ceggia [Ve]. Centro radar Usa.


    Lombardia


    28. Ghedi [Bs]. Base dell'Usaf, stazione di comunicazione e deposito di bombe nucleari.

    29. Montichiari [Bs]. Base aerea [Usaf ].

    30. Remondò [Pv]. Base Us Army.

    108. Sorico [Co]. Antenna Nsa.


    Piemonte


    31. Cameri [No]. Base aerea Usa con copertura Nato.

    32. Candelo-Masazza [Vc]. Addestramento Usaf e Us Army, copertura Nato.


    Liguria


    33. La Spezia. Centro antisommergibili di Saclant [vedi 35 ].

    34. Finale Ligure [Sv]. Stazione di telecomunicazioni della Us Army.

    35. San Bartolomeo [Sp]: Centro ricerche per la guerra sottomarina. Composta da tre strutture. Innanzitutto il Saclant, una filiale della Nato che non è indicata in nessuna mappa dell'Alleanza atlantica. Il Saclant svolgerebbe non meglio precisate ricerche marine: in un dossier preparato dalla federazione di Rifondazione Comunista si parla di "occupazione di aree dello specchio d'acqua per esigenze militari dello stato italiano e non [ricovero della VI flotta Usa]". Poi c'è Maricocesco, un ente che fornisce pezzi di ricambio alle navi. E infine Mariperman, la Commissione permanente per gli esperimenti sui materiali da guerra, composta da cinquecento persone e undici istituti [dall'artiglieria, munizioni e missili, alle armi subacquee].


    Emilia Romagna


    36. Monte San Damiano [Pc]. Base dell'Usaf con copertura Nato.

    37. Monte Cimone [Mo]. Stazione telecomunicazioni Usa con copertura Nato.

    38. Parma. Deposito dell'Usaf con copertura Nato.

    39. Bologna. Stazione di telecomunicazioni del Dipartimento di Stato.

    40. Rimini. Gruppo logistico Usa per l'attivazione di bombe nucleari.

    41. Rimini-Miramare. Centro telecomunicazioni Usa.


    Marche


    42. Potenza Picena [Mc]. Centro radar Usa con copertura Nato.


    Toscana


    43. Camp Darby [Pi]. Il Setaf ha il più grande deposito logistico del Mediterraneo [tra Pisa e Livorno], con circa 1.400 uomini, dove si trova il 31st Munitions Squadron. Qui, in 125 bunker sotterranei, e' stoccata una riserva strategica per l'esercito e l'aeronautica statunitensi, stimata in oltre un milione e mezzo di munizioni. Strettamente collegato tramite una rete di canali al vicino porto di Livorno, attraverso il Canale dei Navicelli, è base di rifornimento delle unità navali di stanza nel Mediterraneo. Ottavo Gruppo di supporto Usa e Base dell'US Army per l'appoggio alle forze statunitensi al Sud del Po, nel Mediterraneo, nel Golfo, nell'Africa del Nord e la Turchia.

    44. Coltano [Pi]. Importante base Usa-Nsa per le telecomunicazioni: da qui sono gestite tutte le informazioni raccolte dai centri di telecomunicazione siti nel Mediterraneo. Deposito munizioni Us Army; Base Nsa.

    45. Pisa [aeroporto militare]. Base saltuaria dell'Usaf.

    46. Talamone [Gr]. Base saltuaria dell'Us Navy.

    47. Poggio Ballone [Gr]. Tra Follonica, Castiglione della Pescaia e Tirli: Centro radar Usa con copertura Nato.

    48. Livorno. Base navale Usa.

    49. Monte Giogo [Ms]. Centro di telecomunicazioni Usa con copertura Nato.


    Sardegna


    50. La Maddalena - Santo Stefano [Ss]. Base atomica Usa, base di sommergibili, squadra navale di supporto alla portaerei americana "Simon Lake".

    51. Monte Limbara [tra Oschiri e Tempio, Ss]. Base missilistica Usa.

    52. Sinis di Cabras [Or]. Centro elaborazioni dati [Nsa].

    53. Isola di Tavolara [Ss]. Stazione radiotelegrafica di supporto ai sommergibili della Us Navy.

    54. Torre Grande di Oristano. Base radar Nsa.

    55. Monte Arci [Or]. Stazione di telecomunicazioni Usa con copertura Nato.

    56. Capo Frasca [Or]. Eliporto ed impianto radar Usa.

    57. Santulussurgiu [Or]. Stazione telecomunicazioni Usaf con copertura Nato.

    58. Perdasdefogu [Nu]. Base missilistica sperimentale.

    59. Capo Teulada [Ca]. Da Capo Teulada a Capo Frasca [Or ], all'incirca 100 chilometri di costa, 7.200 ettari di terreno e più di 70 mila ettari di zone "off limits": poligono di tiro per esercitazioni aeree ed aeronavali della Sesta flotta americana e della Nato.

    60. Cagliari. Base navale Usa.

    61. Decimomannu [Ca]. Aeroporto Usa con copertura Nato.

    62. Aeroporto di Elmas [Ca]. Base aerea Usaf.

    63. Salto di Quirra [Ca]. poligoni missilistici.

    64. Capo San Lorenzo [Ca]. Zona di addestramento per la Sesta flotta Usa.

    65. Monte Urpino [Ca]. Depositi munizioni Usa e Nato.


    Lazio


    66. Roma. Comando per il Mediterraneo centrale della Nato e il coordinamento logistico interforze Usa. Stazione Nato

    67. Roma Ciampino [aeroporto militare]. Base saltuaria Usaf.

    68. Rocca di Papa [Rm]. Stazione telecomunicazioni Usa con copertura Nato, in probabile collegamento con le installazioni sotterranee di Monte Cavo

    69. Monte Romano [Vt]. Poligono saltuario di tiro dell'Us Army.

    70. Gaeta [Lt]. Base permanente della Sesta flotta e della Squadra navale di scorta alla portaerei "La Salle".

    71. Casale delle Palme [Lt]. Scuola telecomunicazioni Nato sotto controllo Usa.


    Campania


    72. Napoli. Comando del Security Force dei Marines. Base di sommergibili Usa. Comando delle Forze Aeree Usa per il Mediterraneo. Porto normalmente impiegato dalle unità civili e militari Usa. Si calcola che da Napoli e Livorno transitino annualmente circa cinquemila contenitori di materiale militare.

    73. Aeroporto Napoli Capodichino. Base aerea Usaf.

    74. Monte Camaldoli [Na]. Stazione di telecomunicazioni Usa.

    75. Ischia [Na]. Antenna di telecomunicazioni Usa con copertura Nato.

    76. Nisida [Na]. Base Us Army.

    77. Bagnoli [Na]. Sede del più grande centro di coordinamento dell'Us Navy di tutte le attività di telecomunicazioni, comando e controllo del Mediterraneo.

    78. Agnano [nelle vicinanze del famoso ippodromo]. Base dell'Us Army.

    80. Licola [Na]. Antenna di telecomunicazioni Usa.

    81. Lago Patria [Ce]. Stazione telecomunicazioni Usa.

    82. Giugliano [vicinanze del lago Patria, Na]. Comando Statcom.

    83. Grazzanise [Ce]. Base saltuaria Usaf.

    84. Mondragone [Ce]: Centro di Comando Usa e Nato sotterraneo antiatomico, dove verrebbero spostati i comandi Usa e Nato in caso di guerra

    85. Montevergine [Av]: Stazione di comunicazioni Usa.


    Basilicata


    79. Cirigliano [Mt]. Comando delle Forze Navali Usa in Europa.

    86. Pietraficcata [Mt]. Centro telecomunicazioni Usa e Nato.


    Puglia


    87. Gioia del Colle [Ba]. Base aerea Usa di supporto tecnico.

    88. Brindisi. Base navale Usa.

    89. Punta della Contessa [Br]. Poligono di tiro Usa e Nato.

    90. San Vito dei Normanni [Br]. Vi sarebbero di stanza un migliaio di militari americani del 499° Expeditionary Squadron;.Base dei Servizi Segreti. Electronics Security Group [Nsa ].

    91. Monte Iacotenente [Fg]. Base del complesso radar Nadge.

    92. Otranto. Stazione radar Usa.

    93. Taranto. Base navale Usa. Deposito Usa e Nato.

    94. Martinafranca [Ta]. Base radar Usa.


    Calabria


    95. Crotone. Stazione di telecomunicazioni e radar Usa e Nato.

    96. Monte Mancuso [Cz]. Stazione di telecomunicazioni Usa.

    97. Sellia Marina [Cz]. Centro telecomunicazioni Usa con copertura Nato.


    Sicilia


    98. Sigonella [Ct]. Principale base terrestre dell'Us Navy nel Mediterraneo centrale, supporto logistico della Sesta flotta [circa 3.400 tra militari e civili americani ]. Oltre ad unità della Us Navy, ospita diversi squadroni tattici dell'Usaf: elicotteri del tipo HC-4, caccia Tomcat F14 e A6 Intruder, gruppi di F-16 e F-111 equipaggiati con bombe nucleari del tipo B-43, da più di 100 kilotoni l'una.

    99. Motta S. Anastasia [Ct]. Stazione di telecomunicazioni Usa.

    100. Caltagirone [Ct]. Stazione di telecomunicazioni Usa.

    101. Vizzini [Ct]. Diversi depositi Usa.

    102. Palermo Punta Raisi [aeroporto]. Base saltuaria dell'Usaf.

    103. Isola delle Femmine [Pa]. Deposito munizioni Usa e Nato.

    104. Comiso [Rg]. La base risulterebbe smantellata.

    105. Marina di Marza [Rg]. Stazione di telecomunicazioni Usa.

    106. Augusta [Sr]. Base della Sesta flotta e deposito munizioni.

    107. Monte Lauro [Sr]. Stazione di telecomunicazioni Usa.

    109. Centuripe [En]. Stazione di telecomunicazioni Usa.

    110. Niscemi [Cl]. Base del NavComTelSta [comunicazione Us Navy ].

    111. Trapani. Base Usaf con copertura Nato.

    112. Isola di Pantelleria [Tp]: Centro telecomunicazioni Us Navy, base aerea e radar Nato.

    113. Isola di Lampedusa [Ag]: Base della Guardia costiera Usa. Centro d'ascolto e di comunicazioni Nsa.

    AGGIORNAMENTO BASI USA NATO IN ITALIA

    APPROFONDIMENTI
    http://www.kelebekler.com/occ/basinato.htm
    http://www.stopusa.be/..24133
    http://italy.peacelink.org/disarmo/a.../art_5226.html
    http://italy.indymedia.org/news/2002/08/74272.php
    http://www.boeing.com/global/italy/n...primo-kc-767a/
    http://www.vialebasi.net/IMG/pdf/Sch...sentazione.pdf
    http://www.rinascita.info/../All8217...Capodich.shtml

  8. #8
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    In Campania c'è un'altra base che nessuno mette mai, eppure c'è da più di 10 anni. A Gricignano di Aversa (CE) (US-Navy support site)

 

 

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