Cassazione: è certo, Previti corruppe per Fininvest
Cesare Previti, Attilio Pacifico, Giovanni Acampora, il giudice Vittorio Metta e Felice Rovelli. Una squadra affiatata. Un vero e proprio pool capace di gestire un «gioco» di corrotti e corruttori, scambiandosi disinvoltamente le parti. Lo scrivono i giudici di Cassazione nelle motivazioni della sentenza con la quale, ad inizio maggio condannarono tutti a pene variabili fra i 3 e i sette anni per il caso Imi-Sir.
Ad ognuno il suo ruolo: il giudice Metta prese soldi per scrivere la sentenza favorevole ai Rovelli (che così ottennero mille miliardi di risarcimento dall´Imi). Previti, Acampora e Pacifico parteciparono all'opera di corruzione. Non il capo dei Gip romani Renato Squillante, che si limitò a spendere il suo «carisma personale» per assicurare il buon esito giudiziario, ma non commise alcun atto «riferibile alle sue funzioni» di magistrato.
Il perno di tutto, comunque, era Previti. L´avvocato di Forza Italia, ex ministro della Difesa, era l´«intermediario corruttore», mentre il giudice Pacifico rappresentava il «suggeritore» della sentenza Metta Un´accusa che i giudici fondano su tre dati precisi. Primo: l´incontro con Felice Rovelli, subito dopo la morte di Nino Rovelli, per ribadire l´accordo che aveva portato alla sentenza favorevole da parte del giudice Metta e chiedere il proprio compenso. Secondo: «Il bonifico di ben 18 milioni di franchi svizzeri in favore del Previti, in quanto in stretta successione cronologica alla provvista che ai Rovelli era rinvenuta dalla esecuzione della favorevole sentenza pronunciata all'esito della nota controversia civile, altro non poteva rappresentare che il corrispettivo pattuito per la "occulta" e non certo limpida prestazione offerta nella vicenda Imi-Sir». In terzo luogo le «giustificazioni reticenti, contraddittorie e manifestamente inverosimili offerte "in progressione" dall'imputato in ordine alla causale del detto bonifico» che «non svilivano, ma confermavano la valenza probatoria del dato oggettivo».
Nelle motivazioni della Corte di Cassazione viene, insomma, sottolineata la bontà dell´impianto accusatorio già confermato dalla sentenza di condanna della Corte d´Appello di Milano. Solo riguardo al caso Imi-Sir, però. Dura è la reprimenda nei confronti dei giudici milanesi per quanto riguarda l´altro ramo del processo, quello relativo al Lodo Mondadori.
In questo caso la Cassazione, motivando l´annullamento della sentenza di assoluzione in secondo grado e la riapertura del processo, parla di una sentenza che ha «minimizzato con motivazione superficiale e illogica, e in spregio delle regole di valutazione della prova, la valenza di dati dall'indubbio significato indizianti». Al centro della vicenda, presunte sentenze comprate che avevano assegnato il gruppo editoriale di Segrate alla Fininvest, ai danni della Cir di Carlo De Benedetti. Un nuovo processo è necessario per indagare meglio, tra l'altro, sulla «causale del bonifico bancario» da 2 milioni 732mila 868 dollari inviato dalla Fininvest a Previti. Anche Silvio Berlusconi fu coinvolto in questa inchiesta, ma è stato definitivamente prosciolto nel 2001 per intervenuta prescrizione del reato.
unita.it





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