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  1. #1
    vae victis
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    Predefinito Daniele Farina:Aboliamo l'ergastolo

    Abolire l’ergastolo questione di civiltà
    di Daniele Farina

    Alle elezioni politiche del 2006 è stato eletto alla Camera dei Deputati nella circoscrizione Lombardia 1, è vicepresidente della commissione Giustizia alla Camera.



    Che cosa hanno in comune il senatore Antonio Di Pietro e il giurista Cesare Beccaria? Nulla, neppure il giudizio, apparentemente convergente, sulla pena dell’ergastolo.

    Non dubito infatti che quando il secondo, 250 anni fa, si batteva per l’abolizione della pena di morte, e la sua sostituzione con la detenzione a vita, il primo sarebbe stato tra i suoi più fieri avversari. Oggi possiamo immaginare Beccaria fra le schiere di coloro che ne chiedono l’abolizione, e siamo certi che vedremo Di Pietro insieme a coloro che si opporranno. Il tema non è però astratto visto che se ne dibatterà di nuovo in Parlamento: discussione tra favorevoli e contrari alla cancellazione dell’ergastolo dal nostro ordinamento e sulla sua sostituzione con pena lunga ma non, appunto, perpetua. Di nuovo perché già nel 1998 il Senato della Repubblica votò a favore del provvedimento di abolizione, arenatosi poi alla Camera dei Deputati.

    Oggi, se possibile, sarà più difficile di allora, prova evidente ne è la recente approvazione dell’indulto e le polemiche che ne sono seguite. Bastino a titolo di esempio le recenti pagine sul caso del “mostro di Foligno”, in carcere dal 1992, in quanto responsabile di due atroci omicidi di bambini, che, per “colpa” dell’indulto uscirà nel 2020, piuttosto che nel 2023. I dati generali e assai positivi del Ministero di Grazia e Giustizia, a due mesi dal varo del provvedimento, hanno smentito molti oracoli della catastrofe, ma non contano nulla a fronte della strumentalizzazione di emozioni per se stesse comprensibili.

    E’ evidente che, per molti, chi propone l’abolizione dell’ergastolo sia persona che attenta alla sicurezza dei cittadini. La cultura del senatore Di Pietro, che, dicevamo, non è un illuminista, gli fa desumere che più carcere significhi più sicurezza nella società. Anche se i dati sulla recidività (si torna a delinquere quattro volte di meno con misure alternative alla detenzione) ci dimostrano il contrario; ma ci dicono anche che chi si è opposto all’indulto ha lavorato contro e non a favore dell’incolumità dei cittadini: ha rischiato di essere complice di migliaia di atti di criminalità che invece, grazie al provvedimento approvato, non sono stati compiuti ( il che comunque non toglie gravità a quelli, per fortuna pochi, che invece si sono realizzati).

    E’ una visione, quella che interpreta la giustizia come vendetta, che ha scavato anche a sinistra, lungo la faglia delle illegalità di Berlusconi, nella sopravvalutazione della capacità moralizzatrice dell’azione giudiziaria, nel silenzio assenso all’equazione immigrazione-delinquenza, che cita continuamente lo stato di diritto e ne è invece la peggiore nemica.

    Già nella passata legislatura la Commissione Grosso, nell’ambito della riforma del Codice Penale, aveva pensato di affiancare al carcere a vita un regime di detenzione speciale di trent’anni, sostanzialmente non soggetto ad ulteriori riduzioni. Oggi la Commissione Pisapia, e indipendentemente da questa il dibattito parlamentare, hanno l’occasione di proporre nuovamente una generale rivisitazione di molti istituti del diritto penale, e un loro adeguamento alla realtà del paese, certamente diversa da quella del 1930.

    Alla maggior parte dei cittadini poco interessa il lungo dibattito avvenuto, anche in sede costituzionale, sulla permanenza dell’ergastolo o sul carattere della pena, e se si riproponesse oggi il referendum del 1981 sull’abolizione, probabilmente la maggioranza degli italiani voterebbe ancora per mantenerlo. Ma siamo così certi che, seguendo le orme dei Di Pietro, dei Travaglio, dei Borghezio, anche la reintroduzione della pena di morte non troverebbe ascolto?
    C’è una battaglia culturale che occorre continuare ed è qui che si inserisce la proposta di abolizione: non è una questione relegata alla sfera del diritto, di codici e specialisti, investe invece il modello di società, i termini della convivenza civile, le città ed i quartieri in cui vogliamo vivere.

    Ci sarà un motivo perché nella storia moderna le carceri e la civiltà vengono con insistenza collegate, e un motivo per cui guardiamo a modelli alternativi, più efficaci degli attuali, per la sicurezza dei cittadini. Ci sarà anche un motivo per il fallimento disastroso delle strategie di tolleranza zero, e uno che ci spinge a ricercare anche oggi un diverso rapporto tra società e diritto penale.

    Una cosa mi sembra certa: senza l’ergastolo non saremo un Paese meno sicuro, forse solo un poco più civile.

    9 ottobre 2006

    Bravo Farina,leviamo l'ergastolo a Riina.

  2. #2
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    Cosa ti aspettavi da uno così?

    Cosa ti aspettavi da questi mentecatti?

  3. #3
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    ma vattene a casa farina...

  4. #4
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    L'ergastolo sarebbe una cosa tipo quella di Chiatti?
    Chi è che ha l'ergastolo in Italia?
    Da quel che vedo si riduce sempre notevolmente la pena. Dubito che qualcuno ultimamente abbia fatto più di 30 anni!
    Minou

  5. #5
    vae victis
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    Daniele Farina/Rifondazione comunista


    Leader del centro sociale Leoncavallo di Milano. Condannato a 1 anno e 8 mesi per resistenza a pubblico ufficiale e possesso di una molotov. A 10 mesi per scontri in piazza Duomo tra Leoncavallo e servizio d'ordine del sindacato. Condannato a 4 mesi e 20 giorni per l'occupazione del centro sociale.


    E c'ha pure il coraggio di criticare Travaglio e Di Pietro..

    Farina?..

  6. #6
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    Basta leggermente cambiare la definizione di ergastolo da "carcere a vita" a "carcere a tempo indeterminato".

    L'implicazione sarebbe quella di prevedere la possibilita' in casi specifici (possibilmente eccezionali) di far terminare la detenzione, riconoscendo dunque che non sia impossibile un risultato rieducativo positivo del carcere anche per chi si sia macchiato dei crimini peggiori.

    Sarebbe anche piu' onesto, perche' attualmente molti ergastolani escono comunque, ma se ergastolo = a vita, allora farli uscire prima significa che si tratta di una "gentile concessione" dello stato. Mi sembra invece che lo stato non debba fare "concessioni", che suonano sempre come qualcosa di molto personale e quindi facilmente malleabile...

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Demogorgon Visualizza Messaggio
    Basta leggermente cambiare la definizione di ergastolo da "carcere a vita" a "carcere a tempo indeterminato".

    L'implicazione sarebbe quella di prevedere la possibilita' in casi specifici (possibilmente eccezionali) di far terminare la detenzione, riconoscendo dunque che non sia impossibile un risultato rieducativo positivo del carcere anche per chi si sia macchiato dei crimini peggiori.

    Sarebbe anche piu' onesto, perche' attualmente molti ergastolani escono comunque, ma se ergastolo = a vita, allora farli uscire prima significa che si tratta di una "gentile concessione" dello stato. Mi sembra invece che lo stato non debba fare "concessioni", che suonano sempre come qualcosa di molto personale e quindi facilmente malleabile...
    Quoto. In questo modo si eviterebbe l'assurdo di soggetti come Riina e in genere come altri potenti mafiosi che potrebbero anche stìare in carcere 30 e più anni ma in qualunque momento uscissero sarebbero di nuovo i leader della criminalità organizzata.

  8. #8
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    ottimo Farina, l'abolizione dell'ergastolo, concetto aberrante in quanto non prevede alcun scopo riabilitiativo (e pure un pò anticostituzionale), è un elementare gesto di civiltà che dovrebbe essere automatico in una società in teoria "avanzata" come quella italiana. Chi è per l'ergastolo è un fascista.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Nelson Visualizza Messaggio
    Quoto. In questo modo si eviterebbe l'assurdo di soggetti come Riina e in genere come altri potenti mafiosi che potrebbero anche stìare in carcere 30 e più anni ma in qualunque momento uscissero sarebbero di nuovo i leader della criminalità organizzata.
    ma che esempio è?? Lì il problema è che si colpiscono gli uomini e non l'organizzazione, sai cosa gliene fotte alla mafia che un suo boss vada in carcere se la sua struttura rimane poi intatta. Non mi pare infatti che dopo l'arresto di Riina la mafia sia scomparsa, anzi.....

  10. #10
    Hanno assassinato Calipari
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    Citazione Originariamente Scritto da Minou Visualizza Messaggio
    L'ergastolo sarebbe una cosa tipo quella di Chiatti?
    Chi è che ha l'ergastolo in Italia?
    Nessuno, tranne gente che è dentro da 40 anni e di cui tutti si sono dimenticati.

 

 
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