Uno dei kamikaze liberati a Milano confessa
Pubblicato da Jake on Febbraio 4th, 2005
«Dovevo uccidere 25 infedeli». Questo avrebbe confessato un kamikaze ignorato a Milano dai magistrati. La notizia è stata diffusa da tgcom.it.
Dedar Khalid Khader, il primo kamikaze pentito di Ansar al Islam, fa parte del gruppo di islamici liberati dal gip di Milano e riarrestati da quello di Brescia: la sua confessione è contenuta in un fascicolo trasmesso all’autorità giudiziaria italiana dalla Norvegia, ma il magistrato milanese l’ha ritenuta non utilizzabile nonostante l’uomo abbia spiegato che la sua missione era quella di uccidere.
Secondo quanto riporta il sito giornalistico, l’estremista avrebbe affermato: «Dovevo uccidere 25 infedeli ed essere fiero di diventare un attentatore suicida». Dedar Khalid Khader, kamikaze pentito di Ansar Al Islam, ha spiegato la sua missione in un interrogatorio avvenuto in Norvegia e poi trasmesso alle autorità italiane. Per la precisione alla Procura di Milano, dove, però - specifica tgcom.it, il giudice Clementina Forleo non l’ha ritenuto utilizzabile come “testimonianza” nella sua inchiesta sul terrorismo internazionale. «Militari o civili è lo stesso. L’ordine è colpire la folla», avrebbe confessato il militante. Khalid Khader, 21enne curdo arrestato nel giugno del 2002 in Kurdistan, ha svelato alcuni particolari dell’attività dell’organizzazione terroristica islamica. «Io ero un soldato semplice di Ansar Al Islam. Il capo era il Mullah Krekar. Quando si discuteva di attentati suicidi dicevano che era bello essere musulmani e uccidere dei non musulmani». Poche parole, nota tgcom, ma sufficienti ai pm milanesi per ritenere che anche i militanti fermati fossero veri terroristi e non “guerriglieri”, come li ha invece definiti il gup Forleo.
Poi il giovane aspirante kamikaze ha spiegato il rituale di un attentato. «Dal momento in cui si indossa la bomba, una specie di panciotto con 5 kg di esplosivo davanti e dietro e con il detonatore in tasca, a quello in cui si fa saltare, passano solo cinque minuti. Il luogo della vestizione è spesso una casa accanto all’obiettivo. Io utilizzai un autobus per arrivare a destinazione, ma una volta lì fui arrestato».
L’obiettivo erano dei soldati curdi del Puk: «I miei capi mi dicevano che quando uno muore e porta con se dei non musulmani, Dio gli perdonerà». E alle spalle di Ansar Al Islam e del Mullah Krekar compare l’ombra di Al Qaeda. «In uno dei campi di addestramento di Ansar Al Islam vi era stato anche Abu Abdul Ramman El Hami che occupava una posizione importante in Al Qaeda. Quando fui arrestato, Abu Zuber, Abu Anar e Abdul Malik erano membri di Al Qaeda, così come anche Abu Yasser che fu ucciso ad Abdul Ramman», ha rivelato.
Dedar Khalid Khader, 21 anni, è il primo “guerrigliero” pentito del gruppo milanese di Ansar al Islam. Parlò con le autorità norvegesi.


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