Sorpresa, a Zagarolo c'è una piccola Bucarest
A Roma, nel quartiere del Trullo, gli immigrati rumeni sono al centro di un clamoroso caso di "nera". Ma a 40 chilometri da Roma la loro comunità conta diverse migliaia di persone, è perfettamente integrata e cresce serena
04/10/2006 16:12
Benvenuti a Zagarolo, sulle estreme pendici dei Castelli… rumeni. Poco più di 40 km da Roma, eppure qui, di episodi di violenza come quello avvenuto lunedì al Trullo (quartiere periferico della Capitale, dove un gruppo di non meglio definiti «bulli di quartiere» - secondo la ricostruzione della polizia –tutti sotto i 20 anni ha devastato con mazze e spranghe un bar gestito da italiani ma frequentato quasi esclusivamente da rumeni, ferendone quattro, tre in modo grave) non ce n’è mai stata traccia. Quasi 11mila abitanti per un comune che negli ultimi anni ha visto crescere in modo esponenziale il numero di rumeni arrivati in questa zona. Cinquemila, secondo i dati forniti dalla Provincia di Roma, ma basta entrare in questa piccola roccaforte situata tra boschi e campi e fare un giro per i vicoli ed i viali che si inerpicano sulle salite di Zagarolo, per rendersi conto che il numero di extracomunitari presenti si avvicina molto a quello della gente nata e che ha sempre vissuto da queste parti. Una realtà ben racchiusa nella manifestazione “I Giorni della Romania a Zagarolo”. Un evento fortemente voluto dal sindaco Leodori e organizzato con l’ Ambasciata di Romania in Italia, in collaborazione con l’Associazione dei Romeni in Italia. Palazzo Rospigliosi e la piazza centrale del paese sono stati lo scenario della due giorni (16-17 settembre) che ha voluto approfondire la conoscenza e la solidarietà con un Paese che tutti qui definiscono “amico”. ”Alla vigilia dell’entrata della Romania nell’Unione Europea – ha affermato il sindaco di Zagarolo, Leodori, - si è voluto dare un forte segnale a questa comunità che in pochi anni è diventata la prima realtà extracomunitaria presente nel nostro territorio. In Italia oggi si contano 600mila romeni regolari e altrettanti irregolari”. Mostre, sfilate, danze tradizionali, musiche rock e gag con i maggiori artisti romeni pronti ad esibirsi davanti a migliaia di curiosi. Una novità per chi si è trovato a passare da queste parti, quasi la normalità per chi da anni ha imparato a convivere con questi “ragazzi venuti dall’est”. Zagarolo, una cittadina conosciuta in Italia più che altro per aver dato i natali all’imprenditore Stefano Ricucci e per aver ospitato S.E. Monsignor Emmanuel Milingo Arcivescovo di Lusaka che qui ha esercitato la propria professione di fede per molti anni prima della fuga negli Stati Uniti, è invece diventata una sorta di “terra promessa” per chi dalla Romania viene a cercare fortuna nel nostro paese. “Da queste parti – affermano alcuni rumeni incontrati vicino la piazza del paese - è più facile acquistare terreni agricoli e costruirci sopra abitazioni che rispecchiano la nostra specificità culturale. Chi è venuto a Zagarolo, lo consiglia anche gli altri connazionali pronti ad arrivare in Italia”. Una specie di passa parola dunque che, oltre alla disponibilità di campi, spinge centinaia di ragazzi extracomunitari a scegliere Zagarolo anche per motivi di lavoro. “La maggior parte di noi – ci spiegano – è rappresentata da Rom provenienti da Kraiowa che dopo essere stati allontanati dalla Germania e aver trovato in Romania le loro case bruciate dalle rinate bande neonaziste, hanno deciso di tentare la fortuna vicino a Roma”. Lontani, quanto basta, dalla grande città, i rumeni in questa zona stanno entrando sempre più a far parte anche della tradizione locale. Rom che, in qualche modo, qui cercano di “mettere radici”. Dal centro di Zagarolo uscendo fino alla periferia infatti, non è affatto difficile imbattersi in “negozi rumeni”. Panetterie, ristoranti tipici, abbigliamento, bar che, oltre ad esporre insegne in doppia lingua (italiano-rumeno), all’interno sono gestiti da personale proveniente dall’est. Una “doppia lingua” usata anche dalla Asl RmG che in poco tempo è riuscita a soddisfare le esigenze dei nuovi arrivati. “Sono notevolmente diminuiti i pazienti albanesi – precisano dalla Asl – ma è aumentato il numero dei rumeni e le richieste più frequenti sono per visite di odontoiatria, medicina generale e ginecologia”. Sarebbe sbagliato però pensare che gli extracomunitari di Zagarolo siano esclusivamente manovali utili per le fabbriche e i cantieri della zona o per i numerosi campi da coltivare: “Ho scelto Zagarolo – ci confida Aurel, arrivato da pochi mesi da Bucarest – perché qui mi sento come a casa. Mi sono laureato in patria ed ora sono un imprenditore che lavora a Roma e vive qui”. Un imprenditore rumeno a Zagarolo? Si, e non sembra neanche essere l’unico visto che secondo un sondaggio della Camera di Commercio di Roma, tra gli imprenditori romani sono sempre più presenti cittadini rumeni (oltre 2mila), e che nel 2005 c’è stato un aumento del +19% di imprese il cui titolare è nato fuori dall'Italia. Finito il nostro viaggio nella “piccola Bucarest”, l’unico dubbio che ci rimane e il motivo per il quale sulla targa di “Benvenuto a Zagarolo”, le due città gemellate siano Nelahozeves (Repubblica Ceca) e Six Four les Plages (Francia), insomma, niente Romania, ma soltanto qui.
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