Sere fa mentre me ne stavo qui seduto al piano nobile della mia magione avita intento a scrivere a maggior gloria del comunismo, ho udito provenire dai quartieri della servitù le note di una canzone russa a me molto cara: Ochi ciornye (Occhi neri).
Mi son precipitato giù per le scale rischiando più volte di cadere e d' incrinarmi l' osso sacro, ma, con mio disappunto, ho scoperto che non si trattava di qualche ensemble di balalaike mandato dai compagni moscoviti apposta per me, ma della musica dal film "Chocolat" che mia moglie stava seguendo alla tv.
Vabbé, vorrà dire che i compagni russi le balalaike me le manderanno un altra volta. Magari con un coro di floride fanciulle dagli occhi neri. Intanto eccovi la traslitterazione delle parole di Ochi ciornye:
Ochi ch‘rnye, ochi strastnye,
Ochi zhguchie i prekrasnye.
Kak lyublyu ya vas,
Kak boyus' ya vas,
Znat' uvidel vas ya ne v dobryj chas.
Skatert' belaya zalita vinom.
Vse gusary spyat besprobudnym snom,
Lish' odin ne spit, p'‘t shampanskoe
Za ochi ch‘rnye, za tsyganskie.
Ne vidal by vas, ne stradal by tak,
Ya by prozhil zhizn' ulybayuchis'.
Vy sgubili menya ochi ch‘rnye,
Unesli navek mo‘ schast'e.
Ochi ch‘rnye
Zhguchi plamenem
I manyat menya v strany dal'nie,
Gde tsarit lyubov',
Gde tsarit pokoj,
Gde stradaniya net,
Gde vrazhdy zapret
Gianni




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