Risultati da 1 a 6 di 6

Discussione: Buongiorno a tutti

  1. #1
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    Predefinito Buongiorno a tutti

    Buongiorno a tutti,
    è la prima volta che scrivo in questo forum.
    Sono un appassionato/studioso/interessato dell'Europa, di storia e del processo di integrazione europea. Dal punto di vista idealistico non considero l'Europa com un blocco diviso di una trentina di stati diversi, bensì come una entità che dovrebbe essere il più possibile unita e salda. Avendo viaggiato molto - e continuando a viaggiare - ho notato come le similitudini siano molto maggiori delle diversità, e ciò ha contribuito alla formazione della mia "coscienza europea" ( senza contare, e qui mi viene una lacrimuccia, le bellissime "settimane di studio" organizzate dal Consiglio d'Europa per i ragazzi, che per prime mi hanno aperto gli occhi su "cosa è l'Europa" ).

    Si, insomma, per dirla come si dice a Roma, sono uno di quelli che rientrano nella categoria "ecco un altro europeista idealista e fregnone".

    Spero di riuscira a dare un piccolissimo contributo in questo forum di discussione, per il momento buongiorno a tutti!

    Andrè

  2. #2
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    Benvenuto fra noi!!!
    There are only 10 types of people in the world: those who understand binary and those who don't

    http://openflights.org/banner/f.pier.png

  3. #3
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    Benvenuto, ogni intervento sensato anche se modesto è sempre ben gradito.

    Io al tuo contrario non ho avuto almeno fin'ora l'occasione di viaggiare molto: la mia coscienza europea (che a volte chiamo senza problemi anche "identità nazionale" europea) è nata spontaneamente con lo studio della storia europea in generale e di quei tanti aspetti poco noti della storia dell'idea di unificazione europea e dell'integrazione comunitaria in particolare. Mi ha aiutato molto anche la mia naturale tendenza a dubitare fortemente di tutto e non schierarmi facilmente da una parte o l'altra in campo politico: questa mia caratteristica mi ha fatto praticamente nascere apartitico, infatti le mie idee coprono tutto l'arco parlamentare a seconda dei settori specifici (in alcuni campi la penso tendenzialmente più come a Sx, in altri più come a Dx) e mi ha permesso di non lasciarmi influenzare dalle visioni spesso fortemente di parte che si hanno in materia Europa unita. Non dico certo di essere infallibile, ma cerco sempre di vedere le cose in modo più logico e meno parziale possibile.

  4. #4
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    Benvenuto anche da parte mia.Purtroppo,i semplici cittadini hanno una coscienza "europea" molto più sviluppata rispetto ai politici europei,che invece la loro preoccupazione sono i loro obblighi e "debiti" politici,i legami con lobby economici etc. L' Europa ha i mezzi,e la popolazione ha la volontà di fare davvero una europa unita,ma non decidono loro...Ci vogliono politici che si decideranno di far valere i pricincipi TEORICI della UE,anche se questo significa danneggiare qualche relazione con lobby o rapporti con altri paesi.E l' Europa non ha bisogno di nessuno dall' esterno per "salvarla",come si legge da alcuni in questo forum.Si devono investire soldi con obbiettivi comuni,anzichè sperperarli di qua e di la.


    Se l' Europa spera un giorno di diventare una specie di superstato federale,deve cominciare ad avere progetti federali,e allora potrà fare di tutto.Dal miglior aereo a un Eurohollywood e smetterla finalmente di seguire solo le culture made in USA.I cervelli non sono mai mancati in Europa. Purtroppo,mancano invece,i politici con vera coscienza europea.Ci vorrebbe un "nazionalismo europeo" per liberarsi da influenze politico-economico-culturali esterne e finalmente crescere e prendere la sorte dell' UE nelle proprie mani.Purtroppo,anzichè introdurre nelle scuole storia degli altri paesi membri,cosi che i bambini sappiano 2 cose di base per chi ci vive accanto in questa benedetta unione,i politici sono più indaffarati con il commercio o con la ritenzione dei dati e lo scambio di liste passeggeri con USA.Guardate che roba.La maggioranza non sa nemmeno che ci sono 25 stati in UE:


    Most Europeans don't know their union has 25 states

    11.10.2006 - 098 CET | By Andrew Rettman
    EUOBSERVER / BRUSSELS - Most Europeans don't know the EU has 25 member states and don't think that countries such as Georgia or Syria are EU "neighbours" a fresh European Commission opinion poll on the EU's so-called "neighbourhood policy" has shown.

    Fifty two percent of people said the EU has less than 25 states while a further 25 percent believed that it has more or said they simply don't know, with just one in four Europeans displaying knowledge of the most basic fact of the European Union.



    The levels of knowledge were the highest in new member states such as Cyprus and Slovenia but the vast majority of Dutch people (78%), Finnish, Swedish and German respondents didn't have a good handle on the 2004 round of enlargement, saying the EU has less than 25 members.

    The survey also cast light on ordinary Europeans' relationships with Mediterranean, eastern European and Black Sea countries, most of which are currently included in the EU's so-called "neighbourhood policy" of enhanced financial and political integration.

    Over 50 percent of people feel that only those countries - Russia, Ukraine, Belarus - with a physical border with existing EU members are EU "neighbours", while slightly more remote countries such as Moldova, Georgia or Armenia scored as low as Mediterranean states Morocco and Tunisia on about 30 percent.

    On top of this, just 51 percent said they were interested in what is happening on the EU's fringe, while almost one in two Europeans - 48 percent - indicated that they do not care or care little about events on the other side of the EU's borders.

    The country breakdown on interest levels threw up some surprising results with over 60 percent of Poles, Czechs, Slovakians and Lithuanians displaying little interest despite their government's strong campaigning for EU integration of Ukraine and democracy in Belarus.

    Despite the high levels of apathy and worries over the financial costs of intervention abroad, two thirds believe that EU assistance to nearby countries helps reduce the risk of war.

    The survey also contributed to answering the vexed question of what are "European values" - a phrase often wheeled out in defence of democracy or gay rights but never strictly defined in a bloc of 25 different countries and at least six major faiths.

    Human rights (39%) came in as the EU's strongest common value, followed by peace (38%) and democracy (37%) with market economy gaining 26 percent approval.

    But for countries such as Turkey, Croatia and Macedonia (official EU candidates) the other Western Balkan states (officially on the road to accession) and Ukraine (which has said repeatedly it wants to join the EU) the survey's message on public support for enlargement is less than clear.

    Seventy two percent of Europeans said the EU should keep on getting bigger but "not too fast" and 70 percent also support the creation of special relationships (that fall short of accession) with third countries.

    But 52 percent answered "yes" to the question if the EU should stop after the "current round of enlargement" - suggesting Romania and Bulgaria - and give no special treatment to its neighbours at all.

    http://euobserver.com/9/22614

  5. #5
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    Proprio stamane, 11 ottobre, Ciampi in un suo discorso ha detto che all'Italia manca una visione di "dove andare e cosa fare, insomma una sua missione".
    (credo che questo discorso possa essere trovato da qualche parte sulla rete).
    Sono pienamente d'accordo e ne approfitto per risponderti: uno delle principali differenze tra oggi e ieri è dato dal fatto che ieri si usciva dalle guerre: nel fare l'Europa c'era anche la paura di ricadere di nuovo nella trappola della guerra, con lo strascico invitabile di distruzioni e sofferenze. Se andiamo a rileggerci i grandi padri del passato (Schuman, Monnet, Adenauer, giù fino ad Armand e Hallstein) questa "urgenza" di fare l'Europa la troviamo, in un a forma o nell'altra, al fine di evitare "ricadute".
    Oggi, dove sta l'urgenza di fare l'Europa? quando mai le giovani generazioni hanno conosciuto la paura, la sofferenza il bisogno? Sto generalizzando certo, ma sono anche convinto che oggi si sia perso molto dello spirito dei padri fondatori in quanto "non c'è più urgenza", o almeno essa non viene percepita.
    Chi è il colpevole? a mio avviso, molto è dovuto al "benessere becero" che ha addormentato le coscienze, e in seconda battuta a una precisa volontà politica (meno la gente pensa , meglio è ).
    Non c'è niente da fare: le cose si fanno solo se c'è un pungolo (un interesse immediato , o una necessità) che ti sprona.
    E spesse volte, soprattutto quando si parla di interessi comuni, è già tardi.

    andrè

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da AndreMoreau Visualizza Messaggio
    ma sono anche convinto che oggi si sia perso molto dello spirito dei padri fondatori in quanto "non c'è più urgenza", o almeno essa non viene percepita.
    Hai detto bene: non viene percepita... ma c'è.
    Le guerre sono fatti concreti che provocano morti ammazzati e distruzioni, si vedono subito, mentre altre necessità pur urgenti sono più difficili da percepire perchè non provocano effetti immediatamente visibili. La massima autonomia europea nel mondo, che finita l'era delle guerre intra-europee è rimasta lo scopo principale del processo d'integrazione, è una di queste. E' più facile fingere che tutto vada bene così com'è, atteggiamento tipico della maggioranza dei politici degli stati UE, piuttosto che aprire un dibattito serio sull'argomento presso l'opinione pubblica.
    La situazione è davvero penosa.

 

 

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