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    Predefinito [Irlanda] Il Sinn Fein e la lotta di liberazione


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    Predefinito Liberazione nazionale e lotta di classe

    Conoscevo il sito ed èdavvero ottimo.
    Colgo l'occasione dell'apertura di questa discussione per postare un saggio intitolato appunto L'ultima colonia, Irlanda del Nord: liberazione nazionale e lotta di classe.
    Essendo un lungo documento lo posto solamente in caso qualcuno abbia voglia di scaricarselo e leggerselo con calma e comodità.



    L’ultima colonia

    Irlanda del nord: liberazione nazionale e lotta di classe

    · ·Irlanda: ultima colonia in terra europea
    · ·Gli strumenti dell’oppressione colonialista: la legislazione speciale
    · ·La composizione di classe nelle Sei Contee
    · ·Servizi di Sicurezza e gruppi paramilitari protestanti
    · ·Le armi dei gruppi protestanti: canali di rifornimento
    · ·“Sparare per uccidere”: una scelta politica
    · ·I “tentativi di pace”
    · ·Aggiornamento febbraio 1996
    · Cronologia






    Irlanda del Nord: ultima colonia in terra europea

    Nel 1601 gli inglesi sconfiggono, in una sanguinosa battaglia a Kinsale nel sud dell’isola, le forze della confederazione gaelica d’Irlanda: la penetrazione inglese nell’isola era cominciata agli albori del XII secolo ad opera dei Normanni, e si concludeva, così come spesso accade nella storia della colonizzazione inglese, con un bagno di sangue.
    Fra i primi provvedimenti della Corona di S. Giorgio c’è il Plantation Act: ai protestanti sono concesse ampie tenute agricole espropriate ai proprietari irlandesi e alle terre comuni dei villaggi.
    Il Plantation Act provoca una ribellione generalizzata che diventa insurrezione armata nel 1641: le condizioni politiche in Inghilterra impediscono ad Oliver Cromwell di intervenire immediatamente ma la spedizione di rappresaglia arriverà solo con otto anni di ritardo, terribile e sanguinosa. Nel 1649 i Roundheats arrivano in Irlanda e stroncano la ribellione: città in fiamme, decine di migliaia di irlandesi deportati nei Caraibi come schiavi, la popolazione rimasta sospinta verso la regione paludosa del Connegaught.
    Ma le condizioni di vita insopportabili spingono ancora una volta gli irlandesi alla rivolta: l’occasione sembra giungere con la crisi che porta alla deposizione di Giacomo II Stuart e all’ascesa al trono inglese di Guglielmo d’Orange. Gli irlandesi si alleano col re detronizzato e nel 1690, sul fiume Boyle, vengono sanguinosamente sconfitti dall’esercito Orangista: ancora oggi il 12.7 è celebrato dai protestanti dell’Ulster come la fonte del loro diritto a dominare l’Irlanda del Nord.
    La sconfitta inasprisce ulteriormente la già bestiale condizione degli irlandesi: con le Penal Laws (1691-1778) ai cattolici viene lasciato soltanto il diritto a morire di fame. Esclusi dal diritto di voto attivo e passivo al parlamento di Dublino, esclusi dal diritto di possedere terre e beni immobili, esclusi dall’accesso ad ogni carica o servizio pubblico. Sono questi gli anni in cui Jonathan Swift scrive Una modesta proposta in cui si suggerisce al governo inglese di introdurre il cannibalismo per risolvere definitivamente il problema irlandese.
    Il XVIII secolo si apre con una sconfitta e si chiude con una speranza: sulla spinta delle rivoluzioni americana e francese rinasce lo spirito mai domato della resistenza irlandese. Nel 1791 negli ambienti presbiteriani nasce la United Irishmen una società che ha come programma politico l’instaurazione di una repubblica irlandese sul modello di quella francese.
    La diffusione dell’organizzazione porta ad una sua radicalizzazione: puntando sull’impegno del regno inglese nelle guerre contro la Francia rivoluzionaria gli United Irishmen insorgono nel 1798. Ancora una volta la repressione inglese è terribile, 30/50 mila irlandesi cadono vittime dei proiettili, delle decimazioni, delle forche inglesi.
    La nuova insurrezione irlandese induce il governo di Sua Maestà di stracciare le minime garanzie costituzionali ancora presenti in Irlanda: nel 1800 viene soppresso il parlamento di Dublino e proclamato il Regno Unito di Inghilterra e Irlanda.
    Ci vorranno però meno di trent’anni perché la lotta irlandese per la libertà si riaffacci alla ribalta della Storia: negli anni venti del XIX secolo si sviluppa un movimento per l’Emancipazione Cattolica (Catholic Emancipation) che, sotto la guida di Daniel O’ Donnell, sviluppa un programma rivendicativo articolato per i diritti civili della maggioranza cattolica.
    Ancora una volta le idee che vengono dal continente penetrano profondamente in Irlanda: all’interno dell'emancipazionismo, un movimento di tipo Cartista, si sviluppa una frazione radicale che tenta, ancora una volta, la strada dell’insurrezione. Nel 1848, in sincrono coi movimenti nazionali che scuotono tutta l’Europa continentale gli Young Irelanders tentano la rivolta armata. E ancora una volta la repressione inglese sarà sanguinaria.
    La rivolta del 1848 ha la sua causa scatenante nella Grande Carestia (The Great Famine) che falcidia la popolazione irlandese: da 8,5 milioni, nel giro di cinque anni, passa a 6,5! Mentre gli irlandesi muoiono a milioni o, per disperazione, prendono la strada dell’emigrazione in USA, i proprietari terrieri protestanti esportano cereali irlandesi in Inghilterra dove il governo di Sua Maestà paga ottimi prezzi per evitare una rivolta popolare.
    Durante gli anni ‘50 del secolo scorso il risveglio gaelico assume le sue connotazioni moderne: l’opera dei precursori, Theobald Wolfe Tone leader degli United Irishmen e di Daniel O’ Connell si solidifica in una coscienza popolare non solo della propria oppressione nazionale da parte degli inglesi ma soprattutto della particolarità culturale del popolo irlandese. Nascono i Fenians, la Gaelic League e la Irish Home Rule. Soprattutto la Gaelic League si distinse per le posizioni radicali lanciando una campagna di tipo militare contro i proprietari terrieri inglesi. Il premier inglese Gladstone cercò in prima istanza di stroncare il movimento attraverso la repressione: gli irlandesi furono sottoposti a sfratti di massa e la leadership irlandese fu incarcerata e deportata in Inghilterra - fra questi Michael Merditt capo della League e Charles Steward Parnell, leader dell’Home Rule. Ma nel 1866 Gladstone, convinto che la repressione da sola non stabilizzasse la situazione irlandese, presentò in parlamento un progetto di autogoverno per l’Irlanda che ottenne anche l’appoggio della Irish Home Rule di Parnell: la legge ottenne l’approvazione dei Comuni - 1893 - ma fu respinta dalla Camera dei Pari. I Liberali, che nel frattempo erano passati all’opposizione, continuarono ad appoggiare la causa dell’autogoverno irlandese ma senza impegnarvisi più di tanto. Il conflitto intanto andava caratterizzandosi anche sotto il profilo sociale: l’industrializzazione, ormai profondamente radicatasi anche in Irlanda, aveva polarizzato su linee di classe la situazione, soprattutto nel nord che, intorno a Belfast, vedeva il nucleo della industria irlandese. I proprietari - tutti protestanti - erano a favore del mantenimento dell’unione con la Gran Bretagna, i lavoratori - in maggioranza cattolici ma non solo - a favore dell’autogoverno e in prospettiva dell’indipendenza.
    E’ su queste linee di classe che si stabilisce il patto di ferro fra i conservatori inglesi e gli unionisti nord irlandesi, patto che dura a tutt’oggi.
    Il finire del XIX secolo vide un vero e proprio rinascimento gaelico: nel 1884 nacque la Gaelic Athletic Association che favoriva la rinascita degli sport tradizionali irlandesi come veicolo di maturazione dell’identità nazionale, nel 1893 fu creata la Gaelic League che fu promotrice di una rinascita della letteratura nazionale e promosse scuole e studi superiori in gaelico. La rinascita culturale portò ad una ripresa del radicalismo politico che sfociò nel 1907 nella fondazione del Sinn Fein, indipendentista fin dal nome - Noi da soli, in gaelico - ad opera di Arthur Griffith mentre, fra le classi lavoratrici, penetrava profondamente l’opera di due rivoluzionari socialisti, James Connolly e Jim Larkin. Così il nazionalismo si radicava profondamente fra le masse irlandesi sotto il segno della identità nazionale e della cultura socialista e gli anni iniziali del secolo furono tempo di organizzazione e di sviluppo politico.
    Le condizioni di una insurrezione vincente sembrarono arrivare nell’aprile del 1916 quando, approfittando dell’impegno inglese sul continente nella I guerra mondiale, in nazionalisti irlandesi insorsero in quella che è passata alla storia come la Easter Rising, l’Insurrezione di Pasqua.
    Il 24.4.1916 l’Irish Chitine Armi di Connolly, l’Irish Republican Brotherhood e gli Irish Volunteers insorsero a Dublino e proclamarono la repubblica indipendente di Irlanda. Il governo inglese ebbe ragione di questa ennesima ribellione con un ennesimo bagno di sangue: tre mila insorti furono arrestati e deportati, novanta “capi” - fra cui Connelly e Pearse, il più grande poeta gaelico del suo tempo - impiccati fra il 3 ed il 12 maggio1916.
    La Ribellione di Pasqua assunse rapidamente un valore simbolico molto maggiore della sua incidenza materiale immediata: divenne una bandiera di lotta per tutto il movimento repubblicano, sia quello sia vi aveva preso parte - l’Irish Republican Army - sia per coloro che ne erano rimasti al di fuori - il Sinn Fein. Soprattutto quest’ultimo venne preso come riferimento politico da parte di indipendentisti e avversari: l’insurrezione di pasqua divenne tout court l’Insurrezione del Sinn Fein e la popolarità dal partito crebbe a tal punto che alle elezioni politiche del 1918 ottenne 73 dei 105 seggi spettanti all’Irlanda. Il partito decise di non occupare i seggi di Westminster e di costituirsi in parlamento irlandese indipendente, il Dail Eirenn.
    Nel corso degli anni iniziali del secolo gli unionisti protestanti non erano stati con le mani in mano a guardare il radicalizzarsi della lotta per l’indipendenza irlandese. Soprattutto nelle contee settentrionali dove maggiore era la loro influenza economica dettata dal dominio dell’industria e la presenza numerica andarono organizzandosi, con la copertura delle autorità inglesi, gruppi paramilitari: nel 1905 viene formato l’Ulster Unionist Council come partito politico in difesa dei privilegi costituiti e, nel 1913, l’UUC si dota di un braccio militare, la Ulster Volunteers Force (UVF) che si dedica immediatamente a forme di “repressione parallela” del movimento repubblicano.
    La proclamazione del parlamento indipendente di Irlanda, nel 1918, resta comunque un punto di svolta fondamentale: il governo inglese dichiara fuorilegge sia il Dail Eirenn sia il Sinn Fein ma stavolta trova una ferma resistenza da parte irlandese e la repressione si trasforma in una vera e propria guerra. La guerra Anglo Irlandese (1919-1921) fu caratterizzata dalla guerriglia dell’IRA contro gli inglesi e dalle atrocità dei Black and Tans - un battaglione speciale dell’esercito di Sua Maestà - contro le popolazioni civili ed i sospetti repubblicani.
    La guerra si concluse con un compromesso in cui il governo inglese decide di dividere in due l’Irlanda e di concedere l’autogoverno alla parte meridionale dell’isola, sotto il nome di Irish Free State. All’Irlanda libera veniva concesso lo status di Dominion, simile a quello del Canada: il governo conservatore di Londra, capeggiato da Lloyd George, dopo aver stabilizzato la situazione nelle contee settentrionali attraverso l’inaugurazione solenne del parlamento protestante di Belfast da parte di Re Giorgio V, impone la soluzione della divisione sotto la minaccia di una guerra totale contro l’EIRE. Il trattato viene firmato nel dicembre 1921 e statuisce l’indipendenza di ventisei contee meridionali e la continuazione del dominio inglese nelle sei settentrionali. Il Dail Eirenn fu chiamato a ratificare il trattato cosa che avvenne 64 voti contro 57: la spaccatura era verticale anche e soprattutto nel Sinn Fein che si scisse. I “possibilisti” diedero vita al Cumann na nGaedheal mentre i radicali mantennero il nome di Sinn Fein: anche l’IRA si spaccò e ne nacque una vera e propria guerra civile (1922/23) che causò oltre cinque mila morti. La vittoria fu delle forze favorevoli al trattato, armate e sostenute da Londra.
    Né la guerra civile valse a dirimere le divisioni del movimento repubblicano: alle elezioni del 1923 il Sinn Fein si rifiutò di occupare i seggi conquistati (circa un terzo) per protesta contro la divisione del paese. La crisi si trascinò lungamente fino alla nascita di un nuovo partito, il Fianna Fail, formato da Eamonn De Valera, un ex capo dell’IRA durante l’Insurrezione di Pasqua, che alle elezioni del 1932 conquistò il potere. Il Fianna Fail fu appoggiato sia dal Labour Party che dall’IRA e portò ad una stabilizzazione della politica generale dell’EIRE. Nel corso della sua lunga leadership - dopo aver ricoperto diverse cariche in successivi governi fu eletto Presidente della Repubblica nel 1959 e tale rimase fino al 1973 - De Valera delineò una politica economica fortemente protezionistica che sviluppò l’industria e l’agricoltura nazionale mentre diede un impulso straordinario alle nazionalizzazioni nei settori strategici, energia e miniere.
    Soprattutto De Valera fu l’ispiratore della costituzione dell’EIRE, promulgata nel 1936: nella carta fondamentale lo stato libero d’Irlanda non riconosceva il Governatorato Generale dell’Ulster e sanciva l’indivisibilità dell’Irlanda. Non ostante tutte le minacce di invasione e di guerra la posizione irlandese nei confronti dell’Inghilterra rimase molto rigida. Nel 1939 l’EIRE si proclamò neutrale nel conflitto mondiale e l’intransigenza di De Valera nel considerare il nord parte integrante dell’Irlanda “momentaneamente occupato” si dimostrò con la protesta formale rivolta agli USA, nel 1941, contro lo sbarco a Belfast di truppe americane “senza l’autorizzazione del governo irlandese”.
    Il trattato del 1921 pone il problema dei confini fra la Repubblica d’Irlanda e il Regno Unito: la Bundbury Commission viene insediata nel 1924 ed è subito fonte di gravi problemi. L’Ulster, una delle quattro provincie storiche d’Irlanda, viene divisa seguendo la necessità di creare una artificiosa maggioranza protestante. Le stesse contee vengono per questo all’occorrenza smembrate.
    La costituzione dello stato confessionale nord irlandese procede attraverso una serie di leggi speciali (soprattutto lo Special Power Act del 1922), di regolamenti e la costituzione di corpi speciali di repressione. Il RUC (Royal Ulster Constabulary) viene formato nel 1922 con un organico sproporzionato (4000 A-specials - personale in servizio effettivo -, 20000 B-specials - ausiliari, richiamabili in servizio in caso di necessità anche per brevi periodi- e 6000 C-specials -riservisti, richiamabili solo in caso di emergenza nazionale) reclutato fra gli ex soldati inglesi ed escludendo tutto il personale cattolico.
    La discriminazione dei cattolici - in quanto tali ma soprattutto in quanto nazionalisti - è a livelli di apartheid sui luoghi di lavoro. Discriminazione pesante nel settore privato (soprattutto il metalmeccanico e la cantieristica che sono la spina dorsale dell’industria nord irlandese) e quasi assoluta nel settore pubblico: nella contea di Fermanagh, dove i cattolici sono in maggioranza, su 370 impiegati pubblici solo 32 sono cattolici.
    Altro settore in cui la discriminazione è assoluta è l’edilizia pubblica: sempre a Fermanagh su 1529 alloggi assegnati nel periodo 1945-70 solo 502 vanno a cattolici. L’inquilinato non è solo un problema di ordine umano ma anche di ordine politico. La legge elettorale locale vigente in Irlanda del Nord prevedeva fino al 1971 un diritto di voto limitato alla proprietà: votavano cioè soltanto i proprietari di case, gli inquilini dell’edilizia pubblica e le aziende, in ragione del numero di addetti (l’espressione materiale di questi voti “aziendali” competeva al direttore generale dell’industria). Si queste basi è facile capire come l’assegnazione di alloggi ma in generale la decisione delle diverse localizzazioni delle costruzioni aveva un immediato risvolto politico. Sempre sulla legge elettorale uno strumento di mantenimento del potere da parte dei protestanti fu la definizione dei collegi elettorali: questi furono definiti in maniera da garantire sempre e comunque la maggioranza agli orangisti.
    Durante il periodo della definizione dello stato nord irlandese gli Unionisti diedero il via ad una serie di pogrom che avevano il dichiarato scopo di “sistemare al meglio” la situazione: nel 1920/22 i gruppi paramilitari cacciarono dalle case e dal lavoro 11000 nazionalisti e ne uccisero 400!
    Per quarant’anni la situazione dell’Irlanda del Nord fu caratterizzata da un dominio spietato dei protestanti anche se, lentamente qualcosa andava smuovendosi nei rapporti fra le “due Irlande”. Questo timido approccio si rese concreto nel 1965 con l’incontro informale fra O’Neill, leader dell’Irlanda del Nord e Sean Lewass, il primo ministro dell’EIRE: ma anche questo primo abboccamento fece precipitare i rapporti di forza interni al mondo protestante. Gli estremisti protestanti accusarono l’ala moderata di “volersi arrendere ai papisti” e, sotto la guida di un pastore protestante, Ian Paisley, formarono il Democratic Unionist Party con un programma semplice e chiaro, “tenere i papisti al loro posto, con le buone o no”.
    Nel mondo cattolico, allo stesso tempo, si andava aggregando una nuova tendenza, diversa da quella tradizionale del nazionalismo del Sinn Fein e dell’IRA: sotto l’influenza dell’esempio del movimento dei diritti civili afro americano nella versione di Martin Luther King, nel 1967 nacque il North Ireland Civil Rigth Association (NICRA). Propugnando mezzi assolutamente pacifici, dalle marce alle petizioni, il programma del NICRA era un programma moderato:
    · ·diritto di voto individuale e riforma del gerrymandering (la divisione ineguale dei collegi elettorali),
    · ·fine della discriminazione sul lavoro e nella assegnazione delle case,
    · ·soppressione dello Special Power Act,
    · ·scioglimento dei B-specials.
    Il governo dello Stormont reagì a questo movimento pacifico con un accentuazione della brutalità repressiva: il 5.10.68 una manifestazione del NICRA a Derry fu attaccata da RUC, B-specials e provocatori protestanti su ordini precisi del Ministro degli interni nord irlandese, il 1.1.69 cinquecento estremisti protestanti, spalleggiati dalla polizia, attaccarono un altro corteo a Dublino. Due giorni dopo, il 3.1.69 RUC e B-specials tentarono il salto di qualità attaccando direttamente il quartiere cattolico di Bogside, a Derry. Stavolta però la popolazione reagì al pogrom e difese le proprie case.
    La polizia di Stormont non poteva sopportare uno smacco e, il 12.8.1969 un nuovo attacco in forze investì quello che ormai era diventato il simbolo della resistenza repubblicana. Rispetto al gennaio precedente l’attacco fu ancor più violento e massiccio, ma altrettanto rafforzata era la volontà di resistenza dei nazionalisti. In tre giorni di combattimenti veri e propri nelle strade del quartiere (12-14.8.69) i Bogside Volunteers e tutta la popolazione di quella che diventerà la “Free” Derry riuscirono a cacciare la polizia dal quartiere e, in pratica, a costituire una zona liberata nel quartiere (“No goes area”).
    La rabbia della polizia e degli estremisti orangisti si scaricò dopo la sconfitta di Bogside su diversi quartieri nazionalisti: a Belfast e in altri centri del paese fra le 30 e le 60 mila persone dovettero abbandonare le proprie case, nove furono i morti e più di 500 le case bruciate dai protestanti. Lungo tutto il confine l’esercito dell’EIRE approntò campi profughi in cui dare asilo alle popolazioni in fuga.
    Il 14.8.1969 il governo di Londra, di fronte all’assoluta ingovernabilità della situazione creatasi in Irlanda del Nord, decise l’invio di truppe regolari “a dividere i contendenti”: a questa decisione il Governo di Londra, dopo la vittoria della resistenza di Bogside, dovette accompagnare alcune riforme almeno di facciata. Come richiesto dal NICRA viene decretato il suffragio universale anche nelle elezioni locali, vengono sciolti i B-specials (subito ricostruiti sotto il nome di Ulster Defence Regiment) e parzialmente disarmata la RUC.
    Con la “carota” delle riforma il governo di Sua Maestà attuò un sostanziale inasprimento della repressione: al 9.8.71 342 persone, tutti nazionalisti o presunti tali, furono prelevati dalle loro case ed internati senza processo in appositi campi allestiti dall’esercito inglese e sottratti alla giustizia ordinaria, nei sei mesi successivi gli internati, tutti senza processo i più senza neppure accuse a carico, salirono a 2537.
    L’Internamento, attuato in base allo Special Power Act, spinse all’azione anche i settori pacifisti: nel 1971 Belfast era una città in guerra, a Derry i quartieri di Bogside e Creggan erano vere e proprie repubbliche autonome...per tutto il 1971 le manifestazioni di massa si susseguirono incessantemente e la loro repressione affidata direttamente all’esercito inglese.
    Il 30.1.1972 il NICRA organizzò a Derry una marcia pacifica cui parteciparono più di 20 mila persone: l’esercito inglese in “servizio d’ordine” aprì il fuoco sulla folla causando 14 morti e 10 feriti. Quello che è passato alla storia come Bloody Sunday cambiò definitivamente il volto dell’Irlanda del Nord.
    Gli inglesi soppressero il parlamento di Stormont e assunsero il governo diretto della provincia, nel campo nazionalista il Bloody Sunday dimostrò che nessuno strumento democratico poteva cambiare la natura dello stato nord irlandese: fu la fine del NICRA e del pacifismo, ormai la parola passava alle armi ed all’IRA.
    La situazione dell’IRA agli inizi degli anni 70 era particolarmente confusa: la penetrazione all’interno della struttura nazionalista delle lezioni terzomondiste rivoluzionarie aveva generato una corrente marxista che, nel 1969, raggiunge la maggioranza all’interno della organizzazione. Lo sviluppo di questa corrente - che prenderà il nome di Officials IRA e presto rinuncerà alla lotta armata - crea una scissione nella organizzazione e poi nel Sinn Fein: i nazionalisti prenderanno il nome di Provisional IRA e la corrente marxista del Sinn Fein quello di Worker’ s Party, scivolando su posizioni sempre più riformiste.
    In questa situazione confusa l’IRA tocca il punto più basso sia dal punto organizzativo - molti capizona dell’organizzazione sotterrarono o vendettero le armi, molti militanti restano ai margini della scissione ecc. - che dal punto di vista dell’immagine rispetto al movimento repubblicano in generale - l’acronimo IRA viene letto familiarmente “I Run Away”. Ma le lotte del 1970/72 e la bancarotta del pacifismo incapace di dare una pur minima protezione alla popolazione cattolica e ai ghetti - mentre invece vi riescono le organizzazioni semispontanee di autodifesa - rilanciano l’organizzazione armata che vede le sue fila ingrossarsi soprattutto di giovani e giovanissimi militanti.
    La presenza delle truppe inglesi crea una situazione di vera e propria lotta di liberazione nazionale, la propaganda inglese presenta il conflitto come una irragionevole guerra di religione, un residuo del XVI secolo alle soglie del 2000: gli inglesi sostengono di essere in Ulster per “dividere” gli estremisti cattolici dagli estremisti protestanti. In realtà gli inglesi coprono una situazione di profonda oppressione nazionale e di classe e combattono una guerra sporca da potenza coloniale, seguendo la tradizione sviluppata in quattro secoli di Impero in tutto il mondo: terrore, sangue, discriminazione.
    Gli anni dal 1969 al 1979, dall’arrivo delle truppe inglesi fino alla vittoria elettorale di Margaret Thatcher sono anni di guerriglia e contro guerriglia: l’IRA sviluppa le no goes areas e combatte a colpi di bombe e agguati allo scopo di rendere inaccettabile il prezzo del mantenimento dell’Ulster nel regno di Gran Bretagna. Gli inglesi tentano di distruggere l’IRA attraverso un terrore di stato - soprattutto attraverso la carcerazione senza processo e l’internamento - ed un terrorismo “bianco” condotto dai corpi separati dello stato (l’M15, il controspionaggio militare), i corpi speciali dell’esercito (i SAS - Special Air Service - che colpiscono come una organizzazione terroristica, vedi l’omicidio dei quattro di Gibilterra) e i gruppi paramilitari protestanti, cui le forze di polizia ed i servizi segreti forniscono aggiornate liste di sospetti nazionalisti, armi e soprattutto la garanzia di impunità.
    Con la vittoria laburista del 1974 il governo di Londra tenta nuove carte politiche che possiamo definire con due termini: criminalizzazione e ulsterizzazione del conflitto.
    Il primo termine ha un preciso significato politico ed una data di inizio precisa: il 1.3.1976 il governo inglese nega lo status di prigioniero politico a tutti i detenuti repubblicani dell’Irlanda del Nord. Lo Special Status Prisoner viene tolto a tutti i detenuti di Long Kesh (maschile) e di Arnagh (femminile) e la lotta dei detenuti ridotti a figurare come detenuti comuni è durissima: per cinque anni le carceri irlandesi sono un campo di battaglia in cui si gioca una parte importante della guerra di liberazione, lotta che termina con lo sciopero della fame a oltranza di Long Kesh e con la morte di Bobby Sands e di altri nove detenuti repubblicani.
    La “ulsterizzazione” consiste nel progressivo trasferimento dei compiti repressivi alle forze locali: nel 1970, quando Londra invia l’esercito in Irlanda i soldati di Sua Maestà Britannica sono 16 mila di cui otto mila, la metà, sono della RUC e della UDR; nel 1984 le forze della repressione sono salite a 30 mila di cui quasi 20 mila, i due terzi, sono della UDR e della RUC.
    Il tentativo è ovviamente strumentale: si cerca di convincere l’opinione pubblica soprattutto internazionale - dove per “internazionale” si intende soprattutto la potente lobby cattolico irlandese degli USA - che vede di cattivo occhio la repressione e la soppressione dei diritti civili in Ulster.
    La linea del governo Thatcher negli anni 80 è stata particolarmente dura: non ostante gli apparenti tentativi di trattativa con l’EIRE il governo inglese ha sempre posto una precondizione insormontabile. Per il governo inglese non esiste un indipendentismo, un movimento di liberazione né un conflitto sociale: esiste soltanto un problema di terrorismo - e come tale per definizione “interno” - e un problema - in questi termini marginale - di rapporti internazionali fra Regno Unito e Repubblica di Irlanda. Politicamente questo significa trattare con un interlocutore non qualificato - il governo di Dublino - e rifiutare di riconoscere la legittimità del movimento repubblicano: più o meno come quando gli Israeliani volevano risolvere il problema dei Palestinesi trattando con la Giordania e rifiutando ogni rapporto che non fosse di scontro militare con l’OLP; il risultato è stato l’Intifada.
    Sullo specifico degli ultimi “tentativi di pace” torneremo comunque alla fine di questo lavoro.

    [torna all'inizio]

    Gli strumenti della oppressione colonialista: la legislazione speciale.

    Delle leggi di emergenza “storiche” attraverso cui gli inglesi perpetrano il loro dominio sull’Ulster abbiamo già detto: lo special Power Act basterebbe da solo ma non è la sola “legge scellerata” in vigore nel Regno Unito. Quella che segue è una breve schematizzazione della legislazione d’emergenza attuate contro la lotta di liberazione irlandese.
    Lo Special Power Act, promulgato nel 1922, consente al Ministero degli Interni dell’Irlanda del Nord di “prendere tutti i provvedimenti necessari a mantenere la pace e preservare l’ordine”. Nella pratica questo significa che il governo locale dell’Irlanda del Nord può a proprio piacimento arrestare, interrogare, detenere e internare qualsiasi sospetto senza rendere conto né alla magistratura né a nessuno. Già questa legge - che definire liberticida è poco - consente di applicare ai repubblicani e a tutti gli oppositori una cittadinanza di seconda categoria, rendendoli praticamente in balia delle forze di polizia e dell’esecutivo, ma non ostante tutto questo - lo SPA prevede addirittura la fustigazione come metodo punitivo - la situazione che si crea negli anni a cavallo del 1970 impongono una nuova legge, più confacente alla situazione creatasi.
    Il Criminal Justice Act viene quindi promulgato nel 1970 prevedendo la possibilità di imporre il coprifuoco in qualsiasi zone del paese su decreto del ministro dell’interno (applicazione immediata nella zona di Belfast ovest), una maggiore libertà per le forze di polizia di procedere a perquisizioni domiciliari (nel 1975 vengono perquisite 75 mila perquisizioni in tutto l’Ulster: una casa su cinque, nell’arco di dodici mesi, riceve la non richiesta visita della polizia), inasprisce le pene detentive e le estende a reati molto vaghi, tutti comminabili per direttissima. Per fare un esempio il CJA prevede un minimo di sei mesi di reclusione per “comportamento indisciplinato”... pena erogabile da un tribunale particolare ed inappellabile.
    Nel 1971 viene promulgato la Special Power Act 226 che prevede l’internamento senza processo per i sospettati di attività repubblicane: il 9 agosto 1971 in una retata gigantesca, le forze di polizia e l’esercito prelevano dalle loro case 342 cittadini irlandesi e li rinchiudono nei campi di concentramento approntati dall’esercito, nel dicembre dello stesso anno gli internati sono 882.
    Le condizioni di internamento sono terribili: in un rapporto specifico Amnesty International denuncia violazioni gravissime dei diritti umani dei detenuti e l’uso sistematico della tortura. Specificamente nei capi di internamento
    · ·i detenuti sono costretti ad esercizi fisici estenuanti o a rimanere ore ed ore in piedi, a gambe divaricate, con le mani appoggiate al muro o ad armadi in modo che tutto il peso del corpo gravi sulle dita;
    · ·i detenuti subiscono forme di deprivazione sensoriale, vengono costretti a rimanere per giorni interi incappucciati;
    · ·ai detenuti viene impedito di dormire per lunghi periodi;
    · ·i detenuti vengono riforniti di cibo ed acqua a intervalli irregolari, in quantità insufficiente;
    · ·i detenuti vengono sottoposti a forti rumori meccanici.
    I detenuti rilasciati dai capi di internamento denunciano altre forme di tortura ancora più gravi: alcuni detenuti raccontano di essere stati scaraventati fuori da elicotteri in volo a un metro e mezzo di altezza, bendati, dopo essere stati convinti di essere in volo sopra Belfast o sul mare. Altri lamentano di aver subito feroci percosse e assalti con i cani antisommossa, o di essere stati costretti a camminare a piedi nudi su cocci di vetro mentre i soldati - o i secondini, o i poliziotti - li picchiavano coi manganelli. A causa di torture come queste muoiono almeno due militanti repubblicani, Sean McKenna e Patrick Shiver.
    L’internamento senza processo viene sospeso nel 1975 ma resta in vigore lo SPA226 e potrebbe essere reintrodotto in qualsiasi momento con un semplice atto amministrativo del Segretariato di Stato per il Nord Irlanda.
    Nel 1973 viene promulgato l’Emergency Prevenction Act, a parziale sostituzione della SPA diventato difficilmente applicabile per l’abolizione del parlamento nord irlandese voluto dal governo di Londra, e dei suoi ministeri che, per lo SPA erano depositari del potere di promulgare gli atti.
    L’EPA conferisce all’autorità militare i poteri che lo SPA attribuiva al ministero degli interni di Stormont, e li allarga ulteriormente:
    · ·prolunga il fermo di polizia a 72 ore, senza che vi sia obbligo di informare l’autorità giudiziaria;
    · ·istituisce le Diplock Courts, composte da un solo giudice e senza giuria, veri e propri tribunali speciali;
    · ·accetta come prova in giudizio testimonianze anonime privando la difesa di ogni diritto al confronto con l’accusatore;
    · ·stabilisce la presunzione di colpevolezza per chiunque sia trovato in possesso di armi non denunciate e consentite regolarmente dalle autorità di polizia;
    · ·cambia le regole sull’ammissibilità processuale delle confessioni, rendendo impossibile la ritrattazione di queste di fronte ai tribunali.
    Quest’ultima norma legalizza, di fatto, la tortura degli indiziati: in tre anni -1973/75- le Diplock Courts accettano come prova 10200 confessioni di imputati ottenute durante la detenzione nei comandi della RUC e dell’esercito. Non ostante che la maggioranza degli imputati ritratti di fronte ai giudici le confessioni, dichiarando che erano state estorte, il 94% degli imputati viene condannato in base alle stesse confessioni ritrattate.
    Ma ormai la produzione di leggi speciali ha assunto cadenza annuale e nel 1974 il ministro laburista Roy Jenkins, dopo un attentato dell’IRA a Birmingham che aveva causato 21 morti e 150 feriti, promulga il Prevenction of terrorism act che estende all’intero territorio del Regno Unito le leggi speciali in vigore nell’Ulster. I punti significativi del PTA sono sostanzialmente tre:
    · ·Fermo di polizia, portato a sette giorni. Si tratta in sostanza di una sospensiva dell’habeas corpus così come previsto dal diritto inglese e della negazione di una sentenza della Corte Europea che fissa in 108 ore (quattro giorni e mezzo) il termine massimo di fermo senza accusa. Il risultato di questa norma è che fra il novembre 1974 ed il dicembre 1984 vengono fermate senza che si elevi una accusa nei loro confronti 5905 persone in Gran Bretagna e 4306 in Irlanda, per il 78% questi fermi non si tramutano in arresto ma si risolvono con il rilascio dei fermati in un tempo variabile fra i tre ed i sei giorni. Nel solo 1988, nell’intero territorio del Regno Unito, vengono fermate in base al PTA 1717 persone di cui 1343 rilasciate. Da queste cifre appare chiara la finalità di controllo e intimidazione di questa norma.
    · ·Esilio interno: il Ministero degli Interni inglese e il Segretariato di Stato per l’Irlanda del Nord possono in base a questo decreto, limitare i movimenti dei cittadini impedendogli di lasciare una determinata zona o di recarvici, tutto questo per decreto esecutivo, senza che l’autorità emittente debba giustificare il provvedimento e che il cittadino colpito possa appellarsi. A 400 irlandesi viene così proibito di recarsi in Inghilterra, Scozia e Galles (fra loro Jerry Adams, leader del Sinn Fein) mentre ad un paio di centinaia di residenti in Inghilterra, Scozia e Galles (tutti di origine irlandese) è vietato l’ingresso nelle Sei Contee. Anche questa norma ha il chiaro scopo di tenere assolutamente divisi i Repubblicani dell’Ulster dagli irlandesi che vivono nelle grandi città inglesi.
    · ·Messa al bando dei gruppi armati ovviamente all’entrata in vigore del PTA le caselle dei gruppi messi fuorilegge contenevano solo la sigle dell’IRA. Nel 1979 si aggiungeva anche quella dell’INLA. I gruppi armati protestanti sembravano non esistere in quanto tali e l’UDA è rimasta legale fino al 1992 non ostante che tramite la sigla VVF, a tutti nota come filiazione, avesse rivendicato un paio di centinaia di omicidi.


    Un discorso a parte merita il Broadcasting Act (1988) che si aggiunge alle norme censorie - e autocensorie - consuete della stampa “libera” dei regimi “democratici” che si trovano di fronte a forme di insorgenza civile.
    Il BA vieta ufficialmente la trasmissione televisiva e radiofonica di qualsiasi dichiarazione di otto organizzazioni politiche dell’Irlanda del Nord: tre di queste sono organizzazioni legali (Sinn Fein, Republican Sinn Fein e Ulster Defence Association - questa dichiarata fuorilegge dal 1992), una - il Sinn Fein - è rappresentato in tutte le assemblee elettive dell’Ulster ed anche - per quanto assenteista - nel parlamento nazionale del Regno Unito.
    In forza a questo provvedimento - esteso del 1990 anche alla TV via cavo e satellitare -, giustificato all’atto della promulgazione come avente lo scopo di “impedire il diffondersi del terrorismo”, i 60 consiglieri comunali del Sinn Fein e i suoi due deputati ai Comuni non possono essere intervistati né rilasciare dichiarazioni o comunicati a radio e TV: solo durante le campagne elettorali la legge viene derogata per il tempo minimo concesso dalla legge di accesso ai mass media per i partiti rappresentati nelle istituzioni.
    Al tempo della promulgazione della legge la BBC - tv di stato - ricevette una informativa confidenziale in cui si diffidava dall’intervistare una serie di personaggi inglesi e del panorama politico internazionale fra i quali spiccava il nome di Ted Kennedy.
    Il BA ha la caratteristica di aver avuto una applicazione retroattiva: BBC e IBA - l’authority che sovrintende all’emittenza privata in Gran Bretagna - hanno diramato una direttiva che vieta di utilizzare qualsiasi immagine presente o passata che avesse come protagonista personaggi o fatti legati alle organizzazioni discriminate. Così oggi in Gran Bretagna è impossibile realizzare un programma storico sull’Irlanda: l’emittente privata Ulster TV che preparava una serie di dieci filmati di storia Irlandese ad uso delle scuole si è visto censurare i programmi, fino ad essere costretta a rinunciare al progetto, per la presenza nei filmati d’archivio di Eamonn De Valera o Sean McBride - premio Nobel per la Pace, dirigente dell’IRA negli anni 20, ministro degli esteri dell’EIRE dal 1948 al 1951.
    La furia censoria antirepubblicana è arrivata anche a limiti davvero incredibili: nel 1988 fu proibita la trasmissione via radio della canzone “The Birmingham Six” dei Dubliners (la storia di sei persone arrestate e rimaste 17 anni in carcere innocenti, rilasciati nel 1991). La circolare IBA scriveva testualmente:
    “Nella canzone si afferma che alcuni terroristi oggi in prigione sono innocenti e che essere irlandesi in Gran Bretagna significa essere discriminati. Questa tesi poterebbe essere vista come un sostegno o un invito a sostenere una organizzazione che è stata messa al bando dal Ministero degli Interni. La canzone inoltre esprime un generale disaccordo nei confronti del Governo e dei tribunali inglesi nel trattare i casi di terrorismo”


    Per riepilogare almeno parzialmente i risultati della politica repressiva del governo inglese in Irlanda del Nord facciamo alcune cifre:
    1969-1986 75mila arresti: un cattolico su quattro fra i 16 ed i 44 anni è stato arrestato almeno una volta
    1971-1986 338.803 perquisizioni: ogni casa cattolica è stata “visitata” almeno due volte dalla polizia
    1970-1988 i prigionieri sono aumentati in diciotto anni del 170%: in Irlanda ci sono 121 detenuti ogni 100 mila abitati, di questi due terzi sono - o sono stati - in carcere per effetto delle leggi speciali
    1969-1993 3052 morti e 35293 feriti - 54% civili estranei alle formazioni armate (polizia e gruppi militanti)
    1968-1989 9000 esplosioni e 4000 ordigni disinnescati


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    La composizione di classe delle Sei Contee
    Come dicevamo nelle note storiche i cattolici sono stati per secoli discriminati rispetto al diritto di proprietà, soprattutto terriera: questo a fatto sì che la divisione fra cattolici e protestanti, con il passare degli anni, abbia assunto caratteri nettamente classisti, dove i cattolici sono storicamente poveri e mantenuti poveri attraverso un sistema discriminatorio.
    Le condizioni generali dell’industria, cantieristica e metallurgica, hanno risentito profondamente della crisi e delle ristrutturazioni degli anni 80: per questo il problema della disoccupazione è centrale nell’analisi della composizione di classe. Alla crisi dell’industria la guerra ha impedito di avere uno sbocco nelle forme di terziarizzazione che si sono sviluppate in tutta l’Europa: bombe e repressione, quartieri circondati da filo spinato, fossati controcarro che tagliano le strade di campagna vicino alla linea di frontiera con l’EIRE non sono le infrastrutture che favoriscono il turismo...
    Ma per gli Unionisti la guerra è veramente un’industria, ben protetta e lontana da ogni crisi. Da qui la durezza con la quale si rifiuta ogni ipotesi di soluzione politica: per essere espliciti la repressione è un interesse economico molto concreto ed in continua espansione se si pensa soltanto che nel 1969 un cittadino nord irlandese protestante su 447 traeva le proprie entrate dal sistema della “sicurezza” mentre nel 1990 questa proporzione era salita ad un cittadino ogni 69!
    Ma torniamo ai lavori “socialmente morali”. Per anni il reclutamento della forza lavoro è avvenuto soltanto attraverso la presentazione di familiari o di associazioni locali, in massima parte protestanti. Altro ne ha messo l’agenzia statale per l’occupazione - Fair Employment agency - che non avvia al lavoro ma si limita a censirne la distribuzione. Secondo le statistiche della FEA nelle sei maggiori industrie di Belfast la manodopera era per la maggioranza protestante, i cattolici oscillano fra 4.5% e 8% dei lavoratori qualificati: le aziende sostengono che i cattolici non amano lavorare dove ci sono “troppi protestanti”.
    Negli ultimi venti anni la recessione economica che ha colpito il Regno Unito ha fatto sì che la disoccupazione sia diventata un altro strumento della repressione colonialista: facciamo qualche cifra per spiegarci meglio.
    Le cifre sono riferite a Belfast Ovest perché questa è la zona cattolica della città: le industrie maggiori sono situate nella zona protestante di Belfast Est.
    Percentuale di disoccupazione a Belfast Ovest
    Anno
    Quartiere
    Disoccupati
    1983
    Bullymurphy
    86% degli adulti
    1895
    Moyard
    79% degli adulti
    1986/1987
    Divis Flats
    67% uomini 48% donne
    1986/1987
    Lower Flats
    61% degli adulti
    1986/1987
    Twinbrooks
    46% uomini 18% donne
    1986/1987
    Unity Flats
    77% uomini 40% donne
    1987
    Lower Shankill (protestante)
    20% degli adulti

    Nel resto dell’Irlanda del Nord la situazione è analoga.
    La discriminazione è netta se si guarda al dato del personale impiegato: nelle maggiori industrie i cattolici sono pochi. Alla Harland & Wolff - cantieri navali - i cattolici sono il 4.8% delle maestranze, alla Ford, situata in una zona cattolica, la percentuale era del 9%... alla Short Brothers, azienda fabbricante d’armi, finanziata dalle commesse governative, del 5% fra i lavoratori e del 6% fra gli apprendisti: dopo un richiamo ufficiale della FEA la percentuale è salita al 10%.
    Nel settore pubblico, che in Irlanda del Nord comprende circa i 2/5 dei posti di lavoro esistenti non si va meglio: si va dal 89% di protestanti contro l’11% di cattolici in polizia al 65.9% contro il 34.1% del commercio, passando attraverso l’82.8% contro il 17.2% della pubblica istruzione e il 79% contro 21% dei tribunali. L’azienda per l’energia elettrica dell’Irlanda del nord, infine, dichiarava nel 1982 solo il 4% di funzionari cattolici.
    In un rapporto ufficiale del 1989 si tirano le somme della situazione:
    · ·I protestanti guadagnano di più: il 21% di loro supera le 10.000 sterline (circa 25 milioni) annue di introiti contro il 13% fra i cattolici;
    · ·Il 33% delle famiglie protestanti supera le 10.000 sterline annue contro il 21% dei cattolici;
    · ·Fra i protestanti di età compresa fra 16 e 18 anni la maggioranza ha già un lavoro mentre i cattolici vanno ancora a scuola;
    · ·Indipendentemente dal titolo di studio posseduto la disoccupazione fra i cattolici è di 2.5 volte maggiore che fra i protestanti.

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    Servizi di sicurezza e gruppi paramilitari protestanti
    La “sicurezza” in Irlanda del Nord è sicuramente la più grossa “industria” protestante: fra RUC (Royal Ulster Constabulary), UDR (Ulster Defence Regiment) e loro “indotto” - confidenti occasionali esclusi - circa un protestante su dieci che lavorano deve il suo reddito al sistema repressivo.
    Il governo inglese, soprattutto quello conservatore ma sempre con il concorso attivo dell’opposizione laburista, considera il problema irlandese sotto l'aspetto esclusivamente militare che può e deve essere risolto attraverso l’azione repressiva, da questo l’ipertrofia delle formazioni poliziesche.
    Questi gruppi ufficiali sono stati spesso al centro dell’azione di controinformazione dei movimenti repubblicani irlandesi e dei gruppi di difesa dei diritti civili: lo scioglimento dell’UDR è stato per circa venti anni una delle rivendicazioni del Sinn Fein e oggetto di richiesta preliminare da parte del governo dell’EIRE.
    L’UDR, erede dei B-specials, si è contraddistinto per un genere d’azione che ha costretto anche la pur fedele magistratura inglese a condanne per delitti comuni, con una decisa predilezione per lo stupro: non ostante l’impunità di cui, di fatto, hanno sempre goduto nel gennaio 1987 un membro dell’UDR è condannato a sei anni per questo reato, un altro a cinque anni nel 1988 mentre un terzo, sempre nel 1988, di anni di galera né prese addirittura 20 perché la vittima aveva solo otto anni.
    Ma anche furto, rapina ed estorsioni non sono assenti dalla fedina penale complessiva dell’UDR fino al suo scioglimento nel 1992 (salvo l’immediata ricostituzione sotto il nome di Royal Irish Regiment, con lo stesso personale).
    Un discorso diverso merita il RUC: per loro la definizione corretta è “Intoccabili”.
    Dal 1969 al 1989 le denuncie contro membri del RUC, per fatti che vanno dall'arresto illegale all’omicidio premeditato, alla tortura sistematica, sono state 1389: solo tre militi del RUC sono stati messi sotto inchiesta e tutti sono stati prosciolti prima del processo!
    Nel 1984 una serie di uccisioni di sospetti militanti dell’IRA ad opera di militari RUC, tutte avvenute in circostanze poco chiare, costrinsero all’apertura di un’inchiesta condotta dal vice capo della polizia di Manchester - John Stalker, alla cui vicenda in Irlanda si è liberamente ispirato Ken Loach per il suo “Hidden Agenda”.
    Stalker condusse l’indagine arrivando ad accusare il RUC di falsificare le testimonianze e di distruggere le prove d’accusa per coprire una ben determinata politica di eliminazione fisica dei militanti IRA: Stalker fu rimosso dopo una accusa di corruzione e l’azione investigativa affidata ad un altro funzionario “più ragionevole” rispetto alle esigenze del governo.
    Non ostante che le conclusioni fossero molto addomesticate il Governo Teacher oppose il segreto di stato alla divulgazione delle conclusioni dell’inchiesta e delle successive.
    Ma la RUC e l’UDR non agiscono soltanto in prima persona: una parte non secondaria delle operazioni “sporche” è appaltata dalle forze di sicurezza inglesi agli squadroni della morte protestanti.
    Le collusioni fra tutti i servizi britannici impiegati in Irlanda e i gruppi paramilitari protestanti sono ampiamente provate da inchieste indipendenti e, talvolta, addirittura dalle dichiarazioni ufficiali dei gruppi protestanti oltranzisti. Alcuni casi sono particolarmente indicativi.
    L’uccisione di Pat Finucane - avvocato impegnato nelle organizzazioni per i diritti civili - fu preceduta (17.1.89) da una dichiarazione del ministro inglese Hogg contro “gli avvocati nord irlandesi troppo indulgenti verso i terroristi”: il 12.2 Finucane fu assassinato in casa sua da un gruppo “di sconosciuti”.
    Nell’agosto 89 gli Ulster Freedom Fighter - un gruppo paramilitare - uccisero Loughlin Maggin, cattolico 28enne della contea di Down: l’uccisione fu giustificata con l’asserzione che Maggin fosse membro dell’IRA, a riprova di questo gli UFF esibirono un documento che lo stesso gruppo dichiarava essergli stati forniti dall’esercito inglese.
    Ancora: fonti sia dei gruppi protestanti sia dell’esercito hanno ammesso l’esistenza di una lista di 600 “individui pericolosi da colpire appena possibile” correlata di foto, indirizzi e biografie, stillata dai servizi segreti inglesi, e distribuita ai gruppi armati protestanti.
    Per concludere un altro dato. Nell’ambito dei rari arresti di estremisti protestanti il più delle volte sono emerse identità di persona fra miliziani protestanti e agenti dell’UDR in servizio:
    Marzo 1978: di 13 appartenenti a gruppi paramilitari protestanti condannati per vari reati - tra cui l’omicidio - 5 sono membri in servizio della UDR.
    Maggio 1987: un membro UDR sotto processo confessa di appartenere a ben tre gruppi paramilitari clandestini e di detenere armi in casa.
    Marzo 1988. Due soldati della UDR sono riconosciuti colpevoli di aver addestrato all’uso delle armi dei militanti UDA e di aver rubato armi per la stessa organizzazione nei depositi militari: uno è condannato a nove anni di carcere, l’altro scarcerato con la condizionale.
    Aprile 1988: un sergente della UDR condannato a cinque anni per traffico di armi a favore della UDA.
    Maggio 1989: un militare UDR ed uno delle Scotish Guards sono rilasciati con la condizionale per aver fornito informazioni alla UDA.
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    Le armi dei gruppi protestanti: canali di rifornimento
    I gruppi paramilitari protestanti sono parzialmente armati direttamente dai servizi segreti a dall’esercito inglese, soprattutto attraverso “furti agevolati” nei depositi militari.
    Ma il 24.2.1989 il quotidiano inglese “The Indipendent” pubblica un articolo “esplosivi” in cui si ricostruisce i legami fra i protestanti e il governo razzista del sud Africa rivelando che nel gennaio 1988 un carico d’armi sudafricane era sbarcato a Belfast.
    Un carico non da poco: 200 AK47, 90 pistole Browing 9mm, 500 granate a frammentazione, 30 mila caricatori per armi leggere, una diecina di lanciarazzi RPG7 e un certo numero di missili.
    Di questo carico circa la metà è stata recuperata, il resto è rimasta saldamente in mano all’UDA che aumenta il proprio volume di fuoco dai cinque ammazzati nel 1985 ai 160 del 1989! In generale fra il 16.3.88 ed il 24.3.89 UDA, UFF e UVF - i principali gruppi armati protestanti - assassinano 63 cattolici a colpi di AK47 e Browing...
    Né la direzione è univoca: durante la guerra sporca del governo sud africano contro l’ANC diecine di ex membri UDR sono arruolati nell’esercito sudafricano con compiti direttamente operativi nel settore delle informazioni, che nel caso specifico significa propriamente della tortura.
    E ancora sulle “Scout Africana concessione”: nel 1990 la polizia francese arresta a Parigi due aderenti alla UDA assieme all’addetto d’affari sud africano a Parigi e ad un agente dei servizi del Sud Africa mentre stavano trattando l’acquisto da parte sud africana di materiale militare incluso nelle liste d’embargo (a puro titolo di cronaca va ricordato che fu proprio il governo di Londra a premere sull’ONU per l’embargo contro il Sud Africa razzista per timore di uno sfaldamento definitivo del Commonwelt ad opera dei paesi africani).
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    “Sparare per uccidere”: una scelta politica.
    Dal 1979 l’esercito ed i servizi speciali inglesi sono stati ripetutamente accusati di praticare una l’abbattimento degli oppositori come pratica principale della lotta “antiterrorismo”. Di fronte all’scelta fra arrestare un sospetto appartenente o fiancheggiatore dell’IRA o degli altri gruppi armati repubblicani l’esercito inglese, su precisi ordini del governo di Londra, spara per uccidere. La politica ufficiale del governo inglese è da tempo la negazione della lotta di liberazione irlandese: per il governo di Londra esiste un’attività terroristica in Irlanda e nel Regno Unito e la lotta in atto è fra terrorismo e “democrazia”. Assunto tale punto di vista non esistono più “abusi di potere” o “negazione dei diritti civili”: la lotta è per la vita ed ogni mezzo è legittimo, primo fra tutti l’eliminazione fisica dei nemici, in guerra si spara per uccidere.
    Questa pratica, supportata dalla completa impunità per gli esecutori materiali, è denunciata annualmente nei rapporti di Amnesty International e di altre organizzazioni internazionali. Queste esecuzioni extra giudiziali sono state segnalate per la prima volta appunto nel 1979 quando alcuni militanti dell’IRA furono uccisi a sangue freddo da un reparto operativo della RUC: l’episodio più clamoroso rimane in ogni caso l’esecuzione a Gibilterra di tre militanti IRA ad opera dei SAS nel marzo 1988.
    Gruppi operativi speciali: cosa sono i SAS.
    Lo Special Air Service (Servizio Speciale dell’Aviazione - SAS) sono un reggimento speciale dell’esercito nato durante la seconda guerra mondiale come corpo di commandos, specializzati in azioni dietro le linee nemiche. Nel corso del dopoguerra, soprattutto negli anni della decolonizzazione, mutarono sostanzialmente il loro addestramento tramutandosi in un corpo anti guerriglia; in questa veste furono utilizzati dapprima in Grecia contro i partigiani dell’ELAS comunista, poi contro le guerriglie anticolonialiste nell’impero: Malesia, Kenia, Cipro, Oman, contro i guerriglieri Kurdi in Iraq e come truppe speciali a supporto del contingente ANZAC (Australian New Zeeland Army Corp) nella guerra del Vietnam.
    I SAS fecero la loro apparizione in Nord Irlanda nel 1970, alla fine della spedizione in Oman: una cinquantina di specialisti di controguerriglia urbana. Nel 1976 il governo inglese ammise ufficialmente la loro presenza in Ulster per un totale di 150 unità. I SAS operarono soprattutto nella parte meridionale della contea di Armagh, al confine con l’EIRE: il loro compito era creare una rete di informazione e sorvegliare la frontiera. In realtà il SAS riuscì a creare un’efficiente rete si spionaggio ma operativamente invece di smantellare le reti IRA o sequestrare i depositi di armi ed esplosivi, si preferiva - e si continua a preferire - attendere che qualche repubblicano si avvicini ai depositi e ucciderlo definendolo successivamente e ufficialmente “ucciso in conflitto a fuoco”. Dei circa 90 membri dell’IRA ufficialmente “morti in azione” del 1978 al 1989 una cinquantina sono stati uccisi nei dintorni di basi e depositi di armi dell’IRA risultati già individuati da tempo dai servizi speciali.
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    I “tentativi di pace”
    Nei vari tentativi di pacificazione compiuti negli ultimi dieci anni il problema principale è sempre il rifiuto politico del governo inglese a riconoscere la natura nazionale e sociale della guerra di liberazione nell’Irlanda del Nord. La prima cosa che salta all’occhio è la natura dei firmatari: sia l’accordo del 1985 sia i successivi vedono sempre il governo inglese discutere con quello della Repubblica di Irlanda.
    E’ ovvio che fintanto che il Regno Unito non riconoscerà il Movimento Repubblicano in quanto tale e confiderà nella possibilità di una soluzione militare del conflitto non ci potrà essere una vera trattativa. Il punto politico di qualsiasi accordo resta quindi il ritiro delle truppe inglesi dalle sei contee e la riunificazione fra queste e la Repubblica d’Irlanda: contro questo resterà sempre l’opposizione dell’estremismo Orangista e dei settori dello stato inglese incapaci di concepire l’abbandono dell’ultima colonia.


    Accordo Anglo Irlandese Hillborough 15.11.85.
    Firmatari Margaret Thatcher, Primo Ministro inglese, e Garret Fitzgerald per la Repubblica d’Irlanda. I punti d’accordo sono tre, apparentemente banali: nessun cambiamento costituzionale sarà possibile senza l’approvazione della maggioranza del popolo dell’Irlanda del nord; oggi la maggioranza non vuole nessun cambiamento costituzionale nelle Sei Contee, se in futuro la maggioranza del popolo nord irlandese volesse la riunificazione con l’EIRE i due governi si impegnano a favorirla.
    Nel linguaggio obliquo della diplomazia l’accordo di Hillborough definisce due punti di assoluta novità rispetto alla politica del governo inglese in Irlanda: che le Sei Contee non sono un territorio inglese ma amministrato dalla Gran Bretagna e che la richiesta di riunificazione dell’Irlanda è legittima. Dato che nel 1985 i cattolici erano oltre il 40% ed il loro incremento demografico più alto di quello dei protestanti se in qualche modo si fossero ridotte le discriminazioni politiche e sociali nei loro confronti l'esistenza di una maggioranza favorevole alla riunificazione poteva considerarsi una questione di tempo.
    Le reazioni all’accordo sono del tutto negative: i protestanti lo considerarono un tradimento ed una minaccia diretta. Il 23.11.85 quasi 100 mila protestanti parteciparono alla manifestazione di protesta indetta dai maggiori partiti protestanti: la tesi di fondo era che l’accordo riconosceva al governo di Dublino una legittimità di intervento in quelli che i protestanti consideravano affari interni dell’Ulster, nella parte che stabiliva la creazione di un “Consiglio Governativo Anglo Irlandese” con competenze su diritti umani, sicurezza e discriminazione.
    Da parte sua il Sinn Fein non poteva accettare un accordo che dava al governo inglese una patente di neutralità nelle vicende dell’Ulster. Nel programma elettorale del 1987 il Sinn Fein scriveva: “L’accordo di Hillsborough ignora le radici del conflitto che si combatte in Irlanda del Nord” In pratica il Sinn Fein non voleva accettare le parti dell’accordo che stabilivano la collaborazione “antiterrorismo” fra i due governi soprattutto nel pattugliamento della frontiera. In questo il Sinn Fein vedeva il rafforzamento di un confine che contraddiceva l’obiettivo di riunificazione.


    La Dowinig Street Declaration - dicembre 1993
    L’accordo del 1985 finì per esaurirsi dall’interno sotto il peso delle sue stesse contraddizioni: resta lo stesso aperto il discorso della soluzione politica della questione irlandese e questa idea che non ci potrà in nessun caso essere una soluzione militare della guerra irlandese porta ad una sempre maggiore avversione da parte dell’opinione pubblica inglese per la presenza delle truppe di Sua Maestà in Ulster.
    Questa impopolarità e la considerazione dei costi enormi che l’occupazione comporta spinge il governo inglese a mantenere sempre aperte forme di colloquio con le controparti irlandesi: ufficiali con il governo di Dublino e ufficiose con i partiti repubblicani irlandesi.
    Questo lavorio porta nel dicembre 1993 alla Dichiarazione di Dowinig Street (la residenza ufficiale del primo ministro inglese) che la stampa internazionale ha subito ed enfaticamente definito “lo scoppio della pace”.
    Per la sua importanza e per la portata dell’equivoco” è doveroso scendere nei particolari di questo accordo che, ridotto ai termini essenziali, prevede:
    · ·Apertura di negoziati con il Sinn Fein dopo un cessate il fuoco di almeno tre mesi da parte dell’IRA
    · ·Riconoscimento dei diritto di autodeterminazione del popolo irlandese da attuarsi con il consenso delle popolazioni dell’Ulster attraverso un referendum
    · ·Disponibilità di Dublino a modificare la propria costituzione negli articoli che rivendicano l’indivisibilità dell’Irlanda “nell’ambito del una soluzione generale e negoziata”.
    La Dichiarazione proviene dal Primo Ministro Inglese e del Primo Ministro della Repubblica d’Irlanda: il primo limite è ovviamente questo laddove il movimento repubblicano - ed anche i repubblicani nord irlandesi avversi alla politica dell’IRA e rappresentati dall’ISDP - sono messi fuori dalla trattativa. In compenso agli Unionisti la dichiarazione riconosceva un vero e proprio diritto di veto.
    Il governo irlandese dell’EIRE usciva ancora una volta dando di più di quanto otteneva: gli stessi ambienti del Fianna Fail più legati al Nord ponevano l’accento le ambiguità della dichiarazione. In primo luogo l’ambiguità della formula riguardo all’autodeterminazione. Non è chiaro dal testo se il referendum per un’eventuale riunificazione riguardasse l’intera Irlanda - rivendicazione storica del movimento repubblicano - o il contemporaneo svolgersi di due referendum - in Ulster e nell’EIRE; in secondo luogo “autodeterminazione” non significa necessariamente riunificazione: il referendum poteva anche determinarsi su altri scenari, ad esempio l’indipendenza dell’Ulster...
    Il punto in cui si parla di una modifica agli articoli della costituzione dell’EIRE riguardo alla unità territoriale dell’Irlanda “delle sue isole minori e dei suoi mari” indebolisce innegabilmente la posizione irlandese rendendo l’aspirazione all’unità nazionale un qualcosa di veramente vago.
    Sul lato politico poi il cedimento è evidente: mentre il Governo dell’EIRE si fa carico delle “paure” degli Unionisti la parte in cui si rivendica una democratizzazione della situazione nelle Sei Contee è veramente debole, demandata all’azione che il governo inglese avrebbe potuto svolgere.
    Non ostante questo dopo la dichiarazione l’IRA ha effettivamente cessato per quasi due anni le azioni armate: non ostante questa tregua l’interpretazione inglese si è fatta ancora più stretta, rendendo, di fatto, quasi inutili i colloqui che pure si sono svolti fra governo inglese e Sinn Fein.
    Da parte loro i gruppi paramilitari protestanti non hanno mollato la loro azione: dopo il sequestro di un carico d’armi nel gennaio 1994 gli Ulster Freedom Fighters hanno lanciato un comunicato in cui “si rassicura la popolazione lealista che gli UFF non li lasceranno mai soli a difendersi”...

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    Aggiornamento febbraio 1996
    L’azione dei gruppi paramilitari Unionisti e lo stagnare dei colloqui politici ha portato ad una recrudescenza dello scontro: l’attentato di Londra scorso ha risvegliato i tamburi di guerra nelle Sei Contee.
    L’attentato dell’IRA è stato sicuramente un segnale politico che, stante anche il black out di notizie generato dalla legislazione speciale resta abbastanza difficile da decifrare.
    Una possibile interpretazione collega l’attentato all’uccisione di un dirigente repubblicano avvenuto nel gennaio ad opera dei “soliti noti” (Unionisti e Servizi di Sicurezza inglesi): in questo caso l’azione potrebbe essere intesa come una rappresaglia ed un avvertimento a non considerare il “cessate il fuoco” come una licenza di colpire senza timore di rappresaglie. Se questa fosse la realtà sarebbe logico pensare che ad un’assenza di azioni “pesanti” dalle due parti corrisponda uno sviluppo dei contatti politici.
    Ma oggi la situazione politica del governo inglese lascia poche speranze: nel dibattito alla Camera dei Comuni sullo scandalo delle forniture di armi all’Iraq il governo Majors ha evitato la sfiducia - e l’automatica decadenza - per i voti decisivo dei quattro deputati Unionisti a Westminster che, dopo la votazioni, hanno dichiarato che il loro appoggio era stato contrattato con uno scambio preciso rispetto all’evoluzione politica dell’atteggiamento del governo Majors stesso rispetto ai contatti con i repubblicani. Questo difficilmente sarà considerato un fatto incoraggiante dal movimento repubblicano, sia nei settori radicali più o meno legati all’IRA ma neppure in quei settori moderati rappresentati dal ISDP.
    In ogni caso i prossimi mesi, eventualmente anche i risultati delle elezioni inglesi e l’atteggiamento che terrà un eventuale governo Laburista, lasceranno capire, riteniamo abbastanza presto l’evolversi della situazione. In tutti i casi la democratizzazione della società nord irlandese e, attraverso questo la pacificazione, è una necessità imprescindibile.
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    Cronologia

    8000 a.C. circa Arrivo in Irlanda dei primi abitanti dalla Scozia attraverso un istmo.
    3000 a.C. circa Civiltà del Ferro, costruzione di Newgrange.
    100 a.C. circa Arrivo dei Gaeli.
    432 d.C. San Patrizio converte i re gaelici al cristianesimo.
    VII-VIII sec.Massima fioritura della civiltà cristiano-gaelica: Vangelo di Durrow, calice di Ardagh, Vangelo di Kells.
    795 Arrivo dei primi vichinghi (chiamati “Danesi”) sulle coste dell’isola di Lambay, la largo di Dublino.
    1014 Il Gran Re Brian Boru è ucciso dopo aver sconfitto i Vichinghi ed i loro alleati irlandese nella battaglia di Clontarf.
    1170 Arrivo dei Normanni a Baginbun, nella contea di Wexford, avanguardia del Conte di Pembroke (“Strongbow”), chiamato dal re irlandese Dermont Macmurrough.
    1171 Strongbow diventa re della regione di Leinster. Arriva in Irlanda Enrico II Plantageneto.
    1366 Statuti di Kilkenny, per cercare di impedire ai Normanni di “diventare più irlandesi degli irlandesi”.
    1496 Il Pale (regione intorno a Dublino) a Clongowes.
    1507 Enrico VIII diventa re d’Inghilterra.
    1515 In Irlanda regna l’anarchia.
    1534 Ribellione di Kildare.
    1558 Elisabetta I sale al trono d’Inghilterra: la riforma non attecchisce in Irlanda.
    1562 Iniziano le guerre irlandesi di Elisabetta.
    1595 Rivolta di Hugh O’Neill, conte di Tyrone.
    1598 Vittoria di O’Neill sulle forze inglesi a Yellow Fork, nell’Ulster.
    1601 O’Neill, O’ Donnell e i loro alleati spagnoli sono sconfitti della battaglia di Kinsale.
    1603 Giacomo I Stuart sale al trono d’Inghilterra. O’Neill si arrende a Mountjoy. Si rafforza il predominio inglese soprattutto nell’ex feudo di O’ Neill, l’Ulster.
    1606 Insediamento privato nella penisola di Ards da parte di coloni scozzesi presbiteriani.
    1608 Programmata ma solo parzialmente attuata al colonizzazione di Derry e delle altre contee confiscate.
    1641 Grande ribellione dei cattolici-gaeli per il recupero delle terre confiscate. A loro si uniscono anche i “Vecchi Inglesi” cattolici anch’essi. I proprietari cattolici detengono il 59% delle terre.
    1649 Cromwell sbarca in Irlanda ed espugna Drogheda e Wexford.
    1650 I proprietari cattolici sono esiliati nella contea di Connaught.
    1688 Giacomo II Stuart è deposto in Inghilterra e si rifugia in Irlanda. Le porte di Derry sono chiuse alle sue truppe. I cattolici detengono il 22% delle terre irlandesi.
    1689 Assedio e liberazione di Derry.
    1690 Guglielmo d’Orange sbarca a Carrickfergus e sconfigge l’esercito giacobita-irlandese a Boyne.
    1691 Sconfitta cattolica a Aughrim e resa finale a Limerick.
    1695 I cattolici detengono il 14% delle terre. Sono promulgate le prime leggi repressive contro i cattolici.
    1698 William Molyneaux pubblica un pamphlet contro la dominazione inglese in Irlanda.
    1714 I cattolici detengono il 7% della terra irlandese.
    1720 Jonathan Swift, decano della chiesa di St. Patrick a Dublino, scrive un pamphlet che invita a “rifiutare ogni cosa provenga dall’Inghilterra”
    1775 Henry Grattan diventa capo del Partito dei Patrioti.
    1778 Il parlamento irlandese ottiene l’autonomia legislativa dall’Inghilterra.
    1796 La flotta francese, con a bordo Wolfe Tone, arriva a Bantry Bay.
    1796-98 Gli United Irishmen preparano la rivolta.
    1798
    Marzo Arresto e morte di sir Edward Fitzgerald, sollevazione nella Midlands.
    Giugno Ribellione nella contea di Wexford: battaglia di Vinegar Hill.
    Novembre Morte di Wolfe Tone.
    1800 L’Atto di unione, che unifica Inghilterra e Irlanda, è approvato dal parlamento con decorrenza 1.1.1801.
    1803 Rivolta, processo ed esecuzione di Robert Emmet.
    1823 Daniel O’Connell fonda l’Associazione Cattolica.
    1828 O’Connell è eletto deputato per la contea di Clare.
    1829 Atto di emancipazione dei cattolici.
    1837 La regina Vittoria sale al trono d’Inghilterra.
    1840 O’Connell fonda la Società per la Revoca dell’Atto d’unione (Repel Association).
    1843 Monster Meeting di O’ Connell per la revoca dell’atto di Unione. Un secondo meeting è tenuto a Tara nell’agosto mentre un terzo, convocato a Clontarf per novembre, è proibito.
    1845 Malattia delle patate: inizia la Grande Carestia (1845-48). Charles Trevelyan, ministro del Tesoro. Sir Robert Peel, primo ministro, ordina l’importazione di mais.
    1846
    Aprile Trevelyan autorizza per la prima volta l’apertura dei magazzini pubblici di mais ma più tardi ordina la loro chiusura perché “l’intero paese vi si è precipitato”. Abrogazione delle Corn Laws. Attacchi ai trasporti di vettovaglie.
    Luglio Lord John Russell occupa li posto di Peel come primo ministro.
    Agosto Inizio del programma di lavori pubblici a sostegno della popolazione, programma che è interrotto in attesa dell’esito del raccolto. Raccolto ancora disastroso. Ripresa del programma.
    Ottobre Primi decessi per denutrizione.
    1847 Le cucine da campo del governo distribuiscono le prime razioni alimentari gratuite. Comincia a diffondersi l’epidemia di tifo. Il raccolto delle patate è risparmiato dall’epidemia ma è molto scarso. Trevelyan chiude le cucine da campo, ottiene il titolo di cavaliere e si ritira a scrivere la storia della carestia. Le autorità locali sono investite della responsabilità degli interventi di soccorso. L’Irlanda viene abbandonata alle “forze della natura”
    1848-49 Gli anni peggiori della carestia che costa quasi un milione di morti e costringe all’emigrazione più di un milione e mezzo di irlandesi su un totale di sei milioni e mezzo di abitanti.
    1848 Battaglia “dell’orto della vedova” a Ballingarry, nella contea di Tipperary. Smith O’Brien, capo della Giovane Irlanda, viene arrestato e James Stephens fugge in Francia.
    1856 Stephens torna dall’esilio e si dedica all’organizzazione di una associazione che, due anni dopo, prende li nome di Fratellanza Repubblicana Irlandese. Nello stesso tempo, fra gli irlandesi in America, nasce la Fratellanza Feniana.
    1863 Viene fondato Irish People
    1865 Arresto dei redatto di Irish People, Stephens viene richiuso a Richmond da cui evade.
    1866 Stephens prima incita alla rivolta e poi cerca di rinviarla. Viene deposto dall’ala “americana” dei Feniani che assume la direzione del movimento repubblicano. Kelly, veterano irlandese della Guerra di Secessione, diviene capo della Fratellanza e sbarca in Irlanda.
    1867
    Febbraio Fallito assalto al Chester Castle
    Marzo Rivolta Feniana in Irlanda
    Settembre Kelly viene liberato durante la traduzione in carcere.
    Novembre Esecuzione di Allen, Larkin e O’Brien.
    Dicembre Attentato a Clerkenwell.
    1869 Su iniziativa del primo ministro inglese Gladstone, la chiesa protestante non è più chiesa di stato in Irlanda.
    1870 Primo Land Act - riforma agraria - di Glandstone.
    1875 Charles Stewart Parnell viene eletto al parlamento inglese per la contea di Meath.
    1879 Minaccia di carestia e sfratti di contadini. Micheal Davitt fonda la National Land League.
    1879-82 “Guerra per la terra”, gli affittuari resistono agli sfratti. Parnell diventa capo del movimento.
    1881 Secondo Land Act di Glandstone. Parnell, leader del partito irlandese, viene imprigionato.
    1882 “Trattato” di Kilmaminham, rilascio di Parnell. Assassinio di Phoenix Park.
    1886 Il primo Home Rule Bill - progetto di autogoverno - viene respinto dai Comuni. Il partito liberale si divide sull’argomento.
    1887 Uno scandalo sulla relazione extraconiugale di Parnell Katherine O’Shea viene montato dal conservatore The Times. Lo “scandalo”, per altro noto a tutti in Irlanda e da cui era nato un figlio morto nel 1882, aliena a Parnell l’appoggio della chiesa cattolica. A niente vale la dimostrazione, nel 1889, della falsità delle lettere pubblicate dal Times e la condanna per calunnia del giornalista Pigott. Nel 1890 la causa di divorzio di Katherine O’Shea diviene un altro, insormontabile, scandalo. Parnell viene deposto da leader del partito irlandese nel 1890, si presenta ma viene battuto nel corso di tre consecutive elezioni suppletive e muore nell’ottobre del 1892.
    1893 Secondo Home Rule Bill: approvato dai Comuni viene bocciato dalla camera dei Lord. Viene fondata la Lega Gaelica.
    1899 Arthur Griffith fonda il giornale The United Irishmen
    1903 Viene approvato il Land Purchase Act (Wyndham Act)
    1906 I liberali vincono le elezioni con ampio margine e non sono costretti a concedere l’Home Rule per ottenere l’appoggio del partito irlandese.
    1910 Due elezioni generale nelle quali conservatori e liberali ottengono più o meno lo stesso risultato portano il partito irlandese ad essere nuovamente l’ago della bilancia della vita parlamentare: si ricomincia a parlare dell’Home Rule.
    1911 Il Parliament Act abolisce il diritto di veto della camera dei Lord.
    1912 Viene approvato il terzo Home Rule Bill. Nell’ulster viene formata la Protestant League per opporsi alla legge di autogoverno.
    1913
    marzo I protestanti si organizzano nella Ulster Volunteers Force, paramilitare.
    novembre i nazionalisti si organizzano anche militarmente nella Irish Citizen Army e negli Irish National Volunteers.
    1914
    marzo “ammutinamento” di Curragh
    aprile i protestanti contrabbandano armi per i loro gruppi di difesa
    luglio anche i cattolici contrabbandano armi
    agosto scoppia la guerra mondiale
    settembre l’Home Rule Act viene iscritto nello Statute Book e diventa legge definitivamente. L’IRA decide la rivolta armata.
    1916 Insurrezione di Pasqua a Dublino. Esecuzione dei rivoltosi fra il 3 e il 12 maggio. A Natale vengono rilasciati i primi detenuti, compreso Michael Collins.
    1917 In luglio vengono liberati tutti i prigionieri della Easter Rising. Eamonn De Valera viene eletto deputato.
    1918 Alle elezioni di dicembre il Sinn Fein prevale sul partito parlamentare irlandese nelle elezioni generali: i deputati non si insediano a Londra ma creano al Dail Eireann, parlamento autoconvocato irlandese.
    1919 Apertura del Dail Eireann: alcuni poliziotti cattolici del Royal Irish Constabulary vengono uccisi. Michael Collins organizza le rappresaglie.
    1920
    marzo I Black and Tans vengono inviati a sostenere la polizia reale.
    novembre Kevin Barry viene impiccato (prima esecuzione di 24 eseguite fino al giugno 1921 contro membri dell’IRA).
    dicembre gli ausiliari della Constabulary incendiano Cork
    1921
    maggio fallito assalto dell’Ira alla dogana di Dublino
    luglio Apertura del parlamento nord irlandese a Belfast. Tregua fra inglesi e IRA
    dicembre trattato di pace fra inglesi e Ira.
    1922
    aprile Four Courts viene occupata da elementi dell’IRA contrari al trattato
    giugno dalle elezioni emerge una maggioranza favorevole al trattato. Four Courts attaccata dalle truppe del nuovo Stato Libero. Inizio della guerra civile.
    agosto morte di Arthur Griffith e Michael Collins. Cosgrave presidente del consiglio.
    novembre prime esecuzioni di militanti IRA insorti contro il trattato da parte dello Stato Libero: in totale saranno 77 le condanne a morte eseguite fino a maggio del 1923.
    1923 fine della guerra civile: l’IRA depone le armi.
    1926 De Valera fonda il Fianna Fail
    1932 il Fianna Fail vince le elezioni, i detenuti dell’IRA vengono liberati. Guerra commerciale con l’Inghilterra per la sospensione da parte irlandese del pagamento della annualità agrarie.
    1937 promulgata la costituzione irlandese.
    1938 accordo economico con la Gran Bretagna, gli inglesi rinunciano alla clausole militari del trattato del 1921.
    1939 ricominciano le azioni armate dell’IRA in Irlanda e in Gran Bretagna. L’EIRE resta neutrale nel conflitto europeo.
    1948 sconfitta del Fianna Fail alle elezioni: dopo sedici anni De Valera non è più primo ministro.
    1949 proclamata ufficialmente la Repubblica d’Irlanda. Riconoscimento della Gran Bretagna che si impegna a garantire il diritto di autodeterminazione dell’Ulster.
    1956-62 campagne militari dell’IRA nell’ulster.
    1967 viene fondata l’Associazione per i diritti civili in Irlanda del Nord (NICRA).
    1968
    agosto prima marcia per i diritti civili.
    ottobre William Graig, ministro degli Interni dell’ulster, proibisce una marcia per i diritti civili a Derry, la marcia si tiene ugualmente e viene brutalmente repressa dalla polizia.
    1969
    gennaio marcia per i diritti civili da Belfast a Derry indetta da People’s Democracy. I manifestanti vengono attaccati il 4 gennaio a Burntollet Bridge da poliziotti e protestanti dei gruppi armati.
    agosto i “B-specials” (ausiliari di polizia) attaccano i quartieri cattolici a Belfast e Derry. il 14 il governo inglese invia proprie truppe in Ulster.
    ottobre disordini provocati dai protestanti dopo il rapporto della commissione Hunt sulle illegalità della polizia nord irlandese.
    1971
    febbraio a Belfast viene ucciso il primo militare inglese nel corso di manifestazioni di piazza
    agosto Faulkner, primo ministro dell’ulster, ottiene dal governo inglese misure eccezionali contro “il terrorismo”: 324 persone vengono arrestate nel corso del mese e altre 1576 nei successivi.
    1972
    30 gennaio “Domenica di sangue”
    marzo viene sospeso l’autogoverno dell’ulster e sciolto il parlamento di Stormont. Londra passa al controllo diretto delle Sei contee.
    1973 Accordo di Sunningdale: viene creata una Assemblea ed un esecutivo con la partecipazione dei cattolici e Faulkner a capo.
    1974 Lo sciopero degli Ulster Workers porta alla caduta del gabinetto Faulkner e alla reimposizione del controllo diretto di Londra.
    1975 Convenzione per le elezioni in Ulster.
    1976 La convenzione viene sciolta con un nulla di fatto.
    1981 Jim Prior diviene segretario da stato per l’Irlanda del Nord. I militanti dell’IRA in carcere iniziano lo sciopero della fame rivendicando lo status di prigionieri politici.
    1982 Il Provigionals Sinn Fien partecipa alle elezioni per l’assemblea nord-irlandese ottenendo cinque seggi su settantotto.
    1985 Accordo anglo-irlandese.
    1986 L’Assemblea nord-irlandese viene sciolta.
    1993 Dichiarazione di Downing Street.
    1994
    agosto cessate il fuoco proclamato dall’IRA
    ottobre anche i gruppi paramilitari protestanti proclamano il cessate il fuoco.
    fine anno primi contatti fra governo inglese e Sinn Fein.

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    Foggy dew (Tradizionale)
    Era il giorno di Pasqua e scendevo giù - sulla strada per la mia città - quando vidi protetti dalla bruma del mattino - mille uomini marciare per l’Irlanda. - E nell’aria non c’eran cornamuse e tamburi - solo i passi che battevan la sterpaglia, - mentre al colle di Liffey la campana suonava - come il tuono che attraversa la battaglia. - Con orgoglio scoprii che a sfidare il destino - sventolavan le bandiere della guerra: - era meglio crepare sotto il cielo di Dublino - che regalare il cuore all’Inghilterra. - Dalle verdi pianure di Royal Meath - ogni uomo lasciava la dimora - mentre i barbari inglesi con i loro fucili - salpavan fra le nebbie dell’aurora. - Ma i più forti morirono e la campana suonò - il canto triste della terra violentata - mentre il vento tagliava il dolore nuovo e antico - come una folle, tremenda sciabolata. - Ed il mondo pensava quanto fossero strani - questi uomini liberi e leali - che morivan “soltanto” per riaccendere ancora - la libertà nella bruma dell’aurora.


    Le notizie riportate in questo opuscolo sono tratte sostanzialmente dalle cronache riportate negli ultimi anni da “Il Manifesto”, “Le Monde Diplomatique” ed. italiana, “Avvenimenti “ ed “Internazionale”. Soprattutto agli articoli di Avvenimenti degli ultimi due anni rimandiamo chi intendesse approfondire l’argomento. Cip Firenze 29.2.1996




    A luta continua

  3. #3
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    A breve sul nostro sito!

    Cambio titolo al 3d, per qualsiasi commento inerente la lotta di liberazione irlandese che, nostro malgrado, pare si sia fermata...

  4. #4
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    Non si è fermata, ha preso altre strade ..quella politica ..gli obiettivi ..l'Irlanda unita e socialista sono sempre quelli..

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da pietro Visualizza Messaggio
    Non si è fermata, ha preso altre strade ..quella politica ..gli obiettivi ..l'Irlanda unita e socialista sono sempre quelli..
    Hai ragione, io parlavo (superficialmente ) solo delle azioni targate IRA.

 

 

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