I collettivi aggrediscono l'assessore alla casa
di Marco Merlini
Prima gli sgomberi, poi la contestazione. Durissima. I collettivi di occupanti hanno preso di mira l’assessore comunale alla casa, Virginio Merola, che ieri pomeriggio era ospite del circolo “La Fattoria” al Pilastro per la seduta della commissione casa del Quartiere San Donato.
Un vero e proprio assalto al tavolo dei relatori che avrà un seguito giudiziario: ieri sera, infatti, Merola (con lui anche il presidente del San Donato, Riccardo Malagoli) è stato ascoltato in Questura dal pm Paolo Giovagnoli e ha sporto denuncia contro gli aggressori.
La miccia si è innescata quando il presidente Malagoli del Prc, ha passato la parola a Merola per un intervento. A quel punto i militanti, circa una quarantina (tutti identificati poi dalle forze dell’ordine), si sono alzati dai loro posti e si sono avvicinati minacciosamente al tavolo, strappando di mano il microfono ai due rappresentanti istituzionali. «In questa sede Merola non ha diritto di parlare», urlano gli antagonisti, mentre comincia un vero e proprio parapiglia.
Un paio di tavoli vengono ribaltati, vola qualche bottiglietta d’acqua che va a bagnare sia Merola che Malagoli. E soprattutto volano insulti. «Vergogna, siete fascisti», gridano anche all’indirizzo di Malagoli che abbozza una reazione. Sono altre parole e altri insulti.
E mentre gli occupanti srotolano uno striscione, assessore e presidente hanno già deciso di abbandonare l’aula. Rabbiosa all’uscita la reazione di Malagoli. «Credono di essere loro i depositari dei valori comunisti? Ma i comunisti hanno altre modalità di confronto».
Duro Merola. «È stata un’azione teppistica e squadrista, inaccettabile a Bologna come in qualsiasi altra parte d’Italia. È intollerabile che non si possa esercitare il diritto di parola durante un’assemblea in un Paese democratico». Ma l’episodio non scalfisce le sue convinzioni. «Andremo avanti con gli sgomberi fino al ripristino della legalità».
Netta la condanna del sindaco Sergio Cofferati. «La giunta intende chiedere all’autorità preposta la tutela degli amministratori aggrediti, anche sotto il profilo penale, contro azioni violente e intimidatorie che mirano a turbare la libera e pacifica dialettica politica, la sola in grado di costruire soluzioni adeguate. Chi impedisce agli altri di svolgere la propria funzione e di parlare, lede un principio fondamentale della democrazia».
Condanna dal segretario di Rifondazione comunista Tiziano Loreti e solidarietà a Merola e Malagoli anche dal segretario della Quercia, Andrea De Maria. «È un episodio di estrema gravità che non va sottovalutato. A questo punto mi aspetto una condanna durissima da parte di tutte le forze politiche».
Ma i collettivi non intendono fare passi indietro. «Abbiamo cacciato Merola dalla sala - scrivono in una nota - perchè delegittimiamo chi dall’alto dei palazzi parla di bisogno abitativo facendosi bello di proposte nate e cresciute dentro alla lotta degli occupanti. L’unica risposta che la giunta è in grado di dare al bisogno di casa passa attraverso l’intervento della forza militare».
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Di chi fascista ferisce di fascista perisce.ahahhahhaaa...




Rispondi Citando
Negli anni 70 Il Movimento diceva a Bologna "Zangheri'-Zanghera'..noi bruciamo la citta'..."contro la politica sbirresca del PCI..nel 2006 Rifondazione fa le stesse cose del PCI....ah ..quanto sono nostalgici...
