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  1. #1
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    Predefinito Il perchè dell'atomica nordcoreana

    Uno dei piu' grossi interrogativi posti dall'annunciato test nucleare nordcoreano è fondamentalmente il "perchè" di tale dimostrazione.

    Pensandoci un po' e sopratutto "scavando" nel passato di Kim Il Sung (padre dell'attuale premier) ho trovato una chiave di lettura che penso possa essere valida.
    Se guardiamo negli annali degli anni precedenti appare chiarissimo che negli anni 80' e 90' Kim Il Sung mirava a diventare uno dei leader dei cosiddetti "paesi non allineati".
    Cio' ci indica chiaramente che questo obiettivo è ANCORA il punto di riferimento della Corea del Nord, con un quadro politico internazionale persino piu' "vantaggioso".
    In altri termini, a Pyongyang si sono accorti che all'interno del quadro internazionale manca una reale possibilità di opposizione alla politica statunitense in termini di relazioni "militari" per semplici questioni di "mercato".

    Cioè si è aperto un "varco".

    Una volta questa funzione di "bilanciamento" o di "polarizzazione" era svolta dall'ex Unione Sovietica e dalla Cina, che invece in questo frangente non possono praticamente opporsi con un programma di "supporto militare" a qualunque paese risulti "recalcitrante" agli Stati Uniti.
    Semplicemente perchè sia la Russia che la Cina sono legati da pesanti condizionamenti economici collegati al fatto che a tutt'oggi gli USA sono il maggior mercato del mondo e sbocco quindi delle materie prime russe e dei lavorati e semilavorati cinesi.

    Ecco quindi l'idea, basata sul fatto che sostanzialmente le sanzioni economiche hanno un effetto pressochè nullo sulla NordCorea, di creare un polo di "supporto militare e tecnologico" sul nucleare e sugli armamenti, da rivendere e supportare ai vari paesi dell' "asse del male" in barba ai vari "consigli di sicurezza" e alle varie Banche mondiali.
    E' evidente che tale indirizzo, nè piu' nè meno similare al "supporto militare e tecnologico" offerto ai tempi della guerra fredda dall'Unione Sovietica, è in questo momento assai ricercato non solo in Medio Oriente ma in buona parte del mondo da tutti i paesi che si sentono minacciati dalla politica statunitense e in genere "occidentale".
    E per la Corea del Nord sarebbe anche un affare economico non indifferente, che gli permetterebbe non solo di assumere una posizione di indirizzo e leadership sui paesi "amici", ma anche un fiume di denaro nelle casse vuote di Pyongyang.
    Vuoi una soluzione VERA alla Crisi Finanziaria ed al Debito Pubblico?

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  2. #2
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    il tuo ragionamento non è sbagliato.

    ma se l'idea di Reagan, la SDI, sta venendo veramente realizzata è poco probabile che avere armi nucleari conti qualche cosa per la corea. due fregate SDI (ipotetica nuova tecnologia di proiezione di scudi antibalistici) davanti alla costa, un paio di portaerei e la corea perde la deterrenza. con ciò rischia le botte da chiunque, a partire dalle truppe al sud e dai cinesi.
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  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Fuori_schema Visualizza Messaggio
    In altri termini, a Pyongyang si sono accorti che all'interno del quadro internazionale manca una reale possibilità di opposizione alla politica statunitense in termini di relazioni "militari" per semplici questioni di "mercato".

    Cioè si è aperto un "varco".

    Una volta questa funzione di "bilanciamento" o di "polarizzazione" era svolta dall'ex Unione Sovietica e dalla Cina, che invece in questo frangente non possono praticamente opporsi con un programma di "supporto militare" a qualunque paese risulti "recalcitrante" agli Stati Uniti.
    Semplicemente perchè sia la Russia che la Cina sono legati da pesanti condizionamenti economici collegati al fatto che a tutt'oggi gli USA sono il maggior mercato del mondo e sbocco quindi delle materie prime russe e dei lavorati e semilavorati cinesi.

    Ecco quindi l'idea, basata sul fatto che sostanzialmente le sanzioni economiche hanno un effetto pressochè nullo sulla NordCorea, di creare un polo di "supporto militare e tecnologico" sul nucleare e sugli armamenti, da rivendere e supportare ai vari paesi dell' "asse del male" in barba ai vari "consigli di sicurezza" e alle varie Banche mondiali.
    E' evidente che tale indirizzo, nè piu' nè meno similare al "supporto militare e tecnologico" offerto ai tempi della guerra fredda dall'Unione Sovietica, è in questo momento assai ricercato non solo in Medio Oriente ma in buona parte del mondo da tutti i paesi che si sentono minacciati dalla politica statunitense e in genere "occidentale".
    E per la Corea del Nord sarebbe anche un affare economico non indifferente, che gli permetterebbe non solo di assumere una posizione di indirizzo e leadership sui paesi "amici", ma anche un fiume di denaro nelle casse vuote di Pyongyang.
    E' anche la mia opinione.
    La Corea del Nord può dare quel supporto militare e logistico a quei paesi che lottano contro l'imperialismo americano, proprio perchè (a differenza di Cina e Russia...ma anche Iran) non ha bisogno dei mercati statunitensi ed europei.
    La Corea del Nord potrebbe, ad esempio, passare armi alla resistenza irachena (così come cinesi e russi, prima di entrare nel mercato capitalista mondiale, rifornivano di armi i vietnamiti) o Hezbollah o Stati come l'Iran, la Siria, lo Zimbabwe, senza temere ritorsioni commerciali che mettano in ginocchio la propria economia (che è completamente autarchica e di autosussistenza), anche eventuali sanzioni economiche ben poco effetto sortirebbero in un Paese del genere abituato a fare a meno di qualsiasi "aiuto" esterno, per non parlare di un eventuale uso della forza che, alla luce degli attuali sviluppi nucleari, mi pare assolutamente fuori discussione (la Storia ci insegna che USA e loro sodali non attaccano paesi militarmente forti e nuclearizzati).
    Dunque la Corea del Nord gioca da una posizione di forza, non è ricattabile e può seriamente, alivello militare, porsi alla testa di un asse antimperialista internazionale, cosa che potrebbe portarle anche dei vantaggi economici, perchè se il fronte si coagula e si compatta la Corea può barattare la sua tecnologia bellica in cambio di forniture alimentari, energetiche, di materie prime, etc.
    credo che paesi come Iran, Siria, Sudan, Zimbabwe, ma anche Bielorussia, Venezuela, Bolivia, Uzbekistan e tanti altri sarebbero ben felici di fare certi affari con il Caro Leader Kim Jong Il...

  4. #4
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    Ultim’ora Roma, 14:06

    NUCLEARE: PYONGYANG, DIALOGO O SCONTRO

    La Corea del Nord prendera' "concrete contromisure" se proseguiranno le minacce e le pressioni statunitensi. "Se gli Stati Uniti continueranno a minacciarci e a fare pressioni, per noi sara' una dichiarazione di guerra e prenderemo una serie di contromisure concrete". E' quanto ha fatto sapere in una nota del ministero degli Esteri nordcoreano, diffusa dall'agenzia Kcna. Il regime di Pyongyang, mentre al Consiglio di Sicurezza dell'Onu si sta discutendo di sanzioni, fa comunque sapere che lascia aperta la porta al dialogo. "Sebbene abbiamo condotto un test nucleare a causa dell'atteggiamento degli Stati Uniti, resta immutata la nostra volonta' di perseguire l'obiettivo della denuclearizzazione delle penisola coreana attraverso il dialogo e il negoziato", prosegue la nota, "ma siamo pronti sia al dialogo sia allo scontro. La Corea del Nord ha chiarito in piu' di un'occasione di non avere interesse a possedere anche un solo ordigno nucleare se non sara' piu' esposta alle minacce statunitensi e se sara' favorito un clima di fiducia tra i due Paesi". In un'intervista all'agenzia giapponese 'Kyodo News', Kim Yong-Nam, presidente dell'Assemblea popolare del popolo, di fatto numero due del regime nordcoreano, ha affermato che Pyongyang e' pronta a condurre altri test nucleari, se non cambiera' la politica ostile dell'amministrazione americana. "La questione dei test nucleari e' strettamente legata alla politica statunitense verso il nostro Paese", ha detto.
    Mentre al Palazzo di Vetro si sta tentando di trovare un accordo sul testo di risuluzione per nuove sanzioni in risposta al test nucleare, il governo giapponese ha deciso nuove sanzioni bilaterali verso Pyongyang. Lo ha riferito l'agenzia 'Kyodo News' che ha preannunciato una conferenza stampa del primo ministro Shinzo Abe su questo tema.
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  5. #5
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    La Corea del Nord si è dotata di armi nucleari per scopi PURAMENTE INTERNI, siccome per uccidere di fame IL PROPRIO POPOLO ci voleva troppo tempo hanno ben pensato di dotarsi di tecnologie più efficaci.

    Cordiali Saluti
    E voi tutti, o Celesti, ah! concedete,
    Che di me degno un dì questo mio figlio
    Sia spendor della patria, e de Troiani
    Forte e possente regnator. Deh! fate
    Che il veggendo tornar dalla battaglia
    Dell'armi onusto de' nemici uccisi,
    Dica talun: NON FU SI' FORTE IL PADRE:
    E il cor materno nell'udirlo esulti.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da abu ital Visualizza Messaggio
    E' anche la mia opinione.
    La Corea del Nord può dare quel supporto militare e logistico a quei paesi che lottano contro l'imperialismo americano, proprio perchè (a differenza di Cina e Russia...ma anche Iran) non ha bisogno dei mercati statunitensi ed europei.
    La Corea del Nord potrebbe, ad esempio, passare armi alla resistenza irachena (così come cinesi e russi, prima di entrare nel mercato capitalista mondiale, rifornivano di armi i vietnamiti) o Hezbollah o Stati come l'Iran, la Siria, lo Zimbabwe, senza temere ritorsioni commerciali che mettano in ginocchio la propria economia (che è completamente autarchica e di autosussistenza), anche eventuali sanzioni economiche ben poco effetto sortirebbero in un Paese del genere abituato a fare a meno di qualsiasi "aiuto" esterno, per non parlare di un eventuale uso della forza che, alla luce degli attuali sviluppi nucleari, mi pare assolutamente fuori discussione (la Storia ci insegna che USA e loro sodali non attaccano paesi militarmente forti e nuclearizzati).
    Dunque la Corea del Nord gioca da una posizione di forza, non è ricattabile e può seriamente, alivello militare, porsi alla testa di un asse antimperialista internazionale, cosa che potrebbe portarle anche dei vantaggi economici, perchè se il fronte si coagula e si compatta la Corea può barattare la sua tecnologia bellica in cambio di forniture alimentari, energetiche, di materie prime, etc.
    credo che paesi come Iran, Siria, Sudan, Zimbabwe, ma anche Bielorussia, Venezuela, Bolivia, Uzbekistan e tanti altri sarebbero ben felici di fare certi affari con il Caro Leader Kim Jong Il...
    Tesi condivisibile ... personalmente credo con la necessità che c'è di petrolio l'IRAN non sia così ricattabile dagli USA. Il primo importatore del petrolio degli ayatollah è la Cina e dubito che ci rinunci.

    Per questo sta diventando il pericolo numero uno degli USA.

    Lou Delfin

  7. #7
    Hanno assassinato Calipari
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    Citazione Originariamente Scritto da locke Visualizza Messaggio
    La Corea del Nord si è dotata di armi nucleari per scopi PURAMENTE INTERNI, siccome per uccidere di fame IL PROPRIO POPOLO ci voleva troppo tempo hanno ben pensato di dotarsi di tecnologie più efficaci.

    Cordiali Saluti
    Non risulta a nessuno che la NK muoia di fame, ci risulta invece che gli Usa abbiano assassinato milioni di coreani in una guerra idiota, che hanno pure perso.

  8. #8
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    Potrebbe anche trattarsi sul serio di un bluff, come ha ipotizzato anche un sismologo nostrano sul Corriere di oggi. Non lo sapremo mai, anche perché lo scopo del bluff è proprio quello di insinuare il dubbio nella mente degli avversari. Tuttavia sono poco incline a credere che Kim si illuda ancora di poter aspirare al ruolo di guida di un asse antagonista, per il quale ci sono candidati molto più papabili. Continuo a credere che con questa mossa Pyongyang speri di poter avviare delle trattative bilaterali con gli USA, senza l'intermediazione cinese. Aiuti economici e garanzia della sopravvivenza del regime sono gli obiettivi più plausibili.
    Certo, per un arsenale che si presume molto piccolo (da 4 a 13 bombe) potrebbe anche funzionare un'ipotetica SDI come suggerito da Ronnie, ma solo per annullare la capacità nordcoreana di colpire il suolo di paesi come il Giappone (il prototipo di missile in grado di colpire gli USA ha fatto cilecca durante i test balistici). Non potrebbe invece, impedire a Kim, qualora si trovasse con le spalle al muro, di minacciare l'uso della bomba addirittura contro il suo stesso popolo. Ovviamente parlo di minaccia, non di attuazione della stessa, perché esiste anche in questo caso una tecnica di bluff: gli basterebbe far sì che la minaccia appaia credibile (anche se non lo fosse effettivamente), mostrarsi determinato a fare come Sansone, e potrebbe negoziare da una posizione di forza.
    Preferisco comunque non disegnare scenari apocalittici, ai quali sono da sempre poco incline. Mi limiterò ad osservare che, giunti a questo punto, forse bisognerebbe considerare il regime di non-proliferazione come appartenente al passato... probabilmente questo è l'inizio di un'evoluzione verso quello che alcuni chiamano unit veto system. Il tempo dirà se ho visto giusto.

  9. #9
    Hanno assassinato Calipari
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    Per vedere se è un bluff, attaccate la NK

  10. #10
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    Potrebbe anche trattarsi sul serio di un bluff, come ha ipotizzato anche un sismologo nostrano
    e Arba2

 

 
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