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Gio91 comprati un pallottoliere , conta i voti che aveva As alle regionali e guarda i voti che As e Ft hanno preso alle politiche : il 60% dei fascisti non è andato a votare per la Cdl ; il resto è aria fresca. io non ho votato Ulivo perchè non voto , ma se la vittoria delle sinistre fosse stata in dubbio avrei votato Diliberto. contento?
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Adesso Alleanza nazionale si ap*presta a fare una nuova svolta.
Francesco Storace ha riunito i suoi, sono «la destra di destra», Gianni Alemanno
farà la sua convention sepa*rata nella mezza estate e sarà una sta*gione
di convegni. Ci sta lavorando di fino Adolfo Urso, che è tipo da pensa*toio.
Ha avuto l'incarico da Gianfranco Fini che, invece, preferisce scacciarli i
pensieri. In Sicilia dove la costituzione del governo Cuffaro ha dovuto
attende*re gli spasimi di An, il leader quasi non è più benvenuto: ha avuto
problemi con Enzo Trantino, celebre penalista, cui aveva garantito il Csm, e con
Fabio Fa*tuzzo, cui aveva promesso l'ingresso nel governo di Palazzo
d'Orleans a Paler*mo. Ha fatto guerra a Raffaele Stancanelli, il
vicepresidente dell'assemblea regionale, fra i campioni di raccolta del
consenso, col ri*schio di ripetere un altro abbandono: quello di Nello
Mu*sumeci, il presidente della Pro*vincia di Catania stravotato e però
costretto a fare la sua scissione nell'arcipelago dell'autonomismo, in alleanza
con Raffaele Lombardo. È la crisi dentro quello che fu il più importante
deposito elettorale della destra, ma pa*re che dal Veneto a Lampedu*sa
la regola fondamentale sia la stessa: cacciare (o far scappare) chiunque
pos*sa togliere spazio alla comitiva di diri*genti che con la politica
ci campa. Tra credenti e carrieristi, non si è superata quella fase per cui,
direbbe il filosofo Fatuzzo, la politica che amministra la realtà dal «è un
cretino ma è un amico» deve passare a quella più responsabile del «è un amico,
ma è un cretino», af*finché ì consigli d'amministrazione poi non vengano
sfasciati dai dilettanti al*lo sbaraglio. E gran sbaraglio di
dilet*tantismo è stata An alla prova della re*altà, sebbene il partito
abbia attraver*sato una brutta mesata dopo le intercet*tazioni, le
vergogne e gli arresti alla ma*lasanità in Lazio, sebbene sia fin
trop*po chiaro che se si vota domani come niente An becca un 5 per cento,
tanto è sfasciato il partito. Si spera che l'enne*sima svolta di An non
corrisponda poi alla caustica battuta di donna Assunta, la vedova di Giorgio
Almirante: «An svolta, e che diventa?, Na?». Prima di tutte le svolte ci fu un
parti*to che di nome e cognome faceva Mo*vimento sociale. Era quello con
la base trapezoidale nel simbolo, ebbene si era quello della bara. Fiamma
tricolore con dicitura «Destra nazionale» e poi la si*gla, M.S.I., che sotto
sotto significava questo: Mussolini Sei Immortale, ma anche, e si trattava di
sottrarre voti alla Democrazia cristiana, Maria Santissima Immacolata. Perfino
Padre Pio, in con*fessionale, ai penitenti arrivati a San Giovanni Rotondo
che chiedevano il permesso di votare il partito di Almiran*te («Si commette
peccato?») risponde*va: «Peccato è non votare l'Msi!». Ci fu dunque questo
partito che pure nel dramma di un dopoguerra mai chiu*so raccontò molto più
di una nostalgia. Sarebbe stata nostalgia di modernità fra l'altro:
l'urbanistica, la scienza di Guglielmo Marconi, l'organizzazione culturale, la
letteratura di Luigi Piran*dello, l'Enciclopedia italiana,
l'avan*guardia artistica di un pittore tra i mas*simi come Alberto Burri
(rinchiuso in un campo di concentramento Usa nel Texas), oppure quell'Iri dove
si sareb*be fatto le ossa Romano Prodi. Fu il partito della giustizia al
servizio dello Stato. Fu, infatti, il partito di Paolo Bor*sellino e di un
altro fascistone dell'an*timafia, ovvero Mauro De Mauro, il cronista del
quotidiano L'Ora cancel*lato in un pilone di cemento armato. Alleanza
nazionale ha buttato via tut*to questo mondo e cancellato tutta
l'effervescenza di un dibattito splendido al punto dIndro Montanellii ritrovare
nel comitato editoria*le del Borghese (e dopo, nel Giornale di Indro
Montanelli) protagonisti come Ernst Jünger, Eugene Ionesco, Vintila Horia,
Mircea Eliade in cambio di un Domenico Fisichella troppo ingrato per restare
anche in tempi di magra, per meritarsi infine la benedizione dada di Maurizio
Gasparri sull'Indipendente: «Ho preso 200 mila voti alle europee, sono schede
dove hanno dovuto scrive*re il mio cognome. Quanti libri avrà mai venduto
Fisichella?». Più di Fisichella hanno venduto i “Fa*scisti immaginari” di
Luciano Lanna e Fi*lippo Rossi e i “Cuori neri” di Luca Telese, il cui blog,
a dispetto di An dove non si discute, ma ci si scazza, è un agone a disposizione
delle discussioni. Ma sarebbe perfino scontato aprire una questione sulla
miseria culturale, An ormai al tramonto è puro trash. Alemanno, il più chic tra
i dirigenti di An, comunque candidato sindaco di Roma fino a ieri, per umiltà di
bottega ha dovuto sopportare i tassisti (non le quadrate legioni, ma i
tassisti?) che lo celebravano al grido di «Du-ce, du-ce, du-ce!» come in una
scena di “Caterina va in città”, o come nello spasso di “Vo*gliamo i
colonnelli”. La caricatura: dal*le inique sanzioni alle licenze taxi.
Tan*to valeva restare Msi. Fatta tara dell'antifascismo obbliga*torio,
religione civile dell'Italia demo*cratica, fatta tara dell'inutilità
politica (per quel che è valsa poi, l'utilità di An), la fiamma fu il marchio di
uno sti*le familiare agli italiani pur educati a stare alla larga dalla
destra. Un mar*chio perfino ammirato, se Andrea Ca*milleri, in, un
romanzo, affida al «missino del paese» un ruolo nobile quan*do invece nella
Rai di stato, in tempi di recente guerra antiberlusconiana, in una celebre
puntata del “Medico in fa*miglia”, l'orrido pedofilo stanato da Nonno Libero
(lettore dell’“Unità”) è ov*viamente un lettore del “Giornale”. II MsI non
fu mai al potere e dunque non ebbe modo di sporcare le sue puli*te mani,
così si dice per riflesso condi*zionato, ma se non fu mai al governo fu però
espressione di tutta un'umani*tà radicata nel territorio. I suoi
militan*ti (gli aderenti, si sarebbe detto) come minimo non erano succubi
dell'egemo*nia culturale della sinistra. Erano i let*tori di Indro
Montanelli e di Giovanni*no Guareschi, avevano i libri di Giu*seppe
Berto, gli album di Leo Longa*nesi e nel 1958, a Genova, quando do*po 12
anni d'internamento negli Usa tornò Ezra Pound, il sommo poeta sa*lutò i
giornalisti con il saluto romano dopo di che fu pronto a concedere un'intervista
a Pier Paolo Pasolini; an*che a nome di Franz Pagliani, l'ex fe*derale
del Pnf di Bologna, clinico di fa*ma internazionale il quale, malgrado la
sua condizione di recluso, veniva ri*spettosamente convocato in una sala
operatoria antifascista per dare la sua scienza di chirurgo e poi riconsegnato
ai secondini. Non erano cittadini di se*rie B. Da Fiuggi furono traghettati
nella democrazia. Italiani che pensavano di essere speciali si sono svegliati in
que*sta dura mesata appena scorsa per sco*prirsi come gli altri. Anzi,
peggiori.
Di Pietrangelo Buttafuoco
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Citazione:
Originariamente Scritto da
bazooka
Rimane il fatto che nessuno (nemmeno quel verme di Veneziani , che An ha messo in rai) si riconosce in AN, ci sarà un motivo. O no?
Se un intellettuale si riconosce in un partito... cessa la sua funzione d'intellettuale. AN (come qualunque partito) dev'essere uno strumento, non un fine. Chi prende i partiti come fini ha sbagliato tutto in partenza.
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certi interventi andrebbero snobbati....ora parte un'altra discussione infinità sul nulla..
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Che piaccia o no AN resta l'unico strumento per chi vuole fare politica di destra, è inutile girarci intorno. Alla fine, messe da parte le bandiere di partito, restano le azioni compiute sul territorio a difesa dei valori tradizionali.
Chiunque le metta in pratica è il benvenuto.
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Citazione:
Originariamente Scritto da
bazooka
Romagnoli è un pirla , non sono della Fiamma e non credo che lo sarò mai più.
allora evita di pavoneggiarti perchè Buttafuoco vota Fiamma.
Citazione:
per quanto riguarda Buttafuoco e l'area , il suo primo libro l'ha pubblicato per Ar (ed è bellissimo , altroché le uova del drago). Lui ideologicamente si riconosce nella sinistra nazionale , ma se leggi le uova del drago vedrai che la politica in cui si riconosce Buttafuoco è l'opposto di quella perseguita da Fini quand'era ministro degli esteri. :-:-01#19
Di Buttafuoco ho una buona opinione, so benissimo che non è un finiano, così come non lo sono io :)
Tu fai un errore di fondo, cioè considerare qualsiasi militante e/o simpatizzante della Destra Sociale di AN come un finiano doc badogliano al 100%, stereotipo molto caro a certi ambienti della parte più nostalgica dell'area.
Semplicemente l'area non è nè tanto meglio nè tanto peggio di AN.
AN, pur con milioni di difetti (ben evidenziati da Omar e da Gianmario), almeno può essere "utile" per dare visibilità a certe battaglie e a certe idee (basta vedere la raccolta delle firme contro la cittadinanza dopo 5 anni agli immigrati). Non si potrà di certo fare la rivoluzione (che comunque ora come ora non è fattibile, ma questo alcuni purtroppo non lo capiranno mai), ma almeno qualcosa di diverso dal nulla si può fare e si fa.
I partiti dell'area, magari, da un punto di vista prettamente ideologico, sono migliori sotto certi punti di vista...anche se non si può non notare il fatto che oggi in quei partiti alberga di tutto e di più: dai cattolici tradizionalisti agli ultra-filoislamici, dai tradizionalisti di destra ai socialisti nazionali che talvolta, in alcuni casi, degenerano in una sorta di comunismo in versione nazionalitaria (ma nn troppo). Non dimentichiamoci poi dei nostalgici del ventennio e del MSI stesso che abbondano alla grande.
Nonostante questo, devo dire che c'è anche gente valida con idee valide e che ha ben chiaro che oggi non si può fare altro che presentare l'area nazionalpopolare come una destra sociale, nazionale, popolare e identitaria che lotti per il diritto alla proprietà della casa, contro l'immigrazione selvaggia, il mondialismo, le derive liberiste del capitalismo, contro lo spaccio di droga, ecc.
ma sai qual è il problema? Che la parte valida presente nell'area (che c'è sia in Fiamma che in FN) non riesce ad emergere. E sai perchè? Perchè è circondata da ducetti nostalgici che pensano solo al loro orticello da coltivare con i soliti 0,qualcosa e discorsi roboanti da duri e puri della domenica....e questi signori sono, evidentemente, degli incapaci perchè in tutti questi anni, con un Fini che ne ha dette di tutti i colori, con un partito, AN, che da un punto di vista politico-ideologico ha scontentato grande parte del suo elettorato, il massimo che sono riusciti a prendere è stato un misero 1% circa ciascuno.
E poi qualcuno si chiede perchè molti camerati militano in AN, nonostante tutto :rolleyes:
Citazione:
Rimane il fatto che nessuno (nemmeno quel verme di Veneziani , che An ha messo in rai) si riconosce in AN, ci sarà un motivo. O no?
vedi quanto detto da fede.
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Alemanno e Storace hanno le stesse responsabilità di Fini; Storace probabilmente è molto peggio. E' assolutamente legittimo votare e militare in AN; non si può farlo e pretendere di essere Fascisti. Il punto è tutto qui. Le iniziative di An sono solo fumo negli occhi: gli immigrati che sono qui , almeno la metà sono entrati con il governo Berlusconi , il resto sono chiacchere(la maxisanatoria ce l siamo già scordati?). Storace quand'era gvernatore del Lazio, organizzava corsi di Italiano in Tunisia per formare i lavoratori da far venire in Italia. Alemanno , quand'era candidato a Roma , si è inginocchaito al rabbino. AN in provincia è molto peggio che a Roma. Questo senza parlare dei 5 anni di governo Berlusconi.
Nessuno dice che la rivoluzione è dietro l'angolo ma lottare è un dovere. Detto questo in Francia e in Belgio, in Germania ed in Olanda , movimenti che non sono nel PPe (ne aspirano ad entrarci) hanno avutp un enoprme successo, fors domani succederà anche qui, ma noi e voi saremo da un'altra parte.
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Buona parte dei vostri interventi, sono assolutamente condivisibili. Ma AN ha commesso un errore su tutti: è diventato un partito conservatore (antitesi del movimentismo). Ora, essere un partito conservatore ha un senso quando il proprio paese è di stampo anglosassone. Vedi Inghilterra, Stati Uniti o Australia. In questo caso, l’essere e il dirsi conservatori, ammettiamolo, paga. Ma non in Italia: anzitutto perché l’Italia non è -grazie al buon Dio e alla storia degli uomini- un paese anglosassone. Secondariamente, perché io, al partito conservatore, preferisco il partito delle Tradizioni. Cosa ben diversa, spero condividiate.
Credo, credo, che la destra debba essere necessariamente sociale, perché questo liberismo qui, è un danno per le famiglie. Non sono un antiliberista, ma credo fondamentalmente che anche dal sistema anglosassone si possano trarre elementi utili per l’Italia. Solo che c’è un problema: da che l’Italia s’è scoperta atlantista, ha cercato di prendere quà e là cose –anche utili- ma senza adattarle al nostro paese. Un trapianto di liberismo, ammettiamolo, è una follia: ma operare, mantenendo un'economia sociale di mercato all’interno di un impianto liberista, sarebbe una gran cosa. Io non credo che dall’estero arrivino solo idee da scartare causa pregiudiziali stupide ed infondate: credo soltanto che le idee valide debbano comunque essere adattate al sistema sociale italiano. Perché l’Italia è l’Italia, mica un paese qualsiasi.
Tuttavia, vi faccio notare che in economia la soluzione l’abbiamo sempre avuto sotto gli occhi: si chiama partecipazione, e si va dall’integrazione dei lavoratori nel capitale sociale delle aziende, sino all’avvio di consigli di amministrazione costituiti da rappresentanti dei lavoratori, non dai sindacati e neppure da manager senza scrupoli, senza palle, senza ideali. Ma AN, perché non ha avanzato questa proposta di legge? O meglio, l’ha fatto, ma nel ’96: la firmarono tutti i membri del partito quando era all’opposizione, e quando -soprattutto- quella proposta di legge prendeva idealmente il nome di battaglia. Oggi AN sta con Confindustria: si leggono comunicati stampa paradossali in favore di Montezemolo, mentre avrebbero dovuto/potuto potenziare l’UGL, invece di farlo diventare un contenitore amministrato sempre dalle stesse persone. La partecipazione sarebbe stata un riforma, non un decreto legge: ma nessuno di lor signori l'aveva capito.
La destra che ho personalmente in mente, dovrebbe essere quindi sociale, non conservatrice ma tradizionalista. E riformatrice. Si, perché mentre conservatorismo e riformismo sono termini che si annientano fra loro, tradizionalismo e riformismo -credetemi- vanno a nozze. Perché -e non credo di dire una fesseria- solo un partito sano e che conosce il valore delle tradizioni può sapere sino a che punto ci si possa spingere nel fare le riforme. Mi spiego: se la sinistra, che ha come sola tradizione l’antifascismo, pensa di poter fare riforme sulla famiglia, ci troveremo seriamente con coppie gay messe in condizioni di avere figli. O meglio, innocenti, perché per me, dar figli ad omosessuali quando ci sono coppie etero che devono pagare tangenti per poterne avere uno, è un crimine. Ma se la destra (quella di popolo) -che conosce bene il valore della famiglia- decide di metter mano ai PACS, potremmo ottenere dei legittimi diritti individuali estesi, ad esempio. Potremmo auspicarci una riforma delle adozioni (altra cosa non fatta): se -pensateci bene- la destra si fosse opposta al racket delle adozioni, se si fosse opposta al mercanteggiare dei bambini stranieri, se si fosse opposta alla mafia che concede l’adozione dei bambini italiani, forse, e ripeto “forse”, non saremmo neppure arrivati a discutere di fecondazione assistita. Ed invece, non se ne sono preoccupati.
Per questo AN oggi non è credibile: perché se queste mie idee sono portate avanti da me -che modestamente so perfettamente di essere l’ultima ruota del carro- perché non le possono dire (forse m’accontenterei) questa manica di scienziati che sta ai vertici del partito?
Io ribadisco: la destra sociale è la soluzione, ma dev’essere sganciata dai personalismi alleanzini, perché altrimenti non faremo null’altro che scannarci nel nome di un ideale mentre certa gente s’arricchisce alla faccia nostra. Ma se non esiste neppure un senso sociale all’interno di An, mi chiedo -lecitamente- che ne resterà di noi.
Omar
P.s.: ringrazio chi mi ha gentilmente dato il benvenuto.
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Come può una persona che si ritiene fascista stare in un partito il cui leader ha dichiarato che il fascismo è il male assoluto? Ma poi la questione và ben al di là del fascismo. An appoggia incondizionatamente Israele e la politica Usa, ha posizione ridicole riguardo l'immigrazione, è a tutti gli effetti un partito liberale (con pochissimi finti se e ma) alle elezioni prenderà anche il 12% ma per fare che cosa? Il nulla...
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Citazione:
Originariamente Scritto da
IlMisterioso
Come può una persona che si ritiene fascista stare in un partito il cui leader ha dichiarato che il fascismo è il male assoluto? Ma poi la questione và ben al di là del fascismo. An appoggia incondizionatamente Israele e la politica Usa, ha posizione ridicole riguardo l'immigrazione, è a tutti gli effetti un partito liberale (con pochissimi finti se e ma) alle elezioni prenderà anche il 12% ma per fare che cosa? Il nulla...
Un nulla che è stato decisamente meglio del troppo delle sinistre nei primi 100 giorni di governo...